Costabile, Franco

Franco Costabile [Sambiase (Catanzaro) 27 agosto 1924 – Roma, 14 aprile 1965]

Francesco Antonio, questo il suo nome allo Stato civile, nasce a Sambiase, all’epoca comune autonomo in provincia di Catanzaro (oggi Lamezia Terme). La madre è Concetta Immacolata Gambardella, di famiglia borghese, mentre il padre, Michelangelo Francesco Pietro Costabile, è un inquieto giovane intellettuale che, prima ancora della nascita di Franco, abbandonerà la famiglia per trasferirsi in Tunisia, dove insegnerà francese. Lo stigma psicologico dell’abbandono paterno agirà profondamente nella sua vicenda biografica e poetica, determinando la tonalità desolata e identitaria del suo canto civile. A rafforzare il vissuto traumatico l’episodio del suo viaggio infantile in Tunisia insieme alla madre, nel maggio del 1933, dove a nove anni conosce il padre ma insieme esperisce il suo ripudio, poiché egli si rifiuterà di tornare in Italia per riunirsi alla famiglia. 
Compie gli studi classici al Liceo Francesco Fiorentino di Nicastro, dove si lega particolarmente al carismatico professore Oreste Borrello, filosofo esistenzialista e letterato, con cui rimarrà in un fertile contatto intellettuale anche dopo la sua partenza dalla Calabria. Dopo la maturità si iscrive alla Facoltà di Lettere a Messina, ma dopo poco, subito dopo la guerra, decide di trasferirsi a Roma. È politicamente vicino al Partito d’azione, tanto che dal 1944 collabora con «L’Italia libera», che ne è l’organo ufficiale, e promuove egli stesso un periodico di ispirazione azionista, «La via». A Roma Costabile intercetta quel periodo di collettivo fermento e di profondo rinnovamento culturale seguito alla devastazione bellica. All’Università La Sapienza è allievo di Giuseppe Ungaretti, docente di Storia della letteratura italiana moderna e contemporanea e riconosciuto maestro di poesia, attorno a cui si riuniscono in un fecondo cenacolo artistico molti giovani studenti e letterati che presto diventeranno amici e sodali del giovane calabrese, tra cui Elio Filippo Accrocca, Raffaello Brignetti, Giorgio Caproni, Sergio Saviane. Entra nelle cerchie di intellettuali e artisti romani, da cui è riconosciuto e sostenuto, intrattenendo rapporti di amicizia e reciproca stima con Giacomo Debenedetti, Libero de Libero, Giuseppe Berto, Domenico Purificato, Enotrio Pugliese, Leone Piccioni, Giorgio Petrocchi, Pietro Citati, Giorgio Bassani, Pier Paolo Pasolini. E tuttavia le poesie contenute nel primo libro di Franco Costabile, La via degli ulivi, pubblicato a sue spese presso la piccola casa editrice Ausonia di Siena nel 1950, testimoniano il rovello doloroso dello straniamento, la sindrome dell’emigrato che non trova il proprio posto nel mondo.
Dopo la pubblicazione nel 1950 del libro di esordio, Costabile è impegnato a Roma in vari ambiti di lavoro intellettuale: oltre a collaborare, dopo la laurea in Lettere, con la cattedra di paleografia della Sapienza, è redattore di due importanti progetti editoriali di rifondazione del tessuto culturale, l’Enciclopedia Cattolica diretta dal Cardinale Giuseppe Pizzardo, che esce presso la Città del Vaticano tra il 1948 e il 1954, e l’Enciclopedia dello Spettacolo diretta da Silvio D’Amico e pubblicata tra il 1954 e il 1966. Inizia inoltre a insegnare materie letterarie nelle Scuole superiori, prima come supplente e poi, vincitore di concorso a cattedra nel 1960, di ruolo presso un Istituto tecnico. Collabora inoltre con varie riviste letterarie, in particolare, fin dalla sua fondazione nel 1960, con «L’Europa letteraria» diretta da Giancarlo Vigorelli, dove recensisce regolarmente libri di letterature europee. E sulle più importanti riviste di quegli anni, «Letteratura», «Inventario», «Botteghe oscure», «Tempo presente», «L’Europa Letteraria», tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta escono molte delle poesie che nel 1961 confluiranno, con interessanti varianti, nel suo secondo libro, La rosa nel bicchiere, pubblicato a Roma presso l’editore Canesi. Il titolo è una potente allegoria della Calabria,  alludendo a una bellezza desolata e insidiata che resiste nell’abbandono e nell’inerzia. Al centro della nuova raccolta l’immobilità di un tempo metastorico, il conflitto di classe tra possidenti e braccianti, la sopraffazione delle donne da parte dei maschi padroni, il dramma dell’emigrazione, le promesse dei politici mai mantenute. Alla natura realistica dei contenuti, la poesia di Costabile associa una dizione rapida, epigrammatica, spiazzante per lingua e immagini, che sottrae il testo a ogni rischio di retorica. 
Nel corso degli anni Cinquanta e dei primi anni Sessanta la vita privata di Franco Costabile tenta percorsi di radicamento e rasserenamento. Nei 1953 sposa Mariuccia Armao, una sua giovane ex-allieva, e il pittore Domenico Purificato è il suo testimone di nozze. Si trasferisce nel quartiere romano di Montesacro. Dalla loro unione nascono due figlie, Olivia (1955) e Giordana (1957).  Continua a lavorare in ambito intellettuale: nel 1960 cura per l’editore bolognese Cappelli l’edizione delle Lettere da Sant’Anna di Torquato Tasso; con Giorgio Petrocchi e Pietro Citati è autore di una corposa e sapiente antologia per la Scuola media, La bella età, che esce per Garzanti nel 1964; e, ancora nel 1964, il suo testamento spirituale, Il canto dei nuovi emigranti, esce in un volume collettaneo di alcuni tra i maggiori scrittori contemporanei, che raccoglie testi letterari focalizzati sui mali della modernizzazione, Sette piaghe d’Italia, nella cui Introduzione si legge che «Il canto dei nuovi emigranti entra di colpo tra i più spietati, ed ispirati, inni civili dal ’45 ad oggi» (Sette piaghe, p. 9). 
Nei primi anni Sessanta la poesia di Franco Costabile, grazie soprattutto a La rosa nel bicchiere e poi al Canto dei nuovi emigranti, inizia a essere riconosciuta da molti nella sua forza di discorso civile e di contronarrazione del boom economico. Tra i riconoscimenti di questi anni, nel 1961 una trasmissione in Rai dedicata ai suoi versi, presentati da Libero De Libero e letti da Valeria Moriconi; la segnalazione al Premio Viareggio de La rosa nel bicchiere nel 1961; il Premio Frascati per il Canto dei nuovi emigranti nel 1964. 
Gli ultimi anni sono però segnati da una progressiva chiusura in sé stesso e da uno stato di profonda prostrazione, accentuato da due episodi: l’abbandono da parte della moglie e delle figlie, che si trasferiscono a Milano, e, nel 1964, la morte della madre dopo una lunga malattia.
Il 14 aprile 1965 si toglie la vita nella sua casa romana per inalazione di gas. Un anno dopo, nel 1966, i suoi amici romani pubblicano un suo commosso ricordo sull’«Europa letteraria», parlando di un «suicidio di protesta» e dando spazio a testi inediti e ai versi di Ungaretti a lui dedicati, poi incisi sulla sua tomba. Nel 1966 sarà ricordato ufficialmente a Sambiase, mentre negli anni successivi la sua ricezione e il suo ricordo conosceranno momenti di altalenante fortuna, massima negli anni Ottanta e poi progressivamente degradante. (Caterina Verbaro) © ICSAIC

