Rivista calabrese di storia del ‘900: iniziata la nuova serie (n. 1 – 2021)

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È online il primo numero del 2021 della Rivista calabrese di storia del ”900 con cui inizia la nuova serie diretta da Vittorio Cappelli. Questo il suo indice:

Il convegno sul centenario del PCI all’UniCal e in diretta web

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Il convegno Il PCI dalle origini al “partito nuovo” in Calabria e nel Mezzogiorno, organizzato dall’ICSAIC con la collaborazione del DISPeS UniCal, si terrà in presenza presso la Sala Multimediale della Biblioteca “E. Tarantelli” e in diretta web.
Per chi volesse seguire in diretta l’evento, oltre che sulla pagina Fb dell’ICSAIC potrà utilizzare i seguenti link:
Per le sessioni di mercoledì 24 novembre 2021: https://youtu.be/vM1_rdIdmP8
Per la sessione di giovedì 25: https://youtu.be/WpN1m40qRSs

L’ICSAIC ricorda il centenario del PCI con un convegno nazionale

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In occasione dei cento anni della fondazione del Partito Comunista d’Italia, l’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea organizza il convegno nazionale dal titolo Il PCI dalle origini al “partito nuovo” in Calabria e nel Mezzogiorno.
L’evento, organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’UniCal, si terrà nelle giornate del 24 e 25 novembre 2021 presso la Sala Multimediale della Biblioteca “E. Tarantelli” dell’Università della Calabria e verrà trasmesso in diretta sul canale YouTube del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali e rilanciato sui canali social dell’ICSAIC.

È online il numero 1-2 del 2020 della Rivista Calabrese di Storia del ‘900

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Solo, giovedì 11 novembre l’ICSAIC ha presentato al pubblico la nuova serie della Rivista Calabrese di Storia del ‘900 diretta da Vittorio Cappelli, ed è già online intanto il n. 1-2 del 2020 che chiude il ciclo del direttore Giuseppe Masi il quale l’ha fondata.
Questo l’indice del numero:
Presentazione di Vittorio Cappelli;

ICSAIC: presentati il volume sul popolarismo nel Mezzogiorno e la nuova edizione della Rivista

Giovedì 11 novembre l’ICSAIC ha presentato al pubblico i suoi ultimi due lavori: il volume “Alla scuola di don Sturzo. Il popolarismo nel Mezzogiorno a cento anni dall’Appello ai liberi e forti”, curato da Lorenzo Coscarella e Paolo Palma, e la nuova edizione della “Rivista calabrese di storia del ‘900”, diretta da Vittorio Cappelli.
Dopo l’introduzione di Fabio Mandato, che ha moderato la presentazione, e il benvenuto dell’editore Walter Pellegrini, che ospitato l’iniziativa nel Terrazzo Pellegrini di Cosenza, il presidente ICSAIC Paolo Palma ha salutato i presenti sottolineando il momento significativo per l’Istituto, che riprende in presenza le sue attività dopo l’ulteriore pausa dovuta alla pandemia in corso.
Palma ha ricordato nel suo intervento anche lo studioso cosentino Emilio Tarditi, alla presenza della moglie e delle figlie. A Tarditi, socio ICSAIC e autore di numerose pubblicazioni, la Rivista ha dedicato un ricordo a firma del prof. Mario Iazzolino dell’Accademia Cosentina.

