Crucitti, Francesco

Francesco Crucitti (Reggio Calabria, 17 novembre 1930 – Roma, 26 agosto 1998)

È il «chirurgo del Papa» perché operò Giovanni Paolo II subito dopo l’attentato del 13 maggio 1981 in piazza San Pietro a Roma. Primogenito di Antonino, dirigente delle Ferrovie dello Stato, e di Antonia Crucitti, casalinga, nacque nella casa di famiglia, un palazzetto dei primi del Novecento che il padre aveva appena acquistato nel vecchio «rione ferrovieri». In questa casa verranno alla luce anche i suoi due fratelli, Filippo e Maria. Francesco trascorse gran parte della sua infanzia in campagna, nella proprietà della madre, a Ravagnese, terre coltivate a ortaggi e frutta dove in parte ora sorge l’Aeroporto dello Stretto «Tito Minniti». Frequentò il Liceo scientifico «Tommaso Campanella» fino all’età di 16 anni, quando per via della guerra il padre decise di cambiare casa, e trasferire la famiglia nell’abitazione di una lontana parente, nell’attuale comune di San Ferdinando, proprio a ridosso di Eranova e Gioia Tauro. Francesco, che ancora non aveva diciassette anni conseguì la maturità scientifica, e quando il padre gli manifestò il desiderio di volerlo iscrivere alla facoltà di ingegneria, il ragazzo palesò immediatamente il suo carattere forte e volitivo. Da grande intendeva fare il medico o, meglio, «da grande vuole fare il chirurgo». Alla fine, vinse lui. 
All’età di 22 anni, dopo essersi iscritto alla «Alma Mater Studiorum» di Bologna, si laureò “cum laude” in Medicina e Chirurgia il 30 luglio del 1952.  
Il passo successivo è stata la specializzazione, e per farla al meglio scelse di trasferirsi a Padova dove conseguì, con il massimo dei voti e la lode, due diverse specializzazioni, la prima, il 18 luglio del 1958, in chirurgia generale, la seconda in urologia due anni più tardi, il 18 luglio del 1960, nella scuola del professor Vittorio Pettinari, suo primo vero maestro di chirurgia. Nonostante il viaggio in treno da Padova a Reggio gli portasse via un’intera giornata, tornava spesso a casa per ritrovare oltre alla famiglia i ricordi dell’infanzia. E proprio tra un viaggio e l’altro ebbe modo di incontrare, una sera a spasso sul lungomare di Reggio, una diciottenne, Alessandra De Lieto, figlia di una storica famiglia di ingegneri napoletani, di cui si innamorò e che sposò nel luglio del 1961. Dal matrimonio nacquero tre bambini, Antonio, Roberta e Pierfilippo. 
La sua vita accademica è stata segnata da traguardi importanti. Nel 1964 conseguì la libera docenza in Chirurgia Toracica, nel 1966 in Clinica Chirurgica Generale e Terapia Chirurgica, e nel 1971 in Semeiotica Chirurgica. «In sala operatoria a Padova – ricorda oggi il figlio Antonio Francesco Crucitti, professore associato di Chirurgia Generale all’Università Cattolica del S. Cuore – dimostra già da subito tutta intera la sua capacità professionale. Il suo maestro professor Pettinari lo considerava un “numero uno”, finché un giorno papà incontrò Giancarlo Castiglioni, figlio del famoso chirurgo milanese, già a Padova da alcuni anni e che, nell’ottobre del 1964 fu chiamato a dirigere l’Istituto di Clinica Chirurgica e Terapia Chirurgica della neonata Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del S. Cuore». Il policlinico Gemelli era ancora in via di ultimazione. E fu proprio Giancarlo Castiglioni che nel maggio del 1966 lo chiamò come aiuto della Clinica Chirurgica della nuova Università romana. 
Sono stati anni di grande impegno professionale per il giovane chirurgo calabrese, che a 47 anni è già professore ordinario alla Cattolica. La sua carriera universitaria è continuamente scandita da occasioni importanti, ma anche da tanti «incontri eccellenti»: assistente (volontario, poi incaricato, quindi straordinario e successivamente ordinario) in Patologia  Chirurgica prima e in Clinica Chirurgica dopo, presso l’Università di Padova dal 1955 al 1967; Vincitore del «Premio di operosità scientifica» all’Università di Padova nel 1960; dal 1959 al 1966 venne incaricato dell’insegnamento di Tecnica Operativa presso la Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale dell’Università di Padova. Gli fu quindi riconosciuta la maturità scientifica e didattica ai concorsi per le cattedre di Clinica Chirurgica nel 1968 per l’Università di Cagliari, di Patologia Speciale Chirurgica nel 1968 per l’Università di Siena, e nel 1969 per la Università di Cagliari, di Semeiotica Chirurgica nel 1971 per l’Università di Bari, e dal 1967 al 1973 fu Aiuto presso la Clinica Chirurgica dell’Università Cattolica del S. Cuore. 
Dal 1969 al 1977 (stabilizzato nel 1973) fu professore incaricato di Urologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica di Roma, e dal 1977 professore incaricato, poi Straordinario e quindi Ordinario di Semeiotica Chirurgica presso la stessa Facoltà. 
Divenne quindi Direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia d’Urgenza e Pronto Soccorso dall’anno accademico 1983, direttore della Scuola di Specializzazione in Urologia dall’anno accademico 1989-90, direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dall’anno accademico 1989-90, direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale dall’anno accademico 1991 al 1998, e tutto questo dopo aver ricoperto svariati incarichi di insegnamento presso le Scuole di Specializzazione in Chirurgia d’Urgenza e Pronto Soccorso, Urologia, Chirurgia Generale, Chirurgia Plastica, Anestesia e Rianimazione, Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, Oncologia, Malattie del fegato e del ricambio. 
