Iannuzzi, Ruggero

Ruggero Iannuzzi [Firenze, 5 marzo 1923 – Fuscaldo (Cosenza), 8 dicembre 1984]

Figlio di Giuseppe, appartenente a famiglia fuscaldese benestante che a fine Ottocento era emigrata prima in Uruguay e poi in Brasile facendo fortuna nell’industria del marmo e nelle costruzioni civili (Antonio Iannuzzi fu progettista assieme al noto architetto romano Marcello Piacentini del Consolato Generale d’Italia a Rio de Janeiro a metà degli anni trenta), e di Nella Schlatter, di nobile famiglia fiorentina ma di origini elvetiche che ebbe come autorevole esponente nel campo dell’arte il pittore simbolista Carlo Adolfo Schlatter, venne alla luce a Firenze, per volere della madre che non volle distaccarsi dalla sua casa paterna e soprattutto dalla fidata dama di compagnia, Lidia. 
Nello stesso anno di nascita di Ruggero (che su molte fonti è erroneamente riportato come “Jannuzzi”) i genitori, portandosi dietro anche Lidia, che divenne la “tata” del bambino, si trasferirono a Fuscaldo Marina nella villa di famiglia costruita in prossimità del mare nella via poi intitolata all’antenato Rubens Iannuzzi, militare di carriera. Dal matrimonio nacquero anche Rubens e Adolfo (detto Dodò), scomparsi in tenera età. 
Conosciuto come “Gegé”, seguì gli studi di base, in piena epoca fascista, tra Fuscaldo e Paola, conseguendo il diploma di maestro elementare e dedicandosi poi all’insegnamento.
Di famiglia agiata grazie a rendite immobiliari e rimesse provenienti dal Sudamerica, fin da giovane si appassionò alla pesca seguendo la passione del padre, uno dei pochi all’epoca a disporre di una barca con motore entrobordo attrezzata per la pesca d’altura pur in un borgo nel quale la tradizione della marineria era antica. Ma ben presto volle sperimentare altri sistemi di pesca e iniziò, con rudimentali fucili e fiocine, a entusiasmarsi per quella che all’epoca veniva definita “caccia subacquea”, la pesca in apnea, con buone soddisfazioni, mai pensando che questa attività gli avrebbe riservato in seguito notorietà in un’attività sportiva introdotta come tale in Italia e in Europa, grazie ai giapponesi, e le cui prime competizioni in Italia cominciarono a tenersi nel 1949. 
Affascinato dai misteri della vita sottomarina e, da amante del rischio, forte di un’ottima struttura fisica, affrontò ogni insidia. Era già sposato dal 24 febbraio 1943 con Giuseppina Zoccoli (dalla quale ebbe tre figli, Nella, Marisa e Giuseppe) quando, a trenta anni, un’età all’epoca definita “attempata” specie per l’agonismo sportivo, nel 1953, partecipò al I° campionato italiano, che si tenne a Ischia e a Procida, senza ottenere un significativo piazzamento, ma dall’anno successivo il suo nome comparve in un lungo elenco di vittorie e piazzamenti, in ambito nazionale e internazionale, sino alla conclusione della carriera, che avvenne nel 1969, quando si ritirò dopo un 22° posto nel campionato nazionale tenutosi nel mare di Alghero. 
Vinse il campionato italiano nel 1954 all’Argentario, e nel 1955  all’Isola del Giglio e ancora all’Argentario, e nelle edizioni successive, citando solo i piazzamenti sino al decimo posto, fu secondo nel 1956, all’Elba, dietro il fiorentino Alessandro Olschki, ottavo nel 1957 a Catania, terzo nel 1959 a Tavolara e Molara (in Sardegna), secondo nel 1960 all’Isola d’Elba, nell’anno in cui la pesca sportiva in apnea partecipò per la prima volta alle Olimpiadi, nono nel 1962 ad Ischia, terzo nel 1963 alle Isole Tremiti, ottavo nel 1965 ancora alle Tremiti, ottavo nel 1968, l’anno che precedette il ritiro, quando si tenne nelle isole di Panarea, Lipari e Salina, con un “padrino” d’eccezione, il presentatore televisivo Mike Bongiorno, anch’egli amante della pesca subacquea.
Al momento in cui appese le pinne al chiodo era l’unico atleta ad aver partecipato a tutti i campionati nazionali. 
Frattanto, aveva continuato a svolgere l’attività di insegnante, non più presso le scuole elementari, ma quale docente di Educazione Fisica presso l’ITIS di Fuscaldo. La sua attività sportiva lo portò spesso a Firenze, a Roma e a Genova, dove avevano sede i Gruppi Sportivi ai quali faceva capo, ma nell’ultimo periodo della sua carriera diede vita al Circolo Brutium di Cosenza e sostenne la nascita del Club S. Scotti di Paola, del Club Muscariello di Cosenza e del Club Sub di Crotone, che espressero a livello nazionale gli sportivi calabresi Ugo ed Evaristo Gravina, Domenico Carolei, Lucio Baracci, Vincenzo Mansueto e, soprattutto, Claudio Poggi, giunto secondo nel Campionato Italiano del 1972, disputatosi in Sardegna a Capo Testa e Santa Teresa di Gallura, che sono stati tutti allievi di quella “scuola calabrese” alla quale fa cenno il giornalista Antonio Mancuso nel numero di Gennaio 2004 della rivista «Pesca in apnea». Iannuzzi, peraltro, aveva fornito interessanti contributi scritti sulla rivista mensile specializzata «Mondo sommersoı» diretta da Goffredo Lombardo, soprattutto agli inizi degli anni sessanta, periodico che ospitava anche firme note e prestigiose come quelle di Folco Quilici ed Enzo Maiorca.
Nel palmares di Iannuzzi, però, spiccano un titolo europeo, conseguito nel 1955 a Palma de Maiorca (Spagna), e due titoli mondiali di squadra, il primo nel 1957 a Lussimpiccolo (ex Jugoslavia, ora Croazia) assieme a Mario Catalani, vincitore anche nella classifica individuale, e Alessandro Olschki; l’altro nel 1960 ancora assieme a Olschki e a Claudio Ripa, con rispettivi piazzamenti individuali al nono e al quarto posto. Si impose, nel 1962, al campionato euro-africano, disputato alle Isole Tremiti, e pochi anni prima del ritiro, nel 1966, si aggiudicò la Coppa delle Nazioni, ancora nei mari della ex Jugoslavia, e la Coppa Europa a Biarritz (Francia).  
Terminata la carriera sportiva venne designato, assieme a Olschki, Ripa e Guido Treleani, quale giudice federale e continuò a seguire le gare nazionali e internazionali in questa veste, ma non disdegnò di seguire i circoli sportivi calabresi, attraverso i quali la diffusione di questa disciplina sportiva si è poi intensificata, con l’organizzazione di gare riservate a dilettanti e semiprofessionisti nella sua Fuscaldo, a Paola, a Diamante, a Capo Rizzuto e in molte altre località.
Di carattere riservato, che venne spesso erroneamente scambiato per altezzosità, in realtà era generoso e aveva comunque molti amici dentro e fuori gli ambienti che frequentava, e un ottimo rapporto con Enzo Maiorca, noto apneista siracusano detentore di record mondiali di immersione. Nell’espletamento della sua mansione di giudice, nel 1972, seguendo in profondità proprio Maiorca in un’immersione, venne colpito da un’embolia che determinò una semiparalisi, al punto che venne costretto ad abbandonare definitivamente ogni attività.
Pur con qualche difficoltà, continuò a insegnare presso l’Istituto Tecnico della cittadina tirrenica. Provato nel fisico per la menomazione subìta, ancor più marcata e mal sopportata considerati i suoi trascorsi sportivi, scomparve all’età di 61 anni. Riposa nella cappella di famiglia al cimitero di Fuscaldo.
È stato tra i pochi sportivi calabresi ad aver conseguito nel XX secolo titoli mondiali. Un «leone di ferro» e un «senatore di ferro», come lo descrisse il documentarista Franco Capodarte, che ha costituito un esempio per le generazioni successive e per la diffusione della disciplina sportiva nella quale ha eccelso.
Il Comune di Fuscaldo, sindaco all’epoca Giuseppe Valenza, quando Iannuzzi era ancora in attività, adottò in data 1 luglio 1967, una delibera consiliare con la quale gli venne conferito «un pubblico attestato di plauso e di benemerenza» per i successi sportivi conseguiti. (Letterio Licordari) © ICSAIC 2021 – 5 

