De Seta, Vittorio

Vittorio De Seta [Palermo, 15 ottobre 1923 – Sellia Marina (Catanzaro), 28 novembre 2011] 

Documentarista, regista e sceneggiatore, è considerato il padre del cinema documentario italiano. Figlio di Giuseppe, marchese, appartenente al casato dei De Seta che traeva origini da Belvedere Marittimo (Cosenza), e di Maria Elia De Seta Pignatelli, nobildonna toscana giunta in Calabria nel 1919 e tenutaria di possedimenti in Sila e a Sellia Marina (Catanzaro), nonché nipote di Giovanni Emanuele Elia, ufficiale della Marina Militare e inventore delle torpedini da blocco usate nel corso della Prima Guerra Mondiale, Vittorio De Seta era nato a Palermo, città della quale il nonno Francesco era stato Prefetto, trascorrendo nella città la sua infanzia e la sua gioventù. 
Già a Roma per frequentare la facoltà di Architettura, nel 1953 intraprese la carriera cinematografica lavorando come secondo aiuto regista di Mario Chiari per un episodio del film «Amori di mezzo secolo». Un anno dopo divenne aiuto regista di Jean-Paul Le Chanois in “Vacanze d’amore”. 
In seguito si dedicò prevalentemente all’attività di sceneggiatore e documentarista. 
Il suo nome è indissolubilmente legato ai cortometraggi, riuscendo efficacemente e con elevata espressività a descrivere le condizioni di vita dei pescatori e dei minatori siciliani, dei pastori della Barbagia, le tradizioni popolari religiose e pagane delle zone più arretrate del meridione, una fase evolutiva del verismo di Verga culminato nel notissimo lavoro cinematografico dal titolo «Banditi a Orgosolo». Nel 1955 ebbe un primo, importante, riconoscimento, quello riferito al documentario «Isola di fuoco», ambientato nelle isole Eolie, che viene premiato come miglior documentario al Festival di Cannes. 
Il legame con la Calabria, sua oggettiva terra d’origine, si manifestò nel 1959 con «I dimenticati», ambientato ad Alessandria del Carretto (Cosenza), un borgo di poco più di 1500 abitanti, all’epoca, che era ancora privo di una strada d’accesso percorribile con automezzi, documentario arricchito dalle riprese della «festa della Pita» (festa dell’abete), un rito ancestrale che celebra il legame indissolubile tra l’uomo e la natura, associandolo a un archetipo altrettanto primordiale: l’albero inteso come simbolo virile, «albero della vita» e della rinascita. L’intera serie di documentari degli anni cinquanta è stata restaurata dalla Cineteca di Bologna nel 2008 e pubblicata dalla Feltrinelli in un DVD intitolato «Il mondo perduto».
Nel 1961 De Seta debuttò al cinema con «Banditi a Orgosolo», sceneggiato assieme alla moglie Vera Gherarducci, una «lezione del neorealismo» che vinse il premio «Opera Prima» al Festival di Venezia e il Nastro d’Argento per la migliore fotografia.
Nel 1966, anche in questo caso con la collaborazione della moglie, portò sugli schermi «Un uomo a metà», un lavoro che si discostava dal documentarismo, trattando la crisi di un intellettuale nei confronti del suo impegno sociale. Il film, in concorso alla XXVII Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, vinse la “Coppa Volpi” per la migliore interpretazione maschile all’attore francese Jacques Perrin. 
Tra il 1969 e i primi anni settanta De Seta si trasferì in Francia per girare «L’invitata», apprezzato dalla critica ma accolto dal pubblico in maniera alquanto fredda.
Nel 1973 iniziò la stagione delle miniserie televisive prodotte dalla Rai, tornando alle tematiche sociali a lui care, ottenendo grande successo con «Diario di un maestro», ambientato in una borgata romana nella quale erano diffusi l’abbandono della scuola da parte dei ragazzi e l’indifferenza dei loro genitori.
Qualche anno dopo, pur continuando a lavorare per la Rai, sia pure con minore intensità, decise di trasferirsi nella tenuta materia di Sellia Marina «a lavorare la terra». Poi tornò dietro la macchina da presa e tornò a descrivere la Calabria, nel 1993, attraverso un documentario cult dal titolo «In Calabria», un ritratto della regione lontano dagli stereotipi e dai pregiudizi. «Negli anni trascorsi lontano dalla città – scriveva De Seta – ho conosciuto meglio i contadini, le raccoglitrici, i pastori, i falegnami, i boscaioli, le tessitrici, i suonatori di chitarra. Ho assunto nella mia mentalità il ritmo della semina e della festa».
Un richiamo alla Calabria anche nel mediometraggio «Melissa 49/99» di Eugenio Attanasio, nel 2000, al quale partecipò anche come attore (interpretando sé stesso), ispirato alla lotta per l’occupazione delle terre in contrada Fragalà a Melissa (ora provincia di Crotone) culminato nelle cariche della polizia e nella morte di tre braccianti agricoli, il 28 ottobre del 1949.
Il ritorno, poi, al lungometraggio nel 2004 con il film “Lettere dal Sahara”, presentato, fuori concorso, alla Mostra di Venezia del 2006.
Morì all’età di 88 anni a Sellia Marina (Catanzaro) dove è sepolto.
Nella città di Palermo, la sede della Scuola Nazionale di Cinema del Centro Sperimentale di Cinematografia è a lui intitolata. Nel 2005, in occasione di un tributo al regista del Tribeca Film Festival e del Full Frame Documentary Film Festival, il regista statunitense Martin Scorsese presentò il documentario «Détour De Seta», realizzato nel 2004 da Salvo Cuccia. Nel 2008 ricevette la cittadinanza onoraria di Orgosolo, nel 2009 quella di Alessandria del Carretto, nel 2010 anche la Città di Briatico (Vibo Valentia) riconobbe a De Seta la cittadinanza onoraria, conferendogli il premio «Il Telaio d’Oro».  (Letterio Licordari) © ICSAIC

Film diretti

  • Banditi a Orgosolo (1961)
  • Un uomo a metà (1966)
  • L’invitata (1969)
  • Diario di un maestro (1973), film per la televisione in quattro puntate, liberamente ispirato al romanzo autobiografico di Albino Bernardini “Un anno a Pietralata”
  • Lettere dal Sahara (2006)

Documentari

  • 1954 Lu tempu di lu pisci spata (11 min.)
  • 1954 Isole di fuoco (11 min.)
  • 1955 Sulfatara (10 min.)
  • 1955 Pasqua in Sicilia (11 min.)
  • 1955 Contadini del mare (10 min.)
  • 1955 Parabola d’oro (10 min.)
  • 1958 Pescherecci (11 min.)
  • 1958 Pastori di Orgosolo (11 min.)
  • 1958 Un giorno in Barbagia (14 min.)
  • 1959 I dimenticati (20 min.)
  • 1977 Quando la scuola cambia, (226 min.)
  • 1980 La Sicilia rivisitata, (210 min.)
  • 1980 Hong Kong, città di profughi, (135 min.)
  • 1983 Un carnevale per Venezia.
  • 1993 In Calabria, (85 min.)
  • 2003 Dedicato ad Antonino Uccello, (30 min.)
  • 2008 Articolo 23 – Pentedattilo (5 min.)

Scritti

  • Introduzione del volume “La Calabria” (a cura di Filippo Curtosi e Giuseppe Candido, Città del Sole edizioni, Reggio Calabria 2009), antologia dell’omonima rivista di letteratura popolare (1838-1902) diretta dal prof. Luigi Bruzzano (2009).
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