La massoneria in Parlamento tra primo ‘900 e fascismo, un libro di Fragale

È risaputo che il regime fascista abbia condotto una politica antimassonica, e la messa al bando della massoneria insieme alle altre associazioni con la legge 2029 del 1925 ne è l’esempio più eclatante. È però meno noto come nella prima fase di costituzione del fascismo, compreso il periodo successivo alla Marcia su Roma, il ruolo dei massoni nella vita politica italiana sia stato particolarmente incisivo.
Luca Irwin Fragale, socio dell’ICSAIC e attento ricercatore, nel volume La Massoneria nel Parlamento. Primo Novecento e Fascismo dimostra come in realtà la politica antimassonica del regime sia seguita ad una fase durante la quale massoneria e fascismo avevano convissuto a più livelli. Il libro, edito nel 2021 da Morlacchi Editore, è basato su di una vasta ricerca di archivio e rappresenta per gli studiosi una miniera di informazioni su fatti e personaggi che hanno segnato la storia politica nazionale del primo quarto del Novecento.
La prima parte del volume prende in esame i rapporti tra politica e massoneria tra i primissimi anni del ‘900 ed il 1922, mentre la seconda parte analizza il periodo tra la marcia su Roma ed il 1925. La terza e la quarta parte, invece, analizzano rispettivamente l’attività di deputati e senatori affiliati alla massoneria tra il 28 ottobre 1922 e il 26 novembre 1925, con una abbondante messe di dati inediti inerenti alla loro appartenenza ad una o più logge.
Emerge quindi, in tutta la sua complessità, la questione dei rapporti tra massoneria e fascismo, sulla quale ruota una parte cospicua del contenuto del volume.
Come sottolinea il professore Fulvio Conti nella sua prefazione, quasi un quinto dei parlamentari in carica tra ottobre ’22 e novembre ’25 era affiliato ad una delle due grandi obbedienze massoniche italiane, e questo ci dà l’idea di quanto fosse radicata la loro presenza nella vita e nelle istituzioni.
Uno sguardo particolare meritano le pagine dedicate ai deputati e senatori di origine calabrese, a proposito dei quali non manca qualche sorpresa. (L. C.)

La Calabria reggina tra l’immobilismo borbonico e la miopia sabauda: Palma recensisce il volume di Arichetta

In primo piano

Pubblichiamo la recensione del presidente dell’ICSAIC Paolo Palma al volume di Fabio Arichetta La Calabria Ulteriore Prima. Fra moti risorgimentali e insorgenze legittimiste, pubblicata anche su «Il Quotidiano del Sud».

La Calabria reggina tra l’immobilismo borbonico e la miopia sabauda

di Paolo Palma

La Calabria Ulteriore Prima fu l’estrema provincia continentale del Regno delle Due Sicilie, con capoluogo Reggio, nata nel 1816 dalla suddivisione dell’antica Calabria Ultra, con cui venne contemporaneamente istituita la Calabria Ulteriore Seconda, capoluogo Catanzaro. Di questo lembo di terra calabra un piccolo ma sostanzioso libro racconta sprazzi di storia risorgimentale che mettono a fuoco alcuni temi generali di grande attualità storiografica relativi al rapporto tra il nuovo Stato e la Chiesa cattolica, alla repressione del brigantaggio filoborbonico e all’annosa questione dello sviluppo economico del Mezzogiorno al momento dell’Unità d’Italia. Tre filoni da cui emergono, per grandi linee, sia l’immobilismo e l’ottusità borbonici, sia la miopia sabauda nei confronti, ad esempio, del mondo cattolico o dei soldati e sottufficiali del disciolto esercito duosiciliano che, trascurati dai nuovi governanti, andarono a ingrossare le bande brigantesche.

