Rivista calabrese di storia del ‘900: iniziata la nuova serie (n. 1 – 2021)

In primo piano

È online il primo numero del 2021 della Rivista calabrese di storia del ”900 con cui inizia la nuova serie diretta da Vittorio Cappelli. Questo il suo indice:

Siderno, lo storico Enzo D’Agostino scomparso nel compianto generale

In primo piano

Nel compianto della comunità scientifica, è scomparso a Siderno il prof. Enzo D’Agostino, figura di primo piano tra gli storici calabresi, apprezzato da tutti gli studiosi per la qualità della sua ricerca e per la disponibilità umana.
Enzo D’Agostino era nato a Siderno, Deputato e Consigliere della Deputazione di Storia Patria per la Calabria per anni ne è stato il tesoriere. Nella sua lunga e apprezzata attività di studioso si è interessato e ha scritto di storia ecclesiastica e di problematiche storiografiche relative alle Chiese calabresi, di cui era considerato il massimo esperto. Socio corrispondente dell’Icsaic, non ha fatto mai mancare il suo contributo alla ricerca e ancora recentemente collaborando alla realizzazione del volume sui Costituenti calabresi realizzando la biografia di un costituente della sua Locride.
Direttore della rivista Thauros, collaboratore di varie riviste, tra cui Rivista calabrese di storia del ’900 del nostro istituto, è stato segretario di redazione della Rivista Storica Calabrese della Deputazione di Storia Patria per la Calabria. Ha pubblicato numerosi saggi e vari volumi, tra i quali: Gerace nel secolo XVII, 2003; Da Locri a Gerace. Storia di una diocesi della Calabria bizantina dalle origini al 1480, 2007; La Cattedra sulla Rupe. Storia della Diocesi di Gerace (Calabria) dalla soppressione del rito greco al trasferimento della sede (1480-1954), 2019. 
I suoi funerali il 24 novembre alle ore 15,30 presso la Chiesa di S. Maria dell’Arco di Siderno.
Il presidente, il direttore, il consiglio direttivo e tutti i soci dell’Icsaic si uniscono al dolore dei familiari e lo ricordano con affetto e stima. 

Addio a Costantino Fittante, amico e sostenitore del nostro Istituto

In primo piano

Si è spento all’età di 88 anni Costantino Fittante, amico e sostenitore del nostro Istituto che ha difeso in momenti difficili. Era uno dei volti storici della sinistra calabrese, già sindaco di Sant’Eufemia Lamezia, consigliere regionale e parlamentare con il Partito Comunista italiano.
Nato a Chiaravalle Centrale nel 1933, insegnante e importante dirigente del Pci, Fittante è stato unanimente apprezzato nel contesto della politica calabrese per il suo impegno sociale e civile, per le sue lotte a sostegno delle fasce deboli della popolazione e contro la ‘ndrangheta: per il suo impegno contro le cosche è stato oggetto di numerosi atti intimidatori, Fu l’ultimo sindaco di Sant’Eufemia Lamezia prima della fusione con Niacstro e Sambiase che ha dato vita a Lamezia Terme, consigliere regionale della Calabria tra le file del Partito Comunista Italiano dal 1970 al 1983, quando l venne eletto alla Camera dei deputati.
Costantino era fratello di Vittorio, studioso, per anni dirigente dell’Icsaic.

Entrano altri dieci nomi nuovi nel nostro “Dizionario Biografico”

Con questi dieci nomi nuovi che entrano nel nostro Dizionario Biografico della Calabria Contemporaneaarriviamo a 650 biografie di calabresi illustri, noti e meno noti.
Di seguito le nuove voci e i rispettivi autori.

Buona lettura e grazie a tutti per l’attenzione che prestate al Dizionario.

