Leporace, Tullia

Tullia Leporace [Cosenza, 20 Settembre 1910 – Venezia, 29 agosto 1969]

Nata a Cosenza in una cospicua famiglia, «fu nobilmente educata». Suo padre, Pasquale, massone e socialista (fu segretario della sezione socialista di Cosenza e nel primo dopoguerra fece parte della redazione de «La Parola socialista») era preside del Liceo Telesio e le ispirò il senso del dovere che la guidò per tutta la vita. Dopo le scole primatie superiosri si trasferì a Roma, dove compì assai lodevolmente gli studi universitari e si laureò in Lettere nel 1933. Sentì che la biblioteca, di cui si annunciavano già sin d’allora i nuovi compiti, era la sua vocazione, e all’attività bibliotecaria offrì la sua intelligente operosità, quella operosità che non venne meno con il passare degli anni, sino all’ultimo istante della sua giornata terrena. Dal 1° Giugno 1933 impiegata di concetto alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, poi alla Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele di Roma.  Dal 1° luglio 1934 bibliotecaria di ruolo nella carriera direttiva. Dal 1936 al 1941 distaccata come collaboratrice presso l’Istituto storico italiano per il Medioevo. Nel 1942 promossa bibliotecario capo. E da tale anno, sino al 1951, direttrice della Biblioteca Universitaria di Pavia. Dal 1951 e sino al 1969, direttrice della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, certamente una delle più antiche e più prestigiose biblioteche d’Italia, di cui ella seppe mantenere alti la dignità e il prestigio. Sono stati più volte ricordati, da bibliotecari e studiosi a lei più vicini, l’impegno e l’abnegazione con cui nel 1968, in occasione del quinto centenario della donazione a Venezia dei codici greci e latini del cardinale Bessarione, e della istituzione della Biblioteca Marciana da parte della Repubblica Veneta, Tullia Leporace seppe preparare tale ricorrenza, dopo aver dato, con opportuni restauri e riattamenti, nuovo decoro alle fastose sale della storica biblioteca. Del forte attaccamento alla sua Biblioteca, così scrive uno studioso in un articolo  commemorativo: «E alla sua Marciana, nella sua Venezia, come le sentivano spesso ripetere (erano poche parole di entusiasmo o brevi silenzi ammirati, com’era nel suo carattere) la direttrice buona portò lungo e fedele amore, a prezzo di fatiche che avrebbero avvicinato il termine del suo terreno peregrinare fino all’estrema rinuncia della propria vita in cambio della vita del bambino del suo più vicino collaboratore». Nella veste di direttrice della Marciana, diresse per diversi anni i lavori per la compilazione del «Repertorio delle carte nautiche manoscritte italiane e dei portolani di autori italiani dei secoli XIII-XVIII», iniziato nel 1956 in collaborazione con Roberto Almagià, di cui era stata allieva prediletta. Come esperta bibliotecaria, fece anche parte della Commissione Indici e Cataloghi.
Oltre a ricoprire l’incarico di Direttrice della Marciana, sino al 1954 fu anche Soprintendente bibliografica per il Veneto Orientale e la Venezia Giulia. Queste le tappe principali della sua carriera bibliotecaria, una carriera, va subito rilevato, portata sino ai massimi livelli con impegno e dignità.
Né gli impegni bibliotecari esaurirono l’attività e l’operosità di Tullia Leporace. Libera docente in paleografia e diplomatica, e dal 1961 anche in Bibliografia e Biblioteconomia, tenne per diversi anni tale insegnamento presso l’Università degli studi di Padova. In questa sua attività di docente molto certamente le giovarono il lavoro svolto agli inizi della carriera presso l’Archivio Vaticano come comandata alla Scuola annessa all’Istituto storico italiano per il Medioevo, e le ricerche effettuate successivamente nell’Archivio notarile distrettuale di Pavia dove rinvenne e trascrisse centinaia di documenti inediti interessanti la cultura, la vita economica, gli usi e i costumi pavesi del secolo  XV.
Socia di diverse istituzioni culturali, e in particolare dell’Associazione Italiana Biblioteche dal 1934, aderendo sin dal 1946 alla sua ricostituzione. Svolse l’incarico di Presidente del Comitato regionale dell’Associazione dal 1953 al 1957, e ne fece parte negli anni successivi. Tra gli altri incarichi, diresse il “Repertorio delle carte nautiche manoscritte italiane e dei portolani di autori italiani dei secoli XIII – XVIII”. Attenta e infaticabile collaboratrice di manifestazioni cittadine, tutte assistite da una capacità non comune, come hanno sempre riconosciuto autorità e studiosi di Venezia, autrice di numerose pubblicazioni (lascia circa una cinquantina di contributi originali, articoli bibliografici, e bibliologici, edizioni di documenti, cataloghi di mostre ecc.) tratta nei suoi studi argomenti di storia, di geografia, di bibliografia, tra cui ricordiamo: Le Suppliche di Papa Clemente II, Il Calendario del Breviario Grimani, Il Mappamondo di fra Mauro,quest’ultimo argomento trattato anche in una dotta e acclamata conferenza tenuta su invito della Società di Geografia di Lisbona. Nicola Vianello, studioso e bibliotecario che ebbe modo di conoscerne e apprezzarne da vicino le sue doti umane e professionali, così scrive di lei in queste brevi  ma intense  espressioni  di stima e di amicizia: «Tullia Gasparrini Leporace sapeva esprimere la propria formazione umanistica in un rapporto con tutti profondamente umano, così che il suo educato sapere veniva ad essere ad un tempo capacità di conoscere e possibilità di valutare, esattamente e in proprio, persone avvenimenti circostanze; e sapeva unire nella propria persona la bontà di chi ha molto sofferto alla sicurezza di chi non conosce esterne suggestioni…».
Tullia Leporace è stata uno spirito eletto, una studiosa e bibliotecaria che con le sue alte doti umane e professionali, ha onorato, in territorio veneto, la sua terra d’origine, la Calabria.                                  
Morì nel 1958, per un male incurabile (Giacinto Pisani) © ICSAIC

