Cioglia, Licia

Licia Cioglia [Gioia Tauro (Reggio Calabria), 16 giugno 1924 – ?) 

Nasce da Luigi e da Marianna Augimeri. Fino ai sette anni vive a La Spezia. Ritornata ancora bambina frequenta le scuole elementari e medie in Calabria, dove rimane fino al conseguimento della maturità classica al liceo di Palmi. Laureatasi in giurisprudenza, nell’anno scolastico 1951-1952 svolge l’attività di insegnante di materie giuridiche a Rieti dove rimane per altri 13 anni. Abilitatasi all’insegnamento della lingua francese, dopo essersi iscritta all’Orientale di Napoli, ritorna nel 1965 nella sua città natale dove pone la sua residenza stabile. Nel 1972 consegue l’abilitazione in psicologia sociale. Fa parecchi viaggi per l’Europa dove frequenta corsi di perfezionamento, soprattutto a Grenoble.
Autrice delle sillogi poetiche, nel 1970 dà alle stampe, per i tipi di Regione Letteraria, la prima raccolta di liriche dal titolo Poesie.
Il suo mondo poetico è popolato da creature che riempiono di sentimenti delicati i momenti della sua esistenza e che poi prendono corpo in versi privi di orpelli artificiosi.
Una musicalità dolce, sfumata di femminea tristezza, pervade le liriche li dove parla della madre, a cui è dedicata la raccolta del fratello scomparso, degli altrui «cerbiatti di carne» che vedecrescere attorno a sé, di un amore rimastole in cuore come il fiore più bello.
Nel 1983 vede la luce la seconda raccolta di liriche, Preghiera d’inverno, a cura delle amiche della Fidapa e con la presentazione di Gilda Trisolini.
La poesia di Licia Cioglia ha la dolcezza degli amori silenzio— si che penetrano nell’anima, riescono a comunicare, conquistando. i fremiti di cui è portatrice naturale e le emozioni intime che la pervadono.
Isabella Loschiavo, recensendo Preghiera d’inverno, sottolinea tra l’altro: «Il linguaggio limpido, scorrevole, lirico, rispecchia la storia di un’anima sensibile che abbraccia il mondo, le creature in una visione cosmica e trasmette gli intimi palpiti sprigionando il proprio “io” senza pudore».
Una docente di francese legate stata una fine poetessa. Oltre a dedicare la sua vita lavorativa all’insegnamento si è prodigata attraverso l’associazione donne insegnanti, cifra la pastorale parrocchiale alla crescita culturale della comunità di Gioia Tauro. (Red.) @ ICSAIC 29021 – 12 – BREVE

Opere

  • Poesie, Regione Letteraria, Firenze 1970 
  • Preghiera d’inverno, Tipolinotypia F. Varamo, Polistena 1982

Nota bibliografica

  • Gilda Trisolini, Presentazione di Preghiera d’inverno, a cura dell’Adic di Gioia Tauro, Tipolinotypia F. Varamo, Polistena 1982, pp. 7-21; 
  • Isabella Loschiavo, Preghiera d’inverno, «Gazzetta del Sud», 11 maggio 1983, p. 3.
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