Brugnano, Peppino

Peppino Brugnano [Siderno (Reggio Calabria), 4 aprile 1915 – 30 gennaio 1986]

Nacque di sabato santo e i genitori, Luigi, capocannoniere della Marina italiana, e Matilde Morace, visto che il giorno dopo era la domenica di Pasqua, per buon augurio aggiunsero al primo nome anche quello di Pasquale. Ultimo di quattro figli – prima di lui nacquero Umberto, Jolanda e Adelina – frequentò le scuole elementari a Siderno, dove ebbe come insegnante la maestra Puntura. In questo primo periodo fu aiutato negli studi elementari dal fratello Umberto, più grande di lui di 11 anni, che divenne maestro elementare.
Finite le scuole elementari si iscrisse al Liceo Ginnasio di Locri, frequentando la sezione distaccata di Siderno; suoi compagni liceali furono, tra gli altri, Nicola Surace e Italo Misuraca. L’amicizia con Misuraca, figlio del notaio Luigi, fu molto importante nella formazione giovanile del suo pensiero. In casa Misuraca, infatti, nella quale si recava spesso per studiare con Italo e con il fratello Pasquale, il giovane Peppino ebbe l’opportunità di entrare in contatto e conoscere a fondo il notaio, persona di vasta cultura ma, soprattutto, esponente del Socialismo sidernese. Fu proprio conversando con il notaio Misuraca che appronfondì le sue nozioni sul Socialismo e sull’ideale socialista.
In periodo fascista, i discorsi del notaio fecero presa nella mente del giovane Peppino che fece suo l’ideale socialista, propagandato egregiamente anche dal professor Nicola Palaia, altro «eroe socialista» che influenzò la sua formazione giovanile. L’influenza esercitata dal notaio sulla formazione del suo pensiero fu notevole, tanto che lui stesso in una biografia del notaio Misuraca, scrisse: «Incontrarmi con il Notaio era per me un’occasione unica di godimento spirituale».
Dopo aver completato gli studi liceali si trasferì a Roma, dove si iscrisse all’Università alla facoltà di Lettere Classiche. Nella capitale soggiornò in casa del cugino Domenico “Vincenzino” Fragomeno, figlio di Concetta Brugnano, sorella di suo padre.  Fragomeno, ufficiale di Marina, che aveva lavorato con Guglielmo Marconi, seppe dare un ottimo aiuto e incoraggiamento al giovane cugino, che a causa della crisi economica dei tempi, si manteneva l’Università anche con i proventi delle lezioni che nel corso dell’Estate teneva a numerosi giovani di Siderno.
Laureatosi in Lettere Classiche il 20 giugno 1940, fece ritorno a Siderno dove l’anno seguente iniziò l’attività di docente insegnando materie letterarie nell’Istituto Magistrale «Michele Calauti».
Allo scoppio della seconda guerra mondiale fu chiamato alle armi; partecipò agli eventi bellici con il grado di tenente, prendendo parte alle operazioni di guerra svoltesi a Pola, Fiume e Trieste tra il 1942 e il 1943. Alla fine di quel tragico anno 1943 fece ritorno a Siderno, dove i genitori non speravano più di rivederlo vivo, visto che da tempo non avevano sue notizie: essendo stati informati  dell’attacco alla caserma di Postumia, infatti, lo credevano morto.
Nel 1944 riprese a insegnare materie letterarie – in particolare latino e greco, materie che prediligeva e nelle quali eccelleva – presso il Liceo Ginnasio di Locri, sezione distaccata di Siderno.
Appena tornato dalla guerra, iniziò a interessarsi attivamente di politica, forte anche degli insegnamenti giovanili. Fervente sostenitore del Socialismo, partecipò nei primi mesi del 1944 alla ricostituzione della sezione Socialista di Siderno insieme a Domenico “Mico” Congiusta, Ciccio la Torre e altri numerosi sostenitori socialisti. Fu eletto consigliere comunale.
Eccellente oratore, dote in lui innata e che aveva perfezionato grazie anche allo studio dei classici latini e greci e alla professione di insegnante, sapeva con linguaggio dolce, ma allo stesso tempo penetrante e persuasivo, rassicurare gli animi e carpire le menti di coloro che lo ascoltavano, i quali rimanevano affascinati dalla sua dialettica. Questa sua grande qualità lo fece divenire dal 1945 in poi il numero uno del socialismo sidernese, il punto di riferimento per migliaia di persone che credevano nell’ideale socialista. E che Peppino Brugnano fosse il punto di riferimento e il leader del Socialismo sidernese, la voce socialista più apprezzata e più persuasiva del dopoguerra, lo dimostra anche il fatto che, nel corso della campagna elettorale per l’elezioni politiche del 1948, la sezione scelse proprio a lui nel mese di febbraio per aprire la campagna elettorale con un comizio presso il cinema Torre. Toccò sempre a lui, il 4 aprile di quell’anno, tenere dalla scalinata del palazzo municipale di Siderno, dinanzi a una numerosa platea di ascoltatori, uno storico comizio introducendo l’intervento di Sandro Pertini, compianto Presidente della Repubblica Italiana.