Ha fatto bene perciò l’autore, Fabio Arichetta, “topo d’archivi” e collaboratore assiduo del Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea dell’ICSAIC, diretto da Pantaleone Sergi, a raccogliere i suoi saggi sull’argomento (La Calabria Ulteriore Prima. Fra moti risorgimentali e insorgenze legittimiste, Città del Sole Edizioni) dai quali si ricava anche che il Risorgimento reggino non fu dovuto soltanto all’iniziativa di una ristretta cerchia di patrioti, ma pervase diverse classi sociali e lo stesso clero, che ne fu spaccato.
Arichetta è particolarmente attento alle questioni ecclesiali; e quindi alla folta schiera, pur minoritaria, di sacerdoti calabresi che, come il canonico reggino Paolo Pellicano, contribuirono da protagonisti alla nascita dello Stato liberale, per cui nulla la Calabria ha da invidiare ad altre regioni italiane in tema di istanze cattolico-liberali. Ma dalle sue pagine emerge anche con chiarezza la frattura sempre più profonda tra il nuovo Stato e la Chiesa; e l’adozione, da parte delle autorità garibaldine e poi sabaude, della linea dura nei confronti del clero filoborbonico, culminata in arresti, rappresaglie, fucilazioni, come quella dei frati minori del convento del Crocefisso di Bianco, o nell’espulsione di sacerdoti e persino in quella, manu militari, dell’arcivescovo di Reggio Calabria, Mariano Ricciardi, che era entrato in conflitto con il governatore Antonino Plutino, nominato da Garibaldi.
Eppure i cattolici liberali reggini, raccolti attorno al giornale “La Fata Morgana”, diretto dal canonico Pellicano, avevano partecipato alla insurrezione del 2 settembre 1947 all’insegna del motto “viva Pio IX”, tenendo tra le mani, come il canonico Calabrò, a sinistra il crocefisso e a destra la pistola; e inneggiando a Ferdinando II “Re Costituzionale”, del quale gl’insorti ribadivano “la sacra inviolabilità della persona” auspicando al contempo l’allontanamento dal sovrano dei “pochi maligni intriganti” che lo distoglievano dal fare il bene del popolo delle Due Sicilie. Ma l’Esercito e la Marina soffocarono il moto nel sangue, prova lampante della incapacità della monarchia borbonica di cogliere persino le posizioni di moderato progressismo borghese rappresentate da quello che Arichetta definisce “l’ultimo ruggito neoguelfo”.
Persino dalla vicenda del generale catalano José Borjes (o più correttamente Borges), la cui morte per fucilazione senza processo, come brigante, rappresenta una macchia per il nuovo Stato italiano, risaltano il pressappochismo, l’ambiguità e il cinismo dei notabili borbonici. Borges fu infatti ingannato dagli emissari di Francesco II circa le forze e gli armamenti che avrebbe avuto a disposizione per sollevare il popolo contro i piemontesi e fu messo in contatto con bande di delinquenti capeggiate in Calabria dal brigante Mittiga e in Lucania dal brigante Crocco, con i quali quel povero reazionario idealista, “romantico allo sbaraglio”, entrò inevitabilmente in contrasto.
Breve, infine, l’ultimo saggio intitolato Alle origini del sottosviluppo della Calabria Ulteriore Prima; denso però di notizie interessanti su uno dei temi maggiormente dibattuti dalla storiografia, e di conferme circa l’arretratezza del Regno delle Due Sicilie. L’economia della Calabria Ulteriore Prima era infatti “a dir poco frenata nel suo reale potenziale a causa della totale assenza di strade di comunicazione e di infrastrutture”. Carenti anche le infrastrutture portuali calabresi considerando che sugli 800 chilometri di coste erano in funzione soltanto tre porti, Reggio, Tropea e Crotone, quest’ultimo peraltro sottoposto a periodici insabbiamenti. Una situazione davvero disastrosa se si pensa che la flotta mercantile borbonica era seconda, per tonnellaggio, soltanto a quella inglese; e dalla quale si può arguire un particolare disinteresse dei Borbone per il territorio della Calabria.
Per spiegare il grave deficit infrastrutturale del Mezzogiorno, l’Autore individua una polemica degli anni ’30 legata a una diversa concezione dell’intervento dello Stato nella economia del Regno. Da una parte l’ingegnere Carlo Afàn de Rivera, direttore del Corpo Ponti e Strade, teorico della modernizzazione infrastrutturale delle Due Sicilie, dall’altra il futuro presidente del Consiglio dei ministri di Ferdinando II, Giuseppe Ceva Grimaldi, che sul fronte opposto teorizzava l’immobilismo, il non intervento cioè dello Stato con la realizzazione di infrastrutture reputate inutili e, forse, fonte di pericolose novità, come suppone nella prefazione Antonino Romeo.

