Giugni, Jole

Jole Giugni  (Tripoli, 29 luglio 1923 – Roma, 6 luglio 2007).

Terza figlia di Salvatore ed Ester Fulco, nacque in Libia. Il padre, originario di Aieta, colonnello dei Reali Carabinieri, era di stanza nella colonia. La madre, nativa di Tortora (Cosenza), era una casalinga. Suoi fratelli furono Gina, Lina, e Mario. Intorno alla metà degli anni Trenta, dopo la promozione a generale, il padre venne collocato a riposo e assieme alla famiglia decise di ritornare a Praia a Mare (nel frattempo non più frazione di Aieta ma comune autonomo). Jole, dopo gli anni dell’istruzione nelle scuole primarie italiane a Tripoli, al rientro in Italia frequentò il Liceo-Ginnasio nella stessa Praia a Mare e poi si iscrisse alla Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università di Napoli, presso la quale si laureò nel 1944 in Filosofia discutendo una tesi su La concezione dell’anima in San Tommaso, di cui fu relatore Benedetto Croce. Insegnò dapprima a Praia a Mare e nel luglio 1947, si trasferì a Crotone al seguito del marito, l’avvocato civilista Nicola Lattari, del quale assunse il cognome, appartenente a nota benestante famiglia di Fuscaldo, conosciuto ai tempi dell’università, con il quale ebbe tre figlie: Rachele, Ester e Barbara. A Crotone, insegnò storia e filosofia, presso il Liceo Classico Pitagora.
La passione per la politica – mai disgiunta dal ruolo di moglie ed educatrice, punto di riferimento per diverse generazioni di studenti crotonesi – avviluppò la sua persona sin da giovane età, cimentandosi nel secondo dopoguerra nelle discussioni e nelle competizioni politico-amministrative locali, militando tra le fila del Movimento sociale italiano.
Prima tappa di questo impegno politico, le elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio comunale della tarda primavera 1952, in cui la candidatura, pur avvenendo in un contesto politico cittadino “difficile”, ideologicamente assai contrapposto, in cui il movimento social-comunista era ampiamente egemone e maggioritaria, pure ottenne un successo inaspettato e importante. L’occasione, infatti, segnò il primo passo di un’ascesa graduale della sua parabola politica, riuscendo eletta anche nelle successive competizioni amministrative del 1956, 1960 e 1964.
Con le elezioni politiche dell’aprile 1963, con 15.202 preferenze risultò la prima donna calabrese eletta al Parlamento italiano.
«Nelle file del Msi – scriveva Domenico Napolitano, storico direttore del periodico “il Crotonese” – aveva conquistato a pieno titolo un ruolo di leader, grazie all’impegno serio che profondeva in ogni sua attività, ma grazie anche ad un’oratoria feconda che scaturiva da una voce calda ed autorevole».
In effetti, a oggi, la figura di Jole Lattari non è stata analizzata organicamente e, tranne pochissimi scritti apparsi sulla stampa periodica crotonese in anni più o meno recenti, non è stata adeguatamente rilevata, anche sotto il profilo storiografico, l’importanza del politico donna. A ciò si aggiunga, inoltre, che a lei (che nel frattempo non disdegnava di anteporre il cognome del marito al suo) si deve il primo volume analitico che raccoglie ed evidenzia il ruolo della Calabria politica nelle vicende dello Stato unitario e repubblicano attraverso l’opera per eccellenza su I parlamentari della Calabria dal 1861 al 1967, apparsa sul finire del suo mandato parlamentare, in cui pure non compare, forse per eccessivo pudore, quasi alcun accenno alla propria opera pubblica, tranne le brevissime notizie di rito, per completezza di informazione.
Ma è forse nella Presentazione dell’opera editoriale che si rinviene una delle chiavi di lettura della concezione di merito e di metodo della sua missione (politica e non), scaturente in primo luogo dall’aver chiara la visione di quanto incisiva o meno fosse stata l’opera dei colleghi parlamentari predecessori, qualunque partito appartenessero, in favore della Calabria e del Paese. Ma anche quanto dipendesse dalla formazione, dallo studio costante e dall’approfondimento dei problemi, l’efficacia di ogni azione politica e la risoluzione degli stessi. 
«In realtà – scrive la Lattari Giugni – […] quella del parlamentare è un’attività che non ha né può aver sosta; ed è anche scomoda ed ardua. A renderla bella è soltanto – finché dura – la passione: la passione appunto per un’attività scomoda, ardua e che tuttavia non può aver sosta. Una passione, pertanto, che – ove non degeneri nella tossica e pur tanto patetica ambizione che quasi sempre rende i parlamentari vittime di se stessi – rinfranca ogni giorno l’eletto e nel contempo lo consola quando – per dirla con il Giusti – gli elettori, dopo averlo suffragato, “lo mandano che Dio lo benedica/ spargendogli secondo il consueto/ gelsomini davanti e dietro ortica”» (pp. 10-11).
E certo non poteva mancare una ulteriore riflessione amara – seguita, appunto, a quel “finché dura” – sul carattere perdurante di «ostilità verso la classe politica» sebbene eletta, «di inimicizia degli italiani verso governanti imposti», in cui si sarebbe o si potrebbe rinvenire «l’antico retaggio di una lunga servitù politica», la cui stessa avversione e antipatia verso qualsivoglia politico, la stessa Donna Jole, riprendendo una citazione dell’onorevole lombardo Ambrosoli, consegnava al ruolo di essere pur sempre un privilegiato.
«E così – scriveva sempre Giugni nella Presentazione al libro –, ancora oggi, dopo oltre un secolo di vita unitaria (era il 1967), la gran maggioranza degli italiani pensa alla politica come ad una avventura, come ad una palestra di ambiziosi, come ad un campo di affari fruttuosi» (p. 11).
Eletta, dunque, per la prima volta nel Civico consesso di Crotone nel 1952 (e rieletta a più riprese, fino al giugno 1966), dal 1954 al 1969 farà parte del Comitato centrale del Movimento sociale italiano (facendo inoltre parte dell’Ufficio di Presidenza del Gruppo parlamentare tra il 1963 e il 1965) schierandosi con l’ala del segretario Arturo Michelini, alla cui linea si contrapponeva quella di Giorgio Almirante, e che, qualche anno più tardi, sul finire degli anni Sessanta, in aperta contrapposizione allo stesso Michelini – (per cui, al Congresso di Pescara, costituirà insieme ai parlamentari Pino Romualdi, Clemente Manco e Nicola Romeo, un gruppo di opposizione interna allo stesso) – si determinerà la mancata rielezione al Parlamento, in favore di Nino Tripodi.
Al riguardo, è giudizio di Domenico Napolitano che, in occasione delle elezioni politiche del 1968, «pur avendo incrementato i voti di preferenza, alla lista del Msi toccò un solo deputato, l’onorevole Nino Tripodi, uno dei più autorevoli esponenti, che la superò per poco più di un centinaio di voti di preferenza. Ma se avesse vinto la Lattari e non Tripodi, come forse nella realtà accadde, si sarebbe trattato di un caso politico di proporzioni nazionali».
Sarà componente della Commissione Permanente Istruzione e Belle Arti, segretario del Centro Parlamentare dello Spettacolo e del Turismo e, dall’aprile 1966, membro del Consiglio direttivo del CESPRE-Sezione italiana dell’Istituto internazionale studio precancerosi e condizioni premorbose.
Nell’ambito delle attività parlamentari fu firmataria di 37 progetti di legge (7 quale primo firmatario) e 85 interventi in sede assembleare e in altre sedi, la gran parte trattando di materie scolastiche.
Scuola, università e cultura sono state al centro del suo interesse parlamentare e su tali temi si ricordano numerose interpellanze e interrogazioni. Si occupò della problematica relativa all’istituzione della scuola media unificata; fece parte del comitato dei nove per lo sviluppo della scuola; dedicò grande attenzione alla modifica delle norme riguardanti i concorsi magistrali, all’istituzione delle scuole materne statali; per l’esame delle proposte di legge di riforma dell’ordinamento universitario e intervenne nel dibattito relativo al disegno di legge per il finanziamento del piano di sviluppo della scuola nel quinquennio 1966-1970.
A ciò si aggiunga un’attenzione costante al territorio crotonese e alle sue vicende e modificazioni sociali e produttive. Tra i tanti interventi viene ricordata una sua interpellanza per la difesa dello stabilimento Pertusola di Crotone che fu firmata anche dagli altri 23 deputati della Calabria, che salvò allora la metallurgia nella regione.
Il messaggio con cui, nella primavera del 2003, accoglieva il riconoscimento della Città di Crotone nel ricordare i 40 anni dalla elezione parlamentare, rappresenta forse il testamento politico e morale che ha voluto lasciare ai posteri, in cui traspare la profonda lucidità di analisi e di sintesi dei problemi che attanagliano l’amara terra di Calabria, la ragioni del suo mancato sviluppo e l’amore profondo per questa terra e il legame intenso con essa.
Nel 1968 le fu conferito il Premio Scogliera d’Argento quale prima donna calabrese in Parlamento; la Fidapa, nel 2003, con la collaborazione del Comune di Crotone, le assegnò una targa.
Morì nella capitale, dove risiedeva da tempo, all’età di 84 anni.

