Di Napoli, Giovanni

Giovanni Di Napoli [Cariati (Cosenza),  5 ottobre 1910 – Roma, 6 febbraio 1980]

Figlio di Felice Di Napoli, falegname, e di Carolina Fortino, casalinga, fece i suoi primi studi nel Seminario Vescovile di Cariati e poi li proseguì al Seminario S. Pio X di Catanzaro, dove conseguì nel 1932 la laurea in Teologia. Nel 1940 si laureò anche in Filosofia, con una tesi su Pasquale Galluppi,  presso l’Università Cattolica di Milano, dove ebbe eminenti maestri come Francesco Olgiati, Amato Masnovo e Umberto Antonio Padovani. Presto ottenne la libera docenza per l’insegnamento di Storia della Filosofia. Dopo aver insegnato per alcuni anni nel Seminario regionale di Molfetta, nel 1948 passò a insegnare Pedagogia nell’Istituto Universitario “Maria SS. Assunta” di Roma; nel 1952 ottenne presso lo stesso istituto l’incarico per l’insegnamento di Filosofia e nel 1955 fu nominato straordinario di Cosmologia nel Pontificio Ateneo Urbano di Roma. Nel 1979, in virtù della sua vastissima produzione nel campo degli studi storico-filosofici, gli fu conferita la cattedra di Storia della filosofia italiana presso la Facoltà di Magistero dell’Università statale di Roma.
La produzione scientifica di Giovanni Di Napoli, tra saggi, volumi monografici e contributi a convegni, è vastissima; molti suoi scritti hanno ricevuto prestigiosi premi letterari e autorevoli riconoscimenti. Fondamentali sono i suoi saggi sulla filosofia del Rinascimento, di cui restano sempre attuali quelli su Lorenzo Valla, su Pico della Mirandola e su Tommaso Campanella. Il saggio Tommaso Campanella filosofo della restaurazione cattolica (Padova, Cedam 1947) si può considerare come l’opera più importante del Nostro. Secondo Luigi Firpo, autorevole specialista di studi campanelliani, «si tratta del più ampio lavoro italiano sull’argomento e può dirsi sintesi ordinata e fedele del pensiero campanelliano nella sua maturità».
Al Di Napoli si deve anche un’edizione italiana in tre volumi della Metafisica del Campanella, con testo latino a fronte, edita da Zanichelli (Bologna 1967), con un’ampia introduzione, in cui egli affermala tesi della sostanziale e permanente ortodossia del pensiero dello Stilese, superando con buone motivazioni sia l’esegesi assolutamente negativa dell’Amabile che quella mitigata dell’Amerio e del Firpo.
Un altro scritto fondamentale di Giovanni Di Napoli è il volume Giovanni Pico della Mirandola e la problematica dottrinale del suo tempo (Roma 1965) che, a giudizio di Giorgio Giannini, già docente di Filosofia all’Università Lateranense, «costituisce uno dei più notevoli contributi scientifici all’esatta puntualizzazione del pensiero della Rinascenza, e deve essere additato come un esempio modello di ricerca storica condotta nel modo più scrupolosamente onesto ed obiettivo».
Altrettanto importante è un volume di circa mille pagine, Studi sul Rinascimento (Giannini Editore, Napoli 1973), che raccoglie diciotto saggi da lui dedicati al pensiero italiano del Rinascimento, settore in cui Di Napoli fu un autentico riconosciuto specialista. La sua tesi a proposito del Rinascimento è che esso continua il Medioevo, sviluppando, integrando, polemizzando, sempre comunque arricchendolo; ma del Medioevo non è la ripetizione e nemmeno l’opposizione senza residuo. Per Di Napoli è impossibile comprendere la storia del pensiero rinascimentale senza metterlo in rapporto col Cristianesimo; di qui l’importanza dell’indagine storiografica, del più religioso rispetto del