Alvaro, Corrado

Corrado Alvaro  [San Luca (Reggio Calabria), 15 aprile 1895 – Roma, 11 giugno 1956]

Primo di sei figli di un maestro elementare, Antonio, e di Antonia Giampaolo, appartenente a una famiglia di piccoli proprietari, frequenta le scuole nella natia Calabria e successivamente in diversi collegi tra Umbria, Toscana e Lazio, manifestando sin da subito una grande passione per la letteratura, tanto che viene espulso dal collegio di Mondragone proprio perché sorpreso a leggere Carducci e D’Annunzio. Terminato il liceo a Catanzaro, nel 1915 si arruola e combatte la Prima Guerra Mondiale sul fronte del Carso, dove si procura una ferita alle mani che ne limiterà i movimenti per tutta la vita. L’esperienza porta alla composizione di poesie a carattere bellico e patriottico, raccolte in Poesie grigioverdi (1917), e alla scrittura di Vent’anni(pubblicato solo 1930), romanzo bellico con evidenti sfumature autobiografiche. 
Nel 1918 si sposa con la traduttrice e scrittrice Laura Babini, da cui avrà un figlio, Massimo. L’anno successivo si laurea in Lettere e Filosofia a Milano. Fervente l’attività giornalistica: dal 1916 al 1918 collabora con «Il Resto del Carlino», passando poi al «Corriere della Sera» (1918-1920); dal 1921 al 1926 è redattore a «Il Mondo» di Giovanni Amendola, anche come corrispondente da Parigi, e in seguito scrive pure per il «Becco giallo», senza tuttavia rallentare l’attività letteraria. In questi anni inizia a occuparsi anche di cinema, un interesse che lo accompagnerà per tutta la vita e che avrà sbocco anche nella collaborazione in numerose sceneggiature di film, a cominciare da quella per L’angelo ferito (1927) diretto da Ermete Santucci.
Nel 1925 aderisce al «Manifesto degli intellettuali antifascisti» di Benedetto Croce e l’anno dopo pubblica L’uomo nel labirinto, romanzo in cui analizza i sentimenti e delusioni della borghesia italiana nel primo dopoguerra. Nel 1929 pubblica L’amata alla finestra, mentre del 1930 è Gente in Aspromonte, senz’altro la sua opera più nota, in grado di condensare in tredici racconti dei significativi spaccati della società calabrese e meridionale, in un’ottica che oscilla fra sentito realismo e pulsioni mitiche. Tra il 1928 e il 1937 compie numerosi viaggi in Italia e all’estero, soggiornando per lungo tempo a Berlino e visitando, spesso come inviato per «La Stampa», paesi quali Turchia, Grecia, Svizzera, Francia e Russia. Tra le produzioni di questo periodo si distinguono Itinerario italiano (1933), efficace raccolta di impressioni di viaggio nel Bel Paese, e I maestri del diluvio. Viaggio nella Russia sovietica (1935), nella quale convergono ricordi e prospettive riguardanti la società russa, quasi il compimento di un interesse personale che l’autore aveva già dimostrato in ambito letterario, traducendo in italiano tra il 1920 e il 1921 autori del calibro di Dostoevskij e Sologub.
Nel 1934, dà alle stampe Terra nuova, un reportage sulla bonifica dell’Agro Pontino, pubblicato dall’Istituto fascista di cultura, cosa che in seguito gli varrà pretenziose accuse di apologia del fascismo.
Tra il 1935 e il 1942 continua la scrittura di critica letteraria, di opere teatrali e di narrativa, toccando i generi più vari e dedicandosi ancora alla cinematografia. Nel 1939 collabora alla sceneggiatura di Terra di nessuno, film diretto da Mario Baffico la cui produzione fu resa particolarmente difficoltosa dalla censura fascista. Nel 1942 contribuisce alla sceneggiatura per i film Addio Kira!, diretto da Goffredo Alessandrini, e Fari nella nebbia, per la regia Gianni Franciolini. 
