Castrovillari: presentazione del libro “Personaggi, viaggi e libri altrui” di Vittorio Cappelli

Si terrà martedì 7 settembre alle ore 21, nel chiostro del Protoconvento francescano di Castrovillari, la presentazione del volume “Personaggi, viaggi e libri altrui”, ultimo lavoro del prof. Vittorio Cappelli, direttore scientifico dell’ICSAIC.
L’iniziativa è inserita all’interno del calendario della rassegna “Scirocco, venti di teatro, musica e danza” in programma a Castrovillari dal 7 settembre al 15 ottobre 2021 e organizzata dall’Associazione Culturale “Aprustum”.

Il volume, edito da Rubbettino, è stato definito “una sorta di autobiografia intellettuale, che mette assieme pagine disseminate in libri, riviste e giornali”. Tra gli scritti pubblicati emergono le tematiche di studio già affrontate dal prof. Cappelli, con particolare attenzione alla presenza italiana nell’America Latina, cui il direttore dell’ICSAIC ha dedicato numerosi lavori.

Per maggiori informazioni:

A Castrovillari soffia lo “Scirocco” che porta teatro, musica e danza: gli eventi dal 7 settembre al 31 ottobre

La Santa ‘Ndrangheta 30 anni dopo nel libro di Anna Sergi e Pantaleone Sergi

Pubblichiamo la recensione del libro “La Santa ‘ndrangheta. Da violenta a contesa” scritta per “Casinistanews” da Letterio Licordari, del Direttivo dell’ICSAIC.

Il fenomeno della ‘ndrangheta valutato con un diverso approccio da Anna Sergi e Pantaleone Sergi.


Non è mai facile scrivere e parlare delle mafie, e della ‘ndrangheta in particolare. Si rischia di brancolare nella confusione delle fonti su fatti che vengono generati lontano dalla “luce del sole” e finanche su omertà istituzionali, su crimini che hanno determinato modifiche al diritto, interferenze e ingerenze importanti con la realtà e con il funzionamento della macchina amministrativa pubblica e privata.
Non è, pertanto, argomento che possano trattare compiutamente in tanti. Trenta anni fa, Pantaleone Sergi, noto giornalista, storico, saggista e accademico, narrava nel suo testo La “Santa” violenta storie di ‘ndrangheta e di ferocia, di faide, sequestri e vittime innocenti. Da quel periodo ad oggi si registra quella sorta di “evoluzione” dei fenomeni mafiosi in genere (e della ‘ndrangheta in particolare) attraverso mutate forme “gestionali” pienamente in linea con lo sviluppo della tecnologia e dell’accrescimento culturale degli adepti, nonché con la globalizzazione, che ha facilitato ulteriormente interscambi di beni fungibili e non e l’infiltrazione “guidata” nei palazzi del potere.

Ecco perché vi è stata l’inversione dei ruoli per i soggetti “con il cappello in mano”: dapprima erano gli ‘ndranghetisti a recarsi dai politici per ottenere favori e rispetto, oggi avviene esattamente il contrario. Cambia, quindi, anche l’analisi del fenomeno, che per la sua complessità e per le citate ramificazioni non può non essere oggetto di più allargate fasi di studio in una dimensione criminologica importante e anch’essa in progressiva evoluzione.
Pantaleone Sergi, che si è occupato in passato anche della sottovalutata organizzazione criminale dei “basilischi” in Lucania (Gli anni dei basilischi, 2003, che seguì La mafia in Basilicata dal 1981 al 2000 nelle relazioni dei Procuratori Generali, 2001), si muove con un diverso approccio nel suo nuovo lavoro La Santa ‘ndrangheta da violenta a contesa, edito da LPE Luigi Pellegrini Editore e in libreria dal 24 giugno, facendo il punto sui tre decenni di scarto rispetto alla prima pubblicazione assieme alla figlia Anna, criminologa all’Università di Essex, nel Regno Unito.
Un testo curato con il rigore del saggista, storico e del cronista di un giornalismo che in molti dovrebbero “studiare” e con il supporto scientifico, sociologico e del diritto proprio di chi si occupa dei fenomeni criminali organizzati. Un volume di quasi 400 pagine frutto di ricerche certosine e attente analisi dei fatti, compresi quelli investigativi e giudiziari, che costituisce molto più di una sinossi su un movimento criminale che ha abbandonato le coppole e le giacche di velluto per pervenire ad un fatturato stimato in oltre 25 miliardi di euro, pari quasi al 5% del PIL italiano, l’espressione oggi «meglio organizzata» tra le “mafie imprenditrici”.


