Galati, Anton Giulio

Anton Giulio Galati [Monterosso Calabro (Vibo Valentia), 31 gennaio 1935 – Catanzaro 25 settembre 2016]

Trasferitosi a Catanzaro negli anni Settanta, mantenne però sempre un forte legame con il suo paese natale, Monterosso Calabro, centro interno dell’attuale provincia di Vibo Valentia. Proveniente dall’Azione Cattolica, si è iscritto alla DC nel 1951. Gran parte della sua attività politica è stata svolta nelle organizzazioni sindacali cattoliche. È stato infatti dirigente di alcuni settori della CISL di cui è diventato prima segretario provinciale e poi segretario regionale generale. Come sindacalista è stato anche componente il comitato esecutivo nazionale della Cisl. La sua attività sindacale lo ha portato ad approfondire tutti i problemi della realtà calabrese e ad un rapporto sempre più diretto e costante con le popolazioni di questa Regione. Nel 1979 è stato candidato al Parlamento nelle liste della DC conseguendo, pur senza essere eletto, una brillante affermazione, con oltre 50.000 preferenze. Nel 1980 è stato candidato alle elezioni regionali ed è risultato eletto. In Consiglio regionale è stato vicecapogruppo, Presidente della commissione per il Piano di Sviluppo economico, era stato nominato di recente anche Presidente della speciale commissione istituita dal Consiglio regionale per lo studio del problema delle deleghe e la predisposizione dei relativi strumenti legislativi. In Commissione Bilancio e Sviluppo Economico ha svolto per il suo gruppo un notevole lavoro di impostazione e risoluzione di alcuni problemi di principio specie in materia di bilancio e programmazione. È stato relatore di commissione per la espressione del parere sul bilancio di previsione 1983 e sul bilancio poliennale programmatico 1983-1985. Il 24 maggio 1983 è stato eletto presidente del Consiglio, carica che ha mantenuto fino al 24 maggio 1993, tornando alla guida dell’Assemblea legislativa calabrese anche nel periodo 10 agosto 1994 – 5 giugno 1995. È stato quindi il più longevo presidente del Consiglio regionale della Calabria, intersecando più legislature e facendosi stimare anche dalle opposizioni. Nell’albo istituzionale si colloca cronologicamente al quinto posto dopo Mario Casalinuovo, Scipione Valentini, Consalvo Aragona e Rosario Chiriano e il settimo dopo Domenico Romano Carratelli. Persona pratica, è stato determinante nella celerità con cui è stato costruito Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria.
Ritiratosi dalla politica, è deceduto a Catanzaro all’età di 81 anni. 
Il Consiglio regionale a cinque giorni dalla morte lo ha commemorato con gli interventi del presidente dell’assemblea Nicola Irto e del governo regionale Mario Oliverio che ha ricordato «le qualità umane, la sobrietà e il rigore con i quali galati ha svolto con vero spirito di servizio il suo ruolo di rappresentante delle popolazioni calabresi in Consiglio regionale».
A fine marzo 1992, su sua iniziativa, anche in qualità coordinatore della conferenza dei presidenti dell’Assemblea, dei Consigli regionali e delle Province autonome, fu nominata una commissione «di indagine e di studio sui problemi dell’ordine democratico e della criminalità» nel Paese. Con decreto del Presidente della Repubblica, 15 dicembre 1992 gli è stata conferita la Medaglia d’oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell’arte. (Red.) @ ICSAIC 2021 – 12 – BREVE

Scritti

  • La Calabria che vogliamo, Editoriale Nuova, Catanzaro 1985;

Nota bibliografica

  • Ferdinando Perri, I Presidenti del Consiglio Regionale della Calabria e il Meridionalismo, Editoriale Progetto 2000, Cosenza 2014, pp.91-104.
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