Alfano, Andrea

Andrea Alfano [Castrovillari (Cosenza), 6 aprile 1879 –  Roma, 9 settembre 1967]

Nasce da Giovanni e Rosa Bellizzi, entrambi sarti. Riconosce precocemente le sue attitudini artistiche e da più parti è incoraggiato a educare il suo talento in Accademia. Prima di partire per Roma, conosce e ammira le opere dei coloristi napoletani e dei poeti del Gran Caffè Gambrinus.
Nel 1902, la Deputazione Provinciale di Cosenza elargisce in suo favore la borsa di studio del Legato Pezzullo, usualmente destinata a chi, tra i meritevoli, decideva di proseguire gli studi all’università. Grazie al sussidio, ottiene di recarsi a studiare all’Istituto di Belle Arti di Roma. Si lega ad Antonio Mancini (1852-1930), grande autore della scuola morelliana, dal quale apprende la costruzione cromatica del ritratto e le soluzioni luministiche. Alfano, tuttavia, rigetta presto e con decisione la formazione accademica, abbandonando i corsi per dedicarsi allo studio autonomo dei grandi capolavori conservati nei musei romani. Il maestro seguita, tuttavia, a firmare i suoi certificati di frequenza dell’Accademia, in modo da consentirgli di continuare a percepire le mensilità della borsa di studio, e lo introduce nella società artistica romana, assicurandogli un proficuo confronto con autori e mercanti d’arte di notevole fama nel panorama internazionale: tra gli altri, gli spagnoli Zuloaga e Anglada e John Sargent; gli antiquari Ugo e Augusto Jandolo. Frequenta il Caffè Greco di via Condotti e s’inserisce nel circuito artistico della città, aprendo un piccolo studio in via Margutta. Qui si esprime esibendo qualità stilistiche peculiarissime. Sensibile al realismo meridionale e memore delle vie impressioniste di dissoluzione dell’immagine, Alfano ne mutua temi e modi, accentuando l’effetto strutturante del colore.
Nel 1908, alla morte della madre, torna in Calabria e sperimenta un momento di ritirata sofferenza. Nello stesso anno è, comunque, presente alla LXXVIII Esposizione Internazionale della Società Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma, a fianco a nomi affermati nella situazione contemporanea dell’arte italiana, tra cui Balla, Sartorio e Carlandi. Negli anni seguenti, partecipa con successo di critica e di pubblico a importanti mostre come l’Esposizione Internazionale di Roma (1911), alla quale, per aumentare le possibilità di esservi ammesso, Alfano si propone con il nome straniero di Albert Isvolski, accedendo alla Sala internazionale; l’Esposizione della Società Rinascimento Artistico Meridionale (1916); la Mostra del Bianco e del Nero di Roma (1917); la Biennale Romana Internazionale; la Biennale di Napoli (1921); la Biennale Meridionale di Bari (1923); la I Mostra d’Arte dell’Associazione Calabrese di Roma (1929), inaugurata da Marinetti. Il secondo decennio del Novecento è straordinariamente fecondo per l’artista e la sua notorietà è incrementata da due vendite importanti. Nel 1915, infatti, l’allora direttore delle Antichità e belle arti, Corrado Ricci, acquista un suo autoritratto per la Galleria Pitti di Firenze. La ricostruzione della vicenda collezionistica di questo dipinto evidenzia un passaggio agli Uffizi e si interrompe al trasferimento presso la Pinacoteca Comunale di Ravenna, dove sarebbe andato perduto durante gli eventi della Seconda guerra mondiale. Nel 1922, invece, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma acquista Il Fornaciaro (1920-1921).
Nel 1920 partecipa alla prima Biennale Calabrese d’Arte Moderna, organizzata a Reggio Calabria da Alfonso Frangipane (1881-1970), che nella successiva edizione del 1922 gli dedicherà una sala personale, dove vengono esposte circa 50 opere. È questo anche l’anno del suo matrimonio, dopo lunghi anni di fidanzamento, con Virginia Bruno (lui ha 43 anni, lei 36). Nello stesso periodo realizza un grande dipinto, di 5 metri per 4, destinato al Palazzo del Governo di Reggio Calabria, che rappresenta la ricostruzione della città dopo il tragico terremoto del 1908. Sarà presente ancora nella Biennale calabrese del 1926.
