Alimena, Bernardino

Bernardino Alimena [Cosenza, 12 settembre 1861 – 30 luglio 1915]

Nacque in un’antica e benestante famiglia cosentina, da Francesco, avvocato penalista, deputato dal 1882 al 1892 e vicino a Luigi Miceli. Effettuati gli studi liceali al Liceo Bernardino Telesio di Cosenza, nel 1881 e fino al 1884 si trasferì a Napoli, dove all’Università frequentò i corsi di giurisprudenza poi completati nel 1885 a Roma. Nella città partenopea fu allievo di Enrico Pessina. Tornato a Cosenza, oltre a essere consigliere comunale, nel 1889 fu il primo sindaco eletto dai cittadini. La sua giunta comunale, a causa di dissensi interni, durò poco più di sei mesi. 
Nel 1889, al II congresso internazionale di antropologia criminale di Parigi, si schierò con il determinismo sociale della componente francese e rifiutò quello biologico di Cesare Lombroso. Aspetti confermati nel 1890 a Pietroburgo al IV congresso penitenziario internazionale, dove manifestò la sua vicinanza a Ferdinando Puglia, Napoleone Colajanni e altri. Partecipò anche ai successivi congressi: nel 1895 a Parigi, nel 1900 a Bruxelles e nel 1905 Budapest. 
Nel 1889 ottenne la libera docenza in diritto penale all’Università di Napoli e nel 1890 la cattedra in procedura penale, ma solo nel 1894 iniziò i corsi.
Con Emanuele Carnevale e Giovanni Battista Impallomeni, nel 1891 fu fra i principali promotori della “terza scuola” di diritto penale, teorizzando il naturalismo critico, riconducibile al neocriticismo. La nuova tendenza filosofica o “scuola critica” aveva l’obiettivo di frenare la deriva antropologica del positivismo italiano, troppo legato a Cesare Lombroso, superare la contrapposizione fra scuola classica e positiva e conciliare i principi delle due scuole per garantire lo sviluppo della scienza giuridica. Nello stesso anno, al III congresso giuridico nazionale di Firenze, criticò il codice di procedura civile del 1865 e ne richiese la riforma. Al successivo congresso di Napoli del 1897, si dichiarò favorevole all’istituto del giudicato e della giuria popolare.
A Bruxelles nel 1892, con Ferdinando Puglia, fu fra i pochi italiani a partecipare al III congresso internazionale di antropologia criminale, dove compatto fu il rifiuto delle teorie lombrosiane. 
Nel 1897, sposò Maria Zumbini – nipote del letterato Bonaventura – e l’anno dopo nacque Francesco, uno dei suoi sette figli, anch’egli giurista e docente universitario. Nel 1898 assunse, la carica di vicepresidente del Circolo calabrese di Napoli per la provincia di Cosenza, e svolse diverse conferenze. Nel corso dell’anno, con la riapertura della biblioteca civica cosentina, contribuì con diversi volumi al suo potenziamento.  Sempre in quell’anno fu nominato professore straordinario di diritto e procedura penale all’Università di Cagliari. Nel 1899 iniziò come docente straordinario alla facoltà di giurisprudenza di Modena: promosso ordinario nel 1902 vi insegnò sino alla morte. 
Nel 1902 svolse diverse conferenze al Circolo di cultura, fondato nel 1901 da Pasquale Rossi, per poi diventarne presidente. Al Circolo impresse una svolta qualitativa, permettendogli di uscire dagli angusti confini iniziali ed elevarsi a istituto culturale immerso nel dibattito europeo; merito riconosciuto da Pasquale Rossi su il «Domani».
Presidente dell’Accademia cosentina dal 1903 al 1908 svolse, con Pasquale Rossi vicepresidente, una proficua opera di rivitalizzazione e rinnovamento nella gestione della istituzione e della biblioteca civica. Nel 1903 prese parte al V congresso giuridico-forense di Palermo, esprimendosi negativamente sulla riforma sull’ordinamento giudiziario di Giuseppe Zanardelli e Francesco Cocco-Ortu; in precedenza aveva avanzato perplessità anche su quello di procedura penale del 1889, il codice Zanardelli.