I numeri dell’immobilismo borbonico sono clamorosi: nel 1833 la Calabria Ulteriore Prima aveva 35,680 km di strade, diventati 75,558 nel 1864, con un incremento, quindi di 1,5 km l’anno in tre decenni. Pur con i noti limiti e contraddizioni – questa la corretta conclusione di Arichetta – è solo grazie all’Unità d’Italia che prende il via lo sviluppo del sistema viario e infrastrutturale, propedeutico a qualunque sviluppo economico.
Che poi buona parte della ricchezza delle regioni meridionali dopo l’Unità sia stata utilizzata a favore dell’economia delle regioni settentrionali è un altro discorso, che non invalida però la positività del processo unitario e non consente di idealizzare l’immobile e decrepito Regno delle Due Sicilie, come fa invece la disinvolta storiografia neoborbonica seminando varie falsità e manipolazioni. E soprattutto interpella il comportamento delle classi dirigenti del Mezzogiorno, a schiacciante preponderanza agraria, che favorirono in Parlamento le politiche liberistiche di Cavour in quanto proficue all’esportazione del loro olio, vino e frutta; a danno però degli industriali del Sud che invano protestarono e si opposero (pochi) in Parlamento, e videro le loro aziende travolte a causa della concorrenza delle più robuste industrie del Nord Italia ed europee.

Buon 2022 dall’Icsaic e dal Dizionario con quindici nuove biografie online

Care amiche e cari amici,
Come augurio per un sereno e prospero 2022, soprattutto in Buona Salute, il Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea si arricchisce di nuove voci e presenta una novità: le biografie brevi, in un certo senso, se volete, provvisorie e incomplete, frutto di un lavoro redazionale, ma che in futuro potranno essere rivisitate e riscritte, secondo quello che è lo stile finora utilizzato. Il lavoro che finora è stato fatto, con il contributo costante di vecchi e nuovo collaboratori, è di certo notevole e a tutti loro va un meritato ringraziamento. Con quelle messe ora online siamo arrivati a 675 voci biografiche di personaggi calabresi che hanno fatto la storia della regione. E altre sono in lavorazione.
I nuovi biografati e i rispettivi autori sono:

Queste sono invece le “biografie brevi” che potranno essere aggiornate anche sulla base di contributi provenienti dai nostri collaboratori e dai lettori:

Il presidente e il direttore dell’Icsaic, Paolo Palma e Vittorio Cappelli, il curatore del Dizionario Pantaleone Sergi, i membri del direttivo e del comitato scientifico, colgono l’occasione per augurare a voi e alle vostre famiglie un sereno e prospero 2022.

Grazie dell’attenzione e buona lettura
Appuntamento alle prossime biografie.

Il convegno sul centenario del PCI all’UniCal e in diretta web

Il convegno Il PCI dalle origini al “partito nuovo” in Calabria e nel Mezzogiorno, organizzato dall’ICSAIC con la collaborazione del DISPeS UniCal, si terrà in presenza presso la Sala Multimediale della Biblioteca “E. Tarantelli” e in diretta web.
Per chi volesse seguire in diretta l’evento, oltre che sulla pagina Fb dell’ICSAIC potrà utilizzare i seguenti link:
Per le sessioni di mercoledì 24 novembre 2021: https://youtu.be/vM1_rdIdmP8
Per la sessione di giovedì 25: https://youtu.be/WpN1m40qRSs

L’ICSAIC ricorda il centenario del PCI con un convegno nazionale

In occasione dei cento anni della fondazione del Partito Comunista d’Italia, l’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea organizza il convegno nazionale dal titolo Il PCI dalle origini al “partito nuovo” in Calabria e nel Mezzogiorno.
L’evento, organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’UniCal, si terrà nelle giornate del 24 e 25 novembre 2021 presso la Sala Multimediale della Biblioteca “E. Tarantelli” dell’Università della Calabria e verrà trasmesso in diretta sul canale YouTube del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali e rilanciato sui canali social dell’ICSAIC.

