Archivio di Stato di Cosenza: mostra sul tema “Ottant’anni fa le leggi razziali”

Il 25 gennaio 2019, in occasione della Giornata della Memoria, l’Archivio di Stato di Cosenza ha presentato una mostra documentaria dal titolo “…separare quanto più è possibile …”, ottant’anni fa le leggi razziali.
L’esposizione evoca il dramma della discriminazione antiebraica, all’indomani dell’emanazione delle leggi razziali da parte del Gran Consiglio del Fascismo, con documenti che testimoniano gli accertamenti di “razza” di famiglie italiane e straniere residenti a Cosenza e in provincia.
La mostra sarà visitabile dal 25 gennaio al 9 febbraio 2019 in orario d’ufficio.

Palma: la scomparsa di Maria Mariotti è una grave perdita per la storiografia italiana

È morta nelle prime ore di giovedì 24 gennaio, all’età di 103 anni, la professoressa Maria Mariotti che ha attraversato il Novecento da protagonista, come studiosa e come persona impegnata nel civile. Era una storica apprezzata a livello nazionale e per molti anni è stata presidente della Deputazione di Storia Patria per la Calabria, nonché direttrice della “Rivista Storica Calabrese”.

 Il presidente del nostro istituto Paolo Palma in una dichiarazione la ricorda così:

«Con la scomparsa della professoressa Maria Mariotti la storiografia italiana perde uno dei più alti testimoni e punti di riferimento per gli studi di storia della Chiesa e del movimento cattolico italiani; e la comunità scientifica calabrese perde la sua Decana, che ha scandagliato con ricerche rigorosissime cinque secoli di storia regionale, collocandole sempre nel più ampio contesto della questione meridionale civile ed ecclesiale.

Ricercatrice instancabile, Maria Mariotti è stata anche una produttrice di cultura storica in senso più generale, come presidente per lunghi anni della Deputazione di Storia Patria, docente e donna impegnata in vari rami dell’Azione Cattolica reggina, promuovendo archivi e biblioteche con occhio particolarmente attento alla formazione delle giovani generazioni.

Come studiosa e dirigente dell’Azione Cattolica, Maria Mariotti si è sempre distinta per i vasti orizzonti culturali e per essere una cattolica democratica fin dalla fine degli anni ’30, come ha testimoniato un altro grande storico reggino, Gaetano Cingari, annoverandola tra gli antifascisti che contribuirono a far sorgere giovani democratici con un lavoro di formazione paziente, discreto, silenzioso nell’Azione Cattolica reggina durante l’episcopato di mons. Enrico Montalbetti. Personalmente ho avuto il privilegio di conoscerla la prima volta proprio come dirigente cattolica, da giovane cronista inviato dal direttore del Giornale di Calabria, Piero Ardenti, a seguire i lavori del primo convegno regionale promosso nell’autunno 1978 dall’episcopato calabrese presso il santuario di Paola, che la professoressa Mariotti illuminò con una relazione magistrale.

A nome dell’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea e mio personale, rivolgo le più sentite condoglianze alla famiglia della insigne Studiosa, alla Deputazione di Storia Patria calabrese e alla Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova”.

BIOGRAFIA Continua a leggere

“Pietra d’inciampo” per l’antifascista Vittorio Staccione, il mediano del Cosenza che morì a Mathausen

di Paolo Palma

Vittorio Staccione è stato un calciatore torinese degli anni ’20-‘30 e un antifascista socialista di famiglia operaia. Visse quasi quattro anni a Cosenza, dove giocò per la squadra rossoblù dal 1931 al 1934, e morì nel campo di concentramento di Mathausen, il 16 marzo 1945, a 40 anni. Oggi, 22 gennaio, il “Museo Diffuso della Resistenza della Deportazione della Guerra dei Diritti della Libertà” gli ha dedicato una delle nuove quindici “pietre d’inciampo” installate a Torino (ce n’è una anche per Vittorio Foa); e quella per Staccione, davanti alla sua ultima casa in via San Donato 27, è stata la cerimonia ufficiale della giornata. Continua a leggere