Principali contributi divulgativi

  • Itinerari calabri (parte I e II), «Mondo sommerso», 3, 1960, e 4, 1960;
  • Caccia notturna, «Mondo sommerso», 7, 1960;
  • La danza delle aragoste, «Mondo sommerso», 4, 1961;
  • Itinerari subacquei: Calabria, «Mondo sommerso», 3, 1961;
  • Itinerari subacquei: Linosa, «Mondo sommerso», 7, 1961;
  • Itinerari subacquei: Lampedusa, «Mondo sommerso», 9, 1961;
  • Caccia grossa in mediterraneo, «Mondo sommerso», 6, 1962;

Nota bibliografica

  • Victor A. De Santis, Foto e cinema sott’acqua, «Mondo sommerso», 1, 1960;
  • Franco Capodarte, XVI Campionato italiano sub, Mondo sommerso», 8-9, 1969;
  • Franco Capodarte, voce Attività subacquee, Enciclopedia dello Sport, Treccani, Roma 2004;
  • Antonio Mancuso, Le grandi scuole. Calabria, nel mare degli Dei, «Pesca in apnea», 1, 2004.

Nota archivistica

  • Comune di Fuscaldo, Registro delle nascite, atto n. 1, parte II, serie A, 1923;
  • Comune di Fuscaldo, Registro dei matrimoni, atto n. 5, parte II, serie A, 1943;
  • Comune di Fuscaldo, Registro delle morti, atto. n. 12, parte I, 1984.

Nota

  • L’A. ringrazia Armando Nesi e Giuseppe Iannuzzi, figlio del biografato, per le notizie e i dati forniti, e Katia Stancato per il contributo documentale.
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