È online il numero 1-2 del 2020 della Rivista Calabrese di Storia del ‘900

Solo, giovedì 11 novembre l’ICSAIC ha presentato al pubblico la nuova serie della Rivista Calabrese di Storia del ‘900 diretta da Vittorio Cappelli, ed è già online intanto il n. 1-2 del 2020 che chiude il ciclo del direttore Giuseppe Masi il quale l’ha fondata.
Questo l’indice del numero:
Presentazione di Vittorio Cappelli;

ICSAIC: presentati il volume sul popolarismo nel Mezzogiorno e la nuova edizione della Rivista

Giovedì 11 novembre l’ICSAIC ha presentato al pubblico i suoi ultimi due lavori: il volume “Alla scuola di don Sturzo. Il popolarismo nel Mezzogiorno a cento anni dall’Appello ai liberi e forti”, curato da Lorenzo Coscarella e Paolo Palma, e la nuova edizione della “Rivista calabrese di storia del ‘900”, diretta da Vittorio Cappelli.
Dopo l’introduzione di Fabio Mandato, che ha moderato la presentazione, e il benvenuto dell’editore Walter Pellegrini, che ha ospitato l’iniziativa nel Terrazzo Pellegrini di Cosenza, il presidente ICSAIC Paolo Palma ha salutato i presenti sottolineando il momento significativo per l’Istituto, che riprende in presenza le sue attività dopo l’ulteriore pausa dovuta alla pandemia in corso.
Palma ha ricordato nel suo intervento anche lo studioso cosentino Emilio Tarditi, alla presenza della moglie e delle figlie. A Tarditi, socio ICSAIC e autore di numerose pubblicazioni, la Rivista ha dedicato un ricordo a firma del prof. Mario Iazzolino dell’Accademia Cosentina.

Mario Bozzo, della Fondazione CARICAL, ha presentato il volume sul Popolarismo nel Mezzogiorno fornendone un’ampia lettura ed evidenziando aspetti dell’opera sturziana nel Sud della penisola, sottolineandone l’attualità del pensiero e dell’azione. Antonio Costabile, docente dell’Università della Calabria, partendo dal volume e dal rapporto popolarismo/populismo, ha portato all’attenzione dei presenti alcune questioni di stretta attualità politica e sociale che, al confronto con l’esperienza popolare di un secolo fa, mostrano quanto siano cambiati l’agire della classe politica del paese e le modalità che i cittadini hanno di rapportarsi ad essa.
Il volume “Alla scuola di don Sturzo. Il popolarismo nel Mezzogiorno” raccoglie gli atti del convegno tenutosi presso l’Università della Calabria nel novembre 2019 in occasione del centenario dell’Appello ai liberi e forti. Lorenzo Coscarella, membro del direttivo ICSAIC e curatore del lavoro insieme al presidente Palma, si è soffermato sull’esperienza del convegno e della curatela del volume, evidenziando gli apporti dei vari autori dei quali si pubblicano le relazioni e sottolineando come l’opera sia il risultato di un lavoro collettivo che ha dato alla luce un contributo, si spera significativo, alla storiografia del Partito popolare sturziano. Lo stesso Coscarella ha ricordato come nelle prossime settimane l’ICSAIC sarà impegnato in un nuovo evento, il convegno dedicato al centenario della fondazione del PCI, che raccoglierà studiosi dell’argomento che analizzeranno il periodo tra le origini e i primi anni ’50 in Calabria e nel Mezzogiorno.

Il prof. Vittorio Cappelli, direttore scientifico dell’Istituto, ha presentato quindi la nuova edizione della rivista, da lui diretta. Edita da Pellegrini, la nuova serie si presenta in veste grafica rinnovata e con tante alte novità, mantenendo il suo carattere scientifico e il filo conduttore con le altre esperienze editoriali ICSAIC.