È stato autore di oltre 500 pubblicazioni scientifiche su vari argomenti di Chirurgia Generale, tra cui numerose relazioni a congressi nazionali ed esteri, ma particolare rilievo assumono gli studi su problemi di patologia toracica (in particolare sulla chirurgia del timo nella miastenia), addominale, e di oncologia chirurgica (chirurgia dello stomaco, del colon-retto ed epato-bilio-pancreatica). Nella sua attività ha eseguito oltre 15.000 interventi operatori, molti dei quali di alta chirurgia sia d’elezione sia d’urgenza. 
Per lunghissimi anni è stato socio attivo e membro di consigli direttivi di numerose istituzioni e società scientifiche italiane ed estere. Ne ricordiamo qui solo le più importanti: dal 1983 al 1988 membro del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Reggio Calabria in rappresentanza del Ministro della Pubblica Istruzione;  dal 1988 al 1993 dal 1994 al 1998 membro del Consiglio Superiore di Sanità; membro dell’Accademia Lancisiana; dal 1993 al 1998 membro del Consiglio di Amministrazione degli I.F.O. (Istituti Fisioterapici Ospitalieri); dal 1983 membro onorario della Società Polacca di Chirurgia, Membro della Commissione Oncologica Nazionale dal 1994, «Paul Harris fellow» del Rotary International. E ancora: dal 1986 al 1988 fu membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Chirurgia Toracica e della Società Italiana di Chirurgia Geriatrica; dal 1986 al 1990 della Società Italiana di Riabilitazione Medico-Chirurgica della quale, dal 1988, è stato anche vicepresidente, mentre dal 1990 al 1992 fu vicepresidente della Società Italiana di Chirurgia. Nel 1985 entrò nel Consiglio Direttivo della Società Italiana di Chirurgia Oncologica e ne divenne Vicepresidente dal 1988 e Presidente per il biennio 1992-94; dal 1987 al 1994 fece parte della Società Italiana di Terapia Intensiva; dal 1986 al 1992 della Società Italiana di Endocrinochirurgia. Dal 1990 al 1998 è stato Socio Fondatore e membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Chirurgia Endoscopica, presidente dell’Associazione Italiana Stomizzati per il biennio 1992-94, vicepresidente dell’International College of Surgeons per il biennio 1993-94; e membro della Società di Chirurgia del Mediterraneo Latino dal 1993 al 1998. Poi, nel 1994, fu chiamato a presiedere a Roma il 96° Congresso della Società Italiana di Chirurgia.
Oltre ai meriti accademici e didattici conquistati sul campo e alle sue spiccate doti di chirurgo e ricercatore, Crucitti è noto per essere stato anche, per ben tre volte, il «chirurgo del Papa». Il primo intervento a Papa Wojtyla, lo effettuò immediatamente dopo l’attentato del terrorista turco Mehmet Ali Ağca, avvenuto alle 17,22 del 13 maggio 1981: il Santo Padre fu colpito da ben quattro colpi di pistola. Ancora sanguinante, fu trasportato al Policlinico Gemelli, e affidato alle mani esperte del giovane chirurgo calabrese che gli salvò la vita. Wojtyla e Crucitti divennero amici. E il Papa fu operato da Crucitti altre volte: nell’agosto del 1981, per la chiusura della ileostomia a seguito dell’intervento in urgenza del maggio precedente, e quindi nel 1992 per l’asportazione di un polipo cancerizzato del sigma, e nel 1996 per un’appendicite cronica ricorrente.
I figli Antonio e Pierfilippo hanno intrapreso la carriera del padre con grande impegno professionale e umano. La figlia è tecnico immunologo presso l’Università di Tor Vergata. 
Per via di una grave malattia, morì all’età di 67 anni. Il Papa si recò nella casa romana dove Crucitti abitava: ha pregato dinanzi alla salma, gli carezzato lievemente il volto e lo ha benedetto. Ai suoi funerali che si tennero a Roma, migliaia di persone, molte delle quali erano state operate da lui, parteciparono ai suoi funerali, e aspettarono con pazienza di potersi avvicinare al feretro. 
In vita ha avuto molti riconoscimenti: Commendatore della Repubblica Italiana (decreto del Presidente della Repubblica del 13 giugno 1985), Medaglia d’Oro al merito della Sanità Pubblica (conferita con decreto del Presidente della Repubblica in data 20 febbraio 1985), Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di San Gregorio Magno con Placca (1981), Cavaliere dell’Ordine Equestre del S. Sepolcro di Gerusalemme. Dal 15 gennaio 2020 il Senato Accademico ha voluto dedicargli e intitolare a lui la grande Aula dell’Istituto di Clinica Chirurgica. (Pino Nano) © ICSAIC

Nota bibliografica

  • L. Co., È scomparso Crucitti il chirurgo che operò tre volte Papa Wojtyla, «Corriere della Sera», 27 agosto 1998;
  • o.l.r. (Orazio La Rocca), È morto Crucitti, il chirurgo del Papa, «La Repubblica», 27 agosto 1998;
  • Carmela Galasso, Biografie di personaggi noti e meno noti della Calabria, Pellegrini, Cosenza 2009, pp. 143-144;
  • Vito Sibilio, Trentacinque anni dall’attentato a Giovanni Paolo II una ricostruzione dei fatti,«Christianitas» VII, 1, 2015;
  • Antonio, Roberta e Pierfilippo Crucitti, Francesco Crucitti. Una vita dedicata alla chirurgia…, in http://srafcrucitti.altervista.org/srafc.altervista.org/Francesco_Crucitti.html
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