Clausi Schettini, Arnaldo

Clausi Schettini, Arnaldo, [Rogliano (Cosenza), 6 marzo 1905 – Cosenza, 22 dicembre 1963]

Allo Stato civile Arnaldo Lucio Raffaello, ultimo figlio di Vittorio e Filomena Pellegrini, apparteneva a una antica e benestante famiglia roglianese che espresse importanti esponenti della cultura, delle professioni e delle amministrazioni locali e provinciali. Un suo avo, Pietro Clausi, fu tra i principali rappresentanti dell’illuminismo in Calabria e Rettore del Real Collegio di Cosenza, mentre il nonno, Francesco, era sindaco di Rogliano al momento del passaggio di Garibaldi. 
Il padre, medico condotto di Rogliano, fu più volte consigliere provinciale di Cosenza; la madre, originaria di Amantea, era di famiglia facoltosa, parente del deputato repubblicano Roberto Mirabelli. Oltre ad Arnaldo, la coppia ebbe i seguenti altri figli: Michele, Oscar, Francesco Saverio e Corrado.
Giovanissimo, fece parte di un gruppetto di giovani che a Rogliano manifestò idee socialisteggianti.
Frequentò il Liceo Telesio di Cosenza, conseguendovi il diploma nell’anno scolastico 1922-1923.
Si iscrisse all’Università di Roma al corso di medicina, dove si laureò il 12 luglio del 1929.  Nell’ottobre successivo si abilitò alla professione all’Università di Siena.
Tornò a Rogliano dove trovò un consenso generalizzato al fascismo, a cui aveva aderito anche il fratello maggiore Oscar, che ne fu segretario politico.
Il 26 aprile 1930 sposò Anna Maria Concetta Mauro, appartenente a una benestante famiglia della vicina Marzi.
La sua adesione al fascismo è databile agli inizi degli anni Trenta, probabilmente influenzata dal ruolo che nel partito di Mussolini svolgeva il fratello Oscar, già affiliato alla Loggia «Giuseppe Mazzini» dell’oriente di Gioia Tauro, nonché dalla difficoltà/impossibilità di esercitare la professione senza la tessera del fascio.
A Rogliano, durante il fascismo, si interessò molto alla realizzazione e alla gestione della «Filodrammatica Città di Rogliano», che operò nel Dopolavoro locale e che spesso portò in scena le opere del poeta-drammaturgo roglianese Vincenzo Gallo (’U Chitarraru) del quale salvaguardò alcuni importanti manoscritti.
Il 12 luglio del 1935 superò il concorso di chirurgo presso l’Università di Napoli.
Fu commissario prefettizio del comune di Rogliano dal 5 agosto al 23 novembre del 1935 e successivamente podestà dello stesso comune dal novembre 1935 al 15 gennaio 1940. 
Dal 28 febbraio 1934 fu residente nel comune di Cosenza e successivamente, probabilmente sul finire del 1939, a Corigliano Calabro, dove si trasferì per esercitare la sua opera professionale nel locale ospedale civile, di cui fu direttore dal 1940 al 1950, anno in cui si trasferì a Cosenza dove realizzò e diresse una clinica privata intitolata «Villa Anna», in onore della moglie. 
Numerosi suoi contributi medico-scientifici, svolti in congressi in Italia e in vari paesi europei, furono pubblicati su riviste specialistiche nazionali ed estere.
Subito dopo la Liberazione si iscrisse alla Democrazia Cristiana, per conto della quale fu sindaco della città di Cosenza. 
Nel 1950 trasferì a Rogliano la propria residenza, che due anni dopo riportò a Cosenza, dove fu eletto sindaco il 29 giugno 1952, carica che conservò ininterrottamente sino al 20 gennaio 1963. Guidò amministrazioni con monocolore Dc o con alleanze di centro-destra. 
Per fattori specifici locali e nazionali, gli anni Cinquanta cambiarono il volto di Cosenza e la vita dei suoi abitanti.
Un grave problema che si presentò subito alla sua gestione amministrativa fu quello relativo all’igiene e all’assistenza sanitaria, che il medico-sindaco affrontò con determinazione, istituendo, tra l’altro, un servizio mobile di vaccinazioni antitubercolari.
Durante i suoi tre mandati si ebbe una profonda, quanto criticata, trasformazione urbanistica della città. Infatti Clausi Schettini avviò e realizzò un intenso piano edilizio-abitativo che proiettò lo sviluppo urbano verso nord, con conseguente spopolamento progressivo di “Cosenza Vecchia”; si pensi che la città nel 1962 risultò la prima in Italia per la realizzazione di vani in rapporto alla popolazione.
«La giunta Schettini – scrive Stancati – avviò un vasto programma di edilizia popolare (S. Vito, Panebianco-Rito, dal 1961 via Popilia), economico-popolare (rione Casali), di case Minime (presso viale del Re per i senzatetto, San Vito), di case Unrra, Ina-casa. Approvò nel 1953 il progetto per le fognature nelle frazioni, inaugurò nel 1955 l’acquedotto di rione Casali, nel 1956 appaltò le scuole elementari di via Roma e dichiarò il pareggio del bilancio, approvò a fine 1958 la sistemazione della rete stradale nel nuovo quartiere di San Vito, dove nel 1960 si aprì il campo scuola del Coni e si appaltarono i lavori del nuovo stadio di calcio, inaugurò nel 1959 il nuovo Palazzo di Città, curò nel 1960 la sistemazione dell’area tra piazza Fera e piazza Loreto, nel 1961 l’attesa ricostruzione della zona del Carmine per l’ampliamento di via Quattromani, l’illuminazione di diversi quartieri e la sistemazione della zona a monte di viale del Re, estese i trasporti pubblici in molte zone di periferia e di campagna, potenziò l’Ospedale Civile e la Biblioteca Civica, ottenne la ricostruzione del Rendano, varò la realizzazione di un Museo del Folklore, perorò la scelta del tracciato mediano dell’autostrada del Sole per le vallate del Savuto e del Crati, che fece passare l’autostrada da Cosenza e collegò la città con le grandi arterie nazionali e internazionali».
Innumerevoli altri problemi furono affrontati dalle amministrazioni guidate dal Clausi Schettini: dall’ampliamento del palazzo sede dell’Accademia Cosentina (di cui fu socio ordinario), all’emergenza dovuta all’alluvione che colpì Cosenza nel novembre del 1959.
Nell’aprile 1955 fu presidente dell’Associazione medici cattolici, ispirata dall’arcivescovo di Cosenza, mons. Aniello Calcara.                
Il 27 dicembre 1960, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, gli fu conferita l’onorificenza di Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Il 1962 si dimise da sindaco di Cosenza per motivi di salute.
La sua vicenda terrena terminò, senza eredi, il 22 dicembre 1963, nella Città dei Bruzi.
Il Comune di Cosenza gli ha dedicato una piazza.

