Brancia, Vincenzo

Vincenzo Brancia [Nicotera (Vibo Valentia), 29 maggio 1818 – 25 aprile 1896 ]

Letterato e storico nacque a Nicotera, all’epoca in provincia di Monteleone (l’odierna Vibo Valentia), da Lorenzo e da Serafina Laureani, in una nobile famiglia. Ancora giovanissimo scelse la carriera ecclesiastica, studiò nel Seminario diocesano e negli anni successivi si rivelò un instancabile servitore e difensore della Chiesa. Dottore in sacra teologia, fu giudice sinodale, provicario generale della Diocesi di Nicotera e Tropea, arcidiacono e parroco della Cattedrale di Nicotera. Il 25 giugno del 1889, fu nominato amministratore e coadiutore con futura successione del vescovo di Ugento, nel Leccese, nonché vescovo titolare di Amatunte (Amathus) in Cipro. Quattro giorni dopo fu ordinato nella chiesa di S. Antonio in via Merulana a Roma dal cardinale Monaco La Valletta, vescovo di Ostia e Velletri. Il 26 luglio 1890, data della morte di Gennaro Maria Maselli dei Minimi, divenne vescovo titolare di Ugento (solo il 12 aprile 1891, tuttavia, arrivò il regio exequatur della bolla pontificia).
Si fece apprezzare al di là della Calabria, quando diede alle stampe a Reggio Emilia, una pubblicazione letteraria molto dotta nella quale sostenne che i padri della letteratura italiana Dante Petrarca e Boccaccio «erano autori da iscrivere alla più rigorosa ortodossia cattolica, apostolica, romana». L’opera, in particolare su Dante, ebbe la rispettosa critica del Carducci pronunciata a Roma in data 8 gennaio 1888. Lo stesso Cesare Cantù, con cui fu in corrispondenza epistolare, disse di lui: «Le sue scritture si fanno leggere, ridondante come di scienza e di molte cose preziose». Altra lode gli fu data dal cardinale Gaetano Alimenda che così si espresse: «Lessi al solito, come mi accade nello svolgere le sue scritture, ed  ebbi di che erudirmi e di che ammirare. L’argomento che tratta è veramente grande, e la perizia per trattarlo è degna dell’Accademia dei Quiriti». La Reale Accademia delle scienze e la Pontaniana la definirono «un gioiello di erudizione e di sapienza che onora la Calabria e l’Italia». Infine, sia Cesare Guasti, sia Gino Cappone, e sia Tommaso Vallauri lo consideravano un benemerito degli studi sacri e della religione.
Per il suo riconosciuto stile scultorio, incisivo, i suoi articoli furono accolti da tanti periodici, tra cui «L’Armonia» di Milano, «Il Commercio» di Firenze, il «Vessillo cattolico» di Mantova, il «Giornale di Catania», il «Tremacoldo di Messina», «Il Genio Cattolico» di Reggio Emilia, l’«Albo reggino» di Reggio Calabria, ecc.
Scrisse ancora per il Seminario di Nicotera: Propulsione agli studi delle Lettere latine per la cattedra di Umanità sublimeLettere apologetiche in sette libriBiografia di mons. Vincenzo Marra vescovo di  Nicotera (1792-1816), Cenno storico del Seminario di Nicotera, Elogio storico di mons. Franchini, vescovo di Nicotera (1832-1854), La predicazione Evangelica, Il Clero e la rivoluzione.
E non poteva mancare la sua  approfondita conferenza sulla De Rerum Novarum di Leone XIII. Tutti i suoi articoli sulla Enciclica vennero richiesti dalla Biblioteca Vaticana.
Nel 1845 partecipò alla conferenza di Napoli dove fu insignito della Croce di Cavaliere  dell’Ordine di Francesco I. Il Re per le alte qualità di ecclesiastico gli augurò di «ascendere a più elevata dignità». In quella conferenza il Brancia intervenne sulla polemica Colombo-Vespucci sostenendo che quella del Vespucci è una vera impostura, poiché lo scopritore del nuovo mondo fu Colombo «ed è ben poca cosa ricordarlo intestandogli la Columbia». L’opera relativa al dissenso è composta di tanti quadri sinottici geografici che diedero nuova linfa alla scienza. 
Scrisse ancora le Lettere Apologetiche a difesa dell’autorità della Chiesa e dell’infallibilità del Pontefice contro coloro i quali tentavano di eclissarne la gloria.
L’opera più importante che interessa maggiormente il Circondario di Nicotera rimane il suo contributo all’opera Il Regno delle due Sicilie, curato da Filippo Cirelli, in cui espone, relativamente ai Comuni di Nicotera Limbadi e Joppolo, la storia civile, ecclesiastica, gli avvenimenti memorabili, le tradizioni, l’archeologia, le condizioni astronomiche, geografiche, atmosferiche, abitato, (porte, fontane, strade, edifici di culto), clero, istruzione, biblioteche private pubbliche, agricoltura, pastorizia,  prodotti, pesca, arti e mestieri, fiere e mercati,  industrie artigiane , popolazione e sue qualità fisiche, morali ed intellettuali, agiatezza, pauperismo, nobiltà elaborando il tutto statisticamente con precisi quadri sinottici.
Infine ricorda nell’opera storica gli uomini illustri e i personaggi distinti con le relative note; la cronotassi dei vescovi (aggiornata rispetto alla prima pubblicata dal cugino Francesco Adilardi, già noto nel mondo culturale del tempo), gli usi, i costumi (matrimoni, funerali, abbigliamento, giochi, pregiudizi, false credenze, letteratura popolare, canti dialettali, adagi e proverbi, bromologia degli alimenti, e statistica giudiziaria).
Lasciò manoscritti e pubblicò tantissimo. L’abate Pierini di Firenze sollecitò la raccolta degli scritti del Brancia per farne una meritata pubblicazione.
Vincenzo Brancia, morto nel suo paese natale all’età di 78 anni, si può annoverare tra quei personaggi che per cultura, vivacità ingegno, talento e sagacia seppero dare in eredità un dono prezioso alle generazioni postume. Il nipote omonimo nel 1925 donò al capitolo vescovile di Nicotera un ritratto dello zio dipinto da Domenico Russo nel 1889 (particolare nella foto), oggi conservato nel locale Museo di arte sacra. E nel settembre 1926 donò alla Biblioteca Comunale di Catanzaro i discorsi del vescovo, alcuni finiti altri in bozze, con l’indicazione dei paesi in cui furono pronunciati. (Pasquale Barbalace) © ICSAIC 2020