Presentazione del volume sul popolarismo nel Mezzogiorno e della nuova edizione della rivista ICSAIC

L’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea riparte in presenza dopo tanto tempo per portare alla conoscenza di tutti gli ultimi suoi lavori. Giovedì 11 novembre, alle ore 17.30, il Terrazzo Pellegrini di Cosenza, ospiterà la presentazione del volume “Alla scuola di don Sturzo. Il popolarismo nel Mezzogiorno a cento anni dall’Appello ai liberi e forti” e la nuova edizione dello storico periodico dell’Istituto, la “Rivista calabrese di storia del ‘900”.
Il volume, curato da Lorenzo Coscarella e Paolo Palma, raccoglie gli atti del convegno nazionale sul popolarismo nel Mezzogiorno organizzato dall’ICSAIC e tenutosi nel novembre 2019 presso l’Università della Calabria. La “Rivista calabrese di storia del ‘900”, diretta da Vittorio Cappelli ed edita anch’essa da Pellegrini, si presenta in una veste rinnovata e continua a rappresentare un punto di riferimento nel panorama della storiografia calabrese.
All’iniziativa, moderata dal giornalista Fabio Mandato, dopo l’introduzione del presidente ICSAIC Paolo Palma interverranno Mario Bozzo, della Fondazione CARICAL, Antonello Costabile, dell’Università della Calabria, Lorenzo Coscarella, membro del direttivo ICSAIC, e Vittorio Cappelli, direttore scientifico dello stesso Istituto.
La partecipazione all’evento è consentita a tutti coloro che sono dotati di green pass, nel rispetto delle regole di sicurezza anti-Covid. Sarà un modo per l’ICSAIC per riallacciare il contatto con soci e amici e presentare anche le prossime iniziative in programma, tra cui il convegno sul centenario del PCI in programma all’Unical per i prossimi 24 e 25 novembre.

Entrano altri dieci nomi nuovi nel nostro “Dizionario Biografico”

Con questi dieci nomi nuovi che entrano nel nostro Dizionario Biografico della Calabria Contemporaneaarriviamo a 650 biografie di calabresi illustri, noti e meno noti.
Di seguito le nuove voci e i rispettivi autori.

Buona lettura e grazie a tutti per l’attenzione che prestate al Dizionario.

Il volume sui Costituenti calabresi presentato a Roma a Mattarella e Fico

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella accoglie la delegazione dell’Icsaic

“La Calabria ha avuto grandi Padri costituenti”. Con queste parole il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha accolto al Quirinale la delegazione dell’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea (Icsaic), che gli ha fatto dono del volume “I calabresi all’Assemblea Costituente”, a cura di Vittorio Cappelli e Paolo Palma, edito per l’ICSAIC da Rubbettino. La delegazione era composta oltre che dal Presidente Palma e dal Direttore Cappelli, dall’ex Presidente dell’Istituto, Pantaleone Sergi. 
Palma ha ringraziato il Presidente Mattarella per l’udienza concessa e ha illustrato la ricerca che ha impegnato diversi soci dell’Icsaic e alcuni specialisti esterni sulle biografie dei ventiquattro costituenti calabresi e sui lavori parlamentari che fotografano la  Calabria del tempo: le mulattiere, i tuguri, le condizioni primitive della povera gente, i signori del latifondo, l’occupazione delle terre, i tumulti del pane; e malaria, tubercolosi, ferrovie insicure, reti idriche ed elettriche fatiscenti e carenti. 

Il direttore dell’Icsaic Vittorio Cappelli, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente dell’Icsaic Paolo Palma e l’ex presidente Pantaleone Sergi

La delegazione dell’Icsaic è stata poi ricevuta a Palazzo Montecitorio dal Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, al quale ha fatto dono dello stesso volume. Il Presidente Fico ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’Istituto e ha sottolineato l’importanza del ruolo che la Calabria e il Mezzogiorno hanno svolto nell’edificazione delle istituzioni repubblicane.

La delegazione dell’Icsaic con il Presidente della Camera Roberto Fico

Paolo Palma ha ringraziato il Presidente Fico per l’incontro ma anche per il contributo determinante che la Biblioteca “Nilde Iotti” della Camera dei Deputati ha dato all’Icsaic per la documentazione relativa alla stesura di alcune biografie e per la complessa organizzazione della parte antologica del volume.

Seguono altre foto dell’incontro

Toponomastica, funzione educativa Riflessione di Enrico Esposito (Icsaic)

“Restano ancora vie dedicate a soggetti che non sono esempi da seguire”, scrive – tra richiami storici e giuridici – il prof. Enrico Esposito, storico e vice-presidente dell’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea, su Il Quotidiano del Sud dell’8 ottobre 2021.
Vi invitiamo a leggere l’articolo, perché la toponomastica ha un senso e una valenza storica che non si possono sminuire, provincializzare o adattare ad emozioni proprie di amministratori che, come scrive l’autore, spesso glissano sul significato della toponomastica e degli aspetti educativi correlati.

