Altre biografie per il Dizionario

Nuove biografie per il “Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea” che si arricchisce giorno dopo giorno grazie al contributo di studiosi e ricercatori. Dal 2 dicembre 2019 sono online le seguenti nuove voci: Cambria, Adele (Letterio Licordari)Morelli, Donato (Ferdinando Perri)Murizzi, Rocco Bruno (Rocco Liberti); Murmura, Antonino  (Pino Nano)Scopelliti, Antonino (Letterio Licordari). Grazie agli autori e a tutti gli amici che stanno lavorando su altre numerose biografie che contiamo di mettere a disposizione entro breve tempo.

Nardodipace, addio al partigiano Fanfulla, che agì da “infiltrato” per la causa della Liberazione

In un bell’articolo sul periodico online «Il Vizzarro», Bruno Greco, rifacendosi a quello di Antonio Cavallaro pubblicato sul «Quotidiano del Sud», rievoca la figura di Francesco Vallelonga, uno degli ultimi protagonisti vibonesi della Resistenza, scomparso lo scorso 17 settembre, tra le montagne delle Serre, nella sua casa di Nardodipace. Per il sindaco Antonio Demasi, Vallelonga «è stato un esempio per l’intera comunità».
Il video dell’arrivo della salma al cimitero scandito dalle note di “Bella ciao” e l’articolo sono visibili QUI.

Francesco Vallelonga in compagnia di un suo commilitone durante la guerra

Gli antifascisti calabresi nella colonia confinaria di Ponza

Si parlerà anche dei confinati calabresi nella due giorni di studio, l’1 e il 2 novembre prossimi, intitolata La colonia confinaria di Ponza: 1928-1939. Limiti e percorsi nella struttura urbanistica borbonica. Il convegno è organizzato dal Centro Studi e Documentazione Isole Ponziane insieme all’Istituto Campano per la Storia della Resistenza, dell’Antifascismo e dell’Età Contemporanea “Vera Lombardi” di Napoli, l’Archivio Storico e Centro Studi di Ventotene, Todo Modo Produzioni e la scuola dell’Isola.
La colonia confinaria di Ponza accolse, la sera del 29 luglio 1928, i primi confinati politici provenienti da Ustica. Il primo calabrese ad arrivare, qualche giorno dopo, fu Fortunato (Natino) La Camera. Il comunista cosentino denunciò le brutali violenze inferte ai confinati dai militi del centurione Memmi e per questo subì anch’egli minacce e bastonate.
Seguirono altri antifascisti calabresi, una trentina in tutto, e di essi qualcosa è rimasto nell’isola. Pensiamo all’attività dell’anarchico reggino Bruno Misèfari che da ingegnere revisionò il progetto della scuola elementare dell’isola e rifece parte delle fognature e della pavimentazione dello storico corso Principe di Napoli, costruito nel ‘700.
Ma pensiamo anche al muratore Giacomo Bottino, che con l’anarchico Umberto Tommasini lavorò una settimana al cimitero dell’isola per dare una tomba dignitosa al compagno di fede Roberto Conti, morto l’anno precedente a causa delle bastonature ricevute.
Per i confinati politici calabresi la destinazione dell’isola di Ponza era considerata forse la peggiore viste le difficili condizioni dei trasporti tra la Calabria e Napoli e Gaeta, i porti da cui partivano i piroscafi che collegavano l’isola alla terraferma. L’ultimo calabrese che passò per Ponza fu il manovale Egisto Scarselli, che con la chiusura della colonia confinaria fu trasferito alle Tremiti.

