Augimeri, Domenico

Domenico Augimeri [Palmi (Reggio Calabria) 23 febbraio 1834 – 8 febbraio 1911] 

Nacque in una famiglia di origine nobiliare, da Teofilo e Aurora Migliorini, quartogenito dei sei figli: ebbe infatti tre fratelli (Carlo, Teodoro e Vincenzo), e due sorelle (Caterina e Marianna). Fece i suoi studi a Palmi, mostrando fin da ragazzo una particolare vocazione per la pittura: a 15 anni, «autodidatta, disegnava con una certa abilità e dipingeva soggetti dal vero con sorprendente bravura e tanta naturalezza» (Campisani). E ciò «senza scuola alcuna di disegno». I genitori, come tradizione delle famiglie cospicue del Mezzogiorno, avrebbero voluto che facesse gli studi classici e poi quelli universitari di Giurisprudenza, ma egli non assecondò il desiderio della famiglia e il suo percorso formativo ebbe così vie diverse. Col sostegno della famiglia, andò prima a Firenze, considerata la patria dell’arte dove studiò all’Istituto d’Arte, e poi si stabilì a Napoli per frequentare l’Accademia di Belle Arti dove ebbe come maestri Domenico Morelli,pittore storico-romantico, che lo orientò verso un colorismo storico, lo considerò sempre uno dei suoi migliori discepoli e gli fu amico, e Filippo Palizzi, eccellente verista.
Assimilata e fatta propria la lezione dei maestri, una volta terminati gli studi tornò a Palmi dove sistemò il proprio atelier – «fucina delle sue migliori creazioni pittoriche» – nella casa di famiglia. Lavorò soprattutto in Calabria. Nel suo studio, molto frequentato da giovani allievi, tra cui il suo concittadino Nicola Gullì, che avrà successo in Argentina, e il cittanovese Michele Guerrisi, scultore, futuro direttore dell’Accademia di Belle Arti di Roma, studioso di estetica e critico d’arte, il quale ebbe lì una prima educazione pittorica, eseguì ugualmente importanti lavori, molti dei quali non firmati. Paesista, pittore di grandi opere di arte sacra fino a tre metri di altezza, arte sacra e notevole ritrattista, fra le sue opere esposte in luoghi pubblici, oltre quelle disseminate in diverse chiese calabresi, vanno ricordate: La sagra famiglia (Duomo di Catanzaro); San Giuseppe con Bambino, Concattedrale di San Nicola a Palmi, Trasfigurazione e San Gerolamo (Chiesa Matrice di Cittanova), un quadro raffigurante San Rocco nella chiesa del Carmine di Cinquefrondi e ancora: Ritratti dell’onorevole Rocco De Zerbi (come ritrattista era considerato tra i maggiori del Mezzogiorno, capace di ritrarre “a memoria” personaggi) che si trovano nel Municipio e nella sede della Società operaia a Palmi, L’addio dell’emigrante nel salone dell’ex amministrazione provinciale di Reggio Calabria; e infine i quadri: Contadinello a quattro piedi in un campo, Ragazza seduta con quartara, Paesaggio con palma bassa, Donna Aurora Migliorini e don Teofilo Augimeri, genitori del pittore, Chiude la serie dei ritratti quello di Donna Teresa dei Marchesi Genoese-Zerbi e l’Autoritratto. Il quadro La famiglia Augimeri fu disperso durante la 2ª guerra mondiale.
Il critico Ugo Campisani, che per anni si è occupato dell’artista palmese, ricorda che in tutto si conoscono ben 53 ritratti, nel quali «eccelse per la verità psicologica e fisica dei personaggi rappresentati», rispetto alle 15 opere sociali e alle 17 religiose. Il catalogo ragionato delle sue opere, nella tesi di laurea di Cosimo Cucinotta, elenca e brevemente descrive 85 figure.
Dipinse anche, ad acquarello, 22 caricature tutte riguardanti personaggi palmesi nelle quali mette satiricamente in evidenza i difetti dei suoi concittadini e contemporanei. Egli «si raffigura isolato e malmenato da coloro da lui presi di mira, dileggiati e presentati in atto di uscire da uno stretto collo di bottiglia, visti di profilo e con la classica bombetta in testa».
Pur distante dai centri culturali nazionali prese parte alla 1ª Esposizione Italiana di Firenze del 1861; alla Promotrice di Belle Arti di Napoli del 1874; alla Esposizione Generale di Torino del 1898, con l’opera Venditrice di fichi d’india e ancora a Torino nello stesso anno all’Esposizione di Arte Sacra; all’Esposizione Nazionale di Belle Arti di Palermo del 1891-1892; e a varie mostre internazionali, tra le quali, memorabili, quelle di Parigi e di Vienna.
Alla 1ª Mostra d’arte Calabrese che si tenne a Catanzaro nel 1912, un anno dopo la sua morte, venne esposto un Ritratto del sen. Rossi, mentre alla la Mostra Calabrese d’Arte Moderna di Reggio Calabria del 1920 furono esposti sei ritratti e L’addio dell’emigrante. I quadri Testa di moro, Donna che allatta, Contadina seduta, Contadina portatrice di cesto furono presentati Alla 6ª Mostra Calabrese di Reggio del 1931.
In vita ebbe varie onorificenze. Fu nominato Cavaliere Ufficiale della Corona d’Italia e gli venne anche assegnata una Medaglia d’oro. Il suo nome compare sempre in enciclopedie e testi di storia dell’arte.
Morì a 77 anni. Come ricorda Natale Pace la sua morte venne annunciata dalla rivista letteraria «Eco d’Aspromonte» con questo ritratto: «Domenico Augimeri, questa dolce figura di artista trapassato serenamente nella sua Palmi. Discendente da nobile famiglia, anziché seguire gli studi classici per i quali lo si voleva incamminare, preferì l’arte di Apelle e con occhio indagatore cercò i segreti dell’armonia delle linee, delle gradazioni di colori che la pittura gli offriva. Dapprima dipinse i suoi paesaggi montani, poi le scene di vita reale, ma non era questo il perno della sua arte mirabile. Vacheggiava l’arte del ritratto ed in seguito divenne uno dei più bravi artisti del Mezzogiorno tanto che il suo maestro Prof. Morelli (nel testo invece di Morelli è citato Mancinelli che di Morelli fu maestro, n.d.a) a Napoli ebbe più volte a gloriarsi del suo discepolo. La sua spiccata caratteristica dunque fu il ritratto e nel silenzio della sua casetta che guarda il bel Mar Tirreno, il Bosforo della nostra Italia, lavorava in silenzio come lavorano i veri amanti dell’arte».
Modesto di carattere, isolato in vita, il suo nome e la sua attività furono coperti a lungo dall’oblio. Alcuni suoi discendenti, però, hanno avviato un’opera di recupero per far conoscere le sue opere. Il lavoro intenso di ricerca ha portato alla pubblicazione del volume Domenico Augimeri, pittore, redatto da Elsa Augimeri De Franco. A questa attività di riscoperta si sono aggiunte le iniziative del suo Comune di nascita con la collaborazione del locale Liceo Artistico, dell’Accademia di Belle Arti di Reggio, del «Centro di Programmazione Culturale Mediterranea» di Reggio, con la pubblicazione del volume Domenico Augimeri, immagini dell’800.
Per ricordarlo il Comune di Palmi gli ha intestato una strada nel centro storico della città. (Francesca Raimondi) © ICSAIC 2021 – 6

