Presentato a Longobucco il volume di Ernesto Borromeo sui “Confinati”

La copertina del volume

Soprattutto durante il fascismo, quando il pugno di ferro del regime, dopo le “leggi fasciatissime”, trovò nel vecchio istituto del confino di polizia, “ripreso, ampliato e perfezionato”, lo strumento di coercizione più potente – come documentato nel volume “Regione di confino” curato da Ferdinando Cordova e Pantaleone Sergi – la Calabria fu scelta come sede per inviarvi gli oppositori del regime. Di un aspetto particolare di questi strumento di privazione della libertà da parte del fascismo,  si è parlato sabato 7 aprile 2018 nella Sala Museo Arte contadina di Longobucco con la presentazione del volume Confinati di Ernesto Borromeo, pubblicato da Falco editore di Cosenza. All’iniziativa,  patrocinata dal Comune di Longobucco e dall’Istituto calabrese per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea, ha partecipato un pubblico numeroso e attento. Dopo i saluti del sindaco Giovanni Pirillo, sono seguiti i puntuali interventi di don Pino De Simone, Vicario episcopale per la cultura e l’ecumenismo, del professore Giuseppe Ferraro del comitato scientifico dell’Icsaic, il quale da anni si occupa dell’argomento con diverse pubblicazioni, e dell’editore Michele Falco. L’autore ha concluso la manifestazione spiegando la genesi e i risultati della sua ricerca che costituisce, di sicuro, un tassello inedito nella bibliografia già esistente sull’argomento, avendo utilizzato prevalentemente fonti orali.

IL VOLUME

Il volume di Ernesto Borromeo – laureato in Scienze Politiche presso l’Università di Napoli “Federico II”tratta la vicenda storica dei confinati etiopi in Calabria e in altre località di confino in Italia. Continua a leggere