De Marco, Michele (“Ciardullo”)

Michele De Marco [Pedace (Cosenza), 17 marzo 1884 – Cosenza, 10 marzo 1954]

Popolare col nome d’arte di “Ciardullo”, sapido poeta e drammaturgo dialettale, giornalista e docente. Nacque a Perito di Pedace (oggi Casali del Manco)in una famiglia della borghesia intellettuale da cui ricevette stimoli e insegnamenti. Poeta, infatti, erano il padre Vittorio, avvocato e autore di versi libertini con lo pseudonimo di Crautu Gervinu (lasciò un volume dal titolo A Spinetta, che vide la luce nel 1910), e lo zio Pietro, scrittore e filosofo, autore di una raccolta di poesie in lingua dal titolo L’Arpa de cieco. Una famiglia, insomma, di poeti e di anticonformisti che hanno influenzato le scelte del giovane Michele e di due dei suoi figli: Francesco (detto Ciccio) e Raffaele (Lelluzzo).
Dopo gli studi primari fatti nel paese di nascita, nel 1898 studiò nel collegio italo-albanese di San Demetrio Corone e successivamente nel Liceo Classico di Cosenza. Quindi si trasferì a Urbino dove a ventitré anni, il 6 luglio 1907, conseguì la laurea in giurisprudenza. Nel 1907 aprì uno studio legale nella vecchia Cosenza, nel palazzo Campagna in Piazza Duomo. Non era, tuttavia, attratto dalla professione di avvocato che lo distraeva dai suoi reali interessi culturali e sociali, per cui abbandonò la carriera legale dedicandosi all’insegnamento, alla poesia e al giornalismo. 
Nel 1911 sposò Maria Aloisa Martire, sua compaesana, maestra elementare, dalla quale ebbe sei figli, ma che morì a 37 anni nel 1921. L’anno dopo lasciò Pedace per Cosenza dedicandosi esclusivamente all’insegnamento di francese e italiano. A Cosenzafrequentò letterati e artisti del tempo che s’incontravano nello storico caffè Renzelli, dove egli “riceveva” estimatori e amici.
Nel 1929 si risposò con Gilda Martire, sorella della moglie defunta, e da lei ebbe un altro figlio. 
«Uomo amante della verità e nemico degli ipocriti», come è stato definito, liberale repubblicano e democratico, antimonarchico, avversò il fascismo rifiutandone le lusinghe e fu esclusione dall’Ordine degli Avvocati. Fustigatore dei costumi della società cosentina del tempo, «spesso vacui e specchio fedele dell’italietta fascista», come messo in rilievo dalla critica. Nel Ventennio riuscì a dissimulare il proprio dissenso nei confronti del conformismo imperante. Nel 1931 pubblicò Lupi della Sila, un agile testo sul tifo calcistico cosentino di quegli anni (grande tifoso del Cosenza non si perdeva una partita).  Collaborò, con lo pseudonimo di Ciardullo, nome della guardia comunale di Pedace del tempo, al periodico satirico «Fra’ Nicola»: in questo giornale, annota Addante, «mediante la satira esprimeva un’esigenza assai pragmatica di libertà, una libertà da promuovere con sguardo democratico, e dunque da rivolgere a chiunque, indistintamente». Lo steso fece con un giornale il settimanale umoristico tutto suo, «Ohè!» che apparve dal 1924 al 1925, quando fu strangolato dal fascismo, e fu ripreso nel 1946.
Scrisse molto, spaziando dalla poesia in dialetto, alla satira in lingua, al teatro (fu autore di cinque commedie) e al giornalismo.
Nel 1940 pubblicò il volume Statti tranquillu… nun ce pensare, che in pochi giorni andò a ruba a Cosenza e provincia, in cui raccolse i suoi versi in dialetto nei quali traspare la sua amarezza per la realtà della società cosentina negli anni del fascismo. Nel 1941 la filodrammatica “Ciardullo” di Pedace mette in scena «Vie de’ fiernu» in un atto.
Caduto il fascismo, il prefetto di Cosenza Pietro Mancini, lo nominò sindaco del suo paese natale. E anche nel dopoguerra, lottò ancora per l’affermazione della libertà e per dare una speranza alla  povera gente, alla quale, spesso dava voce attraverso i giornali da lui fondati e diretti: «Calabria Democratica», settimanale stampato nel 1944 e due anni dopo, quindi, ancora con «Ohè!». La sua satira, insomma, continuò a colpire. Suo nuovo bersaglio satirico divenne la Democrazia Cristiana.
Come sindaco di Pedace si adoperò per avviare la rinascita del paese, In questo quadro diede modo a un gruppo di giovani di mettere in vita una compagnia teatrale da lui diretta. Scrisse testi di canzoni musicati da validi artisti, tra cui Giuseppe Giacomantonio e Oswaldo Minervini.
Morì a 70 anni, a causa di una malattia cardiaca, nella casa del figlio Pietro dove viveva. I funerali si svolsero nel Duomo di Cosenza due giorni dopo, presente una folla immensa arrivata da ogni angolo della provincia.
L’Associazione Accademia Ciardullo, diretta dal nipote Francesco (autore e regista) ha promosso il «Premio Letterario Michele De Marco – Ciardullo». Lo scultore Giuseppe Rito è autore del suo busto bronzeo di piazza XXV Luglio a Cosenza. Una lapide posta sopra il portale della sua casa natale recita: «Fu sempre avvinto il suo partecipe animo». (Aldo Lamberti) © ICSAIC 2019

