Grillo, Francesco

Francesco Grillo [Corigliano Calabro (Cosenza), 19 novembre 1898 – New York, 1 aprile 1985]

Nacque da Tommaso, bracciante originario di Longobucco, e da Rosa Cerchiara, coriglianese, filatrice. Nel suo paese frequentò le scuole elementari, fino alla III classe, perché il padre, che faceva fatica a mandare avanti la famiglia, volle subito avviarlo al lavoro dei campi. «Quei pochi anni di scuola impressero in lui, tuttavia, ricordi indelebili», scrive il suo biografo Luigi Petrone, il quale fa notare giustamente che, a quei tempi, «lo studio nelle famiglie dei contadini era un lusso che non ci si poteva permettere e prima o poi l’abbandono scolastico, per contribuire al sostentamento della famiglia, era inevitabile». Questa la ragione principale che indusse il padre a ritirare Francesco dalla scuola. «La famiglia non attraversava un momento felice», scrive ancora Petrone, «e il magro bilancio familiare non bastava più a sfamare tutti. Il terzogenito era partito per l’America, per raggiungere il fratello maggiore (a San Paolo del Brasile, dove alla fine dell’Ottocento uno zio del padre era emigrato), e il padre stesso si apprestava a partire per la terza volta e tentare di nuovo la fortuna. Uno dopo l’altro quel destino che aveva già portato gli uomini della sua famiglia, presto, temeva la madre, avrebbe portato via anche Francesco». E così avvenne. 
Nel 1914, all’età di sedici anni, emigrò in Argentina, a Buenos Aires, ove già da tempo viveva un fratello. Qui, tra un lavoro e l’altro, prese lezioni di spagnolo e di latino, sotto la guida di un pastore protestante di origini napoletane (un tal Marotta).
Allo scoppio della Grande Guerra, ricevette dall’Italia la chiamata alle armi e nel 1916 rientrò in patria per assolvere all’obbligo del servizio militare. Fu la prima volta, e anche l’ultima, che Grillo rivide il suo Paese. Sbarcato a Genova, fu assegnato al 61° Reggimento Fanteria a Parma. Pochi mesi dopo passò, su sua richiesta nei Mitraglieri Fiat a Brescia. E poi fu mandato al fronte, nelle zone di combattimento del Trentino.
Stando in trincea, pensò anche di dedicare una parte del suo tempo a formarsi una cultura, da autodidatta, considerato che non aveva avuto la possibilità nemmeno di completare il ciclo delle scuole elementari. Lui stesso ricorda che leggeva i piccoli volumi della Biblioteca Universale e della Biblioteca classica dell’editrice Sonzogno. Una particolare curiosità ebbe sempre per la storia della Calabria e della sua Corigliano in particolare.
Terminata la guerra, dopo un breve soggiornò nel paese natio, ritornò in Argentina, e nel 1921 emigrò negli Stati Uniti d’America. «A New York fa un po’ di tutto. Dapprima è commesso in un negozio, poi il filatelico, il contabile, l’impiegato in una tipografia. Ma trova anche il tempo di frequentare di sera, dopo il lavoro, una scuola di giornalismo. Comincia ad acquistare libri ed inizia a mettersi alla prova scrivendo versi e prose», ricorda Petrone.
Nel 1924 sposò la ventenne Rosa Quattromani, figlia di Italiani ma nata a New York, che gli darà due figli (Maria e Thomas). Intanto iniziava a pubblicare suoi articoli su riviste e periodici italo-americani. Ma il suo pensiero era sempre rivolto alla sua terra d’origine: a Corigliano, alla Calabria, all’Italia. E, per sentirsi partecipe alla vita della sua comunità, cominciò a collaborare anche al periodico coriglianese Il popolano. Fu proprio il suo direttore, Francesco Dragosei (Don Ciccio, padre del giornalista Italo) «a far scoprire questo coriglianese d’America». Come scrive Petrone, ricercatore di storia coriglianese, «è un susseguirsi di articoli e pubblicazioni. Scrittore, storico, critico, nella sua lunghissima carriera di pubblicista, che svolse ininterrottamente per quasi 60 anni, pubblicò oltre cinquanta scritti fra articoli, recensioni e saggi».
A giudizio di Petrone, lo scrivere rappresentava, per Grillo, «un modo per far sapere che lui seppur lontano, in fondo c’era ancora, e che non si era mai mosso, con l’anima, da Corigliano». Cominciò a collaborare a riviste e giornali calabresi, come «Cronaca di Calabria», «Brutium», «Calabria Nobilissima», e italo-americani come «Calabria Nostra», fondato da Geremia Rizzuti di Bocchigliero, «Il progresso italo-americano», storico quotidiano etnico di New York, «Il Corriere d’America», fondato e diretto da Luigi Barzini, «La critica» di Flavio Pasella.