Opere essenziali

  • Quadri sinottico-geografici indicanti il globo terrestre nello stato fisico, politico, morale / compilati sulle opere classiche di geografia dal sacerdote Vincenzo Brancia, s.n., Napoli 1845;
  • Proposta di un corso di applicazione letteraria per la cattedra di umanità sublime. Prolusione agli studii di umanità sublime recitata nel seminario di Nicotera il giorno 4 novembre 1846, Stab. Tip. di G. Nobile, Napoli 1848;
  • Degli studj convenienti alla coltura letteraria italiana, Tipografia Vara, Napoli 1852;
  • Intorno un ordinamento di studii di letteratura italiana nel venerabile Seminario di Nicotera per l’anno 1856-1857. Discorso, Tipografia Vara, Napoli 1858;
  • Lettere apologetiche del can. Vincenzo cavaliere Brancia, Co’ tipi di Vincenzo Manfredi, Napoli 1861-1862;
  • Cenno storico sul seminario diocesano della chiesa cattedrale di Nicotera, Tip. Cattolica, Firenze 1866;
  • Piccolo Catechismo della Dottrina Cattolica intorno ai Concili Ecumenici, Tipografia Cattolica, Firenze 1869
  • Il papato lotta e trionfa e contro l’eresia e contro il cesarismo, tip. Degani e Masini, Reggio Emilia 1872
  • Saggio di critica cattolica sul nuovo testamento tradotto in lingua italiana da Giovanni Diodati, Tipografia e libreria salesiana, San Benigno Canavese 1886;
  • Della ortodossia di Dante, Petrarca, Boccaccio. Studio apologetico letterario contro le opinioni settarie ad uso della gioventù italiana cattolica, Tip. Carlo Gasparini, Reggio Emilia 1894;
  • L’ opera della chiesa cattolica nelle lettere ed arti italiane dei secoli 13., 14., 16. Discorso detto nella pontificia accademia dei nobili ecclesiastici il 10 maggio 1894, Tipografia della Pace di Filippo Cuggiani, Roma 1894;
  • Fra’ Carmelo.  Storia Calabrese dei nostri giorni, Tip. S. Giuseppe Degli Artigianelli, Torino 1894;
  • In morte di Cesare Cantù, s.n., Milano 1895.

Nota bibliografica

  • L’«exequatur» a due vescovi, «Gazzetta del clero», 1891, p. 119;
  • Vincenzo Brancia, In morte di mons. Vincenzo cav. Brancia vescovo di Ugento, Tip. S. Giuseppe degli Artigianelli, Torino 1896;
  • Italiani illustri a Mons. Vincenzo Brancia vescovo di Ugento, compilazione con note e illustrazioni varie del sac. Vincenzo Brancia [e con Prefazione del prof. Giuseppe Fanchiotti ], Paolo Carrara Editore, Milano 1898; 
  • Monsignor Brancia e il suo paese natio, a cura del sac. Vincenzo Brancia, Scuola Tipografica Salesiana, Firenze 1898;
  • Antonino Lojacono,  Allocuzione nel solenne ingresso in Nicotera di d. Vincenzo Brancia vescovo, Tip. Gasparini, Reggio Emilia 1889.
  • Vincenzo Brancia, Cenni bio-bibliografici degli illustri nicoteresi, Tipi Buongiovanni e Coccia, Tropea 1908;
  • Luigi Aliquò Lenzi e Filippo Aliquò Taverriti, Gli scrittori calabresi. Dizionario bio-bibliografico, vol. I, Tip. Editrice “Corriere di Reggio”, Reggio Calabria 1972, pp. 152-154.
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