Falco, Pasquale

Pasquale Falco [Spezzano Piccolo (Cosenza) 13 luglio 1947 – Cosenza 18 gennaio 2015]

Figlio di Michele, falegname, e Emilia Ianniello infermiera premesso l’Ospedale di Cosenza, studiò a Cosenza e si laureò, poi, a Salerno in materie letterarie. Ha insegnato Italiano e Storia presso le scuole superiori di Paola e all’Istituto Nitti di Cosenza. Sposato con Elena Caiazzo, ha avuto tre figli: Emiliana, Michele e Anna.
Nel 1977 insieme a un gruppo di amici, tra cui Mario De Bonis, fondò la rivista «Periferia», diventata poi nel 1986 casa editrice, i cui intenti furono racchiusi nel seguente motto: «In Periferia c’è qualcosa di nuovo: la possibilità di non essere periferici». Gli inizi dell’attività editoriale – come ricordava lo stesso Falco in un’intervista – furono all’insegna della precarietà: «Mancavano i soldi per la carta e andavano a elemosinarla nelle tipografie. A volte qualcuno ci aiutava a confezionare la rivista e i nostri Quaderni, non ancora libri. Erano “spillati”, una cosa economica ma preziosissima perché passavano versi stupendi» [Dalena, 2015]. 
Animato da un’ideale di cultura circolare, dal basso e, ancora una volta, dalle sue amate “periferie”, cioè come soleva ripetere «luoghi dell’anima o della creatività più grande che non soggiace ai meccanismi né del potere né della massificazione della cultura come avviene al centro» [Barresi, 2012], già nei primissimi anni Ottanta con il «LibroClub» Falco spalancò le porte della propria casa editrice a intellettuali, artisti, giornalisti, scrittori. Offrì ospitalità a Pasquino Crupi che in qualche anno gli consegnò quattro tomi di Storia della letteratura calabrese. I convegni organizzati insieme a Mario De Bonis (Per un’idea di Calabria. Immagini e momenti di storia calabrese, Cosenza 27-28 novembre 1981; Settecento Calabrese, Cosenza, Rende, 1983; Cultura romantica e territorio nella Calabria dell’ottocento, Rende, Pietrafitta, Cosenza e Catanzaro, 1986) informarono l’azione della casa editrice negli anni a venire. La prima metà degli anni Novanta fu un periodo particolarmente roseo per la casa editrice di via degli Stadi con un fiorire di opere, curate a una a una dal professore, a cominciare dalla pubblicistica riguardante le mafie e l’antimafia. Grande successo in termini di copie vendute e critica per La Santa Violenta di Pantaleone Sergi, un reportage tra storia e drammatica attualità del fenomeno mafioso calabrese, cui si aggiunse il rilancio e la riedizione dell’opera completa del «veterinario assassino» Saverio Montalto (La famiglia Montalbano, Raptus, Matrimonio clandestino), un’autobiografia del bandito Giuliano Mesina, curata da Gabriele Moroni e un volume di successo dello stesso autore Cronista in Calabria : storie di ‘ndrangheta, sequestri di persona, delitti eccellenti nel racconto di un giornalista-testimone. Il libro Noi Cordopatri dei Capece scritto da Angelica Rago insieme alla baronessa Teresa Cordopatri, poi, andò letteralmente ruba e venne tradotto in quattro lingue: è una lucida testimonianza di come la nobildonna, sfuggita al piombo del clan Mammoliti, riuscì a far arrestare e condannare a venticinque anni di carcere l’assassino di suo fratello Antonio. Furono oltre 400 i titoli del catalogo.
Pasquale Falco, eloquio brillante e appassionato, fu anche autore. Scrisse saggi di genere vario che spaziano dalla letteratura alla storia della politica, tra cui si ricordano: Petrarca e la poesia biblica (1978); Letteratura popolare fascista: i ricorsi della narrativa del consenso in Italia e in Calabria (1984); Giornalismo letterario in Calabria durante il fascismo(1987); Ideologia e stile nelle Ceneri di Gramsci (1987). Curò volumi collettanei su Corrado Alvaro (Utopia e realtà nell’opera di Corrado Alvaro, 1987) e Pasolini (Pasolini in periferia, 1992).
Scrisse liriche e altre composizioni dai toni provocatori sulla rivista «Periferia» con lo pseudonimo di «Il tamarro». Nel 1986 pubblicò e curò la prefazione del poemetto inedito Ogni volta di Leonida Répaci. Microfono alla mano si lanciò in appassionanti interviste a intellettuali, giornalisti e scrittori come Saverio Strati, Giuseppe Selvaggi, Luigi Lombardi Satriani, Luigi “Gino” Bloise, Raul Maria De Angelis. 
Nel 1995 tentò l’avventura sul piccolo schermo curando i testi e recitando un ruolo nel docufilm Francesco De Sanctis in Calabria, diretto da Valerio Nataletti e prodotto nella sede di Rai Calabria. Punto di riferimento per decine di giovani alla ricerca di una possibilità editoriale non vincolata al contributo per la stampa, negli ultimi anni di attività editoriale praticò un’intensa opera di scandaglio e insieme di valorizzazione di quei talenti che tornavano a popolare il suo salotto letterario.
Pochi mesi prima di spegnersi, nel gennaio del 2015 a 67 anni, a causa di un male incurabile, la Commissione Cultura del Comune di Cosenza gli consegnò un riconoscimento per la sua lunga attività nel campo dell’editoria e alla sua morte, nel messaggio di cordoglio, lo ha ricordato come «una delle intelligenze più fervide del nostro territorio che, in quasi quarant’anni di attività, ha saputo dare un notevolissimo contributo allo sviluppo dell’editoria in Calabria». L’eredità editoriale è stata raccolta dal figlio Michele, titolare della Falco Editore. (Matteo Dalena) © ICSAIC

Nota bibliografica

  • Barresi Vito, Intervista a Pasquale Falco, all’interno della trasmissione «Blu», emittente Video Calabria, marzo 2012;
  • Dalena Matteo, Si è spento il Falco di Periferia, in «Mmasciata», 19 gennaio 2015.
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