Creazzo, Carlo

Carlo Creazzo [Cinquefrondi (Reggio Calabria), 6 novembre 1873 – 26 maggio 1958]

Fu compositore, direttore di banda e suonatore di organo e pianoforte. Nacque a Cinquefrondi dove il padre, Federico Giuseppe, appartenente a una famiglia di avvocati, letterati e musicisti originaria di Santa Eufemia d’Aspromonte, svolgeva le mansioni di segretario comunale. La madre, Giuseppina Grande Carnovale, di famiglia nobile, proveniva invece da Torre di Ruggiero (Catanzaro). Egli diresse per più di quarant’anni, a partire dal 1896, il Corpo musicale di Cinquefrondi ma fu anche un attento studioso di partiture musicali che si trovano raccolte nel fondo musicale “Carlo Creazzo”, allocato presso la Mediateca comunale di Cinquefrondi e comprendente le partiture e i libri di musica da lui posseduti. Nel fondo sono presenti opere di autori famosi e meno famosi, alcuni locali, ordinati per autore e per anno di pubblicazione. Si tratta di partiture spesso manoscritte che, come egli racconta nella Prefazione al suo Archivio Musicale da lui redatto, sottrasse all’oblio salvandole dalla sicura distruzione, essendo finite in una fabbrica di fuochi artificiali, dal momento che il tipo di carta su cui erano vergate risultava utile per la fabbricazione dei prodotti pirotecnici. 
La formazione musicale di Creazzo, iniziata nella vicina Polistena sotto la guida del maestro Nicola Rodinò Toscano, fu successivamente approfondita come autodidatta, in quanto la prematura scomparsa del padre non consentì a nessuno dei quattro figli (compreso il fratello Pasquale, poeta perseguitato per le sue idee dal regime fascista) di proseguire gli studi. La sua formazione andava oltre i confini strettamente musicali. Nella sua biblioteca si trovano infatti, oltre a testi di carattere musicologico quali ad esempio le opere storiografico musicali di Francesco Florimo (La storia musicale di Napoli e i suoi conservatori, Napoli, 1881), o la Storia universale della musica di Ugo Riemann (Torino, 1927), o testi sulla psicologia della musica o sull’interpretazione, anche opere di carattere scientifico e letterario che dimostrano interessi più vasti rispetto alle mere esigenze pratiche, inerenti l’attività di direttore di banda, di maestro di cappella presso la chiesa Matrice e la chiesa del Carmine di Cinquefrondi, o di didatta di musica. 
Egli raccolse in un catalogo di 35 volumi rilegati le opere da lui composte, raggruppando i brani in varie sezioni: musica sacra, musica profana, teoria musicale, metodi, manoscritti, ecc. Tra le opere da lui scritte vi sono molte composizioni sacre legate alla sua attività di direttore della cappella musicale: litanie, inni, messe; ma anche molta musica profana: valzer, mazurke, marcette, notturni, sinfonie per organici strumentali diversi con l’armonizzazione, a volte, di motivi popolari. Sono presenti inoltre pezzi per pianoforte, chitarra, banda o piccola orchestra, nonché “Piccoli metodi” per contrabbasso, per chitarra, per genis e trombone, per pianoforte ad uso degli studenti di musica. 
Nel 1905 Creazzo fu nominato «socio Onorario Fondatore con medaglia d’argento» dell’Accademia filarmonica siciliana «Pietro Platania», mentre nel 1910, per una sua Messa, gli venne conferito dal Grande emporio musicale di Perugia il «Gran Diploma d’Onore». Intorno al 1928 il suo brano per grande banda dal titolo Funebri Lamenti fu premiato con Gran Diploma d’Onore e Croce d’Oro nella Gara Musicale indetta dal Liceo Musicale «N. Salzano» di Nocera Inferiore. Dal punto di vista didattico, oltre a formare molti elementi della locale banda musicale da lui diretta, fu docente di canto fermo presso l’Orfanotrofio maschile di Polistena negli anni 1922-24 e impartì lezioni private anche di materie non musicali, non percependo, per nessuna di tali attività, alcun compenso fisso.
A lui si deve anche un trattato teorico sulla Ragione fisica della “Regola dell’Ottava”, nel quale provò a dimostrare che tale regola si fonda su fenomeni acustici che trovavano codificazione man mano che venivano scoperti. In tale lavoro vi sono riferimenti a Pitagora, Guido d’Arezzo, Zarlino, Johann Mattheson, Rameau e Tartini.
Nelle sue composizioni sacre per la cappella che dirigeva, utilizzava spesso spunti melodici tratti dal repertorio gregoriano, come ad esempio nella Missa quarta “Alma Redemptoris Mater”, oppure componeva Melodie in Canto fermo usando la scrittura in note quadrate. Era interessato anche ai motivi popolari che di frequente armonizzava.
Creazzo tendeva a conservare, con spirito archeologico, tutti i manoscritti e le stampe musicali che riusciva a recuperare, catalogandoli con ordine. All’inizio del catalogo è posta una premessa in cui si legge: «In questo mio archivio musicale trovansi messa in ordine, musica dei più celebri maestri, musica di maestri di second’ordine ed anche musica insignificante. E nel conservare quest’ultima, non credo aver fatto cosa inutile. È vero che musica indegna bisognerebbe non suonarne e neppure starne ad ascoltare, come ben dice il celebre Schumann; ma è altresì vero, che l’errore deve essere oggetto di studio, e lo studioso, supposto che abbia sufficiente esperienza musicale, può trarne sempre vantaggio, considerandone la derivazione di esso e la maniera di correggerlo. Prescindendo da ciò, è bene, a mio vedere, avere l’abitudine di conservare anche gli scritti che possono sembrarci inutili; poiché, tante volte, una data, un nome, un’indicazione qualunque che potrebbe trovarsi in essi, può fare luce in ricerche interessantissime. Porzione di quest’archivio fu trovata nelle fabbriche di fuochi artificiali dove, mani sacrileghe, spesso vi portano come carta inservibile, anco opere di gran merito; ed ivi, per mani incoscienti, trovano la distruzione!» (Carlo Creazzo, Archivio Musicale / Catalogo generale, Cinquefrondi, 21 settembre 1914)
Tra le composizioni profane di Creazzo è presente anche un’operetta dal titolo Giojuzza. Bozzetto folklorico calabrese in due quadri con musica. Fu anche autore di alcune commedie.
Egli è ricordato, oltre che per l’attività musicale, anche per la carica umana che lo portava a percepire la propria vita, oltre che come missione educativa, anche come servizio per i bisognosi che spesso accoglieva dividendo con loro il poco che aveva.
Si spense a Cinquefrondi all’età di 85 anni. (Massimo Distilo) © ICSAIC

Nota bibliografica

  • Carlo Creazzo, Archivio musicale / Catalogo generale, Cinquefrondi, 21 settembre 1914;
  • Carlo Creazzo, Ai cittadini buoni di Cinquefrondi – ed anche ai pochi cattivi – questo sunto storico della mia vita artistico-bandistica e delle mie tristissime vicende bandistiche, agosto 1933;
  • Salvatore Pucci, Note su Creazzo, in Album. Cenni biografici dei Compositori, Maestri e Solisti Contemporanei, Tipografia Emilio Orlando, Nocera Inferiore, 1928;
  • Annunziato Pugliese, Catalogo dei manoscritti musicali del fondo Carlo Creazzo della Mediateca Comunale di Cinquefrondi, Ibimus calabrese, Vibo Valentia, 2015.
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