Rosanna Conte
Presidente del Centro Studi e Documentazione Isole Ponziane

Cultura: a Sergi, Cappelli e Caridi il Premio Giuseppe De Capua 2019

Da destra verso sinistra: Sergi, Caridi e Cappelli

Pantaleone Sergi, Vittorio Cappelli e Giuseppe Caridi sono stati i vincitori della sesta edizione del premio “Giuseppe De Capua” 2019 organizzato dall’amministrazione comunale di Longobucco, per ricordare il sacerdote e intellettuale scomparso nel 2007, il quale nella sua lunga vita ricoprì incarichi diversi e importanti ecclesiastici: vicario generale della Diocesi, cancelliere, rettore, docente. Autore di saggi storici e antropologici, De Luca ha dimostrato sempre una predilezione per le problematiche sociali e culturali del territorio.
La cerimonia di consegna del premi si è svolta nella suggestiva Piazzetta Sfera del centro silano.
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A Longobucco i premi “G. De Capua” saranno consegnati il 17 agosto

Sarà all’insegna della Storia l’edizione 2019 dell’ormai annuale “Premio Giuseppe De Capua” che si terrà a Longobucco il prossimo 17 agosto nella suggestiva e storica piazzetta Sfera, proprio difronte l’antico santuario Santa Maria Assunta. Il premio è intitolato alla memoria del sacerdote Mons. Giuseppe De Capua, nato a Longobucco nel 1909, per decenni attivo presule dell’Arcidiocesi di Rossano Cariati, dove ha ricoperto incarichi di primo piano: cancelliere, rettore, formatore, docente e vicario generale. Negli anni Cinquanta questa sua attività venne coronata dalla nomina, da parte del pontefice, con il titolo di protonotario apostolico, carica che per la prima e ultima volta (fino ad oggi) è stata concessa ad un sacerdote della diocesi. L’amministrazione comunale con questo premio ha voluto valorizzare anche la figura dello studioso. Si devono infatti proprio a Mons. De Capua (e a Mons. Francesco Godino, don Ciccio) importanti studi sulla storia di Longobucco e della Calabria in campo storico e antropologico. Nei giorni passati, da alcune indiscrezioni, si è appreso che, tra i premiati, ci saranno personaggi di primo piano del panorama culturale regionale e nazionale. Tra i nomi certi quello di Pantaleone Sergi, noto giornalista de “La Repubblica”, storico, saggista, già docente di storia del giornalismo presso l’Università della Calabria; Vittorio Cappelli, noto studioso dell’emigrazione, storico, docente universitario e attualmente direttore dell’ Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea; Giuseppe Caridi, tra i più apprezzati studiosi della storia moderna del Mezzogiorno d’Italia e dell’Europa, docente universitario presso l’Università di Messina e attuale presidente della Deputazione di Storia patria per la Calabria. Il sindaco di Longobucco Giovanni Pirillo e il consigliere delegato alla cultura Bruno De Luca, fanno sapere, che con il 2019 il premio avrà sempre di più una risonanza nazionale, guardando anche alla valorizzazione e alla conoscenza del territorio longobucchese e calabrese in generale.                                                                                                                           L’evento è patrocinato dalla Regione Calabria e in collaborazione con l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano – Comitato provinciale di Cosenza, Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea e dalla Deputazione di Storia patria per la Calabria. Dopo i saluti del consigliere delegato alla cultura Bruno De Luca si svolgerà la tavola rotonda con il Prof. Giuseppe Ferraro, storico e docente, il sindaco di Longobucco dott. Giovanni Pirillo, l’assessore alla cultura del comune di Corigliano-Rossano Prof.ssa Donatella Novellis, l’assessore alla cultura della regione Calabria Prof.ssa Maria Francesca Corigliano, don Giuseppe De Simone – Vicario episcopale alla cultura della diocesi di Rossano. La serata sarà allietata da Quintino Berardi giovante cantante lirico e di musica leggera. Alla serata parteciperanno anche gli amministratori dei comuni limitrofi come il sindaco di Cropalati Luigi Lettieri e la delegata alla Cultura Prof.ssa Michela Boccuti.