Nel 1904 ottenne dal consiglio provinciale cosentino fondi a favore della biblioteca civica, erogati dal 1905 in tre esercizi finanziari. Nel 1906 organizzò la commemorazione del III centenario dalla nascita di Bernardino Telesio e nel corso di una riunione nella sala del consiglio comunale propose d’intraprendere un’opera di divulgazione del pensiero e delle opere dell’illustre cosentino. In quell’occasione, Luigi Fera propose la costituzione di un comitato organizzativo presieduto dal primo cittadino, Filippo Telesio, e Alimena vicepresidente. 
Nel 1907 in una lettera-relazione, pubblicata su «Avvenire», lanciò un appello a tutti i comuni della provincia, ai cittadini e agli enti per uno stanziamento economico annuo per sostenere le locali istituzioni culturali. Inoltre, smentì le accuse avanzategli di cattiva gestione ed evidenziò come illustri personaggi si appropriassero dei volumi senza restituirli; ricordò, infatti, l’esistenza della Commissione speciale, incaricata di revisionare e controllare i prestiti. 
Nelle elezioni politiche del 7 marzo 1909, sostenuto dai cattolici, fu candidato liberale-moderato nel collegio di Cosenza e con 999 preferenze al primo turno e 1.598 consensi al secondo fu eletto deputato del Regno. Il 3 giugno la giunta per le elezioni presentò un ordine del giorno per l’annullamento dell’elezione per via di irregolarità elettorali. Approvato dalla Camera, non si pronunciò e accettò la decisione.
Al I congresso nazionale della Società di patronato carcerario, svoltosi a Palermo nel 1910, sollecitò la creazione di un’autorità pupillare per il trattamento della delinquenza minorile. Nel medesimo anno entrò nella commissione reale per lo studio di provvedimenti contro la delinquenza dei minorenni – istituita nel 1909 e presieduta dal senatore Oronzo Quarta – incaricata di redigere un codice legislativo dei minori. Membro della III sottocommissione si focalizzò, con Livio Tempestini e altri, sui meccanismi di assistenza giudiziaria e amministrativa per il controllo e la protezione dei minori contro ogni forma di abuso. I lavori terminati nel 1911, furono presentati l’anno seguente in Parlamento; la riforma, tuttavia, non vide mai la luce. 
Nel 1911, a Parigi, partecipò al I congresso internazionale dei Tribunali per fanciulli. Nell’anno accademico 1912-1913 istituì all’Università di Modena la scuola di applicazione per la criminologia e la pratica giudiziaria penale. 
Nelle elezioni politiche del 26 ottobre 1913, con il sostegno delle forze cattoliche, si candidò nel collegio di Cosenza e con 3.737 preferenze non riuscì a essere eletto. 
Morì due anni dopo all’età di 54 anni. 
La sua attività forense non fu particolarmente proficua, mentre intensa fu quella scientifica e intellettuale sviluppatasi nelle università, nelle accademie, negli istituti e nelle società di legislazione nazionale ed estera. Le sue opere furono conosciute, tradotte e discusse anche all’estero. Penalista e criminalista affermato, critico nei confronti delle teorie lombrosiane, non smise mai di interessarsi alle vicende della sua città, impegnandosi in un’opera di rinnovamento e divulgazione culturale incentrata sulla trasparenza del governo cittadino e sull’educazione degli strati più emarginati della popolazione; la sua attività fu osteggiata dal malcostume, dal clientelismo e dell’opportunismo locale. 
Il 3 dicembre 1915 alla Camera fu commemorato da Luigi Fera, il quale ricordò i pochi mesi da deputato in rappresentanza del collegio di Cosenza, l’impossibilità di contribuire all’attività parlamentare e la sua opera nel campo della scienza dei delitti e delle pene. Numerosi furono i messaggi di cordoglio giunti alla famiglia dal paese e dall’estero. (Prospero Francesco Mazza) © ICSAIC 2020

