Guarna Logoteta, Carlo

Carlo Guarna Logoteta (Reggio Calabria, 15 giugno 1815 – 29 agosto 1882)

Nacque da Pasquale e Giovanna Logoteta, fu battezzato con i nomi di Carlo Antonio nella parrocchia di santa Maria d’Itria nel quartiere di Sbarre dalla nonna materna Monsolina Prato, vedova di Didaco Logoteta, appartenente a un’importante famiglia reggina (i Monsolino erano Cavalieri ierosolimitani); i nonni paterni Carlo Guarna e Vittoria Griso, appartenevano a due nobili famiglie di Reggio.
Carlo Guarna Logoteta, così è conosciuto, frequentò il Real Collegio dove ebbe modo di manifestare da subito il suo orientamento per la storia e l’archeologia. Appassionato studioso di latino e greco entrò a far parte del gruppo di scrittori e cronisti che ruotavano intorno al periodico «La Fata Morgana» (1838) che, in quel periodo, esprimeva l’intellettualità più vivace nel contesto cittadino e regionale, una rivista capace di intercettare abbonati-lettori nel resto della penisola e all’estero. Il suo primo articolo si intitolò Osservazioni sopra un punto di topografia reggina.
La sua attività di studioso di cose antiche fu molto intensa e nel 1845 riuscì a pubblicare le Ricerche storiche sul titolo di Itria dato a Maria Santissima e sul culto a lei prestato nel Regno di Napoli. E nel 1851 diede alle stampe l’opuscolo di Diana Fascelide e del suo tempio in Reggio, nel quale definiva un aggiornamento sulla ricerca del sito, potenzialmente un boschetto sacro dove oggi si trova l’attuale villa comunale di Reggio, spesso confusa con il tempio a mare ormai inabissato da secoli: luogo dove, secondo la tradizione, durante la sosta tecnica presso lo scalo portuale reggino della nave che lo conduceva a Roma, Paolo di Tarso aveva predicato e con un miracolo convertito i primi reggini edificando la prima comunità cristiana nel Bruzio e lasciando a capo di questa Stefano da Nicea. Tale lavoro aveva incontrato il favore di personaggi importanti come De Lorenzo e Moscato, due dei maggiori studiosi calabresi e reggini di archeologia, nonché di studiosi tedeschi.  
Nel 1882 pubblicò un’appendice al primo opuscolo, in cui vi furono gli interventi di Diego Vitrioli, suo amico e di Raffaele Garrucci. Le sue ricerche sulle epigrafi si incrociano con i suoi studi sulla Chiesa reggina e l’utilizzo da parte sua degli appunti del De Rebus Reghinis di Gian Angelo Spagnolio, che segnala nel 1600, nella zona fuori dalla Gabella di Sbarre a poche centinaia di metri dalla casa-esilio di Guarna Logoteta, l’esistenza, secondo una memoria orale locale, di un sepolcro dove era stato seppellito Santo Stefano da Nicea.      
Fu redattore del primo periodico reggino «La Fata Morgana» e successivamente dell’«Albo reggino» di monsignor Caprì, lavorando al fianco di altri intellettuali di diverso orientamento politico. 
Luigi Aliquò Lenzi, a seguito di acute e fortunate indagini su un manoscritto della Biblioteca Comunale Pietro De Nava, intitolato Tre lustri di Storia patria. Memorie di un reggino: dal 1846 al 1860, con prove ineccepibili e con osservazioni puntuali dimostrò che la paternità del volume è di Carlo Guarna Logoteta, di cui è ben nota la Cronistoria di Reggio Calabria dal 1799 al 1847 pubblicata nel 1891. L’opera è una continuazione di questa Cronistoria che è rimasta manoscritta; riporta una serie di notizie e di episodi che arricchisce la storia della Calabria con un contributo vasto e complesso e con una serie di preziose testimonianze su uomini e fatti del Risorgimento che altrimenti sarebbero rimaste ignorate. Guarna Logoteta, secondo il parere dell’Aliquò Lenzi, «si appalesa narratore degno d’essere tenuto in buon conto, perché se è vero che tal volta scrive con simpatia verso il Governo Borbonico, è anche vero che è mosso precipuamente da rigida coscienza e da manifesto spirito d’italianità; cosicché le sue pagine, ricche di circostanze, con richiami a particolari veduti coi propri occhi e colti nella loro essenza con giudizio commosso, costituiscono una fonte varia e diretto, la quale deve essere consultata e utilizzata con senso critico; onde è sperabile che presto venga per intero alla luce». Caprì nell’introduzione lo esaltava come equilibrato e basato nella valutazione storica, un equilibrio che non varrà dopo l’Unità d’Italia in quanto diverrà un fervente Borbonico ed un militante attivista del borbonismo politico, una scelta che ne mette in luce la forte adesione ideale, l’adesione disinteressata ed il sovrano disprezzo verso l’opportunismo politico dei più. Una esaltazione che veniva sostenuta da una positiva recensione della Civiltà Cattolica nel 1891 che elogiava il Guarna, ormai defunto, per la fedeltà e l’abbondanza della documentazione trovata e consultata. Spanò Bolani gli scrisse: «prego Dio di tutto cuore che voglia ancora lungamente conservarvi in vita, salute e lena per poter proseguire».
Infatti, la monumentale opera della Storia di Reggio dello Spanò Bolani fu portata avanti da Carlo Guarna Logoteta in Cronistoria di Reggio dal 1797 al 1847 e aggiornata successivamente dallo storico Domenico De Giorgio nel 1957. Lo stesso De Giorgio mise in evidenza «che i giudizi che dà su uomini e fatti sono spesso quelli che può dare un sanfedista ed un borbonico dall’orizzonte molto chiuso e limitato». Il suo lavoro resta comunque il segno di un contemporaneo alla vicenda unitaria che dà un’opinione discutibile ma viva e immediata, che ci aiuta a cogliere il clima e il sentimento che attraversava una parte della vecchia aristocrazia borbonica cittadina. In alcuni passaggi del suo manoscritto esprime giudizi spietati su suoi concittadini senza quella obiettività che dovrebbe caratterizzare uno storico, pertanto alla nuda cronaca dei fatti fa seguito un giudizio immediato e tagliente che non dà scampo su episodi e persone; spesso i suoi commenti sono la rappresentazione plastica dei conflitti che vi furono in città a seguito dei moti risorgimentali e con l’avvento dello stato unitario.
Si spense nel villaggio di Sbarre, nel villino di famiglia, ancora oggi in parte esistente, all’età di 67 anni, come se si fosse ritirato in un esilio silenzioso: lo definiva, infatti, il suo eremo delle Sbarre. Un luogo dove si era confinato dopo il suo ritorno da Malta nel 1862.  
Riportò un’attenta cronaca della battaglia di Piazza Duomo, dove i Mille di Garibaldi affrontarono una feroce resistenza delle truppe borboniche guidate dal Colonnello Dusmet, che perse la vita con il figlio durante l’inizio dello scontro. Inoltre, grazie a Guarna Logoteta viene raccontato l’episodio della morte di un giovane tenente del I Battaglione Bersaglieri, Ernesto Nobile Bellone, che morì per un colpo di fucile sparato da una finestra che lambì Garibaldi, mentre questi sorseggiava un caffe, ma attinse in pieno il giovane veneto che gli stava accanto, che morì all’istante. Il funerale di questi fu celebrato il giorno dopo dal Canonico Paolo Pellicano nella Chiesa del Crocefisso, dove lo stesso feretro fu tumulato. Importante è anche il resoconto dei moti legittimisti contro il Plebiscito, nell’ottobre 1861, nel circondario di Palmi, con epicentro a Cinquefrondi e negli abitati di Maropati, Giffone, Caridà e Serrata, iniziative sostenute dai fedelissimi di Luigi Ajossa di Gioiosa Jonica, ministro di Francesco II. Vale la pena ricordare anche le notizie riportate dallo storico reggino sulla colonna guidata dal generale carlista Josè Borjes.
Elaborò diversi saggi, in particolare uno sulla storia della Cattedrale di Reggio e delle sue parrocchie, sull’antico pomerio e il posteriore recinto della città di Reggio, pubblicato nel 1906, un altro sulla storia delle confraternite della città di Reggio, manoscritto pubblicato successivamente dal canonico Rocco Cotroneo nel 1908. (Fabio Arichetta) © ICSAIC 20121

