Jemma, Rocco

Rocco Jemma [Laureana di Borrello (Reggio Calabria), 16 agosto 1866 – Napoli, 24 marzo 1949]

Considerato un pioniere della Pediatria italiana, nacque da Giuseppe, magistrato, e da Adelaide Corcione, una famiglia della ricca borghesia di Stelletanone, frazione di Laureana di Borrello. Il padre avrebbe voluto avviarlo agli studi di giurisprudenza. Terminate le scuole secondarie in Calabria, invece, scelse di non seguire le orme paterne e nel 1886 si iscrisse in Medicina e Chirurgia all’Università di Napoli dove fu allievo interno nella prima Clinica medica diretta dal prof. Enrico De Renzi, frequentando il laboratorio di batteriologia: qui sarebbe nata la sua passione per gli studi di infettivologia.
Si laureò brillantemente nel 1891 con una tesi Sull’azione battericida del sangue di conigli. L’anno successivo, divenne Assistente del prof. Edoardo Maragliano nella Clinica Medica dell’Università di Genovalavorando nel contempo nell’ospedale civile, inizialmente come assistente e dal 1895 come aiuto.
Libero Docente in Patologia speciale medica dimostrativa dal 1897, si spostò a Parigi dove si appassionò agli studi specialistici pediatrici. Rientrato in patria, nel 1900 ottenne anche la Libera docenza in Patologia e Clinica pediatrica e presso la clinica medica di Genova gli furono affidati l’organizzazione e la direzione di una sezione pediatrica (12 posti letto) all’interno della Clinica medica, e un corso pareggiato di Clinica pediatrica.
Risultato idoneo al concorso per la cattedra di Clinica pediatrica nell’Università di Padova nel 1901, l’anno successivo insegnò tale materia nell’Università di Genova.  
Nella città ligure sposò la genovese Elisa Cassanello dalla quale ebbe i figli Giuseppe e Bianca.
A 37 anni, nel 1903, vinse il concorso per  la cattedra di Clinica Pediatrica dell’Università di Palermo appena istituita, dove iniziò a lavorare in una sala con sei posti letto nell’ospedale “San Saverio”. Ottimo organizzatore – come aveva già dimostrato a Genova e poi confermerà a Napoli –  in pochi anni, Jemma riuscì a realizzare una struttura funzionale per le attività  didattiche, scientifiche e cliniche della nuova pediatria nell’«Ospedalino infantile», grazie anche all’appoggio e alla munificenza del presidente dell’Ospedale, comm. Ignazio Florio jr. (la famiglia era originaria di Bagnara Calabra), che gli era grato di aver curato una propria figlia, e del quale era diventato amico.
Rimase nella città siciliana fino al 1913 quando fu chiamato dall’Università di Napoli per svolgere lo stesso incarico, in sostituzione del prof. Francesco Fede, andato in pensione. Anche nella nuova sede si adoperò per rendere più funzionali i locali assegnati alla Clinica. Realizzò così una nuova clinica pediatrica che fu inaugurata l’8 gennaio 1929, alla presenza del principe Umberto di Savoia e della moglie Maria Josè.
Si dedicò con profonda passione, nel frattempo, all’attività didattica, dando vita a quella che sarebbe stata conosciuta come «Scuola Rocco Jemma», con numerosi allievi che si sarebbero affermati negli anni successivi nelle università e negli ospedali d’Italia. La sua attività a Napoli fu lunga e intensa e con la sua direzione, la Pediatria napoletana fece grandi progressi. Continuò i suoi studi sulle patologie infantili. Importanti, in tutti gli ambienti medico-scientifici, sono considerati soprattutto i suoi contributi sulla leishmaniosi infantile viscerale mediterranea, e all’impiego a scopo diagnostico e terapeutico della puntura lombare da poco introdotta nella pratica medica.
