Frasca, Salvatore

Salvatore Frasca [Cassano all’Ionio, 8 novembre 1928 – Cosenza, 27 marzo 2021]

I genitori, Raffaele e Maria Loreta Corrado, sono commercianti, con alcuni negozi di generi alimentari e diversi, e proprietari terrieri, in particolare di vigneti. Frequenta le scuole di base nel comune di nascita e quindi il Liceo classico di Castrovillari. Si iscrive alla Facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Palermo e si laurea nel 1966.
Si forma nell’Azione cattolica di Cassano, ma ne esce quando, nel Secondo dopoguerra, vi fanno ingresso anche ex fascisti; assieme a Gino Bloise – futuro senatore, con il quale patisce qualche processo ed organizza scioperi e proteste – costituisce l’associazione culturale «Il Nido» e nel 1947 si iscrive al Partito socialista italiano. Segretario della Camera del Lavoro di Cassano, partecipa alle lotte contadine e alle campagne pacifiste dei primi anni Cinquanta, sulle quali molti anni dopo scriverà un libro. Più volte fermato durante le manifestazioni, è arrestato nel marzo del 1951 per istigazione a disobbedire alle leggi (durante un comizio aveva incitato i militari alla diserzione) subendo una condanna a 20 mesi scontata nel carcere militare di Gaeta. Già consigliere comunale di Cassano, durante la carcerazione, nel 1952, viene eletto consigliere provinciale di Cosenza, carica in cui sarà confermato per altre tre volte (nel 1956, 1960, 1964). Nel 1962, riveste il ruolo di assessore ai lavori pubblici nella prima giunta di centro-sinistra, presieduta da Antonio Guarasci.
Si sposa con Teresa Ferraina nel 1955 e ha quattro figli: Stefania, ingegnere, che ha svolto anche incarichi politici, Maurizio, Donatella e Katia. Un quinto figlio, Gabriel, è nato fuori dal matrimonio.
Presidente della Camera di commercio, rimane in carica fino al 1969. In virtù di tale ruolo, nel giugno 1967, con decreti del Ministro Pieraccini, entra nel Comitato regionale per la programmazione economica della Calabria, e in seguito riveste anche le cariche di membro della commissione intercamerale per l’agricoltura dell’Unione italiana delle Camere e vice presidente dell’Unione regionale delle Camere di commercio calabresi. Durante il suo mandato, in occasione dell’Anno internazionale del Turismo, produce il documentario Calabria, California d’Europa. Fautore della prima Area di sviluppo industriale della Calabria, quella della Piana di Sibari, creata nel 1969 – soprattutto grazie all’attività camerale – a partire dal Nucleo di industrializzazione e a cui si aggiungeranno anche gli agglomerati di Castrovillari-Firmo e Media Valle del Crati. Lascia la presidenza per l’incompatibilità con la carica di deputato a cui è stato eletto nella Circoscrizione unica calabrese il 26 giugno 1968 nelle fila del Partito socialista unificato, con 31.308 preferenze.
Dalla fine degli anni Sessanta al primo decennio del secondo millennio, alterna l’attività parlamentare con incarichi di partito, in enti di diritto pubblico e a livello amministrativo: deputato nella V, VI e VII legislatura; segretario regionale del partito socialista tra il 1976 e il 1979; senatore nella IX e nella XI legislatura; presidente dell’Istituto di previdenza per il settore marittimo Cassa marittima meridionale tra il 1987 e il 1992; sindaco per più di un decennio del proprio Comune.
Riveste incarichi significativi a livello parlamentare e governativo, tra cui: membro della XII commissione della Camera, industria e commercio, artigianato e commercio estero e della XI commissione, agricoltura e foreste; presidente della XIX commissione Bicamerale igiene e sanità pubblica; membro della commissione parlamentare speciale sul fenomeno della mafia; sottosegretario di stato alla Giustizia nel II governo Craxi (1986-1987). 
Nel 1978 entra a far parte del Comitato centrale del Partito socialista.
Dal 14 marzo 1984 al 5 febbraio 1987 è anche membro dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa.
Il suo impegno contro la mafia, già incessante negli anni Sessanta, si accentua nel decennio successivo quando, il 31 marzo 1976, il settimanale «Rotosette» di Cosenza pubblica una sua intervista concessa al giornalista Elio Fata dal titolo «Ecco perché accuso questi magistrati», nella quale getta gravi ombre sul potere giudiziario in Calabria, riferendo anche fatti specifici e denunciando omissioni, storture, complicità con la mafia da parte di indulgenti magistrati del Distretto di Catanzaro: per tali accuse dopo un lunghissimo iter processuale subì una condanna a nove mesi di reclusione e una multa. Sebbene coordinatore del gruppo socialista nell’Antimafia e soprattutto primo uomo politico in Calabria a condurre una battaglia frontale contro i clan, tanto che la moglie di un boss lo voleva morto perché aveva fatto acquisire al patrimonio del comune i beni confiscati al clan Cirillo, negli anni seguenti viene coinvolto in una inchiesta sui clan della Sibaritide. Accusato, addirittura, di concorso esterno, per avere partecipato a una associazione a delinquere di stampo mafioso negli anni 1975-1990 per ottenere consenso elettorale, è processato e assolto.
Dal 1989 al 1993 è presidente della società a responsabilità limitata Sibari 2000, impegnata nel settore turistico e del tempo libero. Allontanatosi dalla vita pubblica, muore a Cosenza alla veneranda età di 93 anni. (Luigi Ambrosi) © ICSAIC 2021 – 04

