Il partigiano Carmine commemorato per iniziativa di Anpi, Cgil e Icsaic

Nel quadro delle iniziative per il “Giorno della memoria” a cui il nostro istituto ha aderito e partecipato anche fuori dai confini regionali, il presidente dell’istituto ha partecipato al convegno che l’Anpi e la Cgil di Vibo Valentia hanno organizzato in memoria del partigiano Carmine Fusca, scomparso il 25 dicembre scorso

Il partigiano Carmine Fusca (scomparso lo scorso Natale) è stato ricordato nel “giorno della memoria”. L’iniziativa si è svolta nella sala conferenze del Palazzo Municipale di Limbadi (Fusca era vissuto nella piccola frazione di San Nicola de’ Legistis). Nell’occasione, oltre al sindaco Pino Morello e al presidente dell’Anpi di Vibo Valentia Silvestro Scalamandrè, sono intervenuti Pantaleone Sergi (presidente dell’ICSAIC), e il segretario provinciale della Cgil Luigi De Nardo.La ricorrenza del “giorno della memoria” è cadutae a ottant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia, volute da Mussolini e avallate dal re Vittorio Emanuele nel 1938. Non solo quindi il male assoluto con l’orrore dei lager nazisti, dove si è consumato lo sterminio che causò circa 15 milioni di morti in pochi anni, con la soluzione finale del problema ebraico con il genocidio, che ha significato la negazione dell’umanità. Lo ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Matterella il 25 gennaio al Quirinale: “Ancora oggi ciò che ci interroga e sgomenta maggiormente, di un mare di violenza e di abominio, sono la metodicità ossessiva, l’odio razziale divenuto sistema, la macchina lugubre e solerte degli apparati di sterminio di massa, sostenuta da una complessa organizzazione che estendeva i suoi gangli nella società tedesca…”. A questa macchina della crudeltà spietata ha partecipato il regime fascista a partire dalle leggi razziali, come ha sottolineato nel suo discorso Mattarella: “Le leggi razziali – che, oggi, molti studiosi preferiscono chiamare ‘leggi razziste’- rappresentano un capitolo buio, una macchia indelebile, una pagina infamante della nostra storia. Ideate e scritte di pugno da Mussolini, trovarono a tutti i livelli delle istituzioni, della politica, della cultura e della società italiana connivenze, complicità, turpi convenienze, indifferenza. Quella stessa indifferenza, come ha sovente sottolineato la senatrice Segre, che rappresenta l’atteggiamento più insidioso e gravido di pericoli”.

Il particolare momento storico che stiamo vivendo, in cui l’onda della dimenticanza rischia di trascinare tutto nel vortice della velocità mediatica, anche la memoria della Shoah, i rigurgiti neofascisti e razzisti non possono passare inosservati. Lo ha ammonito Liliana Segre, una delle ultime testimoni della distruzione Shoah, all’indomani della sua nomina a senatrice a vita: “Stiamo morendo tutti, ormai siamo rimasti pochissimi, le dita di una mano, e quando saremo morti proprio tutti, il mare si chiuderà completamente sopra di noi nell’indifferenza e nella dimenticanza”.

E’ fondamentale fare memoria, in quanto rappresenta la migliore difesa immunitaria contro le cellule tumorali dei neofascismi e razzismi che ritornano ciclicamente e attaccano il patrimonio dei valori democratici e civili della società. E’ necessario non stancarsi di rammentare coloro che hanno vissuto in prima persona quella terrificante esperienza, come la lotta che ha visto protagonista il partigiano Carmine Fusca, il quale si è fatto artefice, assieme ai tanti partigiani e civili che hanno combattuto contro l’infamia e la vergogna del regime nazifascista, per restituire dignità e libertà all’umanità intera. Sono state quelle esperienze, quell’eredità che hanno dato vita ai principi fondamentali presenti nella Costituzione, entrata in vigore da settant’anni, l’1 gennaio del 1948.

Nel suo intervento, il presidente dell’Icsaic Sergi, oltre che richiamare in particolare il ruolo di Carmine Fusca,  di cui ha raccontato, episodi inediti, si è soffermato sulla vicenda del giovannee allievo sottufficiale della Guardia di Finanza Pantaleone Sesto, catturato a Pola dai nazisti dopo l’8 settembre e internato nel campo di Dachau. Il giovane Sesto, che scegliendo di non stare dalla parte dei brutali carnefici rifiutò evidentemente di aderire alla Repubblica di Salò, dopo avere subito esperimenti di medici criminali sul suo corpo, morì di stenti il 13 gennaio del 1945, due settimane prima che l’Armata Rossa entrasse nel campo di sterminio di Auschwitz.

 

Intanto, questo l’impegno preso dal sindaco Morello durante l’incontro, una via o una piazza che porti il nome del partigiano Carmine Fusca. Morello ha raccolto l’invito del presidente dell’Anpi Scalamandré nel giorno delle esequie (si sono svolte il 26 dicembre) di Carmine Fusca nella frazione di San Nicola de Legistis. Per commemorarlo, lo stesso Scalamandrè a nome dell’Anpi, ha consegnato una targa al nipote del partigiano, Antonio Fusca. (N.R)