Frontera, Visconte

Visconte Frontera [Cutro (Crotone), 6 gennaio 1935 – Crotone, 24 aprile 2004]

Figlio di Chiara Grisi e di Vito, farmacista di Cutro, antifascista e dirigente socialista perseguitato durante il Ventennio che divenne punto di riferimento per i contadini e la popolazione agricola durante le battaglie per l’occupazione delle terre incolte. Il suo nome è inevitabilmente legato alla più recente storia della città di Crotone, della quale è stato sindaco per due mandati come esponente del Partito Socialista Italiano, dal 1970 al 1976 e poi dal 1985 al 1988.
Convinto meridionalista, iniziò a occuparsi di politica sin dalla giovane età, negli anni in cui frequentò il liceo classico Pitagora di Crotone. Si laureò in Giurisprudenza nel 1947 e in seguito si dedicò all’insegnamento nelle scuole superiori. 
Sposato con Melina Sanguedolce, ebbe due figli Alessandro e Chiara.
La sua vera passione era la politica e decise nei primi anni Sessanta di ristabilirsi in Calabria, a Crotone. Venne candidato nel 1965 al consiglio comunale della città risultando eletto con un gran numero di preferenze nella coalizione di centrosinistra che comprendeva sia il Pci sia il Psi, ottenendo anche la carica di assessore. Nel corso della sua attività amministrativa gli venne sempre riconosciuto un costante servizio alla comunità e un altissimo impegno civile, anche da parte di molti tra gli avversari di partito.
Tra i protagonisti della svolta di centrosinistra (la prima storica alleanza tra Psi e Dc), dal 1965 in poi è stato sempre una delle figure più autorevoli della vita politica e amministrativa di Crotone, per ben 37 anni (assente solo nella campagna elettorale del 2001), ricoprendo anche la carica di segretario provinciale del Psi. Il suo rapporto con il Pci, però, non è mai stato idilliaco al punto di essere definito un “anticomunista”. Negli anni Settanta, ottenendo risultati molto apprezzati anche dalla Direzione Nazionale del Psi, fu protagonista di tenaci e marcate attività antifasciste nei confronti del Msi che, anche sull’onda dei moti di Reggio Calabria del 1970, allargò i consensi nell’elettorato calabrese e anche in quello crotonese e dell’intero Marchesato. Nel 1972, a capo di una giunta di sinistra, presiedette la prima consulta antimafia della quale faceva parte anche il vescovo della città.
Nel 1988 fondò “La Gazzetta di Kroton” che ebbe una impostazione socialista, e fu sempre attenta alle vicende del suo ispiratore.
Legato al progetto politico autonomistico di Giacomo Mancini fin ai tempi della segreteria nazionale del Psi, membro del Comitato Centrale, non appoggiò l’ascesa di Craxi alla guida del partito. Tuttavia, dopo il 1992, anno nel quale in pratica iniziò la diaspora dei socialisti dopo lo scandalo «Mani pulite», e dopo un periodo che lui stesso definì “sabbatico”, si ritrovò a essere come tanti orfano del partito nel quale si era riconosciuto sin dagli anni della sua gioventù. E allora, senza ricusare il proprio anticraxismo nel 1996, contribuì tuttavia alla nascita del Nuovo Psi facente capo a Gianni De Michelis, Margherita Boniver e Claudio Martelli, per ribadire la necessità di una presenza socialista nella società e per le sue convinzioni anticomuniste. Di questo partito Frontera fu anche responsabile provinciale sino a un anno prima della sua scomparsa, ma in realtà non vi si riconobbe mai pienamente per via della sua cultura di base legata alla realtà contadina e operaia del territorio.
Negli anni in cui fu sindaco o comunque amministratore, la città di Crotone ha vissuto periodi floridi dal punto di vista economico e occupazionale, essendo presenti gli stabilimenti della Montedison e della Pertusola Sud. Egli si impegnò per dare alla città (all’epoca non ancora capoluogo di provincia) e alle realtà territoriali limitrofe dignità e benessere, ricoprendo anche ruoli di gestione: fu vice-presidente del Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione di Crotone, di vice presidente dell’Opera Sila (1968), poi consigliere di amministrazione dell’Esac (Ente regionale di sviluppo agricolo della Calabria), presidente del comitato di controllo sugli atti delle Usl  e direttore dell’Ardis (Agenzia regionale per il diritto allo studio) di Catanzaro. Si dimostrò anche un tenace promotore dell’istituzione della Provincia di Crotone e profuse forte impegno per l’ampliamento del porto commerciale e turistico e per il potenziamento dello scalo aeroportuale di Sant’Anna, ricadente nel territorio di Isola Capo Rizzuto, ma – di fatto – infrastruttura di riferimento della città di Crotone, nonché per il recupero del centro storico e dell’area museale e archeologica.
Le battaglie del padre Vito a favore dei contadini del Marchesato non le aveva dimenticate, al punto che assieme a Pasquino Crupi, intellettuale di sinistra, nel 1999 pubblicò un libro-inchiesta dal titolo I fatti di Melissa. Il Sud tra svolta e tramonto.
Rimase sempre attivo nell’ambito della politica. Morì nel 2004 all’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone a seguito di una breve malattia. Aveva 69 anni. 
Nel 2014, in occasione del decennale della sua scomparsa, la città di Crotone gli ha dedicato una via non distante dalla sede municipale che lo ha visto protagonista per oltre un trentennio. (Letterio Licordari) © ICSAIC 2020

Opere

  • Edilizia scolastica e finanziamenti, Abramo, Catanzaro 1973
  • Per lo sviluppo di un movimento unitario che riscatti la Calabria, a cura del Circolo Culturale politico “P. Mancini”, Abramo, Catanzaro 1973;
  • I fatti di Melissa. Il Sud tra svolta e tramonto (con Pasquino Crupi), Calabria oggi, Reggio Calabria 1976 (ristampa Falzea, Reggio Calabria 1999);
  • Crotone ’83: … una città, Grafiche Abramo, Catanzaro 1983;
  • Il porto di Crotone. Realtà e prospettive, Convegno del 19 luglio 1985 – Città di Crotone; relazione introduttiva, Congi, Crotone 1986.

Nota bibliografica

  • Calabria: è morto l’ex sindaco di Crotone Visconte FronteraAdnkronos, 24 aprile 2004;
  • D. N. (Domenico Napolitano), Frontera, una vita al servizio della politica, «Il Crotonese», 27 aprile 2004.
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