Gambino, Sharo

Sharo Gambino [Vazzano (Vibo Valentia), 7 gennaio 1925 – Lamezia Terme (Catanzaro), 25 aprile 2008]

Nato a Vazzano, nell’entroterra vibonese, da Antonio e Fortunata Barba, visse gran parte della sua vita a Serra San Bruno, dove la famiglia – i genitori erano entrambi vazzanesi – si era trasferita due anni prima della sua nascita. Dal padre, fotografo per mestiere – che aveva imparato negli Usa, da dove era rientrato nei primi anni del ‘900 –, pittore e poeta per diletto, probabilmente ereditò l’interesse per le arti figurative. Fin da piccolo si dilettò con tele e pennelli, una passione che lo accompagnò per tutta la vita ma che presto fece spazio a quella per la scrittura. Frequentò le scuole superiori tra Vibo Valentia e Serra San Bruno. Si iscrisse poi alla facoltà di Magistero all’Università di Messina ma non portò mai a termine il suo corso di studi.
A 21 anni cominciò a fare il cronista e la sua attività giornalistica fu negli anni a seguire molto prolifica: collaborò con diversi quotidiani nazionali come «Il Messaggero», «Il Tempo», «Momento-sera», «Il Mattino», con quotidiani locali tra i quali «Gazzetta del Sud» e «il Giornale di Calabria» e con riviste periodiche locali e nazionali.
Trentennale fu la sua collaborazione con la Rai, in particolare con il Giornale Radio Rai e con la struttura di programmazione Rai di Cosenza per la quale gestì, assieme a Mario La Cava, la trasmissione «Cinque minuti con…» e «Tutto Calabria». Per la Rai regionale ha scritto Vizzarro (sceneggiato in quattordici puntate), Boccheciampe (sceneggiato in una puntata) e tredici sceneggiati radiofonici tratti da altrettanti suoi racconti. Collaborò anche ad alcuni servizi del Tg1 e del Tg2.
Iniziò la carriera letteraria a 23 anni, con un racconto intitolato Tragico destinopubblicato su un noto settimanale di fotoromanzi. Nel 1954 si trasferì a San Demetrio Corone, in provincia di Cosenza, dove per quattro anni fu vicerettore del Collegio italo-albanese di Sant’Adriano. Al termine di quell’esperienza vide la luce la sua prima pubblicazione, Diario d’amore(MIT, Corigliano Calabro 1958), una silloge poetica di dodici componimenti che si può accostare al crespuscolarismo del primo Novecento. I lavori immediatamente successivi, che costituiscono i primi tentativi di costruzione del suo universo letterario, furono per lo più dei nuclei di racconti brevi.
Nel 1958 fu inviato a Cassari, frazione di Nardodipace, nell’entroterra montano delle Serre, dall’Unione nazionale per la lotta all’analfabetismo. L’incontro con quella drammatica realtà sociale lo segnò profondamente e fu da lui stesso paragonato a quello di Carlo Levi con la Lucania. Un’esperienza da cui nacque Sole nero a Malifà (1965), il suo primo romanzo, in cui raccontò la vicenda di Gesuino, adolescente vittima della Calabria del sottosviluppo, dell’isolamento e del misticismo “superstizioso”, che sfocia in una tragica, quanto grottesca Via Crucis. 
Negli anni trascorsi tra le frazioni di Nardodipace, dove all’epoca mancavano i servizi essenziali, non c’era il medico né il telefono, mancava l’acqua corrente e pure il cimitero, Gambino vergò anche molte corrispondenze giornalistiche che accesero i riflettori sulla condizione in cui si viveva in quei territori, tanto da farvi arrivare dei camion di aiuti umanitari.
