A S. Giovanni in Fiore si parla del volume “Resistere” con le conclusioni del presidente Mario Oliverio

Giovedì 14 marzo a San Giovanni in Fiore, per iniziativa dell’assessore comunale Milena Lopez e del sindaco Giuseppe Belcastro, importante appuntamento culturale con la collaborazione dell’Icsaic. Sarà presentato, infatti, il volume «Resistere» Trincea e prigionia nell’Archivio Barberio», curato da Giuseppe Ferraro, storico e dirigente del nostro istituto, volume che ha studiato i diari e le carte del capitano Bernardo Barberio di San Giovanni in Fiore. Il volume è stato realizzato nell’ambito di un progetto finanziato dalla Regione Calabria, progetto che ha riguardato la Prima guerra mondiale e il ruolo della eroica Brigata Catanzaro. Dopo l’introduzione dell’Assessore Lopez e i saluti del sindaco Belcastro interverranno l’assessore regionale alla Cultura Maria Francesca Corigliano, il presidente e il direttore del nostro istituto, Paolo Palma e Vittorio Cappelli, Pantaleone Sergi presidente te del Centro di Ricerca sulle migrazioni, e il nostro socio Mario Saccà. Le conclusioni sono affidate al presidente della Regione Calabria on. Mario Oliverio a cui si deve l’idea della ricerca e della pubblicazione del volume. L’appuntamento è fissato per le 16,30, presso la Sala Consiglio del Municipio di San Giovanni in Fiore.

Per gentile concessione dell’editore Pellegrini pubblichiamo la Presentazione al volume firmata dal presidente Mario Oliverio.

Presentazione di MARIO OLIVERIO

La Prima Guerra Mondiale, uno dei conflitti più sanguinosi di sempre, ha rappresentato uno spartiacque nella storia europea e italiana. Eserciti di nazioni che si definivano evolute si sono scontrati sui campi di battaglia e tra le spaventose trincee in cui le innovazioni della tecnica applicate alla guerra hanno generato terrore e morte per milioni di giovani europei che lì hanno lasciato le loro vite e le loro speranze. Una complessa fase della storia europea, appellata “inutile strage” da Benedetto XV, che è stata anche percorsa da ideali e tendenze politiche di riscatto nazionalista, in Italia come epilogo del Risorgimento per le terre irredente di Trento e Trieste, e in altri teatri, invece, divenuta occasione di rivoluzioni di massa e rivolgimenti ideologici che hanno mutato l’assetto dell’ordine mondiale.

