Caccuri, Scipione

Scipione Caccuri [Rossano Calabro (Cosenza), 25 marzo 1899 – Napoli, 2 luglio 1981]

Primo di cinque fratelli (gli altri erano Luigina, Ernestina, Giovanni e Assunta), nacque da Pasquale, appartenente a una nota famiglia benestante della Sibaritide, e da Antonietta Turano, maestra elementare, anch’essa di Rossano.
Frequentato il Liceo-Ginnasio nel Convitto di San Demetrio Corone e conseguita la maturità, si iscrisse alla Facoltà di Medicina presso l’Università di Napoli e dopo un brillante percorso negli studi conseguì il titolo accademico nel 1922.
Rimase nell’orbita dell’ateneo partenopeo prima quale assistente volontario per il corso di Medicina del Lavoro, poi ebbe l’incarico di assistente straordinario. Già nel 1923 pubblicò il suo primo studio su questa particolare branca della medicina legata alla prevenzione, alle diagnosi e alle cure, della quale poi sarebbe stato un punto di riferimento per le generazioni future, non solo nell’ambito sanitario ma anche in quelli giuslavoristi e sindacali: il titolo di questa sua prima ricerca era Condizioni igieniche e sanitarie dei barcaioli a Napoli.
La sua produzione di saggi su tali tematiche, molto significativa nel corso della sua carriera (circa 200 lavori), era già copiosa quando, nel 1928, partecipò a un concorso indetto dall’Ospedale di Rossano Calabro, presentando ben nove pubblicazioni. Tuttavia, nonostante il punteggio assegnatogli dalla Commissione esaminatrice (29/30mi) l’incarico non gli venne affidato, favorendo altri professionisti vicini al regime fascista.
Rimase, pertanto, a Napoli, divenuta sua città d’adozione, e nel 1929 sostenne, nel corso dell’VIII Congresso riguardante la branca alla quale si dedicò (che si tenne dal 10 al 13 ottobre) la fondazione della Società Italiana di Medicina del Lavoro, avuto riguardo dell’accresciuta importanza derivante dalla pubblicazione, avvenuta il 30 aprile 1927, della Carta del Lavoro e dell’introduzione dei contratti collettivi nazionali. Nel IX Congresso Nazionale, che si tenne a Roma nel 1930 nei giorni 16 e 17 ottobre, fu il primo relatore e trattò delle malattie respiratorie causate dalle polveri, ottenendo il plauso e i ringraziamenti da parte del prof. Luigi Devoto, la figura più autorevole tra i cattedratici che si occupavano all’epoca di tali problematiche, che già nel 1906 aveva organizzato il I Congresso Internazionale riguardante le malattie professionali e nel 1901 aveva fondato un periodico di grande valenza scientifica, primo del genere nel mondo, dal nome «Il Lavoro».
Pur continuando a occuparsi anche di medicina generale, il prof. Caccuri divenne un insostituibile punto di riferimento per gli studi, la divulgazione e le varie attività nel campo della prevenzione e cura delle malattie legate al lavoro. Nel 1931, a Ginevra, assieme al prof. Devoto, partecipò al VI Congresso Internazionale per gli infortuni e le malattie, fresco del conseguimento, nel 1930, della docenza alla cattedra di Medicina del Lavoro e poco prima della nomina, per il biennio 1932-1933, di aiuto ordinario di Clinica Medica presso l’Università di Bari. Nel corso dei lavori di quel congresso relazionò sul tema della «Fatica», che ebbe non poca risonanza, al punto che stralci dell’intervento vennero anche riportati con enfasi dal quotidiano «Courrier de Geneve».
Fu tra i fondatori, nel 1933, assumendone anche la direzione, del Sanatorio Antitubercolare «Carlo Forlanini» di Capodimonte, a Napoli. Nel 1935, poi, conseguita il 29 marzo di quell’anno la docenza in Patologia Medica, venne nominato assistente ordinario nell’Istituto di Medicina del Lavoro nella stessa Napoli e venne cooptato nel Consiglio di amministrazione dell’Asilo infantile «Regina Margherita», prima di andare a dirigere l’Istituto di pari natura presso l’Università di Siena, avendo vinto il concorso nel 1940 classificandosi al primo posto nella terna oggetto della selezione.
