Casalinuovo, Mario

Mario Casalinuovo [Catanzaro, 18 maggio 1922 – Soverato (Catanzaro), 14 luglio 2018]

Nato da Giuseppe, avvocato, poeta, collaboratore di riviste giuridiche e di quotidiani e periodici politici, e da Giuseppina Perricone, famiglia originaria di San Vito sullo Jonio (Catanzaro), è stato un valente avvocato e politico e un esponente di spicco del Partito socialista in Calabria. Dopo avere frequentato le scuole primarie e secondarie a Catanzaro,  come il padre intraprese gli studi di giurisprudenza che dovette interrompere al terzo anno per lo scoppio della seconda guerra mondiale.
Giovane guardiamarina, fu catturato dai tedeschi presso l’isola di Brioni (Pola), e visse la drammatica esperienza della prigionia dapprima nel campo di concentramento di Markt Pongau e poi ad Imst, entrambi in Austria, senza mai cedere alle lusinghe dei nazisti e dei fascisti di Salò di combattere al loro fianco. 
Rientrato dalla prigionia nel 1945 e riprese gli studi laureandosi in giurisprudenza il  17 ottobre di quell’anno e dedicandosi subito alla  professione di avvocato penalista  e contemporaneamente all’attività politica..
Sposato con Erminia Foderaro, ebbe tre figli: Giuseppe (morto tragicamente a 16 anni in un incidente stradale), Aldo e Giuseppina. La sua attività politica iniziò dopo la fine della Seconda guerra mondiale: al ritorno in Italia (1945) si iscrisse al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria: è l’inizio di un percorso che lo porterà a ricoprire cariche di primo piano, nel partito e nelle istituzioni. Nel 1947 aderì alla scissione di Palazzo Barberini partecipando alla nascita del PSDI di Giuseppe Saragat, nel 1959 confluì con il Muis (Movimento unitario di iniziativa socialista) nel Partito Socialista Italiano che nel congresso di Venezia aveva deliberato la sua politica autonomista motivata dal giudizio negativo sulla repressione armata dei moti di Polonia e Ungheria da parte dell’URSS. Un cammino che avrebbe portato i socialisti italiani verso la costituzione nel 1963 del primo governo di centro-sinistra con la DC. Fratello di Aldo Casalinuovo, anche lui avvocato penalista eletto nella I e nella III legislatura alla Camera dei Deputati per il Blocco della Libertà e per il Partito Monarchico Popolare, per 15 anni presidente del Consiglio Nazionale Forense.
Nel dicembre del 1965 fu eletto segretario della Federazione di Catanzaro del Psi, componente del Comitato regionale e del Comitato centrale del Partito fino allo scioglimento avvenuto nel 1994 (non prese parte al 47° Congresso del partito perché non si sentiva di dare il suo assenso alla decisione, anche se appariva fatale). Fu esponente della corrente Demartiniana prima e di quella Craxiana successivamente.
Candidato alla Camera dei Deputati nel 1968 non venne eletto per un ridotto numero di voti. Nel 1970  fu eletto alla Regione, e il 30 luglio diventò il primo presidente del Consiglio regionale della Calabria, partito con passo incerto,  che tenne le sue prime sedute nella sede dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro. Mantenne l’incarico fino al 1973 quando fu sostituito da Scipione Valentini.
Dal 1974 al 1979 fece parte della Commissione ministeriale per la riforma del codice di procedura penale presieduta dal professore Gian Domenico Pisapia. Nel 1975, rieletto alla Regione, divenne Assessore ai lavori pubblici alla viabilità e agli acquedotti.
Eletto deputato nelle file del Psi nelle elezioni politiche italiane del 1979 e del 1983 (VIII e IX legislatura), fu il primo deputato socialista catanzarese eletto nel secondo dopoguerra. Ricoprì l’incarico di vicepresidente del gruppo parlamentare del Psi fino al 3 luglio 1981 e, fino alla stessa data, fece parte della Commissione Giustizia della Camera dei deputati, partecipando ai più importanti dibattiti sia sui disegni di legge del Governo sia sulle proposte di legge d’iniziativa parlamentare. Fu un deputato molto attivo: firmò 122 progetti di legge e fece 128 interventi.
Segretario della Commissione parlamentare per i procedimenti d’accusa dall’11 agosto 1979 al 3 luglio 1981, presidente della Commissione igiene e sanità pubblica dal 11 agosto 1983 al 1 luglio 1987e dal 25 settembre 1985 all’1 luglio 1987. Fu nominato sottosegretario al Ministero dei Lavori Pubblici nel I e nel II Governo Spadolini (28 giugno 1981-13 novembre 1982) e Ministro dei trasporti nel V governo Fanfani (1 dicembre 1982 – 4 agosto 1983).
Per undici anni fu  presidente della Camera Penale della Provincia di Catanzaro «A. Cantafora», che fondò con altri colleghi nel 1988, e fu molto attivo nell’associazionismo forense, ricoprendo, tra l’altro, la carica di vicepresidente nazionale dell’Unione delle Camere Penali italiane dal 1992 al 1994. Fu anche giornalista pubblicista iscritto all’Ordine ed al Sindacato Giornalisti della Calabria dal 12 gennaio 1954, direttore per molti anni di «Calabria Giudiziaria», fondata nel 1919 dal padre, e collaboratore di riviste giuridiche, di quotidiani e periodici politici. Nel 1974 fu eletto vicepresidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. E ancora nel 1988 era componente della giunta esecutiva nazionale.
Al suo attivo numerose pubblicazioni riguardanti l’attività professionale, l’esperienza vissuta durante la deportazione in Germania e l’attività politica della quale diede testimonianza nel suo libro Socialisti d’Italia e di Calabria (1919-1994). È deceduto a Soverato a 96 anni. Nel comune di San Mango d’Aquino esiste una via intitolata a suo nome. (Mario Saccà) © ICSAIC

Opere

  • La Calabria nell’ordinamento regionale, Editori Meridionali Riuniti, Reggio Calabria, 1975;
  • Processi, Rubbettino, Soveria Mannelli 1977;
  • 8 settembre 1943. Un episodio poco conosciuto della Marina italiana, Rubbettino, Soveria Mannelli 1997;
  • L’avvocato penale nel Novecento, Rubbettino, Soveria Mannelli 2000;
  • Riflessioni di mezzo secolo, Laruffa Editore, Reggio Calabria 2002;
  • Aldo Casalinuovo. Studi penalistici e discorsi, con Aldo jr. (a cura di), Abramo Editore, Catanzaro 2007;
  • Socialisti d’Italia e di Calabria (1919-1994,  Abramo Editore, Catanzaro 2007.

Nota bibliografica

  • Salvatore G. Santagata, Trent’anni di eccessi. Diario, dal Sud, della prima Repubblica, Rubbettino, Soveria Mannrelli 2002;
  • Enzo Cosentino, È morto a Soverato Mario Casalinuovo, primo presidente del Consiglio Regionale e socialista senza compromessi, «Il Quotidiano del Sud», 14 luglio 2018.
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