28 dicembre 1908: 110 anni fa il devastante terremoto che distrusse Reggio e Messina

Ricorre oggi, 28 dicembre, l’anniversario del devastante terremoto di magnitudo 7.1 che alle 5,20 devastò Reggio Calabria e Messina procurando circa 80 mila vittime, mentre altri 25 mila morti si ebbero negli altri centri siciliani e calabresi. Le onde sismiche causarono immensi danni alle strutture e infrastrutture delle due città capoluogo più vicine all’epicentro.  La violentissima scossa nello Stretto di Messina infatti determinò un’immensa frana sottomarina che generò uno tsunami di grandi dimensioni, con onde alte più di dieci metri, sulle coste affacciate allo Stretto di Messina. Molti edifici di pregio architettonico caddero giù, fra cui diverse chiese e palazzi antichi. Questa la relazione al Senato del Regno: «Un attimo della potenza degli elementi ha flagellato due nobilissime province – nobilissime e care – abbattendo molti secoli di opere e di civiltà. Non è soltanto una sventura della gente italiana; è una sventura della umanità, sicché il grido pietoso scoppiava al di qua e al di là delle Alpi e dei mari, fondendo e confondendo, in una gara di sacrificio e di fratellanza, ogni persona, ogni classe, ogni nazionalità. È la pietà dei vivi che tenta la rivincita dell’umanità sulle violenze della terra. Forse non è ancor completo, nei nostri intelletti, il terribile quadro, né preciso il concetto della grande sventura, né ancor siamo in grado di misurare le proporzioni dell’abisso, dal cui fondo spaventoso vogliamo risorgere. Sappiamo che il danno è immenso, e che grandi e immediate provvidenze sono necessarie».

Deputazione di Storia Patria: Caridi confermato presidente. Ferraro (Icsaic) nominato Deputato

 


Il prof. Giuseppe Caridi, ordinario di Storia moderna dell’Università di Messina, è stato confermato presidente della Deputazione di Storia Patria per la Calabria che ha rinnovato il proprio consiglio direttivo nel corso dell’assemblea ordinaria che si è svolta nei locali dell’Università per Stranieri di Reggio Calabria, con la partecipazione di una folta rappresentanza dei 245 soci provenienti da numerosi centri della regione. Oltre a Caridi, il nuovo Consiglio direttivo (per il quale non hanno riproposto la propria candidatura i Deputati, Rocco Liberti, Pantaleone Sergi e Antonio Tripodi), risulta così composto: vice presidente Antonino Denisi; segretario Giuseppe Masi; tesoriere Enzo D’Agostino; componenti Mirella Mafrici, Francesca Marturano, Giovanni Russo, Antonello Savaglio e Antonino Zumbo. Tra nuovi deputati nominato il nostro Giuseppe Ferraro. Continua a leggere

Monongah, quei quaranta calabresi morti in miniera nella più grande tragedia dell’emigrazione italiana

Il 6 dicembre di 111 anni fa avvenne la più grande tragedia dell’emigrazione italiana.
Tra le centinaia di minatori morti a Monongah, West Virginia, ci furono una quarantina di calabresi. Secondo le cifre ufficiali dell’epoca, le vittime totali della sciagura furono 361, di cui 171 italiani.

Per ricordare il tragico anniversario riproponiamo una ricerca del socio Vincenzo Gentile pubblicata sul volume Calabria Migrante, Suppl. a Rivista Calabrese di Storia del ‘900,  1, 2013 (Da S. Giovanni in Fiore a Monongah. L’esodo verso la morte nelle miniere).