Nel corso degli anni Trenta, si occupa con maggiore dedizione della sua produzione poetica, ma la sua presenza nelle più importanti occasioni dell’arte contemporanea ne ha già fatto un pittore apprezzato e largamente conosciuto. Esce la prima raccolta di componimenti, Pars parva (1936); ne seguiranno diverse altre tra gli anni Cinquanta e Sessanta:Solitudini, 1948; Sillaba, 1950; Sillaba eterna, 1963. È del 1933, invece, il ritratto della regina Elena, commissionato dall’Istituto George Eastman. Durante il ventennio fascista, d’altra parte, per la sua ostilità al regime, Alfano si allontana dagli ambienti ufficiali della cultura e fa ritorno a Castrovillari, dove abita per tutta la durata della guerra. Si rifiuta di ritrarre il duce e predilige i soggetti di carattere popolare (Pitt’azzaruGussuDolcedorme) che fanno parte delle sue tipiche scelte iconografiche dei periodi castrovillaresi.
Nell’Italia della Repubblica, Alfano riprende a esporre con frequenza: dopo l’importante collettiva presso La Conchiglia di Roma nel 1945, partecipa nel 1946 alla I Biennale Nazionale di Palermo, in un rinnovato clima politico che restituisce al pittore la fiducia nelle organizzazioni istituzionali dell’arte. Nel dicembre 1949, diventa socio onorario dell’Accademia Cosentina. Tra il 1949 e il 1950, esegue il ritratto di Aldous Huxley, il quale ha modo di dimostrarne l’apprezzamento con una lettera del 20 luglio 1950, che faceva parte del carteggio alfaniano donato a Castrovillari nel 1968 insieme a 134 opere pittoriche, secondo le prescrizioni del suo testamento olografo datato al 19 maggio 1967.
Nel 1949, in occasione del suo settantesimo compleanno, gli vengono tributate onoranze nazionali, con il partecipato interesse delle maggiori cariche dello Stato e dei critici che da lunghi anni seguivano la sua attività. In questa circostanza viene allestita una sua importante mostra personale nel Palazzo Marignoli di via del Corso, a Roma. Nel 1954, riceve il titolo di Grand’Ufficiale al merito della Repubblica Italiana da Luigi Einaudi. Nel 1964, realizza un ritratto dell’allora Presidente della Repubblica, Antonio Segni. Dedica gli ultimi anni alla scrittura e dipinge per sé e per i propri amici. Muore a Roma all’età di 88 anni
Lungo il decennio che segue alla sua morte, la città natale si dimostra sensibile alla conservazione della memoria e dell’arte di Alfano attraverso una serie di mostre, premi di pittura e dibattiti critici, organizzati principalmente dalla galleria d’arte Il Coscile ogni anno, in occasione dell’anniversario della scomparsa dell’artista. Nel 1985 viene istituita a Castrovillari la Pinacoteca che porta il suo nome, in seguito alla donazione voluta dall’artista prima della sua scomparsa. Nel 1999, il Comune di Castrovillari acquisisce una donazione di 59 sue opere pittoriche e scultoree da Luigi Grisolia e, dallo stesso, acquista l’olio su cartone del 1893-1898 intitolato Il cinico. Nel 2002 la Pinacoteca Andrea Alfano viene organizzata in un nuovo allestimento presso il Protoconvento Francescano Pietro Cathin.
Molte opere di Alfano sono rimaste in Calabria e sono state acquisite dai musei locali. Oltre alla Pinacoteca di Castrovillari, il Museo d’Arte dell’Otto e Novecento di Rende conserva un Ritratto degli anni Trenta; Il cerinaio, olio su tela del 1920, è di proprietà dell’Amministrazione provinciale di Cosenza; un discreto numero di suoi dipinti compone la Pinacoteca a lui intitolata dal Comune di Saracena. (Annalisa Laganà) © ICSAIC 2020