Il volume sui Costituenti calabresi presentato a Roma a Mattarella e Fico

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella accoglie la delegazione dell’Icsaic

“La Calabria ha avuto grandi Padri costituenti”. Con queste parole il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha accolto al Quirinale la delegazione dell’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea (Icsaic), che gli ha fatto dono del volume “I calabresi all’Assemblea Costituente”, a cura di Vittorio Cappelli e Paolo Palma, edito per l’ICSAIC da Rubbettino. La delegazione era composta oltre che dal Presidente Palma e dal Direttore Cappelli, dall’ex Presidente dell’Istituto, Pantaleone Sergi. 
Palma ha ringraziato il Presidente Mattarella per l’udienza concessa e ha illustrato la ricerca che ha impegnato diversi soci dell’Icsaic e alcuni specialisti esterni sulle biografie dei ventiquattro costituenti calabresi e sui lavori parlamentari che fotografano la  Calabria del tempo: le mulattiere, i tuguri, le condizioni primitive della povera gente, i signori del latifondo, l’occupazione delle terre, i tumulti del pane; e malaria, tubercolosi, ferrovie insicure, reti idriche ed elettriche fatiscenti e carenti. 

Il direttore dell’Icsaic Vittorio Cappelli, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente dell’Icsaic Paolo Palma e l’ex presidente Pantaleone Sergi

La delegazione dell’Icsaic è stata poi ricevuta a Palazzo Montecitorio dal Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, al quale ha fatto dono dello stesso volume. Il Presidente Fico ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’Istituto e ha sottolineato l’importanza del ruolo che la Calabria e il Mezzogiorno hanno svolto nell’edificazione delle istituzioni repubblicane.

La delegazione dell’Icsaic con il Presidente della Camera Roberto Fico

Paolo Palma ha ringraziato il Presidente Fico per l’incontro ma anche per il contributo determinante che la Biblioteca “Nilde Iotti” della Camera dei Deputati ha dato all’Icsaic per la documentazione relativa alla stesura di alcune biografie e per la complessa organizzazione della parte antologica del volume.

Seguono altre foto dell’incontro

“Le donne nella storia della Calabria”, presentazione del volume a Rossano

Il volume, che tratta del ruolo che hanno avuto le donne nella storia della nostra regione, raccoglie circa cinquanta biografie di donne impegnate in politica nei diversi schieramenti. Pubblicato da Jonia editrice e curato da Tania Frisone, Nella Matta e Marilù Sprovieri, tutte esponenti dell’Associazione Italiana Parchi Culturali, sezione di Cosenza, sarà presentato a Rossano il 22 ottobre, nell’Aula Magna del Polo Liceale di Rossano.
Tra gli interventi programmati, quello del prof. Giuseppe Trebisacce, e del prof. Giuseppe Ferraro, responsabile della sezione didattica dell’ICSAIC, il quale ha guidato gli alunni e le alunne che hanno redatto le varie biografie.
Saranno presenti anche il prof. Antonio Franco Pistoia, dirigente del Polo Liceale e Alessia Alboresi, assessore alla cultura. Il dibattito, moderato dalla prof.ssa Stella Pizzuti, docente del Polo Liceale, sarà arricchito dalle testimonianze di Giuseppina Amarelli, Cesare Marini e Suor Mary Philomena Chakkalakkal.
Maggiori dettagli in locandina

Particolarmente ricco il numero 1/2021 del “Giornale di Storia Contemporanea”

Si presenta particolarmente ricco l’ultimo numero del Giornale di Storia Contemporanea (1/2021) diretto da Vittorio Cappelli, Brunello Mantelli e Pantaleone Sergi, con una sezione monografica su “Perseguitati, persecutori, biografie”, una sezione di “Saggi” e una sezione di recensioni. Grazie alla cortesia dell’Editore Pellegrini pubblichiamo i riassunti in italiano e in inglese dei lavori di questo numero.

SEZIONE MONOGRAFICA
Perseguitati, persecutori, biografie

Giovanna D’Amico
Persecuzioni e deportazioni: storiografia e paradigmi
Brunello Mantelli 
Annientamento e sfruttamento di lavoro schiavo. Due poli contrapposti o due facce della stessa medaglia?
Agostino Bistarelli 
Claudio Pavone, dalla Resistenza agli studi sulla guerra civile
Graziella Gaballo
«Sempre lo stesso filo teso». Teresa Noce, la deportata costituente
Elena Caliri 
Marc Bloch, lo studioso e l’uomo 
Giovanna Costanzo 
Ágnes Heller: sul male radicale e la modernità
Santi Fedele 
Ricordo di un Maestro. Quando Paolo Alatri si firmava Paolo Romano
Giacinto Tavilla  
Edith Stein, ebrea, filosofa, carmelitana