Ma Grillo non scrive soltanto articoli e saggi per le testate sopracitate, perché pubblica anche versi e prose che hanno come tema ricorrente la sua Corigliano e la Calabria. Numerosi sono i titoli dei suoi libri, anche se, a volte, si tratta di opuscoli di poche pagine, per lo più “estratti” dalle riviste che li hanno pubblicati. Tra il 1940 e il 1949 pubblica: Un lirico calabrese: Pasquale Leonetti (1940); Canti barbari (1944); Vita e Opere di Francesco Pometti (1945); Girolamo Garopoli, poeta civile del secolo XVII (1946), un corposo e accurato saggio che illustra le idee politiche del poeta cavalleresco del Seicento, nativo di Corigliano, «antispagnolo ed amico del Mazzarino, fautore di un’Italia unita sotto l’egida della Francia» (Cumino).
Nel 1949 pubblica il saggio Il Castello e i Conti di Corigliano, ancora oggi consultato dagli storici coriglianesi, perché ricco di notizie e di riferimenti documentali utili per chi vuole approfondire l’argomento. Al 1954 risale la pubblicazione di un altro importante saggio storico, anch’esso ancora oggi ampiamente consultato e citato dai ricercatori di storia medievale calabrese: Italia antica e medievale (Calabria). Ricerche storiche. Il saggio in questione riporta, tra l’altro, il diploma di donazione di terre e casali all’Abbazia del Patìre, in territorio di Rossano, da parte dell’ammiraglio Cristodulo.
Un’attenzione particolare Grillo rivolse agli “uomini illustri” della sua città., studiandone la vita e le opere in documentati saggi.  Fra quest’ultimi, meritano di essere ricordati, per la loro completezza e organicità: Profili calabresi: Luigi Palma e Vincenzo Valente («Calabria Nobilissima», 1962) che delinea sotto il profilo bio-biobliografico le figure del grande giurista Palma e del musicista Valente, entrambi coriglianesi («Calabria Nobilissima», 1962), e Il poeta dell’utopia: Francesco Maradea(«Calabria Nobilissima»,1964), uno studio critico sul più importante poeta coriglianese del primo Novecento.
Grillo ebbe interesse anche per i temi filosofico-politici e, in particolare, per la grande figura di Tommaso Campanella, al quale dedicò più di un saggio: Questioni campanelliane: la stampa fraudolenta e clandestina degli Astrologicorum libri (1961), Motivi campanelliani (1969), L’eresia cattolica e riformatrice di Tommaso Campanella e il Concilio Vaticano II (1975), Campanella e Dante (1977).
A giudizio di Vincenzo Saletta si tratta di «studi importanti sia per l’acutezza delle sue intuizioni, sia per la rarità delle fonti cui attinse e per l’estrema difficoltà del loro reperimento». Tra i suoi numerosi altri scritti, vanno segnalati due saggi in particolare, ancora oggi letti e consultati con profitto dagli studiosi di storia patria: Antichità storiche e monumentali di Corigliano Calabro(1965) e La rivoluzione napoletana del 1799 (1972). Non poteva mancare nella sua produzione di studi su Corigliano, un saggio sul suo Santo Patrono, San Francesco, molto venerato da tutti i Coriglianesi. Il titolo del saggio è San Francesco di Paola nella storia e nella leggenda, pubblicato con Pellegrini nel 1984, soltanto un anno prima della sua morte, avvenuta a New York il 1° aprile 1985, nella sua abitazione del Bronx, quando aveva raggiunto l’età di 86 anni.
Corigliano gli ha intitolato una via. Per Enzo Cumino, studioso degli scrittori coriglianesi, «due sono i grandi meriti di Grillo: lo studio continuo da autodidatta, e l’amore smisurato per la sua terra natìa». Un giudizio lusinghiero esprime su di lui il grande storico della Chiesa in Calabria: padre Francesco Russo, il quale così scrive: «Non solo Corigliano, ma tutta la Calabria dovrebbe sentirsi debitrice a Grillo per l’opera sua di storico e di critico che tanto ha contribuito alla conoscenza ed alla divulgazione della cultura calabrese in America». Enzo Viteritti, infine, in un suo saggio sulla cultura del Novecento a Corigliano, dà spazio anche a Grillo, affermando che “ancora oggi i suoi volumi dedicati ai signori di Corigliano, al Castello e alle antichità monumentali della città, rappresentano un punto di riferimento obbligato per quanti affrontano lo studio della storia cittadina». (Franco Liguori) © ICSAIC 2020