Partecipò attivamente anche alla vita politica e accademica. Con un tempismo eccezionale fu tra i primi professori universitari a iscriversi, il 1° dicembre 1922, al Partito Nazionale Fascista che diede ampia diffusione al fatto. E nel 1924 fu uno dei commissari del Fascio di Napoli.
Più volte preside della Facoltà di Medicina a partire dal 1921 al 1930. Nel 1934, un comitato presieduto dal prof. Maragliano, nell’aula della Clinica pediatrica organizzò in suo onore una solenne celebrazione per i suoi 30 anni d’insegnamento. La manifestazione, ebbe una eco anche sulla stampa calabrese (la Calabria fu rappresentata dal prof. Giuseppe Santoro, segretario generale della Società medico-chirurgica, e dai presidente delle tre sezioni, Carlo Martelli di Catanzaro, Mario Misasi di Cosenza, Rocco Caminiti di Reggio). Dopo trentatré anni di insegnamento, nel 1936 lasciò per raggiunti limiti d’età e fu nominato Professore Emerito.
Nella sua lunga carriera pubblicò numerosi lavori specialmente sull’alimentazione dei bambini e su argomenti di patologia dell’infanzia, in modo particolare infettiva. Con Carlo Comba, curò il grande Trattato di Pediatria italiana, utilizzato per molti anni in diverse università. Dal 1911, assieme al prof. Fede, fu condirettore della rivista «La Pediatria», della quale divenne direttore unico nel 1913, quando s’insediò all’Università partenopea.
Membro di numerose società scientifiche italiane e straniere. Nel 1924 fu eletto presidente della Società italiana di pediatria, incarico che mantenne per 5 anni. Nel 1928 partecipò con altri studiosi alla fondazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Tornò al vertice della Società italiana di pediatria nel 1940 e l’incarico gli venne confermato nel 1946. L’anno dopo era vicepresidente della Società internazionale di pediatria. E sempre nel 1947 fu nominato membro del I Consiglio centrale dell’Opera nazionale maternità e infanzia.
Nonostante la sua dimensione internazionale, mantenne un forte legame con la Calabria, la sua classe medica e il paese di nascita dove tornava spesso. In Calabria, fu Presidente della Società medico-chirurgica regionale dal 1931 al 1943, e in tale veste ha presieduto i Congressi Regionali di Pediatria che si svolsero a Cosenza nel 1931 e nel 1938, a Reggio Calabria nel 1933 e nel 1948 e a Catanzaro nel 1936.
Ebbe molti riconoscimenti, tra cui la nomina a Cavaliere del S.M. Ordine di Malta; per un biennio, a metà degli anni Trenta, fu presidenza del Rotary club di Napoli e come presidente regionale della Croce Rossa Italiana dal 1937 al 1945, la presidenza centrale gli assegnò la medaglia d’oro di benemerenza, specialmente per l’attività personale svolta a Napoli nei drammatici anni del conflitto.
Morì nel 1949 all’età di 83 anni. Suoi profili e sue necrologie furono pubblicate su riviste specialistiche di pediatria e mediche in Italia e all’Estero. L’Università di Napoli lo ricorda con un busto in marmo dello scultore Gatto, inaugurato nel corso di una solenne commemorazione, alla quale intervenne anche il prof. Giovanni Romaniello, segretario generale della Società Medico Chirurgica calabrese che nel 1952, sulla facciata della sua casa natale a Stelletanone,  ha posto una lapide per ricordarlo. Vie a suo nome sono a Rizziconi, Palermo e a Napoli dove è presente anche un asilo nido che porta il suo nome. (Teresa Papalia) © ICSAIC