Opere

  • Lupi della Sila, D. Chiappetta, Cosenza 1931 (nuova edizione con disegni di Peppino Baratta, Barbieri, Cosenza 1950)
  • Statti tranquillu… nun cce pensare, La Toga, Napoli 1940 (2ª ed. Casa del libro, Cosenza 1968)
  • Le poesie, M. Gastaldi, Milano 1961 (poi: Brenner, Cosenza 1968; edizione a cura di Antonio Piromalli, MIDE, Lorica 1984)
  • Il teatro, a cura di Antonio Piromalli, MIDE, Lorica 1984
  • La satira, a cura di Antonio Piromalli, MIDE, Lorica 1984
  • Poesie e teatro, Casa del libro, Cosenza 1968

Nota bibliografica

  • Ciccio De Marco, Ciardullo, Fasano, Cosenza 1973;
  • Antonio Piromalli, Il teatro di Ciardullo, «Calabria sconosciuta», 29, gen.-marz. 1985, pp. 51-5;
  • Amedeo Furfaro, Musica e poesia in Calabria. Il connubio artistico fra Minervini e Ciardullo, «Periferia», IX, 27, 1986, pp. 20-30;
  • Antonio Piromalli e Carmine Chiodo, Antologia della letteratura calabrese.: Pellegrini, Cosenza 2000, p. 341, 
  • Luca Addante, Cosenza e i cosentini: un volo lungo tre millenni,: Rubbettino, Soveria Mannelli 2001, pp. 59–60;
  • Giovanni Sapia, Ciardullo (Michele De Marco), Alfredo Mangone Editore, Rossano 2001;
  • Gabriella Caracciolo, Giù Délcan (a cura di), Piccola antologia di versi di Ciardullo, Fondazione Antonio Manes, Roma 2006;
  • Enzo Pianelli, Michele De Marco (Ciardullo): Poeta, Drammaturgo e Giornalista. Un’immensa eredità culturale e morale da riscoprire, 18 aprile 2019, www.laprimapagina.it/2019/04/18/casali-del-manco-perito-cs-michele-de-marco-ciardullo-poeta-drammaturgo-e-giornalista-un-immensa-eredita-culturale-e-morale-da-riscoprire/.
RSS
Twitter
Visit Us
Follow Me
YouTube
Instagram