SAGGI

Giovanni Pietro Lombardo 
Indizi e congetture sull’attentato al Duce di Violet Gibson nella perizia dei freniatri Giannelli e de Sanctis
Rocco Melegari 
Ognuno torni al suo posto. Il Nord Italia dopo l’8 settembre nei documenti tedeschi. Ortskommandanturen, prefetti, industrie

Il nostro Dizionario della Calabria arricchito da altre dieci biografie

Care amiche e cari amici,
Con queste dieci nuove voci il nostro Dizionario Biografico della Calabria Contemporaneaarriva a 640 biografie di calabresi illustri, noti e meno noti.
Queste sono le nuove voci e i rispettivi autori.

Grazie a tutti per l’attenzione e buona lettura

L’ICSAIC sarà presente a Rimini per parlare dei “Costituenti calabresi”

Alle origini della Repubblica: il 2 giugno 1946 e le sue storie” è il tema sul quale i prossimi 6 e 7 ottobre, a Rimini, si confronteranno studiosi e storici aderenti alla Rete Parri degli Istituti per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea e della Sissco, Società italiana per lo studio della storia contemporanea. A ospitare la kermesse presso la Sala del Giudizio del Museo della Città è l’Istituto per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea della provincia di Rimini.
Ci sarà anche l’ICSAIC con Vittorio Cappelli, direttore dell’Istituto presieduto da Paolo Palma. Cappelli parlerà de “I Calabresi all’Assemblea Costituente”, uno spaccato politico e sociale della Calabria all’alba della democrazia a cura di Vittorio Cappelli e Paolo Palma, edito da Rubbettino, Soveria Mannelli 2020.

QUI, il programma completo dei lavori

Per maggiori info sul libro – http://www.icsaicstoria.it/e-in-libreria-i-calabresi-allassemblea-costituente-1946-1948

Un Comitato Calabrese degli emigrati è stato costituito anche a Panama

In Panama il 22 settembre scorso  è stato costituto il Comitato Calabrese all´interno della Societá Italiana di Beneficenza fondata nel 1882.  La comunitá calabrese in Panama è molto importante e attiva. I primi calabresi sono arrivati nel 1881per lavorare alla realizzazione del Canale di Panama. Un calabrese é stato un attore importante nella Indipendenza dalla Colombia. 
Il Comitato è formato da calabresi nativi e discendenti ma anche da coloro che amano la terra calabra. Arnolfo La Vitola un emigrante calabrese nato a Castrovillari e storico dirigente della comunità italiana in Panama è il neo presidente. Anche castrovillarese è il vice presidente Pasquale Calvosa, e Julio Croci, italo-argentino di origini bagnaresi ed ex presidente della Federazione Calabrese in Argentina, fa parte del Consiglio Direttivo come Segretario.
L’istituzione sarà uno spazio d’incontro per diffondere la cultura, le tradizioni, la gastronomia e promuovere il turismo nella Regione Calabria, mediante attivitá sportive, culturali, sociali, religiose e di solidarietà in Panama. Il Comitato, nelle intenzioni dei suoi aderenti, contribuirà con il suo lavoro alla crescita della Società Italiana di Panama, il cui presidente è Giuseppe Cava, figlio di calabresi nativi di Santa Domenica Talao.

La recensione di Mimmo Nunnari al volume “Alla scuola di don Sturzo”

Pubblichiamo la recensione di Mimmo Nunnari al volume ICSAIC “Alla scuola di don Sturzo. Il popolarismo nel Mezzogiorno a cento anni dall’Appello ai liberi e forti”, curato da Lorenzo Coscarella e Paolo Palma. La recensione è stata pubblicata dal periodico L’avvenire di Calabria di domenica 30 maggio 2021.

Siamo arrivati a seicento biografie di calabresi dall’Ottocento a oggi!

