De Franco, Luigi

Luigi De Franco [Altomonte (Cosenza), 14 Agosto 1921 – Siena, 28 Luglio 1996]

Nacque da Dionisio, commerciante, e da Filomena Sarubbi, casalinga, ed ebbe due fratelli: Vincenzo, magistrato, e Valentino, cancelliere alla Pretura di Lungro. Dopo quelli primari nel paese natale proseguì gloi studi secondari a Mormanno, dove abitava un fratello della madre, e poi li completò al Liceo di Castrovillari. Si iscrisse in Lettere all’Università di Firenze. E dopo avere partecipato alla guerra, si laureò il  20 ottobre 1946. Fece le prime esperienze di docente a Castrovillari e quindi a Liceo Telesio di Cosenza, prima di vincere un concorso e diventare titolare al Liceo Scorza della città brusia. 
L’8 settembre 1956 sposò Carmela Lorelli, una giovane insegnate elementare di Amantea, dalla quale ebbe un figlio, Vincenzo, medico a Siena.
È considerato l’artefice della riscoperta di Bernardino Telesio e della «telesina philosophia». Oltre che studioso di grande spessore culturale, che all’ostinato rigore nell’analisi e nella traduzione del testo antico univa una grande perizia nella consultazione dei codici manoscritti e dei repertori bibliografici, è stato uomo di scuola. Insegnò Storia e Filosofia nei Licei. Vincitore di concorso, fu preside a Paola e quindi a Cosenza per molti anni; si deve a lui la fondazione del Liceo Scientifico «Enrico Fermi», nato da una costola del Liceo Scorza. È stato socio ordinario dell’Accademia Cosentina, deputato della Deputazione di storia patria per la Calabria, presidente della Fondazione «Antonio Guarasci». 
Volendolo ricordare soprattutto come studioso del pensiero filosofico di Bernardino Telesio e di Tommaso Campanella, e rendere omaggio ai suoi grandi meriti nei confronti dei due massimi pensatori calabresi dell’età moderna, è d’obbligo richiamare anzitutto il nucleo centrale della sua attività di studioso e di ricercatore infaticabile, il grande lavoro al quale resterà legato per sempre il suo nome, ossia la traduzione con note dell’opera maggiore di Telesio (De rerum natura iuxta propria principia) e la prima edizione integrale di tutte le sue opere minori (Varii de naturalibus rebus libelli).
Il costante impegno investigativo, condotto sempre con rigoroso metodo critico e filologico, non si acquietò con la  traduzione  dell’opera maggiore di Telesio, il testo critico  di quelle minori, la pubblicazione di molti saggi di interesse telesiano e di due biografie ricche di notizie sulla vita e l’opera del filosofo cosentino. Esso continuò, con altri studi e ricerche, sull’opera del Campanella e sul pensiero filosofico e scientifico di altri scrittori e pensatori calabresi del Cinque e Seicento. Recensendo la raccolta di saggi su Filosofia e Scienza in Calabria nei secoli XVI e XVII (Cosenza, 1988) Gaetano Cingari, ha osservato che De Franco, dedicando le sue migliori energie intellettuali allo studio  del grande pensiero naturalistico di Telesio e di Campanella, ha dato una puntuale interpretazione di uno dei momenti più alti del pensiero non soltanto calabrese quanto europeo. 
Sui rapporti di pensiero intercorsi tra i due grandi pensatori calabresi, la tesi portata avanti da De Franco è quella di Campanella visto come assertore entusiasta della rivoluzione filosofica telesiana. È vero che egli non fu un discepolo diretto di Telesio, con cui non poté mai venire direttamente in contatto, e che, come lo stesso Campanella ci riferisce, egli poté vedere soltanto da morto nel Duomo di Cosenza. «É però – scrive De Franco – fuori dubbio, che la sua prima, genuina formazione filosofica fu solamente ed esclusivamente telesiana».
De Franco, però, non cade nell’errore di considerare la complessa personalità e l’intera opera del Campanella come quella di un semplice seguace e continuatore del Telesio. Scrive, infatti, che del grande pensatore di Cosenza, Campanella farà propria, più che le singole tesi, soprattutto la lezione della «libertas philosophandi». Telesio, cioè, appare al Campanella come il primo e vero rivendicatore della libertà di filosofare, il primo e vero assertore «della completa autonomia di chi vuole studiare la natura secondo le sue proprie leggi».
Si è accennato alla traduzione di un’opera giovanile del Campanella fatta da De Franco. Si tratta  dell’opera Philosophia sensibus demonstrata (La filosofia che i sensi ci additano) scritta dal giovane frate calabrese, appena ventunenne, nel 1589, in difesa della nuova filosofia telesiana, e data poi alla luce a Napoli nel 1591, prima assoluta tra le sue opere a stampa. «La parte fondamentale del lungo titolo La filosofia che i sensi ci additano – scrive De Franco nella introduzione al testo – dovrà servire a dare subito l’indicazione di quale filosofia qui si tratti: di una filosofia cioè basata sui sensi, di una filosofia che si ispira alle idee e al programma del filosofo di Cosenza, e che vuole fare a meno, anzi vuole contrapporsi decisamente alla filosofia, logica ed astratta e perciò anche  fantastica, dei seguaci di Aristotele”».
Luigi Firpo, certamente  tra i più  noti studiosi del secolo scorso del filosofo di Stilo, così scrive di quest’opera giovanile del Campanella e della traduzione in italiano pubblicata  da De Franco: «Mai più riprodotta da allora,  [cioè dal 1591] rarissima e perciò male accessibile, dettata in un ostico latino, l’opera ha finito per restare quasi emarginata nell’immane struttura del corpus campanelliano… Restituire queste antiche carte a una lettura distesa, non scoraggiante, esigeva l’impegno arduo, direi l’abnegazione, di una versione italiana, integrale e fedele. Ha assolto questo impegno, con animo risoluto e con scrupolo ammirevole, Luigi De Franco, legato al Campanella dalla comune terra calabrese e da una lunga consuetudine studiosa”
L’impegno, la dedizione, il rigore con cui De Franco ha affrontato lo studio delle opere e del pensiero di Telesio, di Campanella, e degli altri pensatori e scienziati calabresi del ‘500 e ‘600, trovano  pieno riscontro nell’ampia  produzione bibliografica  legata al suo nome, costituita da biografie, saggi, traduzioni, edizioni critiche. Produzione bibliografica così ricca e completa, per quanto riguarda in particolare la vita l’opera e il pensiero  di Telesio, che dà pieno diritto a Luigi De Franco di essere considerato tra i maggiori studiosi telesiani del secolo scorso. 
Morì a Siena all’età di 74 anni.
Il Comune di Altomonte ha intestato al suo nome il 1° Premio Internazionale di Storia della Filosofia, e il Premio per la Cultura Mediterranea – Fondazione Carical ha dedicato a Luigi De Franco la Sezione «Scienze dell’Uomo». Vie a suo nome esistono ad Altomonte e a Cosenza. (Giacinto Pisani) © ICSAIC 2020