Il Primo conflitto mondiale è stato, per gli italiani, il primo vero momento di incontro tra giovani provenienti da regioni diverse, diversissime, unificate nel 1861 ma non ancora presenti realmente l’una all’altra. Non è mancato il contributo dei calabresi a questa complessa e sanguinosa pagina di armi e di politica, e quanti monumenti si ergono nei nostri paesi, nelle piazze di ogni comune, a memoria di caduti più o meno consapevoli di una guerra che si svolgeva a migliaia di chilometri da casa, decisa da altri ma ugualmente affrontata con coraggio e a prezzo della vita, sottratta al lavoro dei campi o della bottega, alle professioni, agli affetti più cari, al futuro.
Il 2018 è stato un anno importante di commemorazioni. In questo quadro si inserisce la possibilità del ricordo e della riflessione che abbiamo voluto offrire con lo studio delle vicende della Brigata Catanzaro e dell’Archivio privato Barberio. La Brigata Catanzaro formazione pluridecorata del Regio Esercito, a cui sono state assegnate due medaglie d’oro. Costituita a Catanzaro nel 1915, è poi andata crescendo con uomini provenienti da varie regioni italiane e divenendo celeberrima per l’eroica impresa di riconquista sul Monte Mosciagh dell’Altopiano di Asiago, nel 1916, immortalata dalla stampa nazionale in illustrazioni che hanno fatto epoca. Essa fu al centro anche di episodi controversi, come le decimazioni del 1916 e del 1917, appunto, e fu oggetto dell’encomio in versi del poeta Gabriele D’Annunzio, protagonista sul fronte di guerra. Dalla ricorrenza del primo centenario della seconda decimazione, che si compì in seguito alla rivolta dei fanti della Catanzaro, avvenuta in Santa Maria La Longa (Udine) tra il 15 e il 16 luglio 1917, è nata la proposta di ricerca e studio che la Regione Calabria ha avviato assieme alla collaborazione dell’ICSAIC e dello studioso Mario Saccà, che oggi vede con questa pubblicazione, offrire al pubblico parte dei risultati raggiunti. Un progetto che ha avuto l’obiettivo di lasciare a tutti i calabresi e a coloro i quali desiderano approfondire, uno strumento di conoscenza e di memoria per un frammento di storia nazionale. Nel progetto di ricerca rientra a pieno titolo la storia del capitano Bernardo Barberio, con lo studio dello straordinario archivio che ci ha lasciato, con i diari e il giornale da campo dei mesi di prigionia. Lo scopo di questa operazione non è tanto quello di fornire giudizi su episodi spinosi della nostra storia militare e sociale, quanto piuttosto di favorire il dibattito degli studiosi e avvicinare alla storia contemporanea le giovani generazioni, attraverso le parole e i gesti dei protagonisti. Oggi i nostri giovani, come sempre è accaduto, nutrono sogni e coltivano ambizioni per la propria vita, e così è stato anche per i giovani soldati di ieri caduti in un sacrificio estremo. Pertanto, è estremamente significativo metterli simbolicamente in contatto con i  giovani di cento anni fa che vissero la tragedia di un grande conflitto, per contribuire ad accrescere la comprensione di quanto sia importante e fondamentale la pace nella società odierna.
Voglio ringraziare quanti si sono spesi con noi per la realizzazione di questo progetto che non finisce, ma prosegue in iniziative di studio e divulgazione. A cominciare dall’ICSAIC nella persona del presidente Pantaleone Sergi e del direttore Vittorio Cappelli, i ricercatori Mario Saccà e Giuseppe Ferraro. In particolare, Mario Saccà ha riportato alla luce, da diversi anni la storia cancellata della Brigata Catanzaro, divenendo punto di riferimento importante per questo argomento a livello nazionale; Giuseppe Ferraro, giovane ricercatore formatosi in Calabria e all’estero, ha affrontato lo studio sui documenti del capitano Barberio con dedizione e passione, utilizzando le lenti dello storico. A entrambi sono particolarmente grato. Non dimentico di ringraziare anche le istituzioni partner nella divulgazione del progetto, l’Ufficio Scolastico Provinciale di Catanzaro, l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e Poste Italiane per la realizzazione di cartoline e folder celebrativi, così come le istituzioni locali nei luoghi del fronte in Friuli e Veneto che si sono rese disponibili ad agevolare le ricerche sul campo. Alla famiglia Barberio, a cui sono legato da antica consuetudine, va il mio caloroso ringraziamento per aver dato la possibilità ai ricercatori di accedere al proprio archivio, riconosciuto dalla Soprintendenza competente e consentirci di realizzare lo studio che qui si propone al pubblico degli studiosi e alla coscienza collettiva, specie dei nostri più giovani concittadini.
Mi preme sottolineare, con soddisfazione, l’adesione, al nostro progetto, del Comitato storico-scientifico per gli Anniversari di Interesse Nazionale e del suo Presidente Franco Marini, che ci hanno onorato di un prestigioso patrocinio.
Sono del tutto convinto che non esista modo migliore, per onorare la memoria di quanti sono caduti o hanno vissuto la tragedia della guerra europea, dello studio e del dibattito scientifico su pagine della nostra storia a lungo tenute nell’oblio. Una società consapevole del suo passato è certamente più capace di attraversare il presente ed edificare un futuro maggiormente sicuro e giusto.
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