Mario Bozzo, della Fondazione CARICAL, ha presentato il volume sul Popolarismo nel Mezzogiorno fornendone un’ampia lettura ed evidenziando aspetti dell’opera sturziana nel Sud della penisola, sottolineandone l’attualità del pensiero e dell’azione. Antonio Costabile, docente dell’Università della Calabria, partendo dal volume e dal rapporto popolarismo/populismo, ha portato all’attenzione dei presenti alcune questioni di stretta attualità politica e sociale che, al confronto con l’esperienza popolare di un secolo fa, mostrano quanto siano cambiati l’agire della classe politica del paese e le modalità che i cittadini hanno di rapportarsi ad essa.
Il volume “Alla scuola di don Sturzo. Il popolarismo nel Mezzogiorno” raccoglie gli atti del convegno tenutosi presso l’Università della Calabria nel novembre 2019 in occasione del centenario dell’Appello ai liberi e forti. Lorenzo Coscarella, membro del direttivo ICSAIC e curatore del lavoro insieme al presidente Palma, si è soffermato sull’esperienza del convegno e della curatela del volume, evidenziando gli apporti dei vari autori dei quali si pubblicano le relazioni e sottolineando come l’opera sia il risultato di un lavoro collettivo che ha dato alla luce un contributo, si spera significativo, alla storiografia del Partito popolare sturziano. Lo stesso Coscarella ha ricordato come nelle prossime settimane l’ICSAIC sarà impegnato in un nuovo evento, il convegno dedicato al centenario della fondazione del PCI, che raccoglierà studiosi dell’argomento che analizzeranno il periodo tra le origini e i primi anni ’50 in Calabria e nel Mezzogiorno.

Il prof. Vittorio Cappelli, direttore scientifico dell’Istituto, ha presentato quindi la nuova edizione della rivista, da lui diretta. Edita da Pellegrini, la nuova serie si presenta in veste grafica rinnovata e con tante alte novità, mantenendo il suo carattere scientifico e il filo conduttore con le altre esperienze editoriali ICSAIC.

Presentazione del volume sul popolarismo nel Mezzogiorno e della nuova edizione della rivista ICSAIC

L’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea riparte in presenza dopo tanto tempo per portare alla conoscenza di tutti gli ultimi suoi lavori. Giovedì 11 novembre, alle ore 17.30, il Terrazzo Pellegrini di Cosenza, ospiterà la presentazione del volume “Alla scuola di don Sturzo. Il popolarismo nel Mezzogiorno a cento anni dall’Appello ai liberi e forti” e la nuova edizione dello storico periodico dell’Istituto, la “Rivista calabrese di storia del ‘900”.
Il volume, curato da Lorenzo Coscarella e Paolo Palma, raccoglie gli atti del convegno nazionale sul popolarismo nel Mezzogiorno organizzato dall’ICSAIC e tenutosi nel novembre 2019 presso l’Università della Calabria. La “Rivista calabrese di storia del ‘900”, diretta da Vittorio Cappelli ed edita anch’essa da Pellegrini, si presenta in una veste rinnovata e continua a rappresentare un punto di riferimento nel panorama della storiografia calabrese.
All’iniziativa, moderata dal giornalista Fabio Mandato, dopo l’introduzione del presidente ICSAIC Paolo Palma interverranno Mario Bozzo, della Fondazione CARICAL, Antonello Costabile, dell’Università della Calabria, Lorenzo Coscarella, membro del direttivo ICSAIC, e Vittorio Cappelli, direttore scientifico dello stesso Istituto.
La partecipazione all’evento è consentita a tutti coloro che sono dotati di green pass, nel rispetto delle regole di sicurezza anti-Covid. Sarà un modo per l’ICSAIC per riallacciare il contatto con soci e amici e presentare anche le prossime iniziative in programma, tra cui il convegno sul centenario del PCI in programma all’Unical per i prossimi 24 e 25 novembre.