È ricco di contenuti il numero 1-2019 del “Giornale di Storia Contemporanea”

È uscito, ricco di contenuti, il n. 1 del 2019 del “Giornale di Storia Contemporanea”, diretto da Vittorio Cappelli, Brunello Mantelli e Pantaleone Sergi, ed edito da Pellegrini. Questi i riassunti in italiano e in inglese dei saggi e delle note e discussionipubblicati: Marco Clementi, Le mogli dei soldati. Storie di profughe dal fronte orientale (1943-1945); Massimiliano Paniga, L’alto commissario aggiunto Mario Berlinguer e la punizione dei delitti fascisti; Giancarlo Poidomani, L’attività diplomatica dell’ambasciatore britannico Sir James Rennell Rodd in Italia (1908-1919); Alberto Stramaccioni, Gli Usa e la Grande Guerra. Dall’espansionismo economico all’interventismo militare; Luigi Giorgi, Moro, il centro-sinistra, la Democrazia cristiana e le difficili elezioni del 1963; Laura Fotia, La nascita dell’Istituto italiano di cultura di Buenos Aires; Pantaleone Sergi, La stampa etnica degli italiani in Cile durante il Ventennio fascista; Enrico Pugliese, Riflessioni sulla ricerca di Paolo Barcella Per cercare lavoro. Donne e uomini dell’emigrazione italiana in SvizzeraSeguono le recensioni: Matteo Sanfilippo, L’emigrazione nei documenti pontifici (Federica Bertagna); Francesco Benigno, Terrore e terrorismo. Saggio storico sulla violenza politica (Giorgio Sacchetti); Tommaso di Carpegna Falconieri e Riccardo Facchini (a cura di), Medievalismi italiani (secoli XIX-XXI)  (Matteo Sanfilippo); Eugenio Di Rienzo, Ciano (Giuseppe Ferraro)

Unical: gli auguri dell’ICSAIC al rettore eletto Nicola Leone

Il prof. Nicola Leone, eletto rettore dell’Unical

Lo scorso mercoledì 3 luglio l’Università della Calabria ha eletto il suo Rettore. È il prof. Nicola Leone, ordinario di Informatica, membro del Senato Accademico e già direttore per due mandati del Dipartimento di Matematica e Informatica. A nome dell’ICSAIC, il presidente Paolo Palma e il direttore Vittorio Cappelli hanno presentato al nuovo Rettore le felicitazioni per la sua elezione, invitandolo ad un incontro e augurando una proficua collaborazione tra Università e Istituto. Ecco il testo del telegramma:

“Ch.mo prof. Nicola Leone

Desideriamo farle giungere anche at nome Consiglio Direttivo ICSAIC, che habet sede presso biblioteca Tarantelli UniCal, vivissime felicitazioni et auguri sua elezione Rettore. Confidiamo incontrarla appena le sarà possibile per informarla anche della attività nostro Istituto et proficua collaborazione con UniCal. Con viva cordialità et stima

Paolo Palma, presidente – Vittorio Cappelli, direttore”

Era soldato a Chiaravalle nel 1943: Rosario Leopoldo Calabria torna per festeggiare 98 anni

Il sindaco di Chiaravalle Centrale Mimmo Donato con Rosario Leopoldo Calabria

Rosario Leopoldo Calabria, classe 1921, nel giorno del suo novantottesimo compleanno («il più bel compleanno della mia vita») è tornato, finalmente, a Chiaravalle Centrale, una comunità che, durante il periodo buio del fascismo e della guerra, lo aveva accolto con amicizia e calore umano. Visibilmente emozionato, ma lucidissimo nella memoria di quegli anni lontani, ha ricordato, in particolare, la caduta di Mussolini. «Quel giorno ero di guardia proprio al palazzo comunale di Chiaravalle». (LEGGI L’ARTICOLO SUL “CORRIERE DELLA CALABRIA”).

Il partigiano Bisagno sarà beato

Aldo Gastaldi, primo partigiano d’Italia, nome di battaglia “Bisagno”, dal torrente che attraversa Genova, città dove era nato nel 1921, sarà beato. Ad avviare la causa di beatificazione e canonizzazione, lo scorso 31 maggio,  è stato il cardinale Bagnasco della Curia arcivescovile di Genova.

