Cappelli, Biagio

Biagio Cappelli [Morano Calabro (Cosenza) 12 marzo 1900 – Castrovillari (Cosenza) 19 novembre 1991]

Di antica famiglia di agenti feudali di Castrovillari, nasce da Girolamo, possidente e avvocato, e dalla baronessa Anna Collice di Cosenza. Compie gli studi ginnasiali a San Demetrio Corone e quelli liceali classici a Cosenza. Dopo un lungo soggiorno in Umbria come studente all’Università di Perugia, consegue la laurea in Storia e Filosofia all’Università di Napoli nel 1948. Inizia la carriera di docente al Ginnasio di Castrovillari (1927-1928), la prosegue dagli anni Trenta agli anni Cinquanta al Liceo “Garibaldi” di Castrovillari come docente di Storia dell’arte. Dal 1961 al pensionamento è preside dell’Istituto d’arte della stessa città. La sua attività di storico muove dall’interesse per la cultura artistica calabrese, relativamente a periodi ed episodi diversi con articoli sul foglio moranese «La Ginestra» (1921-1923) e su «La Vedetta» di Castrovillari (1924-1931), salvo alcuni contributi accolti nei suddetti periodi su «Brutium», a cui collabora per la prima volta nel 1925 con riguardo a una croce d’argento del XV secolo nella chiesa di San Pietro a Morano, e sull’«Archivio storico per la Calabria e la Lucania», dove esordisce nel 1931 con il saggio Laino e i suoi Statuti
Dal 1927 e fino alla sua soppressione fa parte ella Commissione provinciale dei monumenti e nel 1928 è nominato Ispettore onorario per le Antichità e l’Arte della Calabria settentrionale, nonché vice-presidente dell’Arte sacra della Diocesi di Cassano. Nel 1943 sposa Ada Cappelli, da cui ha due figli, Girolamo e Rossana.
Suoi studi, confortati dalla conoscenza diretta di opere d’arte e monumenti esaminati grazie agli incarichi predetti vengono accolti sul «Bollettino della Badia greca di Grottaferrata», «Rassegna storica salernitana», «Calabria Nobilissima», «Magna Graecia», «Napoli Nobilissima», «Rivista storica calabrese».
L’attenzione alla cultura artistica bizantina è inaugurata dal breve scritto Una croce del XIII secolo a Castrovillari («Brutium», nn. 11-12 del 1930), mentre dal 1932, con un’indagine sul monastero di San Basilio Craterete a San Basile per le edizioni della Badia di Grottaferrata, decorrono, con dedizione infaticabile, le sue ricerche sul monachesimo basiliano in area calabro-lucano-campana, acquisendo nel settore stima e autorevolezza di  studioso, come attestano gli amichevoli rapporti intrattenuti con Ernesto Pontieri, Umberto Zanotti-Bianco, Giovanni Pugliese Carratelli, Paola Zancani Montuoro, Giuseppe Isnardi.
Il suo sguardo sull’influenza bizantina in Calabria si amplia con tre studi comparsi tutti sull’«Archivio storico per la Calabria e la Lucania»: Un gruppo di chiese medievali nella Calabria settentrionaledel 1936, Appunti per l’ubicazione di due monasteri basilianidel 1937 e Una carta di Aieta del secolo XI  del 1942. Dal 1947 al 1977 si intensifica il suo impegno di ricerca sulle eparchie del Mercurion e del Latiniano. Sulla regione monastica mercuriense avanza l’ipotesi, suffragata da una attenta lettura delle fonti agiografiche e condivisa dalla storiografia più qualificata, della sua ubicazione nel territorio nord-occidentale della Calabria compreso tra Laino, Orsomarso e Scalea, contestando perciò la convinzione di Vincenzo Saletta che si dovesse individuare nella Calabria reggina.
L’avanzare dell’età e una malattia agli occhi ne rallentano il ritmo di lavoro, che avrà gli ultimi esiti nel 1983 con il saggio La chiesa di San Pietro presso Papasidero(«Rivista storica calabrese») e nel 1986 con La Madonna nera di Castrovillari(«Bollettino della Badia greca di Grottaferrata»).
Nel 1963 la Deputazione di storia patria per la Calabria, all’epoca presieduta da Ernesto Pontieri, lo sollecita a raccogliere in volume, la sua unica opera di sintesi – Il monachesimo basiliano ai confini calabro-lucani (Fiorentino, Napoli) – una scelta dei suoi migliori studi sull’argomento.
Postumo, esce nel 1993, a cura di Gianluigi Trombetti e Vittorio Cappelli per i tipi de Il Coscile di Castrovillari, la silloge Medioevo bizantino nel Mezzogiorno d’Italia ed altri saggi di storia e d’arte medievale. (Saverio Napolitano) © ICSAIC 2019

Nota bibliografica

  • Francesco Russo, Gli scrittori di Castrovillari, Ed. Prometeo 1992.
  • Emilia Zinzi, Ricordo di Biagio Cappelli, in Biagio Cappelli, Medioevo bizantino nel Mezzogiorno d’Italia ed altri saggi di storia e d’arte medievale, a cura di G. Trombetti e V. Cappelli, Castrovillari 1993.
  • Vittorio Cappelli, Forme e percorsi della vita culturale nel Novecento, in Castrovillari. Storia cultura economia, a cura di F. Mazza, Soveria Mannelli 2003
  • Saverio Napolitano, Biagio Cappelli: dalla cultura artistica bizantina alla storia del monachesimo basiliano, in «Rivista storica calabrese», n.s., XXXIX, 2018. 
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