Bloise, Luigi (“Gino”)

Luigi Bloise (“Gino”)  [Cassano Jonio (Cosenza), 16 marzo 1926- Roma, 6 giugno 2001]

Luigi, detto Gino, nacque a Cassano Jonio il 16 marzo 1926 da Gaetano, cantiniere, e da Maria Ciappetta, casalinga. Come scrive Carlo Rango «la sua è una famiglia, come tante di quel periodo, segnata dalla bella povertà e dall’emigrazione (in Argentina) del padre», a sei anni dalla nascita di Gino. Poeta, saggista, sindacalista, politico, Si forma alla scuola della vita, tra botteghe artigiane e campi di Cassano (è prima apprendista calzolaio, poi apprendista sarto e, infine, suonatore di tromba nella banda musicale cittadina) e a quella della cultura di tradizione umanistica della Calabria coniugata con il socialismo riformistico (milita prima nell’ Azione Cattolica, dove ricopre la carica di segretario regionale, presto lasciata per passare nelle file socialiste).Gino Bloise appartiene alla generazione che ha ereditato ansie e progetti dalla guerra e dal dopoguerra. Ventenne nel 1946, respira l’aria del referendum istituzionale, impegnandosi per la vittoria della Repubblica, sia quella della campagna elettorale del 1948. Vive, negli anni immediatamente a venire, l’epopea del bracciantato meridionale in generale e sibarita in particolare. Ne diviene il capo e l’ispiratore, intuendo fin d’allora che l’unico modo per riscattare dalle condizioni di atavica povertà ed emarginazione i ceti meno abbienti è quello di dar loro una coscienza di classe. Da quell’esperienza nascerà, nel 1983, il libro Lotte contadine nel Sud. Grande animatore della Camera del Lavoro del suo paese, organizza comizi e manifestazioni, mettendosi alla testa dei contadini che vanno a coltivare le terre incolte del circondario della Sibaritide. Negli anni Quaranta è bibliotecario presso il Municipio di Cassano e, in quel periodo fonda un piccolo giornale, «La voce nell’ombra», che, come ricorda Peppino Selvaggi, «era un foglio antifascista dattiloscritto nei locali del municipio di Cassano». Fin da quegli anni la sua vocazione culturale, quella poetica in particolare, è tutt’uno con l’impegno politico. Dirige la rivista «Il risveglio» e fonda periodici culturali, come «Il Cenacolo» e «Juvenilia», ai quali collaborano Giuseppe Troccoli e Giuseppe Selvaggi.
Nel 1948 si iscrive al Partito socialista e nei primi anni Cinquanta partecipa alle lotte contadine, costituendo, insieme a Salvatore Frasca e ad altri compagni, il Comitato di agitazione permanente a cui segue l’occupazione delle terre (dicembre 1950‐gennaio 1951).Tra gli anni Sessanta e Settanta, Bloise fu più volte sindaco di Cassano e, per due legislature (1968 e 1972) senatore della Repubblica per il collegio della Sibaritide. In qualità di senatore , collaborò a iniziative di legge rivolte al miglioramento della situazione scolastica italiana, ricoprendo l’incarico di vice presidente della Commissione Pubblica Istruzione e della Commissione mista per i decreti delegati. Fu membro della Commissione bicamerale di vigilanza della Rai, ed anche, per alcuni anni, docente di Legislazione scolastica e di Pedagogia presso l’Isef di Catanzaro, a coronamento di una precedente esperienza di insegnante nelle scuole elementari e secondarie.
Vice presidente della Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania negli anni Ottanta in «quota socialista», è coinvolto in una vicenda giudiziaria per concessione fidi facili (a cui seguì il crollo della banca che aveva circa quattrocento miliardi di vecchie lire di crediti in sofferenza). Con altri amministratori e dirigenti, finì in carcere. Uscito indenne dal processo (lo stesso Pubblico ministero che aveva ordinato l’arresto chiese poi il non doversi procedere), dalla permanenza in cella trasse lo spunto per scrivere il sofferto Braccio della sosta (1987). Ha svolto un’assai intensa attività parlamentare presentando 144 disegni di legge di sua iniziativa e svolgendo numerose mozioni, interpellanze, interrogazioni, orali e scritte. Negli ultimi anni si trasferì con la famiglia a Roma, dove morirà nel 2001. A Roma diresse, in qualità di presidente, l’Istituto Fernando Santi, centro europeo di ricerche e di politiche sociali con particolare attenzione ai problemi dell’emigrazione nel nuovo contesto interculturale e multietnico. L’Istituto ebbe anche un suo organo di stampa, «Avanti nel Mondo», del quale Bloise è stato direttore. Lunga e intensa fu anche l’attività di poeta, coltivata con entusiasmo per tutta la vita insieme all’impegno politico. Essa iniziò nel 1946 con la raccolta di versi Tristezza, edita da Editrice Bruzia di Castrovillari, seguita dalla silloge Momenti, stampata a Corigliano Calabro nel 1958, e subito dopo da Diario intimo. Si tratta di poesie dal tono decisamente intimistico, che rappresentano una sorta di diario lirico privato dell’autore. Con la raccolta Vita di un dirigente (1961), la sua poesia abbandona i toni intimistici e la sua vocazione poetica si va fondendo con quella politica. Giuseppe Selvaggi scrive che«c’è nella trama dei suoi libri il dialogo con il prossimo, visto come se stesso, amato e servito: che è il compito-lavoro dell’uomo politico». Walter Pedullà rileva sull’«Avanti!» che, in questa raccolta, «Bloise ha introdotto limpide e intenerite immagini della Calabria d’oggi, paesaggi o quadri di vita collettiva, testimonianze dolenti o risentite del ricordo storico della sua regione».Nel 1972, con la pubblicazione,  del volume Versi strenna di quattro senatori (ed. Orlando), alcune liriche di Bloise escono affiancate ai versi di tre celebri senatori-poeti (Eugenio Montale, Carlo Levi e Franco Antonicelli). Nel 1977 pubblica Versi per storie antiche, con pagine critiche di Pietro Buttitta, Francesco Grisi, Giuliano Manacorda, Walter Pedullà, Giuseppe Selvaggi, Saverio Strati. Nel 1982 esce, a cura di Giuseppe Tedeschi, presso Capone editore, il volume Prima che faccia sera , che raccoglie in 220 pagine tutta l’opera poetica in lingua del Nostro, sistemata secondo un «percorso a ritroso» che permette di cogliere le molteplici componenti liriche della sua poesia, da quella descrittivo-sentimentale a quella civile, sociale, politica. E, infatti, la raccolta vuole essere una riflessione a tutto campo, quasi un consuntivo, una sorta di «storia» del suo pensiero e la «coscienza» della sua esperienza. Per Antonio Piromalli la poesia di Bloise è «specchio di una condizione sociale e umana, in cui l’uomo è proiettato tra il richiamo del mito e l’ancoraggio a una realtà dolorante per solitudine e ferite storiche e geografiche».Del 1992 è la raccolta Viaggi nella memoria, edita a Roma da “Pagine”. Quest’ultima fatica è un viaggio metaforico nella memoria, non però intesa come memoria lirica, ma come memoria storica, come senso di appartenenza a delle radici culturali, quelle mediterranee, una memoria intesa, quindi, anche come recupero d’identità. Si tratta, in definitiva, di “viaggi nel tempo” più che nello spazio, con due itinerari fondamentali: l’uno proveniente dalla Grecia antica, sotto forma di ricerca filosofica e politica, di poesia, di mito e, l’altro, dal mondo dell’emigrazione italiana al di là dell’oceano, tema molto caro a Gino Bloise come uomo e come politico. Bloise fu anche «poeta dialettale». Si ricordano  fra le raccolte di poesia in dialetto cassanese: Il Cantastorie (1989); il disco di poesie dialettali «Vulere jessi nu cantastorie», Il mio paese ). Scrive Leonardo Alario, autore di un saggio su Bloise poeta dialettale, che «nelle poesie dialettali  riprende luoghi, personaggi e leggende della Cassano di ieri ed esprime nostalgia per il tempo passato» e che lo spirito che le anima è a volte «dolore struggente per quello che il popolo soffre per guadagnare un pezzo di pane». Tra gli scritti di saggistica, si ricordano: La scuola di tutti. Appunti di legislazione scolastica (1977), Ruolo delle Casse e politica di credito (1983).
Morì a Roma, dove ormai viveva da tempo, nel 2001 e riposa nel cimitero della sua città natale. Cassano gli ha intestato una scuola, l’aula consiliare e una piazza. (Franco Liguori) © ICSAIC 2019

