Lombardi, Guido

Guido Lombardi [Castrovillari (Cosenza) 1890 – Roma 1968]

Nato da Achille. farmacista, e da Angela Turco. Suoi pseudonimi più usati nel periodico «La Vedetta» di Castrovillari che fondò nel 1920 come settimanale politico, amministrativo, arte e sport: D’Artagnan e Laura. Oltre a esercitare l’avvocatura e il giornalismo svolse anche la sua attività in settori diversi, anche politici: nel 1920 sssunse e coprì per pochi anni la carica di assessore comunale alla Pubblica Istruzione. 
Fu animatore o patrocinatore di numerose iniziative d’interesse non solo cittadino anche come direttore della «Vedetta». Figura ecclettica, aveva una forte passione per lo sporti e per il teatro. Fra l’altro, nel 1921, promosse la fondazione della «Unione Sportiva Castrovillari», di cui furono presidente il colonnello Felice Bruno Pellegrini e segretario egli stesso, e nel 1922 organizzò il «Giro ciclistico del Sybaris».
Diresse lungamente la Filodrammatica e per la prima volta portò sulle scene i costumi contadini di gala nel bozzetto dialettale «Carmela». In un concorso regionale, al teatro comunale di Cosenza, nel 1930, si classificò al primo posto per la recitazione personale nella «Nemica» di Niccodemi. 
Nel 1922 credette nel fascismo. C’è una testimonianza della nipote Cristina Lombardi-Diop che ben evidenzia il rapporto di suo nonno con il regime: «Ci aveva creduto nella rivoluzione del ’22, era chiaro in quell’editoriale a sua firma (in cui evitò di firmarsi, come spesso faceva, con il suo pesudonimo, d’Artagnan) in cui dichiarava che nel fascismo vedeva “un’opportunità di democrazia”. Poi, quattro anni dopo, l’anno in cui nacque mio padre, ecco che apparve un altro editoriale. La crisi Matteotti era passata, il PNF aveva tenuto al governo, nonostante la secessione dei deputati, e alla stampa cominciavano ad essere messi i bavagli. Dopo il discorso del 3 gennaio del 1925, dopo le misure repressive contro la stampa e qualsiasi forma di dissenso, mio nonno si era indignato, aveva sentito che il fascismo non voleva proteggerli, che il regime stava cambiando il corso della storia. L’editoriale parla chiaro. Mussolini non era l’uomo della rivoluzione, della democrazia, ma una minaccia alla libertà di parola. Eppure, in qualche modo, anche il nonno cedette. Come direttore di un giornale, nel pieno della sua carriera di avvocato, anch’egli aveva riconosciuto il potere nel passo ritmico degli stivali, nel saluto romano». 
La sua «tipografia editrice La Vedetta» sfornò pregevoli pubblicazioni, tra cui, nel 1926, il libro Terra mia di Luigi Saraceni, ex deputato. Nell’ultimo dopoguerra, fu il primo presidente della nuova «Unione Sportiva Castrovillari», appena ricostituita negli anni successivi alla catastrofe bellica.
Tenne numerose conferenze: una, ancora ricordata, sul pittore Andrea Alfano nel 1950. Fu corrispondente del quotidiano «Il Tempo» di Roma e della Rai (sede regionale di Cosenza).
Autore del libro Gente del Pollino, a cui nel 1959 fu assegnata la medaglia d’oro della Camera dei deputati al «Premio nazionale Villa San Giovanni» di narrativa. 
Diversi i suoi testi manoscritti inediti, furono da lui distrutti in tarda età.
Alcune testimonianze su Lombardi sono apparse nel numero speciale commemorativo de «La Vedetta» del 31 maggio 1968, contenente fra l’altro una ricostruzione ordinata della vita del giornale (senza firma ma attribuibile a Marco Lombardi) e articoli dei collaboratori Roberto Grisolia, Gennaro Cassiani, Luigino Salerni, Mario Cappelli, Gaetano Greco-Naccarato, Luigi Grisolia.
Castrovillari lo ricorda con una via intestata a suo nome. (Red.) @ ICSAIC 2021 – 12 –  BREVE 

Opere

  • Gente del Pollino, Tipografia Eduardo Patitucci, Castrovillari 1958.

Nota bibliografica

  • Luigi Grisolia, Guido Lombardi, in Dizionario dei calabresi nel mondo, Edisud, Roma 1965;
  • Luigi Grisolia, Giornalismo di strapaese: Guido Lombardi, in «Calabria illustrata» (Roma), n. 1, ottobre 1972;
  • Francesco Russo, Gli scrittori di Castrovillari, 2ª ed., Edizioni Prometeo, Castrovillari 1991, ad nomen;
  • Mario Cappelli, Uomini e luoghi del Pollino, Edizioni Il Coscile, Castrovillari 1991;
  • Cristina Lombardi-Diop, Dell’italianità. Una storia di dilagazioni, in «roots§routes», https://www.roots-routes.org/dellitalianita-storia-dilagazioni-cristina-lombardi-diop/.
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