Arcieri, Maria

Maria Arcieri [Castrovillari (Cosenza), 30 aprile 1895 – Roma. 7 luglio 1965]

Di famiglia molto modesta, nacque da Nicola, calzolaio, e Carmela Tocci, filatrice, fu dichiarata allo stato civile con il nome di Mariafrancesca. Era sorella maggiore di Giovanni Piero, un noto tisiologo e storico della medicina emigrato nel 1923 subito dopo la laurea e affermatosi negli Stati Uniti (morì a New York nel 1976). Dopo le elementari e gli studi medi, grazie ai sacrifici della famiglia Maria fu avviata agli studi classici a Castrovillari e lì prosegui a Taranto e infine a Napoli. Successivamente si trasferì a Roma, dove nel 1921 si laureò in Medicina e chirurgia con il massimo dei voti e la lode. La sua tesi di laurea sulla biochimica ematica fu selezionata per il prestigioso premio della Fondazione Girolami, riportando una menzione d’onore. Già negli ultimi anni universitari è stata alunna interna del professore Ernesto Pestalozza, senatore del Regno, titolare della clinica ostetrica e ginecologica e della scuola di perfezionamento, impegnato nella tutela della maternità e dell’infanzia. Dopo la laurea, svolse per sette anni, dal 1921 al 1928, il ruolo di assistente volontaria nella Clinica ostetrica e ginecologica dell’università romana dove poté eseguire numerosi interventi, e dove, inizialmente sotto la guida del professor Paolo Gaifami che nel 1923 fu chiamato come professore all’Università di Sassari, si dedicò alla ricerca istologica apportando un notevole contributo nel campo della diagnostica medica. Sosteneva, e a buona ragione, che nel «quotidiano progresso della medicina non vi è dubbio che un notevole contributo alla clinica è stato apportato dalle ricerche di laboratorio, specie nel campo della diagnostica medica», perché con le comuni indagini semeiotiche e cliniche, la diagnosi precoce è molto difficile. 
In questi anni studiò anche in Centri di ricerca europei all’avanguardia. A Vienna frequentò la clinica e i corsi di Sigmund Freud, nonché di Constantin J. Bucura, Bonvicini, Bauer e Stranski, ottenendo nel novembre 1923 il diploma di perfezionamento.
A Roma, due anni dopo si iscrisse al corso di specializzazione e nel 1928 ottenne il diploma con il massimo dei voti (70/70). Dal 1923 al 1927 diresse il servizio ostetrico-ginecologico nell’Istituto medico chirurgico Prati a Roma. Nel 1929, grazie anche ai suoi contributi alla diagnosi di complicate situazioni come la tubercolosi dei genitali nell’infanzia e suoi postumi nell’età adulta e allo studio della gravidanza extrauterina recidivante, ottenne la libera docenza di Clinica ostetrico ginecologica conseguendo l’abilitazione con decreto ministeriale del 31 marzo 1930, prima e unica donna fino al 1936 con tale riconoscimento scientifico. Con Decreto ministeriale del 5 febbraio 1936 tale abilitazione per l’insegnamento presso le università e gli istituti superiori le venne confermata in via definitiva, sebbene avversata in ambito accademico perché qualcuno riteneva assurdo conferire a una donna il «professorato» di una specialità chirurgica. Fu la prima donna, tuttavia, a insegnare Ostetricia e ginecologia in una università italiana. Socia della Società italiana di Ostetricia e ginecologia, dal 1930 in poi fu anche consulente dell’Opera nazionale maternità e infanzia.
Il 16 luglio 1931, contrasse matrimonio con Italo Remo D’Alessandria, più giovane di lei di cinque anni anch’egli originario di Castrovillari, un immobiliarista, costruttore e produttore cinematografico con il quale ebbe una figlia, Franca Paola.
Testimonianza della sua attività scientifica, iniziata già nel 1921 e continuata senza interruzione negli anni successivi, si ritrova in diverse riviste specialistiche di medicina, da «Folia gynaecologica», a «Rassegna di ostetricia e ginecologia», da «La clinica ostetrica», agli «Atti della società italiana di ostetricia e ginecologia», alla «Rassegna di ostetricia e ginecologia» e altre ancora. 
È morta nella sua villa di Ostia nel luglio 1965 all’età di settanta anni, in seguito a una lunga malattia, e per suo espresso desiderio i funerali si svolsero in maniera molto semplice. Tra i numerosi telegrammi di cordoglio giunti alla famiglia quello dell’ex re Umberto di Savoia e del rettore dell’ateneo romano che la definì «valorosa ed apprezzata docente». Il 15 dicembre successivo venne ricordata in una cerimonia all’università dalla prof. Adele Pirani, docente di Pediatria, sua amica e collega.
Castrovillari la ricorda con una via intestata a suo nome. La sua figura è stata ricordata anche nella Mostra «Donne e Mestieri nel ’900. La lunga storia delle donne italiane e del lavoro. Da Trieste, a Lagonegro a Castrovillari», che si è svolta nel marzo 2019 nella città del Pollino. (Leonilde Reda) © ICSAIC 2020


Nota bibliografica

  • Francesco Russo, Gli scrittori di Castrovillari. Notizie bibliografiche, Tipografia Patitucci, Castrovillari, 1952 (II ed. con aggiunte e aggiornamenti, Edizioni Prometeo, Castrovillari 1991), pp. 13-14;
  • Mario Minervini, Maria Francesca Arcieri, la prima donna italiana docente universitaria di Ostetrica, «Corriere di Roma», dicembre 1997;
  • Angelo Filomia, Castrovillari. Cent’anni della nostra storia, Ecofutura, Castrovillari 1999, ad indicem;
  • Maria Zanone, Ruolo femminile, società e territorio in Castrovillari antica, ed. Arte26, Castrovillari 2001, ad indicem.

Nota archivistica

  • Comune di Castrovillari, Registro dei nati, atto n. 129, anno 1895;
  • Comune di Roma, Registro dei matrimoni, atto n. 1520, p. II, s. A, anno 1931;
  • Comune di Roma, Registro dei morti, atto n. 37, vol. I, p. I, s. I, anno 1965.

Nota

  • Si ringrazia per la preziosa collaborazione il sig. Fedele Di Mare, la prof. Ines Ferrante e la Pro Loco di Castrovillari.
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