Bisagno, medaglia d’oro della Resistenza, fervente cattolico, tra i maggiori esponenti del movimento di Resistenza italiano e figura fulgida della lotta di Liberazione, inizia la sua battaglia contro il nazifascismo sulle montagne dell’Appenino ligure. Dopo l’8 settembre del 1943, è tra i primi a formare il nucleo di quella che diverrà la temuta Divisione partigiana Cichero.
Morirà in un incidente stradale il 21 maggio 1945 a Desenzano del Garda, dopo aver riconsegnato alle famiglie tutti coloro i quali avevano combattuto insieme a lui. Continua a leggere

Morta a Milano all’età di 108 anni la partigiana Emma Fighetti, la “sarta” della Resistenza

 

La partigiana Emma Fighetti (dal sito di Repubblica.it)

La partigiana Emma Fighetti è morta all’età di 108 anni. Era conosciuta come la “sarta” della Resistenza. Con altre donne di Baggio, quartiere popolare di Milano, si impegnò nella lotta antifascista: trasformò il suo laboratorio di sartoria in un’eccellente copertura per le attività di sostegno ai partigiani, diede rifugio alle persone ricercate, portò messaggi ai partigiani e nelle fabbriche, nascose materiale di propaganda. ZITA DAZZI su “La Repubblica” racconta la sua straordinaria vicenda nella lotta di liberazione del Paese dal nazi-fascismo. (LEGGERE QUI).

Avanti!, possibile consultare il quotidiano socialista presso la “teca” digitale del Senato

Presso la Teca digitale del Senato della Repubblica è possibile consultare le copie digitalizzate dell’Avanti! Quotidiano del Partito Socialista Italiano.Dal 1896 all’ottobre 1926, l’edizione nazionale di Milano
Dal dicembre 1926 all’aprile 1935, l’edizione di Parigi
Il 1945 (dal 26 aprile al 30 dicembre)
Dal 1946 al 1965, l’edizione di Milano
Il 1966 (dal 1° luglio al 30 dicembre)
Dal 1967 al 1976, l’edizione di Milano
Il 1977 (dal 1° giugno al 31 dicembre)
Dal 1978 al 1993, l’edizione di Milano
Dal dicembre 1918 al dicembre 1920 è presente anche l’edizione di Torino (lac.)
Dal 1951 al 1954 è presente anche l’edizione di Torino
L’Avanti! è uno dei giornali, più rilevanti della storia politica italiana. Pubblicato per la prima volta a Roma nel 1896 in seguito allo straordinario risultato elettorale ottenuto dal Partito socialista nelle elezioni del 1895, il quotidiano diventerà da allora un punto di riferimento irrinunciabile all’interno del dibattito politico e culturale della penisola, raccogliendo nelle sue pagine gli articoli dei maggiori leaders politici del socialismo italiano e degli esponenti, tra i più prestigiosi, della letteratura del tempo.

Politica e cultura in Calabria dal 1861 a oggi Seminario-Convegno aperto alle scuole

La locandina dell’evento

Nell’ambito del progetto su “Politica e cultura in Calabria. Uomini politici, imprenditori, intellettuali e artisti dal 1861 a oggi“, cofinanziato dalla Regione Calabria (PAC 2014-2020, Annualità 2018, Azione 3, Tip. 3.2), il nostro istituto sta effettuando una serie di ricerche che entro l’anno porteranno alla pubblicazione di un volume su “I costituenti calabresi” e al varo on-line del “Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea” che prevede la pubblicazione di biografie di personaggi che nel loro campo sono stati protagonisti della vita della nostra regione. Si tratta, come è chiaro, di un lavoro che dovrà proseguire anche negli anni successivi. Le voci, sia per quanto riguarda i “Costituenti”, sia per il “Dizionario”, saranno curate, oltre che dai ricercatori dell’Istituto, da studiosi calabresi e non solo i quali si sono già detti disponibili a collaborare. Sempre nel quadro dello stesso progetto, si sta lavorando anche alla preparazione di un convegno, previsto per la metà di novembre 2019, sul “Popolarismo in Calabria”, con la partecipazione di studiosi provenienti da diversi atenei italiani. Su tutti questi tempi si discuterà l’8 maggio alle 11 nella Sala Multimediale della Biblioteca Tarantelli dell’Università della Calabria, in un seminario-convegno aperto a scuole della provincia. Interverranno gli storici Vittorio Cappelli, Giuseppe Ferraro e Pantaleone Sergi, dirigenti del nostro istituto. Con l’occasione Giuseppe Ferraro presenterà agli studenti e agli studiosi presenti, il suo recente volume “Resistere”, realizzato sempre con il contributo della Regione Calabria.