Tra i lavori letterari maggiormente significativi va ricordato L’uomo è forte (1938), romanzo di stampo distopico nel quale la critica ai totalitarismi si esprime nella rappresentazione di una società soffocante e angosciosa, non dissimile da quella dipinta da Orwell e Huxley. Una simile pulsione speculativa verrà sviluppata nell’incompiuto Belmoro, romanzo dai toni fantascientifici che dimostra ulteriormente la poliedricità degli interessi letterari di Alvaro, autore la cui opera travalica agilmente la stretta etichetta di scrittore regionalista.
Nel 1943, nei 45 giorni del governo Badoglio, è direttore del «Popolo di Roma». Nei mesi turbolenti che seguirono l’armistizio e la cobelligeranza, Alvaro è costretto a fuggire dalla capitale recandosi in Abruzzo e a nascondersi sotto falso nome fino all’arrivo dell’esercito degli Alleati. Nel 1944 ritorna a Roma, dove fonda il «Sindacato Nazionale degli Scrittori» e nel 1945 la «Cassa Assistenza e Previdenza degli scrittori italiani».
Sempre nel 1945 è direttore del «Giornale Radio», mentre nel 1947 si trasferisce a Napoli per dirigere il quotidiano «Il Risorgimento». Dal 1948 al 1949 è critico drammatico presso «Il Mondo», e sempre nel 1949 esce nei cinema un film interamente basato su un suo soggetto, Patto col diavolo, diretto da Luigi Chiarini e incentrato su una drammatica rivalità tra famiglie dell’Aspromonte. Sempre nel 1949 collabora alla sceneggiatura di Riso amaro, pellicola diretta da Giuseppe de Santis, opera fondamentale per la cinematografia italiana che sarà anche candidata agli Oscar nel 1951.
Pochi anni prima, nel 1946, Alvaro pubblicava L’età breve, romanzo di formazione dai toni amari e disillusi, nel quale un giovane calabrese lascia il paese natio per andare a studiare a Roma in un istituto religioso, incontrando pregiudizi sociali e culturali che ne oscurano la coscienza e i valori. Il testo è la prima parte di una trilogia, detta «Memorie del mondo sommerso», i cui restanti capitoli Mastrangelina (1960) e Tutto è accaduto (1961) verranno pubblicati solo dopo la morte dell’autore. Nel 1949 va in scena al Teatro Nuovo di Milano Lunga notte di Medea, una rielaborazione del mito di Medea, diretta da Tatiana Pavlova (che la commissionò e interpretò) e con scenografie di Giorgio de Chirico. La tragedia dimostra la duttilità della penna di Alvaro, capace di rievocare anche in ambito teatrale una tesa dialettica tra passato mitico e un presente problematico. 
Nel 1951 vince il premio «Strega» con Quasi una vita, in una tornata finale cui concorrevano importanti autori quali Mario Soldati, Domenico Rea, Carlo Levi e Alberto Moravia. Quasi una vita, rielaborazione di annotazioni diaristiche e biografiche compilate da Alvaro tra il 1927 e il 1947, offre una visione lucida e al contempo intima dell’Europa di quegli anni, proponendo efficaci prospettive sulle culture e le personalità che più impressionarono l’autore.
Prosegue il lavoro su un vasto corpus di opere che, solo in parte riesce a pubblicare. Tra queste si distingue la raccolta Settantacinque racconti (1955), che seleziona il meglio della produzione breve di Alvaro, un campo in cui lo scrittore dimostrò un valore pari – se non talvolta maggiore – a quello dei romanzi, e in cui diede ulteriore adito alle proprie tendenze sperimentali, toccando talvolta il realismo magico.
Nel 1954 gli viene diagnosticato un tumore addominale che, nonostante una delicata operazione chirurgica, finisce con l’espandersi ai polmoni. Muore a Roma, all’alba dell’11 giugno 1956, assistito dalla scrittrice e amica Cristina Campo.
Alcuni suoi lavori, rimasti incompiuti o non rifiniti sono stati pubblicati postumi, a cura di Arnaldo Frateili. La sua casa di San Luca è diventata sede della Fondazione a lui intitolata, la quale si occupa della preservazione e della diffusione del suo lascito letterario e culturale. (Francesco Corigliano) © ICSAIC 2020