Nota bibliografica

  • Dante Maffia, Intervista a Gino Bloise, in Prima che faccia sera,  a cura di G. Tedeschi, Capone editore, Lecce 1982;
  • Giuseppe Selvaggi, Nuova testimonianza per Gino Bloise, in Prima che faccia sera, a cura di G. Tedeschi, Capone editore, Lecce 1982;
  • Leonardo Alario, Gino Bloise, poeta dialettale, Pellegrini, Cosenza 1983;
  • Pantaleone Sergi, Colpo di spugna per la Carical, imputati assolti, «La Repubblica», 30 ottobre 1987;
  • Carlo Rango (a cura di), Gino Bloise. Un poeta militante (con saggi di P.F. Bruni, C. Chiodo, F. Liguori, W. Mauro, C. Rango, G. Selvaggi, F. Smurra ), «I Quaderni dell’Irfea», II, 9, 1994;
  • Luigi Reina (a cura di), Una scelta di vita. Gino Bloise: poesia e politica. Memorie e testimonianze, Edizioni Ripostes, Salerno 1998;
  • Carmine Concistrè, La poesia in vernacolo di Gino Bloise, La Mongolfiera, Cassano Jonio 2002;
  • Carmine Chiodo, La poesia di un uomo della rivolta e della lotta, in Gino Bloise. Antologia, Istituto Fernando Santi, Roma 2003;
  • Franco Liguori, Ricordo di Gino Bloise, il senatore-poeta della Sibaritide, «Il Serratore», XIV, 66,  2001, p. 27;
  • Gino Bloise, Antologia, Istituto Fernando Santi-Calabria, Roma 2003.
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