Carbone Grio, Domenico

Domenico Carbone Grio [Tresilico (Reggio Calabria ), 2 maggio 1839 – Reggio Calabria, 4 ottobre 1905]

Scrittore, uomo politico, figlio di D. Ferdinando Carbone, proprietario e Maria Antonia Grio, aggiunge al cognome paterno quello della madre. Si avvia all’impegno scolastico nel vicino Seminario Vescovile di Oppido, dove pare si guadagni la predilezione del sacerdote molisano Alessandro Novelli, un ex-scolopio. In successione si porta a Reggio presso i Gesuiti e ottiene la licenza in diritto. Dotato di spirito battagliero e d’indole alquanto inquieta, non vi resiste a lungo e, appena c’è odore di battaglia – stanno per arrivare i Mille di Garibaldi – se ne scappa e si unisce a loro, arrivando a comandare la IV compagnia nel Corpo Cacciatori Aspromonte. Rimane militare fino a che, ordinatogli nel 1865 di dare la caccia col suo Reggimento proprio in Aspromonte al generale nizzardo, preferisce dimettersi dall’Esercito. Conclusosi tale triste momento della nostra storia, rientra e continua a servire la patria in armi nelle guerre successive. Alla fine perviene alle dimissioni definitive e, recatosi a Napoli, si rimette a studiare e riesce a conseguire la laurea in lettere e filosofia. 
Il Carbone Grio s’impegna quindi parecchio nel giornalismo, tanto da avviare una serie di periodici battaglieri in linea col suo carattere: «Il Frustino della Giovine Scuola» (1869), «Caio Verre» (1874),«L’Eco di Aspromonte» (1876) che fu il primo quotidiano calabrese,  «La Patria» (1883), «Il Commercio» (1901). 
La sua vera palestra a seguito dell’incarico di Segretario della Camera di Commercio è rappresentata soprattutto dalle calibrate relazioni annuali edite in 24 volumi tra 1875 e 1905, con titoli che vanno da Movimento delle industrie e del commercio nella Provincia di Reggio Calabria nell’anno economico 1897-98 Le condizioni economiche nella Provincia di Reggio Calabria nell’anno economico 1901-902. È considerato infatti un «economista di rilievo nazionale». Non tralascia peraltro d’interessarsi di agricoltura e nel 1889 invia al Congresso Internazionale di Parigi una memoria in francese dal titolo L’evolution de la proprietè foncièree nel 1905 altra analoga a Roma nella quale tiene a officiare Le vrai probleme economique de l’agricolture et de la production rurale.
Instaura forte amicizia con vari illustri personaggi della cultura, tra gli altri Alessandro Dumas padre e i reggini Mario Mandalari, Diego Vitrioli e Domenico Spanò Bolani. Tenta la strada politica e, se nel 1883 è nominato consigliere comunale, nel 1886 conquista un seggio anche al Consiglio Provinciale. Candidatosi alla Camera dei Deputati, per poco non è eletto. Consigliato dagli amici a ripetere l’operazione, non se ne dà per inteso e il ritiro dalla vita politica è definitivo. Nell’ultimo periodo trova anche il tempo di dedicarsi all’insegnamento e lo esplica nel liceo ginnasio reggino “Tommaso Campanella” in francese e in lettere. Non gli mancano l’oratoria e l’amore per la polemica e gli interventi sono davvero tanti. L’Aliquò Lenzi, in riferimento alle sue uscite pubbliche in teatro o sulle piazze, così scrive: «Oratore facondo avvinceva le masse, scuoteva le coscienze con i suoi discorsi patriottici, così come dava godimento spirituale con le sue conferenze».
Alla passione per il giornalismo e l’economia l’illustre Tresilicese accomuna anche quelli per l’archeologia e la geologia e il materiale da lui raccolto finisce nei musei. Alcune trattazioni nel merito, Sull’arte del disegno in Magna Grecia (1869), Le caverne del Subappennino ed i resti fossili del glaciale in Calabria (1877), Le fonti mitiche e storiche dello Xiphiasdi Diego Vitrioli (1901) e I terremoti di Calabria e Sicilia nel secolo XVIII(1884), lo fanno apprezzare anche all’Estero e per l’ultima opera, una pietra miliare nel campo, ad Anversa nello stesso anno di edizione gli conferiscono il premio dell’Esposizione Universale. Non è da meno I Demi di Rhegion. Contributo allo studio dell’antica corografia, un lavoro apparso sulla «Rivista Storica Calabrese» tra 1902 e 1904Instancabile, come nello stile dell’epoca, dà vita pure a pubblicazioni di genere romantico, La Motta RossaNemici vecchiI Gesuiti rossi, ma ha anche il vezzo di confezionare anche garbate ed esilaranti satire, quali Le considerazioni di un analfabeta (1895) e Le osservazioni di uno zappatore giubilato (1901).
A un così infaticabile letterato non poteva far difetto la poesia e nel campo si rilevano svariate composizioni, tra cui Nubifragio(1880) e Casamicciola(1883). Tra gli impegni di tipo politico figurano un discorso Agli elettori del secondo Collegio della provincia di Reggio Calabria” (1882) e Le Ferrovia secondaria di IV categoria nella Provincia di Reggio Calabria (1886). (Rocco Liberti) © ICSAIC

Nota bibliografica

  • Luigi Aliquò Lenzi, Domenico Carbone Grio, conferenza tenuta nella Biblioteca Comunale di Reggio Calabria, Tip. La Fata Morgana, Reggio Calabria 1932;
  • Luigi Aliquò Lenzi-Filippo Aliquò Taverriti, Gli Scrittori Calabresi-dizionario bio-bibliografico, vol. I, Tip. Corriere di Reggio, Reggio Calabria 1955:
  • Rocco Liberti, Scrittori e poeti di Tresilico poco o affatto conosciuti, «Brutium», 3, 1972;
  • Gaetano Cingari, Reggio Calabria, Laterza, Roma-Bari 1988;
  • Pantaleone Sergi, Quotidiani desiderati. Giornalismo, editoria e stampa in Calabria, Memoria, Cosenza 2000;
  • Carmelina Sicari,  Domenico Carbone Grio, garibaldino del giornalismo calabrese,«Comunicando» n. 4, 2000;
  • Pantaleone Sergi, Il primo quotidiano calabrese e il nuovo giornalismo reggino,Periferia, n. 1, 2001;
  • Maria Ascone, Francesca Laganà, Domenico Romeo, Anna Maria Saccà (a cura di), La Stampa Reggina dal 1817 al 1899; presentazione di Maria Luisa Spanò, Comune di Reggio Calabria, Assessorato alla Cultura – Biblioteca Comunale “Pietro De Nava”, Ed. Artemis, Reggio Calabria 2005;
  • Annuari Liceo Classico “Tommaso Campanella” di Reggio Calabria.

Riferimenti archivistici

  • Comune di Tresilico, Stato Civile, Registro dei nati, a.1839, atto 28.
  • Archivio Storico Comunale, f. Atti del Consiglio Comunale, anni 1882-1900;
  • Archivio di Stato di Reggio Calabria, fondo Elezioni Politiche, 1882-1900.
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