Galli, Edoardo

Edoardo Galli [Maierà (Cosenza), 3 maggio 1880 – Roma, 24 luglio 1956]

Figura importante del panorama culturale della Calabria della prima metà del Novecento (settore studi archeologici), e in attesa ancora di una meritoria riscoperta, Edoardo Galli nacque da Luigi, segretario comunale, e da Anna Mancini. Laureatosi in Lettere a Roma nel 1905, dopo aver iniziato la sua attività di studioso di archeologia col rivolgersi al difficile problema di Sibari, pubblicando le sue indagini nel volume Per la Sibaritide (Acireale, 1907), entrò molto presto nella carriera dell’amministrazione delle Belle Arti, in cui spese tutta la vita, dedicandovisi con una laboriosità instancabile. Destinato nel 1907 al Museo Nazionale di Firenze come segretario di ruolo organico nel personale dei Monumenti, rimase nella città toscana fino al 1923. Del periodo fiorentino, numerosi furono i contributi di ricerca e di studio  che svolse, tra cui una serie di scoperte e messe a punto del sito archeologico di Fiesole, di cui scrisse una guida degli scavi e del museo.
Numerosi furono gli apporti da lui dati alla pubblicazione ufficiale «Notizie degli scavi» su argomenti etrusco-italici, negli anni in cui fu ispettore al Museo Archeologico di Firenze e, successivamente, direttore del Museo di Fiesole.
Nel 1923, per i suoi meriti scientifici, gli venne conferita la libera docenza presso la cattedra di Archeologia dell’Università di Pisa. Nel dicembre del 1923 gli venne affidata la nuova Soprintendenza ai Monumenti della Calabria, divenuta nel 1925 Soprintendenza del Bruzio e della Lucania con sede a Reggio Calabria, ove poi fu compiuta, nel 1932, la costruzione, da lui tanto auspicata, del Museo Archeologico Nazionale. A dirigere la soprintendenza calabro-lucana rimarrà fino al 1936, pubblicando importanti relazioni sulle ricerche eseguite in varie località e soprattutto a Sibari, a Metaponto, a Laos (odierna Marcellina). Curò pure i restauri di importanti chiese medievali, come la chiesetta bizantina di Rossano, il Battistero di Santa Severina, o la cattedrale normanna di Tropea. Fu anche attratto da problemi artistici, come dimostra la pubblicazione della cronaca seicentesca cosentina di Pietro Antonio Frugali. Con riferimento al periodo in cui fu soprintendente in Calabria e Basilicata, l’archeologo Silvio Ferri scrive che esso «fu certamente il migliore, in quanto a somma di  risultati tangibili e spesso pregevoli». «Reggio, Tiriolo, Cosenza, S. Giovanni in Fiore, Acerenza, Melfi ed altre località», riferisce Ferri, «debbono molto al Galli, in opera di studi, di restauri, di riesumazioni. (…) In quegli anni, la Sibari della sua prima attività giovanile tornò a interessarlo, divenendo per lui un punto fisso di ricerca, sebbene all’atto pratico le sue indagini  non sortissero risultati concludenti o ne sortissero soltanto di pur marginalmente interessanti».
Come soprintendente alle Antichità e Belle Arti della Calabria, va riconosciuto al Galli il merito di aver fondato e istituito a Reggio Calabria, nel 1932, nel palazzo progettato dall’architetto Marcello Piacentini, il Museo Nazionale della Magna Grecia che rimarrà inutilizzato durante la guerra e vedrà, la sua apertura soltanto parziale nel 1954 e l’inaugurazione nel 1959.  Ma molto  la Calabria tutta deve al Galli, che si trovò a raccogliere la pesante eredità di Paolo Orsi, per la tutela e la valorizzazione di un enorme patrimonio artistico e archeologico, scoperto e portato alla luce dall’archeologo trentino.
Nel 1936 ebbe inizio una nuova fase importante del suo lavoro di archeologo, dato che  venne chiamato all’incarico di Soprintendente alle Antichità e ai Monumenti della Marche, dell’Umbria e dell’Abruzzo, comprendente anche il territorio di Zara e della Dalmazia, con un campo d’azione assai vasto e una prospettiva di indagini difficili e delicate. Anche quello fu un periodo fecondo di studi e ricerche: su ritrovamenti bronzei e fittili italici, su monumenti romani da lui studiati e restaurati (Ancona, Fano, Ascoli Piceno, Teramo, Chieti, ecc..), su necropoli ellenistiche italiche e romane che egli esplorò con minuziosa cura. Promosse in quegli anni il restauro dell’Arco romano di Traiano, ad Ancona, la riorganizzazione del Museo Nazionale e di quello Civico di Chieti, ed altri interventi di restauro effettuò in altre città marchigiane ed abruzzesi. La catastrofe bellica che nel 1943-44 colpì gravissimamente Ancona, ove egli risiedeva, pressoché distruggendo il ricco Museo Nazionale di cui egli era anche il direttore, disperdendo collezioni e materiale di studio, lo colpì assai dolorosamente. «Fu il dolore più forte della sua vita di studioso, che tuttavia sopportò con fierezza e con forza, senza rallentare il ritmo del suo lavoro» (G. Isnardi). La sua carriera si concluse con un incarico alla Direzione della Biblioteca dell’Istituto di Archeologia e Storia dell’Arte in Roma. 
Collaboratore assiduo alle «Notizie degli scavi», ai «Monumenti antichi», ai «Rendiconti dell’Accademia dei Lincei», alle «Cronache della Società Magna Grecia», a «Le vie d’Italia», a «Studi etruschi», all’«Archivio storico per la Calabria e la Lucania», a «Calabria Nobilissima», a «Brutium» nonché a numerosi altri periodici italiani e stranieri, fu sempre presente a ogni convegno di studi o adunanze in cui si discutesse di problemi inerenti all’arte, alla storia della Calabria, e alla conservazione del suo patrimonio artistico.
Alla sua attività di Sovrintendente accoppiò quella di scrittore. Lunghissimo è l’elenco delle sue pubblicazioni che abbracciano gli argomenti più svariati in ogni campo dell’archeologia e della storia dell’arte antica, medievale e moderna. Ecco alcuni titoli : Per la Sibaritide (Acireale, 1907); Fiesole: gli scavi-il Museo civico-Guida (Milano, 1912); Dove sorse il bel San Giovanni (Firenze,1917); Perugia: il monumento funerario del Palazzone all’ipogeo dei Volumnii (Firenze,1921); Metaponto.Esplorazioni archeologiche e sistemazione dell’area del Tempio delle Tavole Palatine, «Atti e Memorie Società Magna Grecia», 1926-27;  Alla ricerca di Sibari, «Atti e Memorie della Società Magna Grecia», II, 1929; Aspetti dell’arte ellenistica in Calabria, «Atti e Memorie Società Magna Grecia», 1931, La Cattedrale normanna di Tropea restaurata al suo primitivo aspetto, Spoleto 1932; Un sarcofago del Duomo di Cosenza, «Bollettino d’arte del Ministero dell’Educazione Nazionale», febbraio 1935; Scoperte archeologiche fortuite a Zara, Roma, Lincei, 1937; Le reliquie dell’Archicenobio florense, Roma 1938; Antichi bronzi figurati del Bruzio e della Lucania «Le vie d’Italia», XXXXV, 1939, pp. 933-941; Necropoli ellenistica scoperta a Reggio C. nell’area del Museo, «Notizie degli scavi», 1942; La Sila. Studio storico, a cura dell’E.P.T. di Cosenza, 1955.
Morì a Roma nel luglio 1956.  (Franco Liguori) © ICSAIC