Opere

  • Via degli Ulivi, Ausonia, Siena 1950.
  • Prefazione a Torquato Tasso, Lettere da Sant’Anna, a cura di Franco Costabile, Cappelli, Bologna 1960, pp. 5-14.
  • La rosa nel bicchiere, Canesi, Roma 1961. 
  • Giorgio Petrocchi, Pietro Citati, Franco Costabile (a cura di), La bella età. Antologia italiana per la scuola media unificata, Garzanti, Milano 1964.
  • 1861Cammina con DioIl canto dei nuovi emigranti, in Carlo Bernari, Leonardo Sciascia, Lucio Mastronardi, Domenico Rea, Dante Troisi, Andrea Zanzotto, Franco Costabile, Sette piaghe d’Italia, Nuova Accademia, Milano 1964, pp. 169-186.
  • Cammina con Dio (con Enotrio Pugliese), Editiones dominicae, Verona 1966.
  • La rosa nel bicchiere e altre poesie, Qualecultura, Vibo Valentia 1985; nuova edizione ivi, 2006.
  • Il canto dei nuovi emigranti, Jaca Book, Milano 1989.
  • Via degli Ulivi e altre poesie, Associazione Franco Costabile, Lamezia Terme 2004.
  • Calabritudine e poesia: critica letteraria, Associazione Franco Costabile, Lamezia Terme 2006.