Opere

  • La Philosophia sensibus demonstrata di Tommaso Campanella e la dottrina di Bernardino Telesio, in Tommaso Campanella (1568-1639). Miscellanea di studi nel IV centenario della nascita,  Deputazione di storia patria per la Calabria, Napoli 1969.
  • B.Telesii, De rerum natura. Testo critico, con introduzione, traduzione italiana a fronte a cura di Luigi De FrancoVoll. 3, Casa del Libro, Cosenza 1965 [poi La nuova Italia, Firenze 1974-1976];
  • L’eretico Agostino Doni medico e filosofo cosentino del ’500, Pellegrini, Cosenza 1973;
  • Gli “Elementa Euclidis”del filosofo e matematico cosentino frate Elia Astorini (1651-1702, «Quaderni della Mathesis di Cosenza», 1973, pp. 1-32;
  • Tommaso Campanella, La filosofia che i sensi ci additano (Philosophia sensibus demonstrata),Introduzione traduzione e note di Luigi De Franco, Libreria Scientifuca Editrice Napoli 1974;
  • Un falso seicentesco. A proposito di una pretesa opera di Tommaso Cornelio, «Rivista critica di storia della filosofia», XXX, 1975, pp. 421 -432;
  • Tiberio Russiliano Sesto, filosofo e astrologo calabrese del XVI secolo, «Calabria Nobilissima», XVIII, 67, 1976, pp.1-39;
  • Scrupoli religiosi nell’opera di Bernardino Telesio, in Storia e cultura nel Mezzogiorno. Studi in onore di Umberto Caldora, Lerici, Cosenza 1978;
  • B. Telesii, Varii de naturalibus rebus libelli. Prima edizione integrale. Testo critico a cura di Luigi De FrancoLa nuova Italia, Firenze 1981;
  • Bernardino Telesio poeta, «Periferia»  10, 1981;
  • Tommaso Campanella, Del senso delle cose e della magia, estratti a cura di Luigi De Franco, Laboratorio edizioni, Cosenza 1987;
  • Calabria nei secoli XVI  e XVII, Periferia,  Cosenza 1988;
  • Bernardino Telesio. La vita e l’opera, Periferia, Cosenza 1989;
  • Celebrazioni telesiane: un primo bilancio, «Periferia», 35-36, 1989;
  • Gli scritti di Telesio. Lineamenti di una storia della loro composizione e  pubblicazione, in 1588-1988. Anno telesiano, Accademia Cosentina, Cosenza 1989;
  • Bernardino Telesio, De iis quae in aere fiunt et de terraemotibus – De mari, a cura di Luigi De Franco, Editoriale Bios, Cosenza 1990;
  • Alcune considerazioni sulla funzione del freddo nella  fisica telesiana, in Atti del convegno internazionale di studi su Bernardino Telesio, Accademia Cosentina, Cosenza 1990;
  • La teoria della luce in Bernardino Telesio, in Atti del Convegno «Bernardino Telesio e la cultura napoletana» a cura di Raffaele Sirri e Maurizio Torrini, Guida, Napoli 1992;
  • Tommaso Campanella, Philosophia sensibus demonstrata, Napoli 1992, [Edizione critica] a cura di Luigi De Franco, Vivarium, Napoli 1992;
  • Introduzione a Bernardino Telesio, Rubbettino, Soveria Mannelli 1995.

Nota bibliografica

  • Giacinto Pisani, Luigi De Franco [Intervento commemorativo tenuto nell’Assemblea della Deputazione di storia patria per la Calabria del 13 Settembre 1996, «Rivista storica calabrese»XVII, 1996, pp. 447- 449;
  • Francesca Canino, Lo studioso telesiano trascurato, «il Quotidiano della Calabria», 15 gennaio 2010;
  • Giacinto Pisani, Luigi De Franco studioso di Bernardino Telesio e di Tommaso Campanella, «Il nuovo corriere della Sibaritide»,  IV, 2, pp.12-13.
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