Care amiche e care amici, si arricchisce di nuove figure importanti della storia regionale il Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea. Sono online altre dieci biografie di calabresi protagonisti dall’Ottocento a oggi. Con queste nuove biografie siamo arrivati a 600, una cifra importante!. E prosegue senza pause l’impegno della redazione e dei collaboratori. Queste sono le nuove voci e i rispettivi autori.

Grazie a tutti voi per l’attenzione al Dizionario, buona lettura e a presto con le prossime biografie.

Nuove biografie e nuovi collaboratori. Siamo arrivati così a “quota” 590

Care amiche e cari amici,
il Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea con le nuove 10 voci raggiunge “quota” 590. E andiamo avanti, grazie ai contributi incessanti dei nostro collaboratori.
Questi i nomi dei nuovi biografati e dei rispettivi autori.

Vi ringraziamo dell’attenzione e vi auguriamo buona lettura.
Appuntamento alle prossime biografie.

La scomparsa di Fausto Cozzetto, storico e primo presidente dell’Icsaic

La scomparsa del prof. Fausto Cozzetto, primo presidente dell’Icsaic dal 1983 al 1988, rende certamente più povera la cultura storiografica e più in generale meridionalistica calabrese, che egli ha animato per lunghi anni con ricerche e riflessioni acute, anche in campo giornalistico. Cozzetto ha avuto anzi il merito di ritagliare per il nostro Istituto uno spazio culturale in un settore ancora trascurato, la storia contemporanea della Calabria, con particolare attenzione – e anche questa era una novità – all’antifascismo e alla partecipazione dei calabresi alla Resistenza, temi dibattuti per la prima volta nella nostra regione.
Basta scorrere gli indici delle annate del Bollettino ICSAIC (1985-1996) poi diventato «Rivista calabrese di storia del ‘900», per capire quanto sia stato importante il lavoro di ricerca e divulgazione svolto in quegli anni da Cozzetto e dagli altri fondatori dell’ICSAIC, insieme all’attività di didattica della storia in numerose scuole calabresi e a una collana di studi e ricerche che ha prodotto diversi volumi di grande interesse, tra i quali Ferramonti: un lager del Sud, a cura di Francesco Volpe, che raccoglie gli atti del convegno internazionale svoltosi a Cosenza il 15 e 16 maggio 1987, durante la presidenza di Cozzetto, e Socialismo e amministrazione nella Calabria contemporanea, di Giuseppe Masi, oggi presidente onorario dell’Istituto, pubblicato in quello stesso anno 1987.
Fausto Cozzetto, che era nato ad Acri nel 1945, è stato uno storico di ampia visione. Allievo di Giuseppe Galasso, la sua formazione è essenzialmente “modernista”, ma ha spaziato con ottimi risultati anche nel Medioevo e nell’Età contemporanea. La sua produzione scientifica ha riguardato, tra l’altro, i problemi demografici del Mezzogiorno nel XV secolo, il feudo di Aiello, ma anche la vita in Calabria dal fascismo agli anni ’80 e la biografia di Michele Bianchi. All’Età contemporanea ha dedicato le ultime ricerche con la biografia di Settimio Perna, Il sindaco del pane, che attraverso la figura del primo cittadino socialista di Amantea affronta il tema delle profonde ferite sociali del dopoguerra e della ricostruzione in una comunità del Sud; e con la curatela del volume Memorie di una città nascente. Corigliano Rossano. Importante infine la sua collaborazione con Galasso, quale relatore capo, alla rivista «L’Acropoli» (direttore responsabile prima Fulvio Mazza e quindi Pantaleone Sergi).
Per l’Icsaic è un momento triste. Con questa breve nota intendo esprimere, anche a nome del presidente onorario Giuseppe Masi, del direttore Vittorio Cappelli e del Direttivo dell’Istituto, le più sentite condoglianze alla famiglia del prof. Cozzetto che vogliamo ricordare anche pubblicando l’articolo, apparso oggi sul Quotidiano del Sud, di Fulvio Mazza, fondatore dell’Icsaic.