documento,  che va letto nella complessità dei suoi aspetti, senza pregiudizi e preconcetti, canone ermeneutico al quale il filosofo di Cariati si è sempre attenuto. Nell’accurato e denso saggio «L’immortalità dell’anima nel Rinascimento» (Torino 1963) il Di Napoli tratta di quel vasto movimento di pensiero e di appassionate polemiche che nacque nel Rinascimento intorno al problema dell’immortalità. Si tratta – come scrive Giannini – di «uno studio pertinente e informatissimo, che fa il punto sulla storia di una questione di larga risonanza dottrinale in tutta la storia del pensiero». 
Nella monografia «Lorenzo Valla. Filosofia e religione nell’Umanesimo italiano» (Roma 1971) il Nostro affronta il rapporto tra etica e cristianesimo, esaminando l’opera il De vero bono.
Grazie alla sua salda e sicura conoscenza del pensiero filosofico e teologico, sia a livello storico che speculativo, Di Napoli seppe penetrare e intendere non solo i pensatori del Rinascimento, ma anche Galluppi, Rosmini, Gioacchino da Fiore e i pensatori contemporanei, ripresi nel problematico saggio La filosofia della morte dell’uomo, l’ultimo suo lavoro, edito a Reggio Calabria nel 1978, in cui sono sottoposti ad analisi rigorosa Lévi-Strauss, Nietzske e Marx, Gramsci e Sartre, Shaff e Della Volpe, Marcuse e Camus. Giovanni Di Napoli, oltre che filosofo e storico della filosofia, fu anche importante pedagogista. Tra i suoi scritti di pedagogia, vanno segnalati il saggio Il concetto di educazione (Roma1952) , la monografia Il pensiero di Gian Giacomo Rousseau (Brescia 1952), i suoi studi La concezione dell’essere nella filosofia contemporanea (Roma 1953), Antonio Rosmini e le correnti teologiche del suo tempo (Milano 1972).
Pur essendo vissuto per gran parte della sua esistenza a Roma, Giovanni Di Napoli non dimenticò mai la sua terra d’origine, la Calabria, che, come egli stesso faceva notare, «fra tutte le regioni italiane è quella che proporzionalmente ha avuto il maggior numero di filosofi». E ai filosofi calabresi egli dedicò molta attenzione di studio e di ricerca, scrivendo saggi su Gioacchino da Fiore, su Telesio, su Campanella, su Galluppi.  Per la scuola, Giovanni Di Napoli pubblicò presso la casa editrice Marietti di Torino, una Storia della Filosofia per i licei (1956-57) e una Storia della filosofia e della pedagogia per gli istituti magistrali (1962), testi che incontrarono grande diffusione e fortuna nel mondo degli studenti e dei docenti delle medie superiori, per la loro completezza e chiarezza. Di Napoli è noto anche come autore di numerose voci della “Enciclopedia Filosofica”.
Morì a Roma nel 1980, all’età di 70 anni. Il suo paese natale gli ha intitolato una strada e una scuola.  (Franco Liguori) © ICSAIC

Nota bibliografica

  • Francesco Russo, Mons. Giovanni Di Napoli, «Calabria letteraria», XXVIII, 4-5-6,1980;
  • G. Giannini, Commemorazione di Mons. Giovanni Di Napoli, «Calabria letteraria»,  XXVIII, 4-5-6, 1980;
  • Franco Liguori, Giovanni Di Napoli, filosofo, pedagogista, storico della filosofia, «La Voce» (Rossano), VIII, 2, 1993;
  • Franco Liguori, G. Di Napoli, E .R. Faggiano, M. Venneri ; tre figure di maestri ed educatori, Grafosud, Rossano 1996;
  • Franco Liguori, La figura e l’opera di Giovanni Di Napoli, «Il Serratore», 41, 1996, pp. 44-45;
  • Franco Liguori, Giovanni Di Napoli, filosofo, pedagogista, storico della filosofia, «Rivista calabrese di Storia del Novecento», 1, 2017.
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