È morto Karol Modzelewski, lo storico polacco tra i fondatori di Solidarność

È morto Karol Modzelewski, un amico carissimo e uno dei personaggi più significativi della storia polacca e non solo della seconda metà del XX secolo. Così lo ricorda Marta Petruzevich, storica dell’Università della Calabria: Modzelewski era un eminente storico del Medioevo, l’autore, tra altri, di Europa dei barbari (Bollati Boringhieri 2008). È stato socio dell’Accademia Polacca delle Scienze dal 2006 e vice-presidente della stessa, nonché socio straniero dell’Accademia Nazionale dei Lincei.  Ma era anche, o soprattutto, fin dall’Ottobre 1956, un capo storico dell’opposizione polacca e il co-fondatore e il portavoce di Solidarność, il più grande movimento operaio della storia moderna. Insieme a Jacek Kuroń, Modzelewski fu uno dei capi indiscussi dell’opposizione democratica in Polonia, e, insieme a Kuroń, tra i più detenuti: condannato nel 1965 a tre anni e mezzo di prigione per aver scritto e diffuso, con Kuroń, la Lettera aperta al POUP (trad. it. Il marxismo polacco all’opposizione); di nuovo imprigionato, e condannato a tre anni per aver guidato, con Kuroń e Adam Michnik, la rivolta studentesca nel marzo 1968. Uno dei fondatori e dirigenti della prima Solidarność, membro della Commissione Nazionale del sindacato e il suo portavoce, è stato di nuovo imprigionato nel dicembre 1981, quando il generale Jaruzelski impose la legge marziale, e detenuto fino all’amnistia del 1984. Complessivamente, otto anni e mezzo di galera. Eletto senatore nelle prime elezioni libere nel 1989, ben presto divenne critico della strategia neoliberale e liberista del primo governo post-Solidarność. Dopo lo scioglimento delle camere nel 1991, gradualmente abbandonò la politica attiva a favore della ricerca e dell’insegnamento universitario. Rimane tuttavia il riferimento critico e intellettuale più significativo per la sinistra polacca, di diverse generazioni. La sua autobiografia politica, Sfiancheremo il ronzino della storia. Confessioni di un cavaliere acciaccato (2013), è subito diventata un bestseller in Polonia.  Ci mancherai, Karol!

Riproponiamo in questa occasione una intervista che il direttore del nostro istituto Vittorio Cappelli ha realizzato alcuni anni fa con il grande storico scomparso, pubblicata sulla Rivista calabrese di Storia del 900 con il titolo Intervista a Karol Modzelewski: «La mia Polonia, la memoria, il Marxismo, Solidarność e la Chiesa»

L’Istituto nazionale “Ferruccio Parri” compie 70 anni. Capofila di una rete di oltre 60 istituti storici

Settanta anni fa, il 19 aprile, Ferruccio Parri fondava l’Istituto nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia (Insmli), oggi Istituto nazionale “Ferruccio Parri” – rete degli Istituti storici della Resistenza e dell’età contemporanea (tra cui il nostro, ndr), Grazie all’impegno di migliaia di persone, oggi l’Istituto è il capofila di una rete di oltre 60 istituti storici sparsi su tutto il territorio nazionale, titolari di un importante patrimonio archivistico e bibliografico, attivi nella ricerca, nella formazione didattica, negli interventi nella ricorrenze civili, in grado di coniugare serietà della ricerca e impegno civile.

Auguri all’istituto nazionale Ferruccio Parri e a tutti gli istituti associati e collegati, perché continuino a camminare sulla strada indicata settanta anni  fa dal nostro fondatore.

Prof. Paolo Pezzino, Presidente Istituto Nazionale “Ferruccio Parri”