Opere 

  • Ricerche storiche sul titolo d’Itria dato a Maria Santissima e sul culto a Lei prestato nel Regno di Napoli, tipografia del Reale Orfanotrofio Provinciale, Reggio di Calabria 1845;
  • Di Diana Fascelide e del suo tempio a Reggio, Tipografia del Reale Orfanatrofio Provinciale, Reggio 1851;
  • Memorie della S. Chiesa di Bova e dei suoi prelati: raccolte ordinate ed annotate, Siclari, Reggio di Calabria 1878;
  • Tre lustri di storia patria: memorie di un reggino, dal 1846 al 1860, s.n., Reggio di Calabria 1880;
  • Cronaca dei vescovi ed arcivescovi di Reggio Calabria con annotazioni storiche, Tip. Morello, Reggio di Calabria 1899;
  • Storia di Reggio di Calabria: con la continuazione sino al 1847 di Carlo Guarna Logoteta, vol. I, Dom. D’angelo fu Antonio Editore, Reggio Calabria 1890;
  • Storia di Reggio di Calabria: con la continuazione sino al 1847 di Carlo Guarna Logoteta, vol. II, Dom. D’angelo fu Antonio Editore, Reggio Calabria 1891; 
  • Cronistoria di Reggio di Calabria: dal 1789 al 1847, D. D’Angelo fu Ant., Reggio di Calabria 1891;
  • Storia di Reggio di Calabria: dà tempi primitivi sino all’anno di Cristo 1797/ Domenico Spanò-Bolani, Carlo Guarna-Logoteta; con note e bibliografia di Domenico De Giorgio, La Voce di Calabria, Reggio di Calabria 1957;
  • Dopo il ’48 in Reggio di Calabria, Brenner, Cosenza 1988.

Nota archivistica 

  • Parrocchia di Santa Maria Itria di Reggio Calabria, Registro battesimi, anni 1790-1819;
  • Archivio storico comune di Reggio Calabria, Registro morti, atto n. 814, 30 agosto 1880. 

Nota bibliografica

  • Storia di Reggio di Calabria: dà tempi primitivi sino all’anno di Cristo 1797/ Domenico Spanò-Bolani, Carlo Guarna-Logoteta; con note e bibliografia di Domenico De Giorgio, La Voce di Calabria, Reggio di Calabria 1957, ad indicem.
  • Luigi Aliquò Lenzi, Filippo Aliquò Taverriti, Gli Scrittori Calabresi, Tipografia editrice il Corriere di Reggio, Reggio Calabria 1955, pp. 71-73  
  • Domenico Coppola, Profili di calabresi illustri, Pellegrini, Cosenza 2010, pp. 71-76

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