Nota bibliografica essenziale

  • Giuseppe Silvestri Silva, Memorie storiche della città di Palmi, vol. II, Tipo. Nazionale, Genova 1932, passim;
  • Agostino Mario ComanducciI pittori italiani dell’Ottocento, Casa Editrice Artisti d’Italia, Milano 1934;
  • Alfonso Frangipane, Domenico Augimeri, «Brutium», XI, 3, 1961, p. 5;
  • Mario Monteverdi, Storia della pittura italiana dell’Ottocento, Bramante editore, Busto Arsizio 1984, ad nomen
  • Clelia Li Gotti, Pittori reggini alle biennali, tesi di laurea, 1991;
  • Elsa Augimeri-De Franco: Domenico Augimeri, pittore, Jason, Reggio Calabria, 1992; 
  • Ugo Campisani, Domenico Augimeri, «Calabria Letteraria», anno XLIII n. 10-11-12, 1995, pp. 113-114; 
  • Cosimo Cucinotta, Domenico Augimeri, tesi di laurea, Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria – Scuola di pittura, a.a. 1995-1996;
  • Franco Carmelo Greco, Mariantonietta Picone Petrusa, Isabella Valente (a cura di), La Pittura Napoletana dell’Ottocento, Pironti, Napoli 1996, ad indicem
  • Ugo Campisani, Aggiornamento sulla produzione pittorica di Domenico Augimeri di Palmi, «Calabria Sconosciuta», 80 (ott.-dic.) 1998, pp. 39-41;
  • Domenico Ferraro, La geniale produzione del pittore Domenico Augimeri, «Calabria Letteraria», 7-9 (lug.-set.) 1999, pp. 84-86;
  • Bruno Zappone, Uomini da ricordare. Vita e opere di palmesi illustri, Age, Ardore Marina 2000, pp. 27-33;
  • Ugo Campisani, Altri dipinti di Domenico Augimeri, «Calabria Sconosciuta», 97 (gen.-mar.) 2003, p. 26;
  • Enzo Le Pera, Arte di Calabria tra Ottocento e NovecentoDizionario degli artisti calabresi nati nell’Ottocento,Rubbettino, Soveria Mannelli 2001, pp. 17-19;
  • Ugo Campisani, Artisti calabresi. Ottocento e Novecento. Pittori, scultori, storia, opere, Pellegrini, Cosenza 2005, pp. 33-39;
  • Enzo Le Pera, Gli artisti della Calabria. Dizionario degli Artisti Calabresi dell’Ottocento e del Novecento, Pellegrini, Cosenza 2013, ad nomen;
  • Natale Pace, II grandi artisti del Sud: Domenico Augimeri tra realismo e macchiaioli, «IlSudOnLine», 12 marzo 2015, https://www.ilsudonline.it/46464-2/.
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