Opere

  • Polsi nell’arte, nella leggenda, e nella storia, Tipografia D. Serafino, Gerace, 1912;
  • Poesie grigioverdi, B. Lux, Roma 1917;
  • La siepe e l’orto, Vallecchi, Firenze 1920;
  • Luigi Albertini, Formiggini, Roma 1925
  • L’uomo nel labirinto, Alpes, Milano 1926;
  • La Calabria. Libro sussidiario di cultura regionale, Carabba, Lanciano 1926
  • L’amata alla finestra, Buratti, Torino 1929; 
  • Gente in Aspromonte, Le Monnier, Firenze 1930; 
  • La signora dell’isola, Carabba, Lanciano 1930; 
    Vent’anni, Treves, Milano 1930;
    Misteri e avventure, L’Aquila, Vecchioni, 1930
  • Calabria, Casa Editrice Nemi, Firenze 1931;
  • Viaggio in Turchia, Treves, Milano 1932;
  • Itinerario italiano, Quaderni di Novissima, Roma 1933;
  • Il mare, Bompiani, Milano 1934; 
  • Cronaca (o fantasia), Ed. d’Italia, Roma 1934
  • Terra nuova. Prima cronaca dell’Agro Pontino, Istituto Nazionale Fascista di Cultura, Roma, 1934;
  • I maestri del diluvio (viaggio nella Russia sovietica), Mondadori, Milano 1935;
  • L’uomo è forte, Bompiani, Milano 1938;
  • Incontri d’amore, Bompiani, Milano 1940;
  • Il viaggio, Morcelliana, Brescia 1942;L
  • L’Italia rinunzia, Bompiani, Milano 1945; 
  • L’età breve, Bompiani, Milano 1946;
  • Lunga notte di Medea, editore, Milano 1949; 
  • Quasi una vita. Giornale di uno scrittore, Bompiani, Milano 1950;
  • Il nostro tempo e la speranza. Saggi di una vita contemporanea, Bompiani, Milano 1952;
  • Settantacinque racconti, Bompiani, Milano 1955;
  • Belmoro, a cura di A. Frateili, Bompiani, Milano 1957;
  • Roma vestita di nuovo, a cura di A. Frateili, editore, città 1958;
  • Un treno nel Sud, a cura di A. Frateili, Bompiani, Milano 1958;
  • Ultimo diario (1948-1956), a cura di A. Frateili, Bompiani, Milano 1959;
  • Mastrangelina, a cura di A. Frateili, Bompiani, Milano 1960;
  • Tutto è accaduto, a cura di A. Frateili, Bompiani, Milano 1961;
  • La moglie e i quaranta racconti, a cura di A. Frateili, Bompiani, Milano 1963.
  • Lunga notte di Medea, Bompiani, Milano 1966;
  • Domani, a cura di A. Frateili, Bompiani, Milano 1968;
  • Cronache e scritti teatrali, a cura di A. Barbina, Abete, Roma 1976;
  • Al cinema, a cura di G. Briguglio e G. Scarfò, Rubbettino, Soveria Mannelli 1987;
  • Opere, romanzi brevi e racconti, a cura di G. Pampaloni, Bompiani, Milano 1994.

Nota bibliografica essenziale

  • Ferdinando Virdia, Alvaro, Corrado, in Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. 2, Istituto dell’Enciclopedia italiana, Roma 1960;
  • Ada Ruschioni, Alvaro critico, Vita e Pensiero, Milano 1976;
  • Armando Balduino, Alvaro, Corrado, in Dizionario Critico della Letteratura Italiana, Vol. 1, Utet, Torino 1986;
  • Matilde Mignone Fava, Complessità di uno scrittore. Calabria-mito fonte ispiratrice di Corrado Alvaro, Bulzoni, Roma 1986;
  • Stefano De Flores, Itinerario culturale di Corrado Alvaro, Rubbettino, Soveria Mannelli 2006;
  • Pasquale Tuscano, Umanità e stile di Corrado Alvaro, Rubbettino-Ilisso, Soveria Mannelli-Nuoro 2008;
  • Giuseppe Rando, La narrativa di Corrado Alvaro. Tra sperimentazione, denuncia e profezia, Rubbettino, Soveria Mannelli 2018;
  • Giovanni Scarfò e Maria Cristina Briguglio, Corrado Alvaro e il cinema. Una magnifica ossessione, Città del Sole, Reggio Calabria 2018.
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