Droga e smaltimento illegale dei rifiuti, ma ancora usura, gioco d’azzardo, estorsioni, che producono danni all’economia reale nazionale e rimpolpano i paradisi fiscali, attività a volte anche incrociate nel corso di studi e ricerche sulle migrazioni effettuati da Sergi, ma con il retaggio dei modus operandi del passato. Il libro è stato presentato al “Terrazzo Pellegrini” lo scorso primo luglio dagli autori nel corso di un evento moderato da Antonietta Cozza, con interessanti interventi in presenza e on-line, tra i quali quello di Enzo Ciconte, anch’egli noto autorevole storico e studioso del “pianeta ‘ndrangheta”.

Letterio Licordari

“Vita avventurosa di Don Amadeo”, da San Nicola Arcella alle Americhe

Si è tenuta a San Nicola Arcella la presentazione del volume “Vita avventurosa di Don Amadeo”, scritto da Piero Di Giuseppe e dedicato alla vita di Amedeo Barletta (1894-1975). Figura controversa di emigrato calabrese nelle Americhe, Barletta fu imprenditore e commerciante di successo incarcerato sia da Trujillo a Santo Domingo sia da Fidel Castro a Cuba. All’iniziativa, moderata da Nicoletta Toselli, oltre all’autore hanno preso parte il sindaco Barbara Mele, il presidente dell’associazione “Gianfranco Serio” Filomena Serio, la ricercatrice Elena Paolino ed il giornalista e saggista Letterio Licordari, membro del direttivo dell’ICSAIC.
Condividiamo con voi l’articolo dedicato al volume e all’iniziativa, scritto da Nicoletta Toselli e pubblicato sul portale lavoceagliitaliani.it:
Calabria – Presentato ”Vita avventurosa di Don Amadeo” di Piero Di Giuseppe

Sulla figura di Amedeo Barletta vi invitiamo a leggere la biografia presente nel Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea dell’ICSAIC, redatta dallo stesso Piero Di Giuseppe:
Barletta, Amedeo

Il 25 aprile prima presentazione del libro di Matteo Dalena su Paolo Cappello

Si svolgerà il prossimo 25 aprile, 76° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, la prima presentazione del volume “Quel garofano spezzato. Paolo Cappello, muratore antifascista (1890-1924)” del giornalista e storico Matteo Dalena, edito da Le Pecore Nere. Il volume, frutto di una lunga ricerca negli Archivi di Stato di Cosenza e Centrale dello Stato di Roma, sarà presentato con una diretta su facebook che sarà condivisa dalle numerose associazioni che hanno collaborato all’evento. Moderata dall’editore Maria Pina Iannuzzi, la presentazione si svolgerà in due, diverse sessioni. Alla prima, che avrà inizio alle 17.30, interverranno la storica dell’Università di Bologna, Cesarina Casanova, lo storico e antropologo Giovanni Sole che ha curato la prefazione al testo, il giornalista Francesco Veltri e il presidente dell’ICSAIC, Paolo Palma, che ne ha curato l’introduzione. La seconda sessione avrà inizio alle 18.30 e vedrà una serie di interventi di attivisti e artisti (Claudio Dionesalvi, Sergio Crocco, Silvio Cilento, Dario Della Rossa, Ernesto Orrico, e il Centro Rat) che discuteranno sulle nuove forme di resistenza, a partire dall’esempio del muratore antifascista.
Il testo di Dalena porta il lettore in una provincia dell’Italia fascista, dove il delitto di un muratore socialista scuote gli animi e infiamma la piazza. La morte di Paolo Cappello, avvenuta a Cosenza il 21 settembre 1924 (l’omicidio aveva avuto luogo una settimana prima sul ponte di san Francesco) è uno di quei foschi fatti che nemmeno il crollo del regime fascista e il successivo avvento della democrazia riuscirono a chiarire. Tre gradi di giudizio non furono sufficienti ad assicurare alla giustizia i responsabili. Trascorsi 96 anni, l’omicidio di Paolo Cappello rimane ancora impunito. Nel 1944 all’operaio ucciso venne intitolata la vecchia piazza “Michele Bianchi”, dov’era ubicata la Casa littoria che recava il nome del gerarca di origini calabresi. Con i metodi propri della storia criminale, della storia sociale e della microstoria Matteo Dalena cerca di far luce sugli itinerari di vita di uno dei tanti “figli di ignoti”, allevato nel quartiere popolare della Massa e cresciuto nei bassi di una città ebbra di vino e vendetta.
«Paolo Cappello, o più semplicemente Paolino per i suoi compagni muratori della Massa era un “uomo infame” nel senso della enorme distanza che lo separò dalla fama, dalla gloria, dalla ribalta sul palcoscenico della storia. Un’esistenza infima, minima, marginale. Se non fosse stato per la morte violenta e dalla forte connotazione politica, il suo nome e quei pochi dettagli della sua esile linea biografica sarebbero rimasti sepolti nei baratri della storia», scrive Dalena. L’autore è membro del direttivo ICSAIC e autore della rivista Storica National Geographic.