Nello stesso anno si impegnò attivamente nell’attività di promozione della cultura in genere, nella lotta all’analfabetismo e all’ignoranza, soprattutto tra i ceti più deboli e più poveri. A tal fine, sabato 24 marzo 1945, nella sala del cinema di Siderno, fu inaugurato il Circolo Giovanile di Cultura Antonino Anile, al quale aderirono circa 50 soci; presidente fu eletto proprio lui.
Nel corso del 1945 tenne numerosi comizi: la sua arte oratoria, il modo garbato di rivolgersi alle masse e di parlare con le stesse dei loro problemi quotidiani e della maniera con cui risolverli era apprezzato da tutti. 
La passione profusa nell’attività politica, l’adottò anche nella scuola e nella sua attività di docente. Il suo sogno era quello di realizzare una scuola libera e aperta a tutti, soprattutto alle classi indigenti. A tal fine si iscrisse all’Associazione per la difesa della scuola nazionale. Fu sempre impegnato nella lotta per un rinnovamento della scuola dal punto di vista umanistico e per l’affermazione di una nuova cultura che esaltasse lo spirito democratico. 
Nella sua cittadina, Siderno, alla fine della seconda guerra mondiale non vi era alcuna scuola di 2° grado, a esclusione della sezione staccata del Liceo Gennaio di Locri; grazie anche all’impegno politico e amministrativo di Peppino Brugnano nella qualità di assessore e consigliere del Comune di Siderno, furono costruite le scuole medie “Gesumino Pedullà” e “Corrado Alvaro”, gli edifici che ospitano le scuole elementari Michele Bello e Giovanni Pascoli, l’Istituto Professionale, l’Istituto per Geometri, l’Istituto Artistico e l’Istituto Tecnico Commerciale; le contrade più popolose di Siderno furono dotate di scuole elementari.
Per quanto riguarda la sua attività di docente, dall’anno scolastico 1945-1946 al 1950-1951 insegnò latino e greco nel Liceo Classico Ivo Oliveti di Locri. Dal primo ottobre  del 1952 venne nominato insegnante di lettere presso la Scuola Media Statale di Siderno, della quale divenne preside dal 1965. Nell’anno scolastico 1965-1966 venne nominato preside alla Scuola Media Statale di Marina di Gioiosa Jonica – che dal primo aprile 1993 porta il suo nome – nella quale rimase fino al giorno in cui andò in pensione.
Per quanto riguarda la sua lunga attività politica, fu consigliere comunale di Siderno dal 1946 al 1980, ricoprendo anche la carica di assessore; fu sindaco della città dal 1979 al 1980. Fu, inoltre, consigliere provinciale di Reggio Calabria e in seno al Consiglio ricoprì la carica di vicepresidente e di assessore. Nelle elezioni comunali del 1946 risultò il primo degli eletti tra i socialisti e venne proclamato consigliere con voti 3279 in data 27 marzo 1946. Fu rieletto nelle elezioni comunali 1952, nel 1956, nel 1960. Nel 1965 riportò 3303 voti, di cui 519 di preferenza; nel 1970 risultò eletto al consiglio comunale con 2676 voti. Nel corso di quell’anno, in contrasto con la linea politica del Partito Socialista si dimise dallo stesso (le dimissioni furono rigettate ad unanimità), così come aveva fatto nel corso del 1968 alla provincia di Reggio Calabria, in seno alla quale ricopriva la carica di consigliere e capogruppo socialista.
Nel 1970 fu eletto segretario della sezione sidernese del Partito Socialista. 
Ricandidatosi alle elezioni comunali del 1975, fu rieletto consigliere comunale con 3080 voti.
Nel corso della legislatura, a causa della prematura morte di Oreste Sorace che ricopriva la carica di sindaco di Siderno, contro la sua volontà, pressato dai suoi compagni di partito, accettò la carica di sindaco che gli venne conferita dal consiglio comunale di Siderno nella seduta del 29 giugno del 1979; mantenne detta carica fino alla scadenza della legislatura, nel 1980, anno in cui lasciò la politica attiva.
Si spense a Siderno sei anni dopo, all’età di 71 anni. (Domenico Romeo) © ICSAIC 2019

Nota bibliografica

  • Giuseppe Errico, Dalle tensioni sociali alla fuga del proletariato in Calabria: la sezione del P.C.I. di Siderno dal 1954 al 1963, Gangemi, Reggio Calabria 1986;
  • Giuseppe Errico, La Locride: società, politica ed economia, 1943-1955, L. Pellegrini, Cosenza 1989;
  • Domenico Romeo, Cento anni fa, il7 luglio 1913, venne costituita a Siderno la prima sezione del Partito Socialista, «La Riviera», 7 luglio 2013.
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