Il prof. Caccuri manifestò ampia propensione alla comunicazione per diffondere i risultati degli studi e delle ricerche. Oltre alle numerose monografie, curò la divulgazione degli studi e delle ricerche attraverso la rivista trimestrale «Folia medica», da lui fondata nel 1938 e della quale era redattore responsabile, trattando di patologia e clinica medica, rivolta in primis a lettori eruditi ma anche a un pubblico allargato. Gli studi e le ricerche nel corso della sua carriera contemplarono le casistiche cliniche più ampie legate ai problemi della salute ai fini di sensibilizzare sulla necessità di dare corso ad attività preventive e all’applicazione di idonee norme igienico-sanitarie dentro e fuori gli ambienti di lavoro ed ebbe un rapporto di reciproca utilità con l’Inail. Si occupò di tisi e di malaria e, tra le altre problematiche, dei risvolti sociali legati alla tutela delle madri e dei neonati a fronte dei danni derivanti dall’azione dei tossici industriali per la fertilità e per la crescita infantile.
Nel 1938, Caccuri sposò Zaira Miranda, figlia del prof. Giovanni Miranda, titolare della cattedra di ginecologia all’Università di Napoli (della quale fu rettore dal 1921 al 1923) e sorella del noto matematico e fisico Carlo Miranda. Dalla loro unione nacquero due figlie, Antonietta e Amalia, quest’ultima sposata con l’infettivologo prof. Marcello Piazza.
La carriera del prof. Caccuri fu rallentata dal conflitto bellico. Al ritorno alla normalità continuò a ottenere successi e riconoscimenti, con la partecipazione a numerosi altri Congressi nazionali e internazionali. Il più importante e da lui ambito riconoscimento fu la nomina a direttore dell’Istituto di Medicina del Lavoro nel 1953 (carica che mantenne sino al 1974), contestuale al ruolo di professore di Medicina Preventiva dei Lavoratori e Psicotecnica. Il Presidente della Repubblica dell’epoca, Luigi Einaudi, lo ricevette in udienza il 25 febbraio 1954, in qualità di Presidente della Società Nazionale di Medicina del Lavoro, in occasione di uno dei numerosi convegni, ammirando i progressi scientifici compiuti nel comparto della prevenzione delle malattie e degli infortuni. 
Altro importante riconoscimento alla sua professione fu la designazione a membro del Consiglio Superiore della Sanità, avvenuta nel 1959. La sua attività di docente e ricercatore, proseguita in qualità di professore emerito dopo il collocamento in pensione, fu sempre costante, impegnativa e proficua, avendo trasferito i suoi principi e le sue conoscenze ai suoi allievi, al pari di quanto fecero con lui i suoi maestri Devoto, Castellino, Pansini, Ferrannini e altri ancora, adeguandoli alle intervenute evoluzioni scientifiche e sociali. Peraltro, nel corso della sua lunga carriera, fece parte di numerose società di carattere scientifico sia in Italia che all’estero con una forte propositività dei risultati delle sue ricerche anche oltre i confini continentali.
Nel 1967 ricevette dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat la medaglia d’oro quale benemerito della Scuola, della Cultura e dell’Arte. Napoli era la città in cui aveva studiato e lavorato per tantissimi anni, quella in cui si realizzò, ma di tanto in tanto, specie nella stagione estiva, faceva ritorno nella sua Rossano per incontrare familiari (aveva uno stretto legame con il fratello, Giovanni, magistrato che per molti anni fu Presidente del Tribunale di Castrovillari) e conoscenti.
Negli ultimi anni si dedicò alla riedizione aggiornata della sua pubblicazione più importante, Medicina del Lavoro, le cui prime edizioni risalgono ai primi anni Sessanta, testo ancora oggi utilizzato in alcune Università.
Morì a Napoli nel 1981 a seguito di una malattia. La città di Rossano Calabro (ora Corigliano-Rossano) gli ha intitolato una via nel quartiere Stazione. L’Università di Napoli lo ha ricordato dopo la scomparsa attraverso il periodico «La medicina del lavoro». (Letterio Licordari) © ICSAIC