Paolo Palma
Presidente dell’Icsaic

Una recensione di “Approdi” dell’Osservatorio Bibliografico della Letteratura Italiana

La ristampa anastatica di Approdi di Raoul Maria De Angelis, curata dallo storico Vittorio Cappelli, direttore dell’ICSAIC, ed edita da Pellegrini, grazie alla collaborazione dell’Assessorato alla Cultura della Regione Calabria, è stata recensita da “Oblio. Osservatorio Bibliografico della Letteratura Italiana Otto-novecentesca”, diretta da Nicola Merola (n. 40, 2020), che qui di seguito proponiamo ai lettori del nostro sito web.

di Alessandro Gaudio

«Approdi» 1928-1929. Rassegna di Lettere e d’Arte diretta da R. M. de Angelis Ristampa anastatica a cura di Vittorio Cappelli Cosenza Pellegrini 2019 ISBN 978-88-6822-774-6

Dopo aver frequentato il ginnasio e il liceo classico Galluppi a Catanzaro, Raoul Maria de Angelis, originario di Terranova da Sibari, piccolo centro in provincia di Cosenza a venti chilometri dalla costa ionica, si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università “La Sapienza” di Roma. Anche se ben presto abbandonò gli studi, il ventenne de Angelis (era nato nel 1908) rimase nella Capitale (dove morì nel 1990) e diede inizio alla sua attività − che poi lo vide scrittore prolifico e giornalista di successo, ma anche poeta, pittore e critico d’arte − ideando e dirigendo «Approdi». L’editore Pellegrini di Cosenza propone la ristampa anastatica dell’unica collezione completa ancora esistente del periodico, conservata nella gloriosa emeroteca della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Le pagine di «Approdi», rassegna mensile di Lettere e d’Arte, sono le prime fondamentali testimonianze della fittissima rete di contatti che l’intellettuale calabrese riuscì a intessere nei vivaci ambienti letterari di Roma. Essi furono la rampa di lancio di una carriera che si sviluppò rapidamente, passando subito dall’«Italia Letteraria» di Massimo Bontempelli, e più avanti dalle redazioni di alcuni dei principali quotidiani italiani («Il Giornale d’Italia», «Il Messaggero», «Il Resto del Carlino», «La Gazzetta del Popolo», «Il Tempo», tra gli altri) e dalla scrittura di centinaia di racconti e moltissimi romanzi (si ricordino, almeno, i primi titoli: Inverno in palude del 1936, ambientato nella paludosa e malarica piana di Sibari, e poi Oroverde del ’40 e La peste a Urana del ’43, tutti pubblicati da Mondadori). In un panorama piuttosto dinamico, ma privo di riviste letterarie che riescono a sottrarsi a un registro localistico, de Angelis, nel dicembre del 1928, dà vita a Catanzaro a un progetto, dall’esistenza breve ma intensa, di respiro nazionale, mettendo a frutto − spiega Vittorio Cappelli nell’accurata introduzione alla ristampa qui recensita − «le relazioni culturali che ha già intessuto a Roma con gli ambienti d’avanguardia e l’area del realismo magico di Bontempelli» (p. 11). Il periodico, come detto stampato nell’appartata Calabria, presenta una copertina che, oltre al titolo e al nome del direttore, riporta l’elenco dei collaboratori e dei rispettivi testi inclusi in ciascun fascicolo; il corpo vero e proprio della rivista è composto da 16 pagine: le ultime sono solitamente riservate a una sezione dedicata alle recensioni, denominata Vetrina, mentre la quarta di copertina contiene anticipazioni e notizie dal mondo dell’editoria. La ristampa allestita da Cappelli consente di apprezzare il periodico in un formato, l’A4, vicino a quello originario ed è completata da un utile Indice degli autori e dei testi. Studioso di lungo corso dell’opera di de Angelis, Cappelli, nella sua Introduzione, passa in rassegna quasi tutti i testi pubblicati nei quattro numeri di «Approdi»: oltre agli scritti, alle novelle e agli editoriali dello stesso de Angelis, notevoli sono i contributi di Anton Giulio Bragaglia (Autobiografia), di Filippo Tommaso Marinetti (L’aurora giapponese, i cui versi sono