Liguori, Cataldo

Cataldo Liguori [Cariati (Cosenza), 20 giugno 1931 – Roma, 13 maggio 2013]

Secondo di otto figli, nacque a Cariati il 20 giugno 1931, da Antonio, falegname antifascista e commissario prefettizio al Comune subito dopo la Liberazione, e da Francesca Cipriotti, casalinga, la quale dedicò la sua intera vita alla cura della numerosa famiglia. Dopo le scuole elementari frequentate al suo paese, fu mandato dal padre a proseguire la sua formazione presso il Convitto Vescovile «Sacro Cuore» di Castrovillari, aperto anche allo studentato laico, dove ebbe tra i suoi maestri il dotto sacerdote ed educatore don Francesco Pennini, che lo ebbe in grandissima stima. Tra i convittori con cui intrattenne relazioni di amicizia c’era il futuro poeta e giornalista Giuseppe Selvaggi di Cassano Jonio, col quale resterà in contatto anche quando entrambi, dopo la laurea, si ritroveranno a Roma, per motivi di lavoro. Del suo “maestro” don Pennini, Cataldo si ricorderà sempre e anche con lui avrà costanti rapporti di amicizia e di corrispondenza epistolare e, nel 1998, ne rievocherà il magistero e l’attività poetica in un articolo apparso sulla pagina culturale del periodico rossanese «La Voce».
Dopo aver frequentato le classi ginnasiali  a Castrovillari dal 1942 al 1946, nel 1947 si trasferirà a Crotone, al Liceo-Ginnasio Statale «Pitagora», dove conseguì , all’età di 17 anni, la maturità classica nella sessione estiva dell’anno scolastico 1947-48, con esiti  particolarmente brillanti in storia e filosofia, le sue discipline preferite. Era in anticipo di un anno, al conseguimento della maturità, avendo “saltato” una classe. Nel 1948 andò a studiare all’Università di Roma «La Sapienza», iscrivendosi alla Facoltà di Giurisprudenza. Nel 1952 si laureò con una tesi su Tommaso Campanella, discussa col prof. Giorgio Del Vecchio, ordinario di Filosofia del Diritto.
Una volta laureato, tornò a Cariati, dove vivevano i genitori e gli altri sette fratelli, e, per un breve periodo, esercitò la professione di avvocato al suo paese, all’epoca sede di mandamento e di pretura. Il 31 gennaio 1959 sposò Luigina (Flora) Ciccopiedi, dalla quale ebbe due figli: Antonio e Francesca Romana.
Nell’agosto 1954 tornò a Roma, dopo aver vinto un pubblico concorso nella carriera direttiva del ministero del Tesoro, Direzione generale danni di guerra. Nel 1962 , all’età di 31 anni, fu nominato Direttore di Sezione e preposto alla Direzione della Divisione per il contenzioso e gli affari Legali connessi alla ricostruzione. Nell’anno accademico 1964-65 all’Università di Bologna  (Scuola di Perfezionamento in Scienze Amministrative), col massimo dei voti, conseguì il diploma di perfezionamento in Attività degli Uffici in tema di giustizia amministrativa e nel 1966, fu comandato a prestare servizio presso l’Ufficio legislativo del ministero del Bilancio. In tale incarico ebbe modo di dare il suo contributo all’elaborazione di importanti disegni di legge, come quella sull’istituzione del Cipe, sulla riforma dell’intervento straordinario nel Mezzogiorno, sulla riforma delle Società per azioni. Nel dicembre 1967 venne inquadrato nei ruoli del ministero del Bilancio e della Programmazione Economica col grado di Direttore di Divisione e assegnato alla Segreteria Generale della Programmazione con l’incarico di Capo dell’Ufficio studi e ricerche. Nel 1972 venne preposto alla direzione della Divisione per l’elaborazione dei documenti programmatici e in tale veste collaborò con il Segretario generale della Programmazione, prof. Giorgio Ruffolo all’impostazione e all’elaborazione degli studi preliminari al cosiddetto Progetto 80 e allo schema del Secondo Programma Economico Nazionale. Nel 1973 venne nominato Dirigente Superiore e preposto al coordinamento degli Uffici Studi e Ricerche e per l’elaborazione dei documenti programmatici. In tema di politica comunitaria ha rappresentato il Ministero del Bilancio, nelle sedi interne e comunitarie, dal 1975 al 1984. Ha fatto parte del Gruppo Studi nel settore «Investimenti comunitari» e «Allargamento dell’area comunitaria e problemi connessi all’adesione alla CEE di Grecia, Spagna e Portogallo».
In tema di politica dell’emigrazione dal 1973 al 1984 ha rappresentato il ministero del Bilancio, sia nelle sedi interne sia internazionali, in tutti gli organismi in cui esso è coinvolto, tra cui il Comitato consultivo degli italiani all’estero, il Comitato preparatore della conferenza nazionale dell’emigrazione (1975), il Gruppo di lavoro Ocse. (manodopera-sez. migrazioni), la Conferenza Stato-regioni sull’emigrazione (aprile 1985). Ha partecipato, quale membro della Sezione Latino-americana del Comitato consultivo degli italiani all’estero, alle Conferenze di Buenos Ayres, Rio de Janeiro e Caracas. Molti suoi saggi in materia di politica istituzionale dell’emigrazione sono stati pubblicati, negli anni Ottanta, su «Avanti, Europa», rivista specialistica dell’Istituto Fernando Santi , presieduto da Gino Bloise.
Il 19 dicembre 1984 venne nominato Dirigente generale e collocato fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l’incarico di Dirigente del servizio per i Collegamenti con i Comitati Internazionali con funzioni d’indirizzo economico. Fra i lavori eseguiti in tale periodo si segnala una ricerca sulle «Procedure di funzionamento dei Comitati Internazionali». Del 1985 è un altro suo importante contributo di studio: «Esperienze di programmazione settoriale sotto il profilo dell’organizzazione delle procedure», pubblicato su «Rassegna Parlamentare». Nel gennaio 1982 il Comitato direttivo della Scuola superiore della Pubblica Amministrazione gli affidò l’incarico d’insegnamento di Aspetti e Problemi delle procedure della Programmazione Economica nell’ambito nazionale, e svolse tale insegnamento nell’anno accademico 1982-83, rivolto ai funzionari della carriera direttiva. Ha rappresentato, inoltre, il Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica negli organi deliberativi di vari enti pubblici, tra cui Ente Nazionale Artigiani e Piccola Industria (Enapi), Istituto di studi per la Programmazione Economica (Ispe), Consorzio autonomo del Porto di Genova, Comitato tecnico Idrocarburi.
Nella sua lunga carriera di alto burocrate, Liguori ha avuto modo di intrattenere rapporti di lavoro, spesso diventati anche di amicizia e di frequentazione intellettuale, con figure storiche della politica  e della cultura italiana della cosiddetta «prima Repubblica», come il socialista Antonio Giolitti, ministro del Bilancio nel 1963-64 e poi nuovamente nel 1973; Pier Luigi Romita, socialdemocratico, che fu ministro del Bilancio e Programmazione Economica dal 1984 al 1987, il prof. Carlo Vallauri, intellettuale socialista e storico dei movimenti e dei partiti politici italiani,  Giorgio Ruffolo, economista, storico esponente della sinistra lombardiana del Psi, che fu segretario generale della Programmazione Economica fino al 1975, Lelio Basso, politico e politologo, studioso del marxismo, fondatore del Partito Socialista di Unità Proletaria (Psiup) e dell’Istituto per lo studio della società contemporanea (Issoco). E anche con Giuliano Amato, all’epoca in cui fu ministro del Tesoro (1987-1989).
Cataldo Liguori non fu soltanto un esperto burocrate con un alto senso dello Stato, ma anche un uomo di cultura, lettore di saggistica economica ma anche di opere di letteratura e di poesia, amante dei classici latini e greci, dei quali recitava passi a memoria. Ha lasciato non solo saggi e studi di politica economica ma anche articoli di recensione a libri di carattere letterario, e una monografia biografico-professionale del fratello architetto Saverio, morto nel 1988: Saverio Liguori e l’architettura come ideale (Edizioni Il Serratore, Corigliano C. 1999). Suoi articoli culturali sono usciti su «Il Serratore», su «La Voce», «La Regione-Calabria Emigrazione» e su altre testate.
Il 17 agosto 2002, nell’ambito di una manifestazione voluta dall’Amministrazione Comunale di Cariati, gli fu conferito il riconoscimento di «ambasciatore della cariatesità in Italia e nel mondo», riservato ai cariatesi che hanno tenuto alto il nome della città nella nazione e all’estero. È morto a Roma all’età di 82 anni e riposa nella cappella di famiglia, nel cimitero di Cariati. (Assunta Scorpiniti) © ICSAIC