Il nostro Dizionario della Calabria arricchito da altre dieci biografie

Care amiche e cari amici,
Con queste dieci nuove voci il nostro Dizionario Biografico della Calabria Contemporaneaarriva a 640 biografie di calabresi illustri, noti e meno noti.
Queste sono le nuove voci e i rispettivi autori.

Grazie a tutti per l’attenzione e buona lettura

Il Milite Ignoto sarà ricordato a Rende per i 100 anni

Nel centenario della traslazione della salma del Milite Ignoto, la sezione dell’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia di Cosenza (UNUCI) organizza nella sala del Consiglio comunale di Rende, in Piazza Matteotti, una serata di storia, di canzoni e di poesia.
L’iniziativa, che si terrà lunedì 20 Settembre 2021 a partire dalle ore 18, sarà aperta dai saluti del generale Giovanni De Luca, presidente UNUCI Calabria e da quelli del Sindaco della Città di Rende, Marcello Manna e dell’assessore alla cultura dello stesso comune, Marta Petrusewicz. Interverranno, inoltre, Rosellina Naccarato, presidente PASFA Cosenza, il colonnello Massimo Scotti, comandante del 1° Reggimento Bersaglieri. La serata sarà coordinata dal 1° capitano Dario Ottolenghi e dal tenente medico Franco Ziccarelli della sezione UNUCI di Cosenza, mentre il controllo dei protocolli “Covid-19” sarà a cura dell’Associazione Carabinieri di Rende di cui è presidente il luogotenente Domenico Moretti.
Tra gli ospiti, anche lo storico Giuseppe Ferraro, coordinatore della sezione didattica del nostro Istituto, tra i patrocinatori dell’evento, il quale parlerà del suo libro “Resistere” (Pellegrini – ICSAIC, Cosenza 2018).
Ci saranno, nel corso della manifestazione, momenti musicali con le canzoni di Morena Sanchez e di poesia con Franchino u’ Funtanaru e Ciccio Ciacco.
Il Milite Ignoto, come è noto, scelto tra 11 vittime della Prima Guerra Mondiale, per “onorare i sacrifici e gli eroismi delle collettività nella salma di un anonimo combattente caduto con le armi in pugno” venne traslato e tumulato a Roma, il 4 novembre 1921, sull’Altare della Patria.

Castrovillari: presentazione del libro “Personaggi, viaggi e libri altrui” di Vittorio Cappelli

Si terrà martedì 7 settembre alle ore 21, nel chiostro del Protoconvento francescano di Castrovillari, la presentazione del volume “Personaggi, viaggi e libri altrui”, ultimo lavoro del prof. Vittorio Cappelli, direttore scientifico dell’ICSAIC.
L’iniziativa è inserita all’interno del calendario della rassegna “Scirocco, venti di teatro, musica e danza” in programma a Castrovillari dal 7 settembre al 15 ottobre 2021 e organizzata dall’Associazione Culturale “Aprustum”.

Il volume, edito da Rubbettino, è stato definito “una sorta di autobiografia intellettuale, che mette assieme pagine disseminate in libri, riviste e giornali”. Tra gli scritti pubblicati emergono le tematiche di studio già affrontate dal prof. Cappelli, con particolare attenzione alla presenza italiana nell’America Latina, cui il direttore dell’ICSAIC ha dedicato numerosi lavori.

Per maggiori informazioni:

A Castrovillari soffia lo “Scirocco” che porta teatro, musica e danza: gli eventi dal 7 settembre al 31 ottobre

Ritorna con dieci nuove voci il Dizionario Biografico della Calabria

Care amiche e cari amici,
Dopo la pausa estiva, ritorna con dieci nuove voci il nostro Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea. E arriviamo, così, grazie alla collaborazione di vecchi e nuovi collaboratori – che speriamo siano sempre più numerosi – e all’impegno della redazione, a quota 630.
Queste sono le nuove voci e i rispettivi autori.

Grazie a tutti per l’attenzione. Buona lettura e ancora buona estate…