Nota bibliografica

  • Giuseppe Isnardi, La scomparsa di un grande calabrese, Edoardo Galli«Cronaca di Calabria», 19 agosto 1956;
  • Silvio Ferri, In memoriam. Edoardo Galli, «Bollettino dell’Archivio storico per la Calabria e la Lucania»,  fasc. IV, 1956;
  • Mario Borretti, Uomini illustri di Calabria-Edoardo Galli, «Il Tempo», 2 agosto 1956;
  • Nereo Alfieri, Nel primo anniversario della scomparsa di Edoardo Galli archeologo insigne, «Giornale d’Italia»,  26 luglio 1957;
  • Andrea Ostoja, Ricordo di Edoardo Galli, un amico della Dalmazia, «L’Arena di Pola»,  13 novembre 1957;
  • In memoria di Edoardo Galli, Arti Grafiche Barbieri, Cosenza 1962;
  • Gustavo Valente, Dizionario bibliografico  biografico geografico storico della Calabria, vol. III, Edizioni Geometra, Cosenza 2005;
  • Franco Liguori, Frammenti di storia degli scavi di Sibari nelle carte dell’Archivio Compagna-Gli scavi di Edoardo Galli a Pollinara, «Il Serratore», 88, lug-ag. 2007, pp.18-20.
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