preceduti da una presentazione di Giovanni Rotiroti, futurista calabrese), ma anche quelli di Luciano Folgore, Ugo Custo, Libero de Libero, Alfonso Silipo, Marcello Gallian. A spiccare è senz’altro il contributo di Corrado Alvaro (che propone Santa Venere, novella già inclusa ne La siepe e l’orto, raccolta uscita per Vallecchi nel 1920) e quello di Leonardo Sinisgalli (che collabora con i componimenti poetici inediti intitolati La mummia dorme e Cantico dei fiori di gesso). Significativa anche l’intervista che Luigi Pirandello rilascia al giornalista Arturo Lanocita, accolta nel secondo numero del periodico e intitolata Pirandello anticerebrale. Insomma, «Approdi» certifica, sin dal primo numero e per l’intera sua breve vita, la necessità di un giovanissimo intellettuale di sottrarsi all’asfitticità degli ambienti culturali calabresi e di «liberar dal torpore e ridonare un’anima a l’antica gente corsara» (R.M. de Angelis, Chi siamo, «Approdi», a. II, n. 2, gennaio 1929, p. 1), imbarbarita negli «ozî vili», nelle «cibarie» e nel «vin santo» (ibidem). Allo stesso tempo le pagine della rivista calabro-romana attestano la precocità di alcune predilezioni che si sedimentarono, poi, nelle opere successive di de Angelis: tra le tante intraviste sulle pagine del periodico, è opportuno registrare quelle, già pronunciatissime, per il futurismo (suffragata anche dalla collaborazione di diversi futuristi minori come Mario Hyerace, oltre che da quella, già segnalata, di Marinetti, Bragaglia, Folgore e Rotiroti) e per l’espressionismo, considerata l’influenza che questo ebbe sulla pittura, arte cui De Angelis si dedicò con sempre maggiore impegno sin dalla seconda metà degli anni Quaranta. Per approfondire i corollari intellettuali che l’esperienza di «Approdi» fece emergere nell’opera di de Angelis si rimanda senz’altro ai tanti studi del già citato Cappelli, tra i pochissimi a occuparsi con sistematicità dell’autore scomparso nel 1990. Tra i suoi saggi, segnalo Circuti culturali e stampa in Calabria (in Stampa e piccola editoria tra le due guerre, a cura di Ada Gigli Marchetti e Luisa Finocchi, Milano, Franco Angeli, 1997, pp. 337-349) e, più recentemente, Calabria futurista 1909- 1943 (Soveria Mannelli, Rubbettino, 2009), Dalla palude alla foresta. Raoul Maria de Angelis o del barocco calabro-brasiliano (in Id., Storie di italiani nelle altre Americhe: Bolivia, Brasile, Colombia, Guatemala e Venezuela, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2009, pp. 123-134) e l’utile voce dedicata a de Angelis, inclusa nel Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea (curato da Pantaleone Sergi per l’ICSAIC, l’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea, disponibile al seguente URL: http://www.icsaicstoria.it/de-angelis-raoul-maria/). Se si escludono l’apporto di Cappelli e quello di uno sparuto ma molto competente drappello di critici, tra i quali spiccano i nomi di Francesco Flora (Inverno in Palude, «L’Italia Letteraria», n. 26, 19 luglio 1936), Emilio Cecchi (Di giorno in giorno, Garzanti, Milano 1954, pp. 247-250), Giorgio Barberi Squarotti (Raoul Maria de Angelis, «Cantiere», a. 1, n. 1, novembre – dicembre 1998, pp. 3- 4) e Nicola Merola (Prefazione, in R.M. de Angelis, La peste a Urana, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2006, pp. 5-18), troppo resta ancora da dire sulla dimensione intellettuale di uno scrittore poliedrico e originale, capace di cogliere, come già si evince dalle colonne di «Approdi», i fermenti artistici più avanzati. Nel caso specifico, andrebbero chiariti, ad esempio, i motivi che indussero il nostro a chiudere l’esperienza di «Approdi» dopo soltanto quattro fascicoli; si ha l’impressione che non ci si sbaglierebbe di molto cercandoli nella sfera delle difficoltà economiche che, spesso in quegli anni, non consentivano di portare avanti iniziative editoriali anche autorevoli e di qualità.