L’attività del Gambino scrittore non fu dunque mai scindibile da quella del cronista e se ne ebbe conferma  qualche anno più avanti, quando diede alle stampe il primo volume sulla ‘ndrangheta pubblicato in Italia, La mafia in Calabria (1968). Già negli anni Sessanta Gambino aveva intuito che la vecchia mafia calabrese stava trasformandosi, da organizzazione rurale a holding del crimine, e dedicò dunque al tema questo articolato lavoro giornalistico di inchiesta che lo portò a vincere, nel 1976, il Premio Sila, conferito da una giuria presieduta da Carlo Bo. Gambino ha poi dedicato all’argomento anche Mafia la lunga notte della Calabria(1976) e ‘Ndranghita dossier (1986), cui fecero seguito un’intervista per la Bbc ed un ciclo di conferenze in Svizzera. Nonché Vi racconto la mafia(1993), destinato alle scuole e arricchito dalle illustrazioni di Enotrio.
Il coraggio e la poliedricità non gli mancarono nemmeno quando decise di dedicarsi al romanzo storico con Vizzarro(1979), una sceneggiatura poi rielaborata in forma di romanzo incentrata sulla storia del brigante di Vazzano Francesco Moscato durante l’occupazione bonapartista dell’Italia meridionale.
Saldamente ancorato alla realtà storica è anche Fischia il sasso (1974), una sorta di autobiografia – tra storia, memoria e ironia – della fanciullezza dello stesso autore nel periodo fascista. 
La Calabria nell’Italia della Liberazione e le lotte contadine sono al centro di In fitte schiere. La Repubblica di Caulonia(Frama Sud, Chiaravalle Centrale 1981), mentre una vera e propria “biografia” di un paese – costruita attraverso la ricerca delle storie minute non rintracciabili nella storiografia ufficiale – è Sull’Ancinale. Serra San Bruno e la Certosa (1982).
Gambino si dedicò anche al giallo con il romanzo Concerto in Re Maggiore, pubblicato nel 1988 in diciotto puntate sulla Gazzetta del Sud e poi in volume nel 1999 (Edizioni Memoria, Cosenza).
Fu pure un appassionato curatore di antologie: di poesia dialettale (Antologia della poesia dialettale calabrese dalle origini ai nostri giorni, 1977), di poesia calabrese del mangiare (Venerdì e Domenica. Poesia calabrese del mangiare, 2004), di poesia erotica (Calabria erotica, 2011). 
Fu cronista vigile e partecipe dei momenti storici vissuti dalla Certosa di Serra San Bruno nel Novecento, passando anche per le leggende di cui ricostruì i contorni – e di cui smentì le false rappresentazioni – con puntuali interviste e reportage giornalistici e con il volume L’atomica e il chiostro. Il monaco di Hiroshima – Ettore Majorana. La Certosa di Serra S. Bruno. Storia di una leggenda metropolitana(2001).
La ricerca della verità, soprattutto delle verità meno note, fu insomma una costante della sua lunga e prolifica carriera. Fino al suo ultimo libro, pubblicato postumo, Rime in Croce (Grafica Allegria, Filandari, 2011),incentrato sul «giallo letterario» legato a una poetessa francicana presumibilmente vissuta nel Cinquecento, Anna Maria Edvige Pittarelli, cui Gambino dedicò le sue ultime forze, sostenuto come sempre dall’amore della moglie Melina Ceraso, la compagna di una vita, da cui ebbe sei figli. 
Fu anche autore anche di testi teatrali come «Calabria canta e piange» e «Strenna calabrese».
Tra i riconoscimenti ricevuti il Premio Corrado Alvaro (1960), il Premio Amantea (1964), il Premio Nicola Misasi (1964), il Premio Presidenza del Consiglio dei Ministri (1974), il Premio Sila (1976), il Pino d’oro (1988), il Premio Ghironda (1999). (Sergio Pelaia) © ICSAIC