Opere

  • I manoscritti capilupiani della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Guida storica e bibliografica degli archivi e delle biblioteche d’Italia, Libreria delle Stato, Roma 1939;
  • La Prima Edizione del … Filosofico in una Novella Anonima del 1400, Chiappetta, Cosenza 1949;
  • Librorum saec.  XV impresssorum qui in publica Ticinensi Bibliotheca  adservantur. Catalogus  cura et studio Tulliae Gasparrini Leporace, Firenze 1954;
  • Cento codici bessarionei. Catalogo della mostra, (a cura di), Firenze, 1954;
  • Il nuovo Ramusio. Le navigazioni atlantiche del veneziano Alvise da Mosto, (a cura di), Roma 1966;
  • Nuovi documenti sulla tipografia veneziana dell’Ottocento, «Studi bibliografici», pp. 25-47 Firenze 1967;
  • Cento codici bessarionei, (a cura di),Venezia 1968;
  • Le “Provenze” di Aldo Manuzio il giovane per essere ammesso nell’Ordine dei cavalieri di Santo Stefano, in Contributi alla storia del libro italiano, pp. 165-186, Firenze 1969.

Bibliografia

  • Carlo Frattarolo, Figure scomparse. Tullia Gasparrini Leporace, «Accademie e Biblioteche d’Italia», 4-5, 1969, pp. 378 -380;
  • Nicola Vianello, Ricordo di Tullia Gasparrini Leporace, «Almanacco dei bibliotecari italiani», 1970, pp. 67-68;
  • Ettore Apolloni, Ricordiamo… [Tullia Gasparrini Leporace], «Almanacco dei bibliotecari italiani», 1970, pp. 85;
  • Cesare Repossi, I direttori. [Tullia Gasparrini Leporace], in Il bicentenario della Biblioteca universitaria di Pavia: notizie storiche, Biblioteca universitaria, Pavia 1979, pp. 41-42.
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