Nota bibliografica

  • Vincenzo Saletta, Romano e Franco Liguori, Cariati nella storia, Cirò Marina,1981 (recensione), «Studi Meridionali», XIV, fasc. 1-2, 1982, pp. 120-122;
  • Giuseppe Selvaggi, I ragazzi di Don Pennini, in Mons. Francesco Pennini, maestro d’intellettualità, a cura di Leonardo Alario, IRSDD, Cassano Jonio 2000;
  • Assunta Scorpiniti (a cura di), Ambasciatori. della cariatesità, Editoriale Progetto 2000, Cosenza 2003, p. 28;
  • Nicola Sero, Cariati onora i cariatesi, «Il Quotidiano della Calabria», 19 agosto 2002;
  • Assunta Scorpiniti, Saverio Liguori e l’architettura come ideale (recensione all’omonimo libro di Cataldo Liguori), «Calabria letteraria», XLVIII, 7-8-9, 2000;
  • Luigi Mariano, Scomparsa Liguori. Cordoglio in città, «Gazzetta del Sud», 15 maggio 2013;
  • Maria Scorpiniti, Si è spento a Roma Cataldo Liguori, ambasciatore della cariatesità, «Il Ponte-on line», Cariati, 13 maggio 2013.

Nota archivistica

  • Archivio familiare eredi Cataldo Liguori (Roma),  Curriculum del Dr. Cataldo Liguori-Dirigente Generale Ministero Bilancio e Programmazione Economica.
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