Errigo, Giuseppe

Giuseppe Errigo [Siderno Superiore (Reggio Calabria), 9 febbraio 1933 – 23 novembre 1998]

Primo di sette figli (quattro maschi e tre femmine) nacque da Angelo, vigile urbano, e da Elisabetta Gentile. La madre era sorella di Michele e Mimmo Gentile, i quali ebbero grande influenza nella vita del nipote. All’inizio degli anni Cinquanta, infatti, Michele aprì la prima Libreria di Siderno che, gestita poi dal fratello Mimmo, era considerata il salotto letterario della cittadina, un circolo di cultura e di politica, punto d’incontro degli intellettuali della zona. In quell’ambiente che, secondo Carmelo Filocamo, rappresentò per mezzo secolo «un pezzo, e forse ancor più, della storia di Siderno», egli si formò, sia culturalmente sia politicamente.
Dopo le elementari nel paese natale, frequentò la scuola media a Siderno e il Liceo Classico a Locri, e negli ultimi due anni du Liceo passava molto tempo in libreria prt aiutare lo zio che lo vedeva come suo erede naturale. 
Ottenuta la maturità, invece, si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Messina da dove, successivamente, si trasferì a quella di Palermo in cui si laureò il 16 novembre 1961.
Nel 1962 sposò Domenica “Mimma” Derosa, incontrata ai tempi del Liceo, pure lei laureatasi in Giurisprudenza a Palermo. Dal loro matrimonio nel 1963 nacque Elisabetta e nel 1966 Angelo.
Scelse di fare l’insegnante invece che l’avvocato (lo stesso fece la moglie) e fu ordinario di materie giuridiche ed economiche. Insegnò dapprima all’Istituto Alberghiero di Locri, e quindi, per tutta la vita, all’Istituto Tecnico Commerciale «Guglielmo Marconi» della sua Siderno. È stato un insegnante che ha dato molto alla scuola e ha lasciato ottimi ricordi tra i suoi allievi.
Conosciuto localmente con il nomignolo “’u Babbù” (ereditato dal padre che suonava il trombone nella banda cittadina), fin da giovane fu attratto dalla politica. Militò dapprima nel Partito socialista e nel 1957, come altri giovami, passò al Partito comunista, di cui divenne apprezzato dirigente locale e provinciale. Il suo primo incarico lo ebbe nel sindacato. Dal 1972 al 1975, infatti, fu segretario della Camera del lavoro di Siderno. Dall’anno successivo e fino al 1980 è stato segretario della sezione del Pci. Dal 1978 al 1981 fu componente della segreteria di zona del partito e poi, dal 1977 alla svolta della Bolognina che nel 1991 segnò la fine del Pci, del comitato federale reggino. Ebbe anche incarichi amministrativi: fu, infatti, consigliere comunale (1975-1989) e consigliere provinciale per il Pci (1980-1990), eletto nel collegio Siderno-Marina di Gioiosa-Agnana.
Non si è limitato, tuttavia, alla sola politica attiva, al servizio di una idea e dei bisogni della sua gente. È stato soprattutto un intellettuale a tutto tondo, profondo conoscitore della storia politica e sociale della Locride del secondo dopo guerra della quale in parte è stato protagonista. Su tali argomenti ha scritto e pubblicato pregevoli saggi: Lotte popolari in Calabria nel dopoguerraLa Locride, Società, politica ed economia (1943-1955)Dalle tensioni sociali alla fuga del proletariato in CalabriaProtagonisti del Novecento Jonico (voll. 1 e 2), La Locride tra programmi di sviluppo e insuccessiPartito Comunista Jonico dal Congresso di Livorno alla nascita del P.D.S.
Ha collaborato con il «Bollettino dell’Icsaic» (pubblicando anche la biografia politica di Francesco Malgeri in un volume curato dall’Istituto e dedicato al medico e parlamentare comunista di Grotteria), con le riviste «Quaderni calabresi» e «Filo rosso», e con i periodici «Calabria oggi» e la «Voce del Popolo». Sia come politico, sia come studioso ha lasciato una forte impronta e ancora oggi viene ricordato per le sue plurime attività nell’ambito di quella sinistra comunista che ha avuto, accanto a lui, uomini come ha annoverato tra i suoi rappresentanti politici uomini di grande valenza come Vincenzo Pedullà, Virgilio Condarcuri, Giuseppe Errigo, Giuseppe Fragomeni, Giuseppe Reale a tanti altri.
«È stato un uomo che ha vissuto la vita che voleva, ha seguito i suoi principi e non si è mai tirato indietro nelle battaglie decisive che ha incontrato, anzi le ha affrontate con una grande forza morale», ha scritto di lui Rosalba Topini sul settimanale «La Riviera». E così lo ricordano in tanti.
È morto all’età di 65 anni, a un anno dalla pensione, dopo una lunga malattia che affrontò con coraggio, consolato solo dall’arrivo di un nipotino che porta il suo nome. Ha lasciato una ricca e prestigiosa biblioteca di circa dieci mila volumi che andrebbe valorizzata e messa a disposizione degli studiosi. Qualche anno dopo l’amministrazione comunale, per iniziativa del sindaco dell’epoca Domenico Panetta, gli ha intestato una piazza a Siderno Superiore dov’era nato. (Aldo Lamberti) © ICSAIC 2020

Opere

  • Lotte popolari in Calabria nel dopoguerra. La sezione del P.C.I. di Siderno dal 1943 al 1953, Casa del libro. Reggio Calabria 1984;
  • Dalle tensioni sociali alla fuga del proletariato in Calabria. La sezione del P.C.I. di Siderno dal 1954 al 1963, Gangemi, Reggio Calabria 1986;
  • La Locride, Società, politica ed eEconomia (1943-1955), Pellegrini, Cosenza 1989;
  • La Locride, tra programmi di sviluppo e insuccessi (1956-1970), Pellegrini, Cosenza 1992;
  • Protagonisti del Novecento Jonico, vol. I, Arti Grafiche Edizioni, Ardore Marina 1993;
  • Partito comunista jonico dal Congresso di Livorno alla nascita del PDS, Arti Grafiche Edizioni, Ardore Marina 1997;
  • Protagonisti del Novecento Jonico, vol. II, Arti Grafiche Edizioni, Ardore Marina 1999 (pubblicato postumo).

Nota bibliografica

  • Carmelo Filocamo, Librerie e librai a Locri e Siderno. Ricordo di Mimmo Gentile e don Ciccio Pedullà, «Letteratura & Società», III, 1, 2001, pp. 136-138;
  • Domenico Romeo (a cura di), La magia della scrittura. Bibliografia degli Autori di Siderno di tutti i tempi, Arti Grafiche Edizioni, Ardore Marina 2006, ad nomen;
  • Rosalba Topini, Giuseppe Errigo, l’uomo che conosceva il significato della coerenza, «La Riviera», 16 agosto 2020.
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