Gli ottanta anni di Giuseppe Masi storico dell’Antifascismo calabrese

Compie ottanta anni Giuseppe Masistorico direttore del nostro istituto, di cui è stato tra i fondatori, e fino all’anno scorso della «Rivista calabrese di Storia del ’900». Masi, che è stato definito “un operaio della  storia dell’Antifascismo calabrese”, è attualmente presidente onorario dell’Icsaic al quale non manca di offrire il suo costante contributo di idee. «La storia dell’Antifascismo, in tempi di recrudescenza, ha bisogno dei suoi testimoni più limpidi e più onesti per condurre il nostro paese fuori dall’improvvisazione e dalla temerarietà storica», è stato detto di lui quando fu eletto presidente onorario. Nella sua lunga carriera, Masi si è occupato di storia sociale, politica e dell’emigrazione. Oltre a numerosi saggi su riviste, ha pubblicato, come autore o curatore, diversi volumi in cui ha approfondito la dinamica politica della Calabria, tra cui Socialismo e socialisti di Calabria 1861-1914; Socialismo e amministrazione nella Calabria contemporaneaMezzogiorno e stato nell’opera di Fausto Gullo; Rosario Naccarato, primo sindaco democratico di Aiello Calabro: 1944-45; Giovanni Nicotera nella storia italiana dell’Ottocento. Con l’Istituto di Studi storici Gaetano Salvemini di Messina ha pubblicato le ristampe dei volumi L’emigrazione in Calabria, di Giuseppe Scalise (Napoli 1905), e Calabria desolata, di Olindo Malagodi. Con Vittorio Cappelli e Pantaleone Sergi ha curato i volumi Calabria Migrante e La Calabria dei migranti.
Al nostro Giuseppe, “Peppe” o “Beppe” come viene pure chiamato dagli amici studiosi, giungano gli auguri più belli di lunga vita dal presidente, dal direttivo e da tutti i soci. In attesa di vederlo nuovamente in sede sempre più operoso.
6 novembre 2021

Il volume sui Costituenti calabresi presentato a Roma a Mattarella e Fico

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella accoglie la delegazione dell’Icsaic

“La Calabria ha avuto grandi Padri costituenti”. Con queste parole il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha accolto al Quirinale la delegazione dell’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea (Icsaic), che gli ha fatto dono del volume “I calabresi all’Assemblea Costituente”, a cura di Vittorio Cappelli e Paolo Palma, edito per l’ICSAIC da Rubbettino. La delegazione era composta oltre che dal Presidente Palma e dal Direttore Cappelli, dall’ex Presidente dell’Istituto, Pantaleone Sergi. 
Palma ha ringraziato il Presidente Mattarella per l’udienza concessa e ha illustrato la ricerca che ha impegnato diversi soci dell’Icsaic e alcuni specialisti esterni sulle biografie dei ventiquattro costituenti calabresi e sui lavori parlamentari che fotografano la  Calabria del tempo: le mulattiere, i tuguri, le condizioni primitive della povera gente, i signori del latifondo, l’occupazione delle terre, i tumulti del pane; e malaria, tubercolosi, ferrovie insicure, reti idriche ed elettriche fatiscenti e carenti. 

Il direttore dell’Icsaic Vittorio Cappelli, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente dell’Icsaic Paolo Palma e l’ex presidente Pantaleone Sergi

La delegazione dell’Icsaic è stata poi ricevuta a Palazzo Montecitorio dal Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico, al quale ha fatto dono dello stesso volume. Il Presidente Fico ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’Istituto e ha sottolineato l’importanza del ruolo che la Calabria e il Mezzogiorno hanno svolto nell’edificazione delle istituzioni repubblicane.

La delegazione dell’Icsaic con il Presidente della Camera Roberto Fico

Paolo Palma ha ringraziato il Presidente Fico per l’incontro ma anche per il contributo determinante che la Biblioteca “Nilde Iotti” della Camera dei Deputati ha dato all’Icsaic per la documentazione relativa alla stesura di alcune biografie e per la complessa organizzazione della parte antologica del volume.

Seguono altre foto dell’incontro

Toponomastica, funzione educativa Riflessione di Enrico Esposito (Icsaic)

“Restano ancora vie dedicate a soggetti che non sono esempi da seguire”, scrive – tra richiami storici e giuridici – il prof. Enrico Esposito, storico e vice-presidente dell’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea, su Il Quotidiano del Sud dell’8 ottobre 2021.
Vi invitiamo a leggere l’articolo, perché la toponomastica ha un senso e una valenza storica che non si possono sminuire, provincializzare o adattare ad emozioni proprie di amministratori che, come scrive l’autore, spesso glissano sul significato della toponomastica e degli aspetti educativi correlati.

