Frangella, Emilio

Emilio Frangella [Longobardi (Cosenza), 17 ottobre 1912 –  15 dicembre 2004]

Nacque da Francesco e da Carmela Bonanno. Ricevette una sana educazione familiare, fortemente ispirata ai princìpi cattolici e frequentò le elementari nel paese natale. 
Nella sua formazione influì molto la frequentazione della parrocchia retta dall’arciprete Francesco Cananzi; fu quest’ultimo a suggerire ai genitori di fargli continuare gli studi nel Seminario di Tropea, il cui rettore era in quegli anni don Francesco Mottola, proclamato “beato” il 30 maggio 2019; il quale univa una straordinaria preparazione umanistica alla sua attività sacerdotale al servizio dell’infanzia. Di Don Mottola fu il discepolo prediletto, tanto da essere scelto come suo segretario. Nel 1928, quand’era ancora sedicenne e frequentava la IV ginnasiale, fondò un periodico, che intitolò «Cor cordium», e ne divenne direttore. Più tardi, nel 1931, risiedendo a Cosenza, lontano dal Seminario, ma col cuore vicino a Don Mottola, collaborò al giornale napoletano «Excelsior» e ad altre testate nazionali.
Durante seconda guerra mondiale prestò il servizio militare a Napoli. Anche in quel periodo non smise di praticare il giornalismo, fondando un altro periodico culturale, col titolo di «Ignis ardens», anche questo ispirato ai valori dell’umanesimo cristiano.
Dopo aver conseguito la maturità classica con ottima votazione, sostenne anche l’esame di abilitazione magistrale presso l’Istituto «Lucrezia Della Valle» di Cosenza, che gli diede la possibilità di entrare nella scuola statale come insegnante elementare, rimanendovi per oltre quarant’anni. Iniziò la sua attività di insegnante in scuole di campagna inospitali e poi, da titolare, nelle scuole primarie della sua Longobardi. Sempre sensibile alle esigenze sociali, attese anche a impartire privatamente lezioni di lettere classiche, di latino soprattutto.
Si sposò ed ebbe quattro figli (Maria Pia, Sergio, Giuseppe, Osvaldo).
Oltre a essere stato per oltre quarant’anni un maestro con grande passione educativa, disponibile con i propri alunni, dedito all’insegnamento, svolse una lunga attività di giornalista (per tanti anni fu collaboratore anche della sede Rai regionale), poeta, ricercatore di storia e cultura calabrese, ma è noto soprattutto come fondatore  nel 1952 (dopo avere ottenuto l’iscrizione all’Ordine dei giornalisti, elenco pubblicisti),della rivista di cultura e arte «Calabria Letteraria» nata – il primo numero di otto pagine, con una tiratura di 500 copie, vide  la luce il 1° novembre – «senza mezzi economici e senza pretesa alcuna» come ha scritto il nipote Franco, che diresse con grande passione per oltre cinquant’anni fino alla sua morte, che negli ultimi editoriali vedeva ormai prossima, avvenuta a metà dicembre del 2004. Alle pagine di «Calabria Letteraria» hanno collaborato molti intellettuali calabresi tra i quali Corrado Alvaro, Umberto Bosco, Raffaele Corso, Mario La Cava, Raffaele Lombardi Satriani, Cesare Mulè, Michele Pane, Francesco Perri, Ernesto Pontieri, Leonida Repaci, Gerhard Rholfs, padre Francesco Russo, Fortunato Seminara. Grande merito di Frangella e della sua “creatura” fu quello di dare una voce anche ad altri intellettuali periferici e isolati rispetto ai circuiti culturali. Anche per questo motivo la rivista ebbe una straordinaria fortuna nell’America del Nord e in altri paesi d’emigrazione, fra quegli emigrati che intendevano mantenere un legame culturale con la terra d’origine.
Oltre all’attività giornalistica (prima di fondare «Calabria Lettararia», con Alfredo Gigliotti direttore e lui segretario di redazione, nel 1949 aveva contribuito alla fondazione del mensile di lettere arte e folklore «Scrittori calabresi»), Frangella coltivò anche la musica. A Longobardi creò una apprezzata Schola cantorum, e successivamente un’altra a Fiumefreddo Bruzio nella parrocchia di San Michele Arcangelo retta dal nipote don Franco. 
Autore di alcuni saggi su riviste specialistiche e di volumi (Scrittori calabresi; Alma Terra; Il Beato Nicola Saggio di Longobardi (3 edizioni); Folklore Calabrese; Luci ed ombre; Zagare; Juvenilia; Il pensiero filosofico e pedagogico attraverso i secoli; Calabria pittoresca; Uomini e cose della mia Calabria; Critica filosofica; Il problema escatologico), buona parte della sua produzione letteraria (poesie, articoli, saggi) è sparsa su riviste e terze pagine di giornali, e specialmente sulla sua rivista.
Durante il corso della sua lunga esistenza ricevette per i suoi meriti culturali, molti riconoscimenti. Nel 1930 fu socio ordinario dell’Accademia Partenopea di Scienze, Lettere ed Arti. Nel 1939 gli fu conferita la Croce Pontificia Lateranense, e nel 1953, fu nominato Cavaliere dell’Ordine della Repubblica. Fu anche socio ordinario dell’Accademia Cosentina a partire dal 1955; nel 1970 gli fu assegnato il Premio Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri; nel 1980 gli fu conferita la Medaglia d’oro dei benemeriti della Pubblica Istruzione e, infine, nel 1982, l’Associazione «Brutium» lo insignì di una Medaglia d’oro, per il suo costante e proficuo impegno culturale per la valorizzazione della Calabria.
Morì a Marina di Longobardi all’età di 92 anni, lasciando un vuoto nella vita culturale della Calabria intera di cui per decenni era stato un pilastro: aveva lavorato per farla conoscere in Italia e nel mondo. (Franco Liguori) © ICSAIC 2020

Opere principali

  • Scrittori calabresi e La canzuna di Natale di V. Padula, Tip. Esposito, Paola 1936;
  • Alma Terra. Calabria letteraria eroica e mistica: scrittori, martiri, aureole, Tip. Esposito, Paola 1937;
  • Il Beato Nicola da Longobardi, oblato professo dell’ordine dei Minimi: 1649-1709Licari Editore, Palermo 1940 (II ed. Arti Grafiche S. Teresa, Cosenza 1950; III ed. Pellegrini, Cosenza 1980);
  • Longobardi, Calabria Letteraria Editrice, Soveria Mannelli1987;

Nota bibliografica

  • Massimo Donato, Giuseppe Serio (a cura di), Brutia Tellus, Ed. La Croce del Sud, Amantea 1955;
  • Carmela Galasso, Biografie di personaggi noti e meno noti della Calabria, Pellegrini, Cosenza 2009, pp.202-203;
  • Ricordando Emilio Frangella, «Calabria Letteraria», LIII, 4-5-6, 2005, pp.2-55;
  • Rocco Liberti, Memorie di studiosi calabresi contemporanei, s.n., Oppido Mamertina 2017, pp. 97-100.
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