Nota bibliografica

  • Giorgio Petrocchi, recensione a Franco Costabile, Via degli ulivi, in «La via», 20 ottobre 1950.
  • Libero Bigiaretti, Prefazione a Franco Costabile, La rosa nel bicchiere, Canesi, Roma 1961, pp. IX-XI.
  • Giuseppe Ungaretti, Elio Filippo Accrocca, Giancarlo Vigorelli, In memoria di Franco Costabile, in «L’Europa letteraria», VI, 35, maggio-giugno 1965, pp. 84-86.
  • Enzo Ronconi, Costabile Franco, in Id., Dizionario della letteratura italiana contemporanea, Vallecchi, Firenze 1973, pp. 248-249.
  • Antonio Jacopetta, Franco Costabile, poeta di Calabria, Silipo e Lucia, Catanzaro 1977.
  • Giampiero Nisticò, Franco Costabile: ricostruzione di un poeta, Frama Sud, Chiaravalle Centrale 1979.
  • Mario Petrucciani, Per una ricerca sulla cultura romana del dopoguerra, in Alberto Frattini e Marcella Uffreduzzi, Poeti a Roma 1945-1980, Bonacci Editore, Roma 1983, pp. 231-234. 
  • Giusi Verbaro Cipollina, Calogero e Costabile o il sogno tragico poiesis-thanatos, in Ead., Le alchimie dello stregone. Appunti e riflessioni sulla poesia italiana degli anni ’80, Rubbettino, Soveria Mannelli 1984, pp. 69-94.
  • Antonio Jacopetta (a cura di), Omaggio a Franco Costabile: vent’anni dopo la morte, in «La Provincia di Catanzaro», IV, 5-6, 1985. Contiene scritti di Elio Filippo Accrocca, Umberto Bosco, Raffaello Brignetti, Giorgio Caproni, Vincenzo D’Agostino, Alberto Frattini, Antonio Jacopetta, Luigi Maria Lombardi Satriani, Giuseppe Muraca, Giampiero Nisticò, Vincenzo Paladino, Antonio Piromalli, Enotrio Pugliese, Francesco Spadafora, Saverio Strati, Giusi Verbaro Cipollina.
  • Saverio Strati, Franco Costabile e la Calabria infame, ivi, pp. 35-42 (già in «Quinta Generazione», X, maggio-giugno 1982).
  • Antonio Piromalli, Disperazione e registrazione in Franco Costabile, ivi, pp. 52-56.
  • Francesco Adornato, L’itinerario tragico di Franco Costabile, in Franco Costabile, La rosa nel bicchiere e altre poesie, Qualecultura, Vibo Valentia 1985, pp. 9-33.
  • Pasquale Tuscano, Franco Costabile e la tradizione lirica in Calabria, in «Il ragguaglio librario», n. s., 5, maggio 1988.
  • V. D’Agostino, (a cura di), Costabile. Poeta della generosa e tragica sfida di un universo offeso, in «La Provincia di Catanzaro», VII, 1-2, 1988. Contiene scritti di Emilio Argiroffi, Ennio Bonea, Domenico Cara, Vincenzo D’Agostino, Mario De Gaudio, Raul Maria De Angelis, Francesco De Luca, Alberto Frattini, Sharo Gambino, Alberto Granese, Antonio Jacopetta, Luigi Maria Lombardi Satriani, Walter Mauro, Giuseppe Muraca, Giuseppe Petronio, Gianvito Resta, Giuseppe Selvaggi, Domenico Teti, Giusi Verbaro Cipollina.
  • Gianvito Resta, La poesia come protesta, ivi, pp. 36-50.
  • Alberto Granese, La conflittualità del reale e l’unità del simbolo nella poesia di Franco Costabile, ivi, pp. 62-72.
  • Walter Mauro, L’ipotesi realista nella poesia di Costabile, ivi, pp. 94-98.
  • Goffredo Plastino, Più calabrese dei calabresi, in Franco Costabile, Il canto dei nuovi emigranti, foto di Mario Giacomelli, a cura di Goffredo Plastino, Milano, Jaca Book, 1989, pp. 9-14.
  • Filippo D’Andrea, Franco Costabile. I tumulti interiori di un poeta del Sud, s.l., Graficheditore, 2018.
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