De Vincenti, Raffaela

Raffaela De Vincenti [Acri (Cosenza), 1 maggio 1872 – 23 novembre 1936]

Ultimogenita di sette figli, nacque da Tommaso, commerciante di pellami, e Maria De Bartolo. L’ambiente familiare in cui visse era quello tradizionale dei paesi calabresi, improntato a una rigorosa educazione, ma con un forte sentimento religioso unito all’attaccamento ai valori morali. Dell’infanzia di Raffaela si conosce poco, l’unica notizia rilevante è che frequentò dai sei ai nove anni una scuola elementare aperta nel rione Castello da una maestra del luogo; questi tre anni di scuola primaria costituiscono l’unica forma d’istruzione ufficiale e sistematica nella giovane Raffaela. Un’iniziale svolta nella vita avviene con l’arrivo ad Acri del nuovo parroco nella chiesa di San Nicola, don Francesco Maria Greco (10 settembre 1887), il quale sin da subito iniziò un rinnovamento dell’istruzione religiosa, organizzando una scuola catechistica e affidandola a ragazze particolarmente motivate. Il nome dato all’associazione di catechiste era «Figlie dei Sacri Cuori», in quanto lo stesso parroco aveva una profonda devozione verso il Cuore di Gesù e della Vergine Maria. 
Raffaela De Vincenti cominciò a frequentare la scuola catechistica e si distinse dimostrando da subito un entusiasmo straordinario e una non comune motivazione interiore allo studio del catechismo. Già prima di iniziare la frequenza aveva cominciato a studiare da sola dottrina cristiana. Tra la fine del 1887 e l’inizio del 1888, scelse come suo direttore spirituale Francesco Maria Greco. 
Il 13 ottobre 1889 l’associazione «Figlie dei Sacri Cuori» ottenne l’approvazione dal vescovo di Bisignano, Stanislao De Luca, e mons. Greco affidò la direzione della scuola a Raffaela, già vice-responsabile, la quale accolse con gioia l’invito dell’arciprete anche perché il desiderio più profondo della giovane era quello ci consacrarsi a Dio. Infatti, il 21 novembre del 1894, festa della Purificazione della Beata Vergine al Tempio, emise alla presenza di monsignor Greco i voti evangelici di castità, povertà, obbedienza. Tale data è considerata l’inizio dell’Istituto delle Piccole Operaie.
Con l’abito religioso, Raffaela cambiò il nome in suor Maria Teresa dei Sacri Cuori, in memoria della prima responsabile dell’associazione (Maria Teresa Greco, sorella dell’arciprete). Intanto, altre giovani seguirono il suo esempio, tanto che non si parlava più di una semplice associazione, ma si iniziava a parlare di un vero e proprio istituto religioso. Da «Figlie dei Sacri Cuori» cambiarono denominazione in «Piccole Operaie dei Sacri Cuori» (monsignor Greco le definiva informalmente «Piccole manovali»), perché col loro operato contribuivano all’edificazione del Regno di Dio nell’insegnamento della catechesi e nel servizio ai più bisognosi. Dopo la vestizione e la professione dei voti, suor Maria Teresa rimase nella casa paterna, in quanto l’Istituto non aveva una sede propria. Il 15 maggio 1899 il vescovo di Bisignano, mons. Vincenzo Ricotta, che l’anno prima aveva approvato a voce l’Istituto durante una visita pastorale ad Acri, ne inviò l’approvazione a mons. Greco. Lo stesso vescovo il 17 febbraio 1902, eresse l’Istituto delle Piccole Operarie dei Sacri Cuori in Congregazione religiosa di diritto diocesano.
Nel 1898, dopo la morte della madre e il matrimonio dell’ultimo fratello, suor Maria Teresa lasciò l’abitazione per stabilirsi, insieme alle prime compagne di cui era la superiora, in una casa che il padre le aveva donato: quella fu la «Casa culla» delle Piccole Operaie dei Sacri Cuori. La Casa madre, invece, fu individuata nel convento dei frati Minimi che sorgeva dall’altra parte di Acri, dopo i necessari interventi di restauro. Intanto le suore crescevano di numero: madre Maria Teresa, affiancando monsignor Greco, si occupò della loro formazione, inviandone alcune ad Acireale dalle Figlie di Maria Ausiliatrice e altre a Napoli e Roma. Nel maggio 1906, la cofondatrice ebbe un’udienza dal Papa, san Pio X, che l’incoraggiò nella vocazione e nell’impegno apostolico.
Ad Acri, intanto, sorgevano man mano varie attività: il noviziato, una scuola d’infanzia, un collegio e l’ospedale Charitas, il primo del paese, che rimase attivo fino agli anni Sessanta del Novecento. 
La prima casa filiale fuori Acri fu, nel 1911, il Ricovero Umberto I a Cosenza, un ospizio provinciale per anziani, infermi e poveri. Un significativo apostolato si compì il 26 ottobre del 1917, quando le suore furono inviate a San Demetrio Corone, uno dei paesi italo-albanesi, su invito di don Francesco Baffa, protopapas di San Demetrio Corone, dove aprirono una casa con un asilo infantile e un laboratorio per ragazzi. Per l’occasione, monsignor Greco fece compilare un catechismo liturgico del rito bizantino a uso dell’Istituto delle Piccole Operaie. Negli anni successivi furono aperte case delle Piccole Operai anche in altri centri albanesi della Calabria, Lungro, Vaccarizzo Albanese, Firmo e San Basile; infatti, la Congregazione delle Piccole Operaie dei Sacri Cuori è l’unica in Italia ad avere nel suo programma l’assistenza spirituale dei paesi di rito greco. Una loro presenza fu anche in Albania, sebbene nel 1945 con l’avvento del regime socialista le suore furono rimpatriate. La missione in Albania fu riaperta nel 1994.
È nel decennio 1920-30, comunque, che l’Istituto crebbe e si diffuse in modo capillare aprendo case filiale una dopo l’altra: una casa pia nel 1920 a Savelli nella diocesi di Cariati, una a Luzzi nel 1921 e un’altra a Cropani. Nel 1922, poi, un religioso laico dona alle Piccole Operaie una casa nel centro della Sila a Redipiano. La casa sarà aperta nel 1924 nella contrada di San Pietro in Guarano e intitolata a Nostra Signora di Costantinopoli. Nel 1923 prestarono la loro opera anche in una casa di cura a Crotone dove resteranno fino al 1931. Nel 1928 l’istituto contava in tutto 16 case filiale distribuiti in sette diocesi della Calabria. La prima filiale fuori regione fu a Napoli nel 1929.
Nonostante la sua malferma salute, madre Maria Teresa fu sempre in prima linea sia nella Casa madre di Acri sia nelle nuove fondazioni. Impegnata nel paziente e quotidiano lavoro di vigilanza, di mortificazione e di orazione, spese la sua vita soprattutto per la cura degli infermi e degli anziani, per l’assistenza ai bambini bisognosi e alle ragazze abbandonate, per l’impegno del catechismo parrocchiale, per la cura e lo sviluppo dell’Istituto.
Morì all’età di 64 anni.
Nel 1937 l’Istituto fu riconosciuto dallo Stato come ente giuridico ecclesiastico e il 7 luglio 1940 la Sede Apostolica diede il via dell’approvazione definitiva; infine nel 1954 la casa generalizia fu trasferita da Acri a Roma.
Nell’anno 1957 iniziò il processo diocesano super famam sanctitatisvirtutum et miraculorum. Il 19 maggio 1961 ebbe luogo l’esumazione delle salme dei fondatori che dopo la ricognizione canonica furono traslati il 22 maggio nella chiesa di San Francesco di Paola. Il 24 maggio le spoglie mortali di suor Maria Teresa De Vincenti e dell’arciprete Greco furono tumulate una accanto all’altro. Infine, nel 1977 giunge a conclusioni processo informativo diocesano e chiesto l’apertura canonica della causa dei Santi che venne concessa nel 1980. Monsignor Greco è stato beatificato dalla Chiesa nel 2016. (Vincenzo Antonio Tucci) © ICSAIC 2020

