Barreca, Domenico

Domenico Barreca [Terranova Sappo Minulio (Reggio Calabria), 6 novembre 1848 – Catania, 11 maggio 1922]

Fu direttore di banda e compositore. Il padre, Luigi, era un possidente originario di San Lorenzo, nell’entroterra ionico reggino, mentre la madre, Lucrezia Marianna Germanò, era di Terranova. Quarto di sei figli, perse la madre nel 1854, prima di compiere i sei anni. Appena qualche anno dopo scomparve anche il padre e la famiglia piombò in uno stato di indigenza. A rendere più difficile la situazione aveva contribuito nel 1851 la destituzione dall’incarico di segretario comunale di Raffaele Germanò, fratello della madre, avvenuta in seguito alle accuse di cospirazione antiborbonica. Lo zio Raffaele era un violinista e organista dilettante, componente della Filarmonica locale. In conseguenza di questi eventi Domenico finì nel Reale Orfanotrofio Provinciale della Prima Calabria Ulteriore a Reggio Calabria dove iniziò a studiare la musica e l’arte di calzolaio. 
Rientrato a Terranova nel 1865 approfondì gli studi musicali sotto la spinta dello zio Raffaele, affiancando al clarinetto e al violino la pratica dell’organo che suonava occasionalmente in chiesa. Con Achille Longo (padre di Alessandro), che in quel periodo era direttore della filarmonica locale, approfondì gli studi di teoria, solfeggio e armonia. Oltre che della compagine musicale locale ebbe modo di far parte anche nella banda del Battaglione Mandamentale della Guardia Nazionale di Radicena, cittadina poco distante da Terranova. 
Partito nel 1871 per il servizio militare di leva, fece domanda e venne ammesso quale “bandista” nel 21° Reggimento di Fanteria “Cremona” che in quell’anno era acquartierato a Reggio Calabria. Il Reggimento nel 1874 si spostò a Brescia e Barreca colse l’occasione per portare a compimento i propri studi musicali conseguendo, presso il Conservatorio di Milano, il diploma di clarinetto e superando gli esami per “capomusica” militare. A Brescia rimase per cinque anni manifestando il proprio talento compositivo. In alcune esecuzioni pubbliche vennero infatti eseguiti suoi brani. Nello stesso periodo si fidanzò con Marianna Carlotta Ardesi, una giovane di famiglia agiata residente nella vicina Borgosatollo, che poi sposò nel 1880, quando il suo Reggimento si era nel frattempo spostato ad Alessandria, e dalla quale ebbe due figli: Riccardo e Clelia.
Nella città piemontese assunse l’incarico di “capomusica”, ovvero di Direttore della fanfara del Reggimento. Barreca rimase alla guida della stessa per quattordici anni, spostandosi col Reggimento in varie città: Fano, Milano, Catania dove giunse nel 1892. Nel corso di questi anni iniziò a pubblicare le sue composizioni con l’editore Devasini di Casale Monferrato. Videro la luce una mazurka intitolata Dammi un amplesso e la polka Speranze dorate. Successivamente per i tipi dell’editore Sciabilli di Firenze uscì la marcia con fanfara Il campo di Loreto. Dal punto di vista compositivo egli si muoveva secondo i dettami della moda del tempo e anche entro i limiti segnati dalle esigenze di scansione dei momenti della vita militare (vedi i titoli Sveglia reggimentaleRitorno dal campoCanti del soldatoMarcia del soldatoSavoja!).
Nel 1888 Barreca fu chiamato dalla Ricordi a far parte dei tre membri della commissione selezionatrice del primo bando di concorso riservato ad autori nazionali indetto dalla casa musicale e finalizzato al reperimento di brani da inserire nella fortunata collana «Biblioteca dei Corpi di Musica Civili e Militari», all’interno della quale lo stesso Barreca pubblicò varie composizioni musicali o adattamenti tra cui: la polka Sempre teco, la mazurka Dolce desio, la strumentazione di una Fantasia sull’opera Fra Diavolo di Auber.
A partire dal 1893 Barreca venne collocato in pensione da “capomusica” militare per maturati limiti di anzianità di servizio militare (oltre un ventennio) e assunse la direzione del «Corpo Musicale Civico» della città di Catania. Alla guida di questa formazione Barreca ottenne nel 1895, nell’ambito dell’imponente raduno e «Gara delle bande», svoltosi a Roma in piazza Colonna, la medaglia d’oro per la qualità dei concerti tenuti. Dalla Sicilia, nel frattempo, la fama di Barreca si diffuse nella vicina Calabria dove molti complessi bandistici iniziarono a eseguire con frequenza sue composizioni e da dove veniva interpellato per consulenze riguardo la nomina di direttori di banda. 
Nel 1900 scrisse In memoria di Umberto I, pensiero funebre e, l’anno dopo, in occasione del centenario della nascita di Vincenzo Bellini, compose Gloria a Bellini, Marcia solenne sopra motivi delle sue opere, lavoro poi pubblicato da Ricordi nell’ambito della «Biblioteca dei Corpi di Musica». In generale si può dire che la musica composta da Barreca risulta aperta alle innovazioni, facendo propri alcuni capisaldi su cui si fondava la riforma Vessella che modificava significativamente gli organici della Banda e la specifica modalità di scrittura.
Nel 1920, per sopraggiunti limiti di età, Barreca chiuse il lungo rapporto con la Banda civica di Catania. Si spense nella città etnea solo due anni dopo.

Nota bibliografica

  • Carlo Carlino, Clara Caruso, Le bande musicali in Calabria: 1800-1985, Gangemi, Reggio Calabria 1985;
  • Agostino Formica, Il maestro Domenico Barreca, musicista calabrese sconosciuto, «Rogerius», X, 2, 2007;
  • Agostino Formica, Domenico Barreca. Storia di un musicista, L’Alba edizioni, Maropati 2009;
  • Gaspare Nello Vetro, Le bande musicali del Regio Esercito dalla proclamazione del Regno d’Italia alla prima guerra mondiale (1861-1915), Stato Maggiore dell’Esercito-Ufficio storico, Roma 2009;
  • Giovanni Russo, Bande musicali calabresi: storia, cronache, uniformi e immagini di 300 antiche formazioni musicali, Centro studi polistenesi-Storico complesso bandistico Città di Polistena, Polistena 2010.
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