L’ICSAIC sarà presente a Rimini per parlare dei “Costituenti calabresi”

Alle origini della Repubblica: il 2 giugno 1946 e le sue storie” è il tema sul quale i prossimi 6 e 7 ottobre, a Rimini, si confronteranno studiosi e storici aderenti alla Rete Parri degli Istituti per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea e della Sissco, Società italiana per lo studio della storia contemporanea. A ospitare la kermesse presso la Sala del Giudizio del Museo della Città è l’Istituto per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea della provincia di Rimini.
Ci sarà anche l’ICSAIC con Vittorio Cappelli, direttore dell’Istituto presieduto da Paolo Palma. Cappelli parlerà de “I Calabresi all’Assemblea Costituente”, uno spaccato politico e sociale della Calabria all’alba della democrazia a cura di Vittorio Cappelli e Paolo Palma, edito da Rubbettino, Soveria Mannelli 2020.

QUI, il programma completo dei lavori

Per maggiori info sul libro – http://www.icsaicstoria.it/e-in-libreria-i-calabresi-allassemblea-costituente-1946-1948

Padula e i briganti. Il booktrailer del testo di Giuseppe Ferraro

Continua l’iniziativa “I booktrailer dell’ICSAIC” con il terzo videoclip dedicato al volume “Vincenzo Padula e i briganti. Storiografia e discorso pubblico” (Rubbettino, 2021) dello storico Giuseppe Ferraro, componente del Direttivo dell’ICSAIC e coordinatore della Commissione per la didattica della Storia.

Il tema del brigantaggio negli ultimi anni è al centro di un dibattito pubblico spesso polarizzato su posizioni contrastanti, ma non sempre suffragato dall’indagine storico-critica. Attraverso gli scritti di Vincenzo Padula, apparsi su «Il Bruzio», si è voluto approfondire una pagina cruciale di un fenomeno complesso e radicato sia nella storia dell’Italia meridionale che nel discorso pubblico attuale. Nei suoi scritti Padula approfondì la complessità del fenomeno, le sue radici di lungo periodo e le diverse energie che si fronteggiarono al suo interno.
I temi e gli interrogativi posti da Padula portano ancora oggi a confrontarci con la storia dell’Ottocento e del brigantaggio meridionale con uno sguardo non solo territoriale. Il booktrailer è curato come sempre da Matteo Dalena, con l’assistenza tecnica di Lorenzo Coscarella e Bruno Pino.

Siamo arrivati a seicento biografie di calabresi dall’Ottocento a oggi!

Care amiche e care amici, si arricchisce di nuove figure importanti della storia regionale il Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea. Sono online altre dieci biografie di calabresi protagonisti dall’Ottocento a oggi. Con queste nuove biografie siamo arrivati a 600, una cifra importante!. E prosegue senza pause l’impegno della redazione e dei collaboratori. Queste sono le nuove voci e i rispettivi autori.

Grazie a tutti voi per l’attenzione al Dizionario, buona lettura e a presto con le prossime biografie.