Scritti

  • Pars Parva. Poesie, Edizione dell’Autore, Roma 1936;
  • Solitudini. Poesie, Edizioni Cenacolo, Roma 1948;
  • Sillaba. Poesia nuova, Edizioni E.S.A., 1950;
  • Sillaba eterna. Poesie, Tipografia Pro, Roma 1963;
  • Le mie scoperte nel Giudizio universale di Michelangelo, Tipografia Pro, Roma 1964.

Nota bibliografica essenziale

  • Alberto Bragaglia, Il pittore Andrea Alfano, «Brutium», 15 dicembre 1924;
  • Cipriano Efisio Oppo e Giuseppe Selvaggi, Andrea Alfano, Edizioni Esa, Roma 1950;
  • Salvatore Taliento, Biografia di Andrea Alfano, Tipografia Pro, Roma 1965;
  • Adriana De Gaudio, Andrea Alfano, Fasano, Cosenza 1980;
  • Giuseppe M. Maradei, La pittura dell’anima. Appunti sul Maestro Andrea Alfano con stralci di un’intervista inedita all’avv. Mario Cappelli, Amministrazione Comunale di Castrovillari, 1988;
  • Gianluigi Trombetti, Castrovillari nei suoi momenti d’arte, Il Coscile, Castrovillari 1989;
  • Giuseppe Selvaggi e Isabella Laudadio, Pittura e ventura di Andrea Alfano. Note scritte e parlate (1941-1988). Catalogo e ricerche, Il Coscile, Castrovillari 1989;
  • Gianluigi Trombetti e Carlo Maradei, Saracena, Il Coscile, Castrovillari 1990;
  • Gianluigi Trombetti (a cura di), Castrovillari. Appunti di storia e di arte, Il Coscile, Castrovillari 1991;
  • Luigi Grisolia, Andrea Alfano. Il pittore dell’essenza, Gangemi, Roma 1996;
  • Vittorio Cappelli, La Calabria rappresentata. Un’idea di regione nella produzione artistico-letteraria e nell’elaborazione intellettuale in Piero Bevilacqua (a cura di), Storia della Calabria, vol. V, Laterza, Roma-Bari 2001;
  • Gianluigi Trombetti, Castrovillari. Guida storico-artistica, Amministrazione comunale di Castrovillari, 2001;
  • Enzo Le Pera, Arte di Calabria tra Otto e Novecento. Dizionario degli artisti calabresi nati nell’Ottocento, Rubbettino Soveria Mannelli 2001;
  • Enrico Crispolti e Tonino Sicoli (a cura di), Andrea Alfano. 1879-1967, Rubbettino, Soveria Mannelli 2002;
  • Alessandro Masi e Tonino Sicoli, (a cura di), La divina bellezza. La Calabria artistica e il Novecento italiano, Ar&s, Catanzaro 2002;
  • Vittorio Cappelli, Forme e percorsi della vita culturale nel Novecento, in Fulvio Mazza (a cura di), Castrovillari. Storia, cultura, economia, Rubbettino, Soveria Mannelli 2003;
  • Anna Cipparrone (a cura di), Cosenza e le arti. La collezione di dipinti dell’800 della Provincia di Cosenza (1861-1931), Mam, MiBac, Provincia di Cosenza, 2013;
  • Enzo Le Pera, Enciclopedia dell’arte di Calabria. Ottocento e Novecento, Rubbettino Soveria Mannelli 2008;
  • Tonino Sicoli (a cura di), In penombra. Andrea Alfano nella collezione Di Vietri, Gangemi, Roma 2015;
  • Vittorio Cappelli, Andrea Alfano e la Calabria artistica del primo Novecento, in Id., Personaggi, viaggi e libri altrui, Rubbettino, Soveria Mannelli 2020.

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