Nota bibliografia 

  • Suor Maria Teresa De Vincenti, s.d.
  • Alfonso M. Liguori, Suor Maria Teresa De Vincenti, Officina Poligrafica Editrice Subalpina, Torino 1938;
  • Processo informativo diocesano super fama sanctitatis, virtutum et miraculorum della Serva di Dio Suor Maria Teresa de Vincenti superiora generale e fondatrice dell’Istituto “Piccole Operaie dei SS. Cuori di Gesù e Maria. Disposto con decreto di S. E. Ill.ma e Rev.ma Mons. Luigi Rinaldi vescovo di San Marco e Bisignano / Diocesi di San Marco e Bisignano; positiones et articuli a cura del postulatore Mons. Michele Dionisalvi, Arti Grafiche Barbieri, Cosenza 1963
  • Alfonso Tisi, Suor Maria Teresa De Vincenti, Jannone, Salerno 1969; 
  • Francesco Ceraldi, Umile ed alta. Suor Maria De Vincenti nel centenario della nascita, «Granelli di senape», XXII 5-6 (maggio-giugno), 1972;
  • Francesco Ceraldi, Una suora vanto della Calabria: suor Maria Teresa De Vincenti, «Parole di Vita», 21 aprile 1972:
  • Madre Teresa De Vincenti, fondatrice delle suore “Piccole operaie dei Sacri Cuori”, «Granelli di Senape», XXIII, 7-10, 1973; 
  • L. Basile, Mons. Francesco Maria Greco e Suor Maria Teresa De Vincenti, una mirabile testimonianza di fede, in L’Osservatore Romano, 22 novembre 1994;
  • E. Bloise, Appunti vari e date storiche dal 1881 per la storia della Congregazione Suore Piccole Operaie dei Sacri Cuori, Casa Generalizia, Roma 1889-1990;
  • Lilla Sebastiani, Suor Maria Teresa De Vincenti 1872–1936, SEI, Torino 1996.
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