Braccia calabresi per il Terzo Reich, un incontro online dell’Icsaic

Migliaia di militari e di civili, all’indomani dell’8 settembre 1943, furono deportati e internati in Germania, come mano d’opera per l’economia e l’industria bellica del regime nazista. Sarà questo il tema dell’incontro organizzato dall’Icsaic, l’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea, in collaborazione con l’Anrp (Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall’Internamento, dalla Guerra di Liberazione e loro familiari) che si terrà martedì 8 giugno 2021 alle ore 18:00, e trasmesso online sulla pagina Facebook dell’Istituto (https://www.facebook.com/IcsaicStoria).
Nel corso del dibattito si farà il punto su una questione centrale quanto complessa nel dibattito storico contemporaneo riguardante, appunto, la violenza nazista subita da civili e militari italiani costretti a contribuire all’organizzazione del fronte interno della Germania nazista in modi diversi e con il consenso di Mussolini. In particolare, saranno presentati gli sviluppi della ricerca storica portata avanti dal prof. Brunello Mantelli, storico dell’Università della Calabria e componente del Gruppo di ricerca Anrp che relazionerà su “IMI, deportati in KL e lavoratori coatti nell’economia di guerra nazista” e dal prof. Giuseppe Ferraro, responsabile Commissione Didattica dell’Icsaic, che relazionerà sul tema “Il mondo degli Internati Militari Italiani”.
Espulsioni, trasferimenti forzati, rastrellamenti per il lavoro coatto erano i comportamenti all’ordine del giorno messi in atto in modo barbarico dai nazifascisti e sui quali fino a pochi anni fa era calato pesantemente il velo dell’oblio. In questo contesto, in particolare, saranno focalizzate quelle situazioni che hanno interessato i calabresi. Il presidente dell’Icsaic, on. Paolo Palma, curerà l’introduzione e la moderazione degli interventi, tra i quali la testimonianza della prof. Francesca Rennis, componente del direttivo dell’Icsaic, sulla ricostruzione dell’esperienza vissuta dal padre Pasquale come Internato Militare Italiano (IMI) a cent’anni dalla sua nascita.

AGGIORNAMENTO – Postiamo, di seguito, il video dell’incontro dal nostro canale Youtube.

L’ICSAIC riprende l’attività in sede

Da oggi, martedì 18 maggio 2021, l’ICSAIC riapre dopo un anno causa pandemia, sia pure per il momento non al pubblico, nella sede al terzo piano della Biblioteca Tarantelli dell’UNICAL. Sarà pertanto possibile comunicare per telefono con la segreteria, al numero 0984 496356, il martedì, mercoledì e giovedì dalle 9:00 alle 13:00.

I martiri calabresi alle Fosse Ardeatine: il racconto di un nipote e un saggio-verità sugli arresti

Todeskandidat: un inedito di Tancredi Bendicenti che immagina le ultime ore di vita del bisnonno. E una ricerca di Paolo Palma con interessanti novità storiografiche sulle relative operazioni di polizia, tra spie e banda Koch. Sulla «Rivista calabrese di storia del ‘900» di prossima pubblicazione

L’ICSAIC celebra quest’anno il 25 aprile ricordando i quattro antifascisti calabresi uccisi dai nazisti alle Fosse Ardeatine il 24 marzo del 1944: Donato Bendicenti (Rogliano, 18 ottobre 1907), Franco Bucciano (Castrovillari, 5 agosto 1894), Paolo Frascà (Gerace, 18 maggio 1898), Giovanni Vercillo (Catanzaro, 11 ottobre 1908). Oggi perciò anticipiamo in sintesi il lavoro che apparirà a breve sulla Rivista calabrese di storia del ‘900, in uscita con una nuova veste editoriale e la direzione di Vittorio Cappelli. Sul numero in stampa pubblichiamo il racconto inedito Todeskandidat (Condannato a morte) di Tancredi Bendicenti, uno studente liceale romano che immagina le ultime ore di vita del suo bisnonno; e un saggio del presidente dell’Istituto, Paolo Palma, che ricostruisce le biografie dei quattro martiri calabresi con particolare riferimento ai loro arresti.

Donato Bendicenti

Con Todeskandidat, Tancredi Bendicenti ha vinto nel 2019 il primo premio nella categoria adulti del Concorso Letterario Nazionale Anpi «Inchiostro e Memoria». Nell’edizione successiva dello stesso Concorso ha ricevuto una menzione d’onore per un altro racconto dedicato alla Resistenza, intitolato La Piuma. «Ovviamente si tratta di una ricostruzione romanzata, che intreccia la verità storica a quella familiare – ha scritto l’Autore a proposito di Todeskandidat – ma spero abbastanza fedele dei pensieri del mio bisnonno poco prima dell’esecuzione. Questo testo lo dedico a mio nonno Giacinto e a tutte le vittime del nazifascismo».
Il saggio di Paolo Palma, intitolato I martiri calabresi alle Fosse Ardeatine, tra delatori, spie e la famigerata banda Koch, contiene alcune novità storiografiche in relazione, soprattutto, alle operazioni di polizia che portarono alla cattura di Bendicenti e Frascà.