Opere

  • Naturalismo critico e diritto penale, Mantellate, Roma 1892
  • La premeditazione in rapporto alla psicologia, al diritto, alla legislazione comparata, Bocca, Torino 1887;
  • La scuola critica di diritto penale: prolusione ad un corso di diritto e procedura penale nell’Università di Napoli, 29 novembre 1894, Pierro, Napoli 1894;
  • I limiti e i modificatori dell’imputabilità, 3 vol., Bocca, Torino 1894-1899;
  • Note polemiche intorno alla teorie dell’imputabilità, Pierro, Napoli 1896
  • Il delitto nell’arte: prolusione al corso di diritto e procedura penale nell’Università di Cagliari, 25 febbraio 1899, Bocca, Torino 1899;
  • Lo studio del diritto penale nelle condizioni presenti del sapere, Mariotti, Pisa 1900
  • Casualità, mezzo antigiuridico o prevedibilità?, Mariotti, Pisa 1901;
  • Corso di procedura penale: Ateneo Modenese, anno accademico 1900-1901, Pizzolotti, Modena 1901; 
  • Imputabilità e causalità: discorso detto a dì 5 novembre 1903, Società tipografica modenese, Modena 1904; 
  • Del concorso di reati e di pene: codice penale, libro 1., titolo 7, in Enciclopedia del diritto penale italiano: raccolta di monografie, Società editrice libraria, Milano 1904;
  • Il processo penale nelle legislazioni moderne e nel progetto italiano: preludio alle conferenze sul progetto del Codice di procedura penale nel circolo giuridico di Napoli, 29 aprile 1906, Priore, Napoli 1906;
  • Studi di procedura penale, Bocca, Torino 1906;
  • Dei delitti contro la persona: (libro 2., titolo 9. del codice penale), Società editrice, Milano 1909;
  • Le esigenze del diritto penale e le tendenze dei penalisti, Vallardi, Milano 1910;
  • Ancora delle esigenze de diritto penale e delle tendenze dei penalisti, Vallardi, Milano 1911;
  • Principi di diritto penale, 2 vol., Pierro, Napoli 1910-1912; 
  • Note filosofiche d’un criminalista, Formiggini, Modena 1911;
  • Principi di procedura penale, Pierro, Napoli 1914;

Nota bibliografica

  • Francesco Maria Greco , Bernardino Alimena nel rimpianto degli italiani, «La Lotta», Cosenza, 1915;
  • Camera dei deputati, Atti parlamentari, XXIII legislatura, discussioni, 3 giungo 1909; 
  • Camera dei deputati, Atti parlamentari, XXIV legislatura, discussioni, 3 dicembre 1915; 
  • Roberto Abbondanza, Bernardino Alimena, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 2, Treccani, Roma 1960; 
  • Luca Addante, Bernardino Alimena, in Cosenza e i cosentini: un volo lungo tre millenni, Rubbettino, Soveria Mannelli 2001, pp. 47-48; 
  • Michele Chiodo, L’Accademia cosentina e la sua biblioteca: società e cultura in Calabria, 1870-1998, Pellegrini, Cosenza 2002;
  • Carmela Galasso, Bernardino Alimena, in Biografie di personaggi noti e meno noti della Calabria,Pellegrini, Cosenza 2009, pp. 26-27;
  • Davide Molena, Oltre la scuola antropologica: la riflessione penalistica di Bernardino Alimena, Tesi, Scuola di dottorato in Scienze giuridiche, Università degli Studi di Milano – Bicocca, XXV Ciclo, aa. 2011-2012.
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