Scritti

  • Calabria: mafia alle sbarre. Iniziative parlamentari e documentazioni dell’on. Salvatore Frasca, Arti grafiche Ragusa, Bari 1970;
  • Una battaglia vinta. Interventi e prese di posizione sulla Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania,Tipolitografia Bellini, Roma 1983;
  • Tre anni di battaglie parlamentari per il Mezzogiorno, per la Calabria, per la Piana di Sibari, Tipolitografia Bellini, Roma 1988;
  • Occupazioni di terre e lotte bracciantili nel comune di Cassano Ionio, con Rossella Varcasia, Periferia, Cosenza 1998.

Nota bibliografica

  • Unione italiana delle Camere di commercio, industria artigianato e agricoltura, Le Camere di commercio industria artigianato e agricoltura in Italia e le camere di commercio italiane all’estero. Dirigenti e organizzazione al 1° dicembre 1967, Unioncamere, Roma 1967;
  • Unione italiana delle Camere di commercio, industria artigianato e agricoltura, Le Camere di commercio industria artigianato e agricoltura in Italia e le camere di commercio italiane all’estero. Dirigenti e organizzazione al 1° dicembre 1968, s.e., s.l. 1968;
  • Coriolano Martirano (a cura di), Due anni di cammino, Cciaa, Cosenza 1969;
  • È nata a Sibari la prima area calabrese di sviluppo industriale, Mit, Cosenza 1969;
  • Coriolano Martirano (a cura di), Dal nucleo all’area, Cciaa, Cosenza 1969:
  • Francesco Arcà, Mafia potere malgoverno, Newton Compton, Roma 1979;
  • Adriano Baglivo, I legami tra mafia calabra e magistratura in una causa di diffamazione oggi a Napoli, «Corriere della Sera», 20 febbraio 1980;
  • Adriano Baglivo, Condannato il deputato che accusò i giudici di connivenze con la mafia, «Corriere della Sera», 10 aprile 1980;
  • Pierluigi Franz, Condannato ex deputato: diffamò cinque magistrati, «Corriere della Sera», 24 ottobre 1983;
  • Luigi Michele Perri, Come nasce una mafia, Periferia, Cosenza 1994;
  • Pantaleone Sergi, Mafiosi e politici uniti negli affari, «La Repubblica», 2 luglio 1995;
  • Bruno Gemelli, Antonio Iannicelli, È morto Salvatore Frasca, «il Quotidiano del Sud», 28 marzo 2021;
  • Giovanni Perri, Addio a Salvatore Frasca. Una vita per le istituzioni, «il Quotidiano del Sud», Ed. Cosenza, 28 marzo 2021.

Nota archivistica

  • Archivio storico della Camera di Commercio di Cosenza, Registro imprese.

Nota

  • Profilo biografico realizzato anche grazie alla collaborazione dello stesso Frasca quand’era ancora in vita e dei figli Stefania e Maurizio.
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