Giovanni Vercillo

Donato Bendicenti era un avvocato comunista, partigiano nella banda Trionfale comandata dal colonnello roglianese Stanislao Vetere. Nell’abitazione di Bendicenti, in via dei Gracchi 195, si riuniva la direzione clandestina del Pci. Fino a pochi minuti prima del suo arresto, il 3 marzo, in quella casa si era svolta una riunione a tre con Giorgio Amendola, Mauro Scoccimarro e Giacomo Pellegrini, interrotta bruscamente da Amendola, come se fosse stato guidato da un sesto senso. Pochi minuti e il bottino della banda Koch (Palma documenta con certezza che fu questa polizia parallela della Repubblica Sociale Italiana ad arrestare Bendicenti) sarebbe stato più sostanzioso e probabilmente – anche se la storia non si fa con i se… – l’attentato di via Rasella non ci sarebbe stato, né quindi l’eccidio alle Cave Ardeatine: Amendola era infatti il capo dei Gap, i Gruppi di Azione Patriottica, che venti giorni dopo fecero esplodere la bomba cui seguì la rappresaglia tedesca. L’Autore documenta inoltre che l’arresto di Bendicenti coinvolse altri due avvocati antifascisti impegnati nella Resistenza romana, un sardo e un pugliese, entrambi del Partito d’Azione, anch’essi trucidati alle Cave Ardeatine. Tutti vittime di una spia che era riuscita a infiltrarsi nel Pd’A: Francesco Argentino, alias Walter Di Franco, calabrese di San Lorenzo (Reggio Calabria), stretto collaboratore di Pietro Koch.

Paolo Frascà

Di grande interesse anche la storia di Paolo Frascà, a cominciare dalla sua doppia militanza partigiana: nella banda socialista dei suoi compaesani di Gerace Franco “Felice” Napoli e Giuseppe Albano (il famoso Gobbo del Quarticciolo) e nella banda Neri del Fronte Militare Clandestino di Resistenza. Considerato martire del Partito d’Azione, ma con alcuni dubbi su questa militanza. Il saggio fa soprattutto luce su una scabrosa vicenda che ha coinvolto Frascà dopo la sua morte: l’accusa di una giovane partigiana comunista, Carla Angelini, di essere stato una spia delle S.S., responsabile della cattura sua e di un importante esponente del Pci romano, e ciò nonostante ucciso alle Fosse Ardeatine. Accusa incredibile, atroce, di cui Palma riesce però a dimostrare l’infondatezza ricostruendo la vicenda, attraverso una serie di incroci da racconto giallo, come una probabile trappola che la banda Koch tese alla giovane partigiana nell’inferno di via Tasso. Dove Frascà si trovava in seguito alla delazione di un presunto amico che era invece al servizio delle S.S. e scorrazzava per Roma su una lussuosa Aprilia nera.

Francesco Bucciano

Vittima della banda Koch fu pure il castrovillarese Francesco Bucciano, uno dei maggiori dirigenti del Movimento Comunista d’Italia-Bandiera Rossa, arrestato mentre stava organizzando una clamorosa evasione dei suoi compagni dal carcere di Regina Coeli. Una spia non meglio identificata è anche all’origine dell’arresto dell’avvocato catanzarese Giovanni Vercillo, referendario della Corte dei Conti e unico militare in servizio, tra i martiri calabresi, con il grado di capitano, incardinato nella banda Fossi del Fronte Militare Clandestino di Resistenza. Le loro storie, pur frammentarie e lacunose, offrono uno spaccato avvincente della lotta partigiana a Roma nel ’44; e ci mostrano in tutta la loro disumanità gli apparati repressivi del nazi-fascismo nella capitale, tra cui emerge con vigore la famigerata banda di Pietro Koch, «il vero questore di Roma».