Opere principali

  • Un lirico calabrese: Pasquale Leonetti, Società Edizioni Aspetti letterari, Napoli 1940;
  • Canti barbari, S.F. Vanni Ed., New York 1944;
  • Vita e Opere di Francesco Pometti, S.F. Vanni Ed., New York 1946;
  • Girolamo Garopoli poeta civile del secolo XVII, S.F. Vanni Ed., New York 1946;
  • La Rivoluzione napoletana del 1799, Pellegrini, Cosenza 1972;
  • L’eresia cattolica e riformatrice di Tommaso Campanella e il Concilio Vaticano II, Pellegrini, Cosenza 1975;
  • Campanella e Dante, La meridiana, s.l dopo il 1977;
  • San Francesco di Paola nella storia e nella leggenda, Pellegrini, Cosenza, 1984;
  • Nuovi Soliloqui, Pellegrini, Cosenza 1984;

Nota bibliografica

  • Alfio Bruzio (Giovanni Patari), Un innamorato della terra nativa: Francesco Grillo, «Il rinnovamento» (Catanzaro), 27 agosto 1946;
  • Giovanni Patari, Tra carte e ricordi, Catanzaro 1949, pp. 217-220;
  • Vincenzo Saletta, Presentazione al libro “San Francesco di Paola nella storia e nella leggenda”, Edizioni Culturali Italiane, Roma 1976;
  • Antonio Siinardi, Omaggio a Corigliano. Cenni di letteratura coriglianese, Studio Zeta Ed., Rossano 1994;
  • Francesco Russo, Scrittore italo-americano: Francesco Grillo, «Cronaca di Calabria», 1 aprile 1956;
  • Enzo Cumino, Gli scrittori di Corigliano Calabro, Industrie Grafiche Mangone, Rossano 1997, pp. 346-353;
  • Enzo Viteritti, La pratica culturale dal primo dopoguerra ad oggi, in Fulvio Mazza (a cura di), Corigliano. Storia, Cultura, Economia, Rubbettino, Soveria M. 2005, pp.245-246;
  • Giulio Iudicissa, Dall’America indagava sulla storia di Corigliano, «Il serratore”, anno XI, 50, 1998;
  • Rocco Liberti, Francesco Grillo, in Memorie di studiosi calabresi contemporanei, s.n., Oppido Mamertina 2017, pp. 123-126;
  • Luigi Petrone, Una storia di emigrazione: Francesco Grillo, studioso coriglianese d’oltremare, saggio in due puntate su «Nuova Corigliano», 2017.
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