Pubblicazioni principali

  • Condizioni igieniche e sanitarie dei barcaioli a Napoli, Tipografia dello Studium, Napoli 1923;
  • Atti dell’VIII Congresso nazionale di medicina del lavoro – Napoli, 10-13 ottobre 1929, a. VII: parte 2 – compilati per cura di Giuseppe Ajello, Scipione Caccuri ed Ezio Coppa, Tip. A. Cordani, Milano, 1930;
  • Le malattie respiratorie da polveri: eziologia, patogenesi, relazione al IX Congresso di medicina del Lavoro, Roma, 16-17 ottobre 1930, Tipografia A. Cordani, Milano 1930;
  • Il ricambio emoglobinico nel diabete mellito, Tip. già Cooperativa, Pavia 1937;
  • Sul diabete in gravidanza, Reale Tipografia Editrice, Napoli 1938;
  • Contributo alla conoscenza delle sindromi nervose da malaria (con Girolamo Pansini), Tip. La nuovissima, Napoli 1938;
  • La puntura sternale nei malarici provenienti dall’ A.O.I. e la sua importanza medico-legale, Stab. Tip. Europa, Roma 1939;
  • Sul consumo di ossigeno del midollo osseo e del fegato nell’intossicazione acuta da ossido di carbonio, Tip. già Cooperativa, Pavia 1940;
  • Manuale pratico di medicina interna, vol. 1, Malattie da infezione, Malattie dell’apparatocircolatorio, Malattie del sistema nervoso, Idelson, Napoli 1948;
  • Manuale pratico di medicina interna, vol. 2, Malattie del rene e delle vie urinarie, Malattie del ricambio, Vitamine e malattie da carenza di vitamine, Malattie del fegato e delle vie biliari, Malattie del pancreas, Malattie da lavoro, Malattie del sangue e degli organi emopoietici, Idelson, Napoli 1948;
  • Malattie causate da cadmio, INAIL, Roma 1953;
  • Malattie causate da fluoro, INAIL, Milano 1953;
  • La medicina del lavoro nella pratica medica, voll. 1-2Editore Wassermann & C., Milano 1963, 1965;
  • Medicina del lavoro, Idelson, Napoli 1946 (riedizioni aggiornate nel 1961, 1972 e 1976);
  • Cardiopatie e attività lavorativa, Istituto di Medicina Sociale, Roma 1960;
  • La Pam nella terapia e nella prevenzione dell’intossicazione da parathion (con A. Rossi e L. Rossi), Ente nazionale prevenzione infortuni, Roma 1961;
  • Il lavoro di saldatura: monografia degli aspetti tecnologici e patologici (con Etienne Fournier), Commissione delle Comunità europee, Bruxelles, 1969.

Nota bibliografica

  • Francesco Carnevale (con Alberto Baldasseroni), Mal da lavoro, Laterza, Roma-Bari 1999;
  • Tommaso Sessa, Ricordo del prof. Scipione Caccuri, «La Medicina del lavoro», 72, 4, 1981, p. 346;
  • Mario Rizzo, Rossano – Persone, personaggi e curiosità, Ediz. Libreria Manzoni, Rossano Calabro 1995;
  • Martino Rizzo, Prof. Scipione Caccuri, in Antica Biblioteca Corigliano-Rossano, www.anticabibliotecacoriglianorossano.it)
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