Carratelli, Benedetto

Benedetto Carratelli [Amantea (Cosenza), 3 agosto 1891 – Cosenza, 12 agosto 1966]

Appartenente a una nobile famiglia di Amantea, secondogenito, nacque da Francesco Maria Carratelli e Angelina Saggio del Beato. Fin da giovane fu seguace delle idee e degli insegnamenti di don Luigi Sturzo, che contribuirono alla formazione della sua forte e decisa personalità di uomo cattolico e democratico. Dopo la licenza liceale, s’iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma e, subito dopo la laurea, si dedicò intensamente alla vita professionale, con un proprio studio a Cosenza, interessandosi sia di civile, sia di penale.
Sottotenente del 19° fanteria, in licenza di convalescenza, presidente della Lega dei contadini, tra il 1919 e il 1920, dopo la fondazione del Partito popolare italiano, fu impegnato nella politica locale, che lo vide protagonista di diverse contese, in particolar modo, contro i socialisti e contro alcune organizzazioni di ex-combattenti, tanto da essere denunciato dal sindaco di Amantea, il 24 luglio 1919, come «agitatore» da perseguire. In quegli anni partecipò a comizi in diversi paesi della provincia, manifestando sempre le sue idee di cattolico. Nel 1920, ad esempio partecipò con Luigi Nicoletti e Attilio Scola all’inaugurazione a Lago di una sezione dei reduci, costituendo poi la locale sezione del Partito popolare italiano di cui fu eletto presidente Eugenio Cupelli. In seguito, a Fiumefreddo, tenne prima un comizio e poi un contraddittorio che gli era stato richiesto dalla locale sezione dei reduci combattenti; durante il comizio fu presentato il programma del Partito popolare, in riferimento alla scuola, alla divisione delle terre e al suo impegno contro il divorzio. Sul tema del divorzio, sempre nel 1920, fu protagonista di accesi confronti con avversari politici, riportato su diversi giornali locali, dai quali fu accusato non solo di essere un «propagandista della Magna Carta del Partito popolare italiano» per la sua assidua militanza nel movimento cattolico, ma anche di essere stato «proficuo degli esoneri di guerra», in riferimento a incarichi che aveva avuto durante la prima guerra mondiale, che gli avrebbero consentito di non essere sempre presente al fronte.
Nel periodo postbellico ebbe un ruolo di primo piano nei fatti di Paola del 1° maggio 1920, quando in occasione della festa dei lavoratori si scontrarono socialisti e popolari; in quell’occasione, perse la vita il capo della Lega cattolica dei contadini, Nicola De Seta e fu nominato nel collegio degli avvocati di parte civile.
Nel 1925 sposò Angelina del Trono dalla quale ebbe quattro figlie, Rosa, Anna, Franca e Fernanda, delle quali le prime due morirono in giovanissima età. Dopo il periodo fascista e il successivo ingresso nello studio del fratello Francesco Saverio, poté applicarsi assiduamente alla politica, assumendo vari incarichi per la Democrazia Cristiana nella cui lista fu eletto consigliere comunale di Cosenza. Nell’Assemblea Costituente del 1946, tra i 556 deputati eletti, il partito più rappresentato fu la Democrazia Cristiana e a rappresentare la Calabria, tra gli altri, c’era anche lui, eletto con un notevole suffragio, al quarto posto fra i democristiani avendo ottenuto 19.153 voti di preferenza.
Il neodeputato partecipò ai lavori di redazione e approvazione della Costituzione, occupandosi tra l’altro, con la presentazione di interrogazioni, di questioni sociali come la corresponsione dell’indennità agli operai italiani infortunati in Germania, la liquidazione delle pensioni di guerra, la nomina concorsuale degli esattori delle imposte.
Alle elezioni del 1948 fu eletto alla Camera dei Deputati e fu designato quale componente della VII Commissione permanente (Lavori Pubblici). Presentò diversi progetti di legge e formulò interrogazioni, occupandosi, tra l’altro, di edilizia economica e popolare, della valorizzazione dell’altopiano della Sila, della Cassa per il Mezzogiorno e di manifestazione fieristiche. Inoltre, si interessò molto di trasporti e di altre diverse tematiche tra cui il contenimento delle spese mediante riforma della procedura degli appalti, il riesame dell’orario dei treni per una maggiore funzionalità delle coincidenze, l’intensificazione del trasporti merci su strada ferrata, in modo da adattare i mezzi alle aumentate esigenze dell’agricoltura e del commercio. Si batté anche per la questione ferroviaria calabrese, in particolare del progetto del doppio binario sulla tratta Battipaglia-Reggio Calabria. Diverse furono poi le interrogazioni parlamentari per la costruzione di nuove strutture per il culto della religione cattolica i motivi che avevano indotto il Questore di Cosenza a proibire nel capoluogo il posizionamento di altoparlanti sulle porte delle chiese e dei locali delle associazioni di Azione Cattolica, in modo che si potesse diffondere la radio del padre gesuita Lombardo.
Quale membro della VII Commissione, fu anche relatore per la concessione di un nuovo termine per l’esecuzione del piano regolatore della zona Marassi in Genova.
Nel 1953, nella successiva competizione elettorale, per contrasti interni al partito, non fu rieletto.
Tornò al lavoro nel suo studio, riprendendo, insieme al fratello e al nipote Giuseppe, la professione, ma provato anche dalle tragedie familiari, si ammalò gravemente, fino a spegnersi all’età di 75 anni. (Vincenzo Antonio Tucci) © ICSAIC 2021

Nota bibliografica

  • Vincenzo Antonio Tucci, Benedetto Carratelli, in Vittorio Cappelli e Paolo Palma, I Calabresi all’Assemblea costituente 1946-1948, Rubbettino, Soveria Mannelli 2020.
  • https://storia.camera.it/deputato/benedetto-carratelli-18910803

Attività parlamentare

Assemblea Costituente

  • Riesame del Decreto ministeriale 15 giugno 1946, relativo al concorso per il conseguimento dell’idoneità di esattore delle imposte dirette

I Legislatura della Repubblica italiana

  • Discussione, S. 744 Provvedimenti per la colonizzazione dell’Altopiano della Sila e dei territori ionici cosentini(1178);
  • Discussione, S. 853 Stato di previsione della spesa del Ministero dei lavori pubblici per l’esercizio finanziario del 1° luglio 1950 al 30 giugno 1951 (1237);
  • Discussione: Istituzione della “Cassa per opera straordinaria di pubblico interesse nell’Italia meridionale (Cassa del Mezzogiorno) (1170); Esecuzione di opere straordinarie di pubblico interesse nell’Italia settentrionale e centrale (1711);
  • Discussione e approvazione: Concessione di un nuovo termine per l’esecuzione del piano regolatore particolareggiato della zona di Marassi in Genova (1333);
  • Foderaro ed altri: Modifica della tariffa civile del testo organico 28 dicembre 1924, n. 2271, riguardante gli ufficiali giudiziari (iniziativa parlamentare) – C.738, 27 luglio 1949
  • Lecciso ed altri: Rinnovazione graduale del patrimonio immobiliare dell’istituto nazionale per le case degli impiegati dello Stato e degli Istituti similari al fine di incrementare le nuove costruzioni, e disciplina di alcuni rapporti fra gli stessi enti e i loro inquilini – Atto C.1122 del 24 febbraio 1950
  • Reggio D’Aci ed altri: Perequazione del trattamento economico al clero congruato – Atto C.1148 del 9 marzo 1950
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