Pubblicazioni

  • Cisti da echinococco a localizzazione rara, V. Serafino, Cosenza 1933;
  • Su due casi di cisti dell’uraco fistolizzate e contenenti speciali calcoli; Comunicazione (Ospedale civile di Cosenza), V. Serafino, Cosenza 1934;
  • Perforazione di ulcera tubercolare dell’intestino tenue con peritonite secondaria diffusa (Ospedale civile di Cosenza), V. Serafino, Cosenza 1935;
  • Miofibroma pseudocistico emorragico dell’utero a considerevole sviluppo, V. Serafino, Cosenza 1935;
  • Rendiconto statistico operativo desunto dai registri della Sala operatoria, dal 1 gennaio 1935 al 20 luglio 1937 (Ospedale civile di Cosenza), V. Serafino, Cosenza 1937;
  • Rendiconto statistico operativo (dell’Ospedale Civile “Guido Compagna” di Corigliano Calabro): aprile 1937 – 31 dicembre 1944, Arti Grafiche Spezzano, Corigliano Calabro 1945;
  • Presentazione in Tronco meridionale dell’Autostrada del sole da Salerno a Reggio Calabria: la scelta del tracciato da vallo di Diano alla foce del Savuto, a cura di Comitato provinciale per il proseguimento meridionale dell’Autostrada del sole – Cosenza, Tip. Eredi Serafino, Cosenza 1960;
  • Saluto ai giovani rotariani del dott. Arnaldo Clausi Schettini, sindaco di Cosenza, SCAT, Cosenza s.d.

Nota bibliografica

  • Città di Cosenza, Commemorazione del prof. dott. Arnaldo Clausi Schettini, effettuata dal sindaco avv. Mario Stancati nella seduta consiliare del 21. 1. 1964, Cosenza 1964 (?);
  • Arnaldo Clausi Schettini: In memoria, a tutti quelli che gli hanno voluto bene, Atierre, Milano s.d.
  • Leonardo Falbo, Fascismo e antifascismo in Calabria. Il caso di Rogliano, Edizioni Orizzonti Meridionali, Cosenza 1995;
  • Associazione Culturale Ricreativa “Club degli Amici” – Rogliano (a cura di), Atti 1990-1994, Tip. “Il Punto”, Marzi 1998 (artt., Pasqualina Maria Trotta, Arnaldo Clausi Schettini. La formazione giovanile e il Podestà a Rogliano, pp. 219-234 e Fausto Cozzetto, Arnaldo Clausi Schettini Sindaco di Cosenza, pp. 235-259); 
  • Oreste Clausi-Schettini, Palazzo Clausi-Schettini in Rogliano: Storia ed Architettura, Tesi di Laurea, Università degli Studi della Calabria, Corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali, Relatore Prof. Cristiana Coscarella, Anno Accademico 2006-2007.
  • Enzo Stancati, Cosenza nei suoi quartieri, 4 voll., Pellegrini, Cosenza 2007. 

Nota archivistica

  • Archivio Privato Famiglia Clausi Schettini di Rogliano;
  • Biblioteca Nazionale di Cosenza, Fondo Clausi Schettini.
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