Opere

  • Diario d’amore, MIT, Corigliano Calabro 1958.
    Un uomo ha perduto l’ombra, MIT, Corigliano Calabro 1963.
  • Il sesso dei gatti, Alziamo le vele, Catania 1964 (II ed. Il sesso dei gatti e altri racconti, Rubbettino, Soveria Mannelli 2015).
    Gli uccelli nella vigna, MIT, Corigliano Calabro 1965.
  • L’ospite, La Croce del Sud, Amantea 1965.
  • Sole nero a Malifà, Pellegrini, Cosenza, 1965 (II ed. Rubbettino, Soveria Mannelli, 2009)
  • Calabria ieri e oggi(reportages storico-letterari), MIT, Cosenza, 1968.
  • La mafia in Calabria, Parallelo 38, Reggio Calabria, 1968 (II ed. Parallelo 38, Reggio Calabria, 1975; III edizione, Città del sole, Reggio Calabria, 2009).
  • Fischia il sasso, Edizioni Internazionali, Napoli, 1974 (II ed. Qualecultura – Jaca Book, Vibo Valentia – Milano, 1989).
  • Mafia, la lunga notte della Calabria, Edizioni Quaderni di Calabria Oggi, Reggio Calabria, 1976.
    La Repubblica rossa di Caulonia. Una rivoluzione tradita? (con (P. Crupi, V. Misefari, E. Musolino), Casa del Libro, Polistena 1977;
  • Antologia della poesia dialettale calabrese (dalle origini ai nostri giorni), Carello Editore, Catanzaro 1977.
  • Vizzarro, Frama Sud, Chiaravalle Centrale, 1979 (II ed. AGE, Ardore Marina, 1994; III ed. Rubbettino, Soveria Mannelli 2012).
  • In fitte schiere. La Repubblica di Caulonia, Frama Sud, Chiaravalle Centrale 1981.
  • Sull’Ancinale. Serra San Bruno e la Certosa, Tipo-legatoria Mele, Serra San Bruno, 1982 (II ed. Il Brigante, Serra San Bruno 2005).
  • All’ombra di Trentinella, MIT Scuola, Cosenza 1984.
  • Da Subsicinum a Vazzano(lineamenti di storia municipale), MIT, Cosenza, 1984.
  • ‘Ndranghita dossier (Cronaca – Testimonianze – Documenti), Frama Sud, Chiaravalle Centrale, 1986.
  • Dieci cavalli bianchi (Il romanzo di Tommaso Campanella), MIT Scuola, Cosenza, 1987 (II edizione Città del Sole, Reggio Calabria, 2008).
  • Accadde in Calabria, Mapograf, Vibo Valentia 1989.
  • La ragazza del fiume, Edizioni l’Ulivo, Catanzaro 1990.
  • Vi racconto la mafia, Mapograf, Vibo Valentia 1993 (II ed. Arti Grafiche, Simbario 2007).
  • In nome del re schiavo, Qualecultura – Jaca Book, Vibo Valentia – Milano 1995.
  • Concerto in Re Maggiore, Edizioni Memoria, Cosenza 1999.
  • L’atomica e il chiostro. Il monaco di Hiroshima – Ettore Majorana. La Certosa di Serra S. Bruno. Storia di una leggenda metropolitana, Qualecultura, Vibo Valentia 2001 (II ed. 2008).
  • Plot, Rubbettino, Soveria Mannelli 2001.
  • L’ombra sua torna, La Mongolfiera, Doria di Cassano Jonio 2003.
  • Natali ’i ’na vota. Antologia di poesie di Natale in dialetto calabrese, Pancallo Editore, Locri, 2003.
  • Venerdì e Domenica. Poesia calabrese del mangiare, Fondazione Carical, Cosenza 2004.
  • Il racconto vibonese, Il Brigante, Serra San Bruno 2005.
  • Boccheciampe, La Mongolfiera, Doria di Cassano Jonio 2007.
  • Calabria erotica, Città del Sole, Reggio Calabria 2011.
  • Rime in Croce, Grafica Allegria, Filandari 2011.

Nota bibliografica

  • Anna M. Micalizzi, Narrare il Sud, Pellegrini, Cosenza 1995;
  • Pasquino Crupi, La letteratura calabrese raccontata ai Calabresi all’estero, Lineaerre, Reggio Calabria 1999;
  • Pino Nano, Quarant’anni di Rai in Calabria, Edizioni Memoria, Cosenza 2000;
  • Tonino Ceravolo, Il mestiere di scrivere. L’altra storia di Sharo Gambino, Sistema Bibliotecario Vibonese, Vibo Valentia 2011;
  • Francesco Bevilacqua, Lettere meridiane: cento libri per conoscere la Calabria, Rubbettino, Soveria Mannelli 2015.

Nota

  • Diversi passaggi della biografia di Gambino, in mancanza di adeguate fonti bibliografiche, sono stati ricostruiti grazie alla collaborazione del fratello Franco.
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