Il quotidiano italiano “Gente d’Italia” che si pubblica a Montevideo e che anni fa dopo  centinaia di articoli, inchieste e “battaglie” mediatiche riportò all’attenzione la tragedia dimenticata, nel suo numero del 6 dicembre 2018 propone uno speciale (QUI) sulla storia “riscoperta” degli emigrati italiani morti nella “miniera maledetta”, “per commemorare ed onorare – scrive il direttore Mimmo Porpiglia – quei poveri resti sepolti centoundici anni fa su quella lunga striscia di terra senza croci, senza lapidi, senza nomi”. Continua a leggere

Un volume ricco di testimonianze per ricordare l’arcivescovo Antonio Ciliberti

Una serata romana per ricordare il vescovo calabrese mons. Antonio Ciliberti, morto il 1° aprile 2017, dopo aver guidato la Chiesa diocesana di Locri (1989-1993), quella di Matera (1993-2003), e concluso la sua missione episcopale quale arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace (2003-2011). Il volume curato da don Gaetano Federico – responsabile dell’Archivio diocesano di Rossano-Cariati e socio del nostro istituto – come scrive mons. Giuseppe Satriano è «una risonanza del cuore e della mente», di chi ha conosciuto e stimato il vescovo Ciliberti. Dopo alcuni saggi introduttivi il testo, edito da Progetto 2000, si compone di una decina di testimonianza di vescovi e di una trentina di sacerdoti e laici amici di “don Antonio”. Alcune schede, foto e articoli di giornali completano il testo. Dopo le presentazioni di Corigliano e Catanzaro, in attesa di presentare il volume sia a Locri che a Matera, sabato 13 ottobre 2018 sarà la Basilica di Sant’Andrea delle Fratte a Roma, retta dai frati Minimi di San Francesco di Paola, a ospitare la manifestazione. Dopo il saluto del parroco padre Francesco Trebisonda, interverranno l’editore cosentino Demetrio Guzzardi, il curatore del volume don Gaetano Federico e il presidente emerito della Corte costituzionale Cesare Mirabelli; coordina i lavori la giornalista Rai, Camilla Nata. QUI IL RICORDO DI CESARE MIRABELLI Continua a leggere

Una nuova biografia di Fausto Gullo: tesi magistrale all’Università di Torino

Prospero Francesco Mazza

Il momento della proclamazione

 

 

 

 

 

 

Una nuova tesi di laurea – una ricerca accurata fatta principalmente sui materiali del Fondo Gullo conservati in copia nell’archivio del nostro istituto – a opera, questa volta, del nostro giovane socio Prospero Francesco Mazza che ha completato il suo Corso di Laurea Magistrale in Scienze del Governo presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università degli Studi di Torino. Relatore il prof. Paolo Soddu e correlatore il prof. Fabrizio Loreto, Mazza ha discusso la sua tesi dal titolo Fausto Gullo: una nuova biografia” nella quale ha ripercorso – sulla base dei documenti disponibili e di una ricca bibliografia – la vita politica del dirigente comunista che fu ministro dell’Agricoltura (viene ricordato per i famosi “Decreti Gullo” per l’assegnazione delle terre incolte e malcoltivate ai contadini) e poi ministro di Grazie Giustizia. Mazza ha voluto condividere con i soci e la comunità scientifica il suo lavoro che mettiamo a disposizione nella sezione Tesi sulla Calabria/Laurea

Leggi razziali, 1938-2018: ottant’anni. Una videoscheda su “Repubblica.it”

Una videoscheda firmata Chiara Nardinocchi (Montaggio di Francis D’Costa, Immagini di Anpi) su “Repubblica.it“, ricorda uno dei momenti più tristi dell’oppressione fascista. Sono passati 80 anni da quel 18 settembre 1938 quando Benito Mussolini,a Trieste,  in una piazza dell’Unità gremita da 150mila persone annunciava la promulgazione delle leggi razziali, una serie di decreti regi e dichiarazioni che miravano a discriminare gli ebrei e limitarne la libertà.Sono centinai i decreti che hanno contribuito alla persecuzione razzista in italia. Nella videoscheda “Repubblica.it” ripropone i principali, dal primo del 5 settembre 1938 alla regolamentazione sulle professioni del giugno 1939.
Le leggi sono state anticipate dal Manifesto della Razza, un documento firmato da 10 scienziati italiani che provava l’esistenza delle razze e la subordinazione di alcune ad altre. Il genero e ministro di Benito Mussolini scrisse nel suo diario: “Il Duce mi dice che in realtà l’ha quasi completamente redatto lui”.