Opere

  • I parlamentari della Calabria dal 1861 al 1967, Casa editrice «L. Morara», Roma 1967;
  • Da Maggio a Maggio (1963-1968), Casa editrice «L. Morara», Roma 1968;
  • L’Università del sole, Casa editrice «L. Morara», Roma 1968;
  • Coscienza politica e feudalesimo elettorale in Calabria, Casa editrice «L. Morara», Roma 1969.

Nota bibliografica

  • Domenico Napolitano, Omaggio a Jole Lattari, «il Crotonese», 18-24 aprile 2003, pp. 6-7;
  • Jole Lattari. La sua amarezza per il destino della Calabria nel lungo messaggio inviato alla sua Crotone, «il Crotonese», 29 aprile-1 maggio 2003, pp. 4-5;
  • Pino Pantisano, Nostalgia di donna Jole, «il Crotonese», 29 aprile-1° maggio 2003, pp. 4-5;
  • Li Gotti: l’on. Lattari una stella offuscata dai nemici di Crotone, «il Crotonese», 27-30 luglio 2007, p. 16;
  • Fortunato Aloi, Jole Lattari esempio degli ideali di destra, «il Crotonese», 31 agosto-3 settembre 2007, p. 16;
  • Elio Cortese, Impossibile dimenticarla, «il Crotonese», 25 ottobre 2011, p. 27;
  • Rosalba Topini, Jole Giugni Lattari, prima donna calabrese in Parlamento, «La Riviera», 9 giugno 2019.

Nota

  • Si ringraziano Letterio Licordari, Giuseppe Serio e Alfonso La Regina per la collaborazione.
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