Opere

  • Intossicazione epatica da disturbi funzionali del fegato curata colle iniezioni endovenose sodiche, Ciminago, Genova 1894;
  • Tifo addominale e tubercolosi miliare acuta, loro diagnosi differenziale. Tesi di Libera docenza in patologia Speciale medica dimostrativa, Ciminago, Genova 1897;
  • La dieta idrica nella gastro-enterite acuta grave dei bambini lattanti (Hôpital des enfans malades di Parigi), L. Niccolai, Firenze 1898;
  • I periodi della vita infantile dal punto di vista fisiologico e patologico, L. Niccolai, Firenze 1899;
  • Il bromoformio nella cura della Tosse convulsiva. Nota terapica, Ciminago, Genova 1899;
  • L’ allattamento artificiale, L. Niccolai, Firenze 1900;
  • Disfunzioni vitaminiche nella patogenesi del rachitismo, s. n., Milano 1929;
  • Le malattie esantematiche, dal Trattato italiano di medicina interna a cura d’Istituto Biochimico Italiano, Milano 1931;
  • Trattato di pediatria, a cura di Carlo Comba e Rocco Jemma, F. Vallardi, Milano 1934;
  • Manuale di pediatria, 2 voll., Sel (Soc. Ed. Libraria), Milano 1938. 

Note bibliografiche

  • L’inaugurazione della nuova Clinica Pediatrica a Palermo, «Rivista di Clinica Pediatrica», VI, 1908, pp. 397-398.
  • La solenne celebrazione del 30° di insegnamento del prof. Jemma alla R. Università di Napoli, «Cronaca di Calabria», 17 maggio 1934;
  • Ivo Nasso e Eugenio Schwarz (a cura di), Scritti medici in onore di Rocco Jemma nel 30. anno d’insegnamento, 2 voll., Tip. E. Sormani, Milano 1934;
  • Giuseppe Caronia, Rocco Jemma (1866-1949), «La Pediatria», LVII, 1949;
  • Francesco PrioloMedici calabresi illustri da Pitagora ad Anile, Setel, Catanzaro 1952;
  • Solenne commemorazione di Rocco Jemma, «Il Grido della Calabria», 5 aprile 1950;
  • Adalberto Pazzini, La Calabria nella storia della medicina, «Almanacco calabrese», 1952, pp. 49-55;
  • Italo Farnetani, Francesca Farnetani, Rocco Jemma. a grandezza della pediatria meridionale, Atti  «Incontri Pediatrici Normanni, 7. Convegno Nazionale, Aversa, 21-22 novembre 2003», Centro Studi Humana, Milano 2003, pp. 13-22;
  • Italo Farnetani, Jemma Rocco, Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. 62, Istituto dell’Enciclopedia Treccani, Roma 2004, ad nomen
  • Italo Farnetani, Rocco Jemma il più grande pediatra italiano, Cogral, Limbadi 2006
  • Italo Farnetani, Storia della pediatria italiana, Società Italiana di Pediatria, Genova 2008, pp. 72–73, 76, 80-81.
  • Isabella Loschiavo Prete , Antonio Orso, Ugo Verzi Borgese, Poeti e scrittori, vol. I, Rubbettino Soveria Mannelli 1986, p. 294; 
  • Rolando Bulgarelli, La pediatria italiana fra cronaca e storia, in «Rivista italiana di pediatria», XVII, suppl. 3, 1991, pp. 3 ss.; XIX, suppl. 2, 1993, pp. 5-9; 
  • Maria Rosaria Bacchini, La letteratura pediatrica a Napoli: “La Pediatria”, in «Pediatria oggi medica e chirurgica», XVI, 1996, pp. 255-258; 
  • Giorgio Maggioni, Storia della Società italiana di pediatria nel suo centenario (1898-1998), in «Rivista italiana di pediatria», XXVI, suppl. 4, 2000, p. 8;
  • Id., Congressi nazionali con titoli delle relazioni, in «Rivista italiana di pediatria», XXVI, suppl. 4, 2000, pp. 13 ss.;
  • Id., Presidenti della Società italiana di pediatria (1898-2000), in «Rivista italiana di pediatria», vol. I, XXVI, suppl. 4, 2000, p. 22; 
  • Italo Farnetani, Francesca Farnetani, Perché Rocco Jemma è stato il più grande pediatra italiano?, «Minerva pediatrica», 58, 6, 2006, pp. 587-595.
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