Luzzi, Vincenzo Francesco

Vincenzo Francesco Luzzi [Acquaro (Vibo Valentia), 2 ottobre 1918 – Polistena, 27 gennaio 1995]

Figlio di Domenico ed Elisabetta Crupi, frequentò la scuola elementare nel paese d’origine, nel 1929 entrò nel Seminario Vescovile di Mileto per gli studi ginnasiali, proseguì la formazione nel Pontificio Seminario Regionale di Reggio Calabria per la filosofia e poi in quello interregionale di Posillipo a  Napoli per la teologia, diretti dai padri gesuiti, dove si distinse per la sua preparazione e intelligenza, per la docilità alla disciplina.
Mons. Paolo Albera gli conferì l’ordinazione sacerdotale nella cattedrale di Mileto il 28 giugno 1942. La guerra in corso gli impedì di recarsi immediatamente  a Roma per il conseguimento del dottorato. Nel frattempo, assunse in centro diocesi diversi uffici: mansionario in cattedrale, professore di lettere in seminario e di religione al liceo Hipponion di Vibo, membro del consiglio catechistico diocesano, segretario dell’ufficio amministrativo, direttore dell’ufficio confraternite e dell’ufficio catechistico, cancelliere del tribunale ecclesiastico, segretario particolare del nuovo vescovo mons. Enrico Nicodemo. Nell’anno accademico 1945-1946 completò gli studi a Roma, dottorandosi in teologia, presso la Pontificia Università Gregoriana, con una tesi su La Regalità di Cristo nella controversia ariana.
Due grandi interessi segneranno la sua vita, e sui quali investirà le sue doti e qualità con sacerdotale zelo: la missione socio-pastorale, il lavoro storico-archivistico.
Il 1° dicembre 1946 prese possesso canonico della chiesa parrocchiale di Arena che servì fino al 1957, quando fu trasferito come arciprete della collegiata di Polistena. Nel 1962, insieme all’ufficio di parroco, assunse pure quello di giudice prosinodale e di delegato diocesano per l’emigrazione. L’apprezzamento per la sua persona  e il suo operato venne dimostrato con il titolo onorifico di Cappellano di Sua Santità Paolo VI, che ricevette l’11 luglio 1963.
Profuse molte energie per il rinnovamento della vita ecclesiale e per l’adeguamento delle strutture di servizio, perché divenissero confacenti alle nuove esigenze e ai nuovi tempi: ampliò e arricchì la sede parrocchiale con moderni locali; operò pastoralmente con equilibrata attenzione al contesto socio-culturale e agli ambienti. Per suo interessamento e studiato progetto pastorale, si attuò nel 1961 la divisione di Polistena in tre parrocchie. Sono inoltre da ricordare le Missioni popolari, l’incremento dell’Azione Cattolica, la Settimana Sociale a Polistena nel 1957-58, la Settimana Biblica nel 1961. Segno della particolare sensibilità umana e sociale dell’arciprete furono: la fondazione dell’Ospizio San Francesco, di un asilo e di un cantiere scuola tessitrici per ragazze disoccupate, oltre il diuturno sacerdotale servizio, fatto di fedeltà alla preghiera, di curata celebrazione dei riti, di silenziosa e nascosta carità verso i più poveri. L’Opera Pia S. Francesco di Paola, che affidò alle Suore dell’amato confratello padre Vincenzo Idà, divenne, nell’ultimo ventennio della sua vita, la sua casa e il luogo dalle sue premure e della sua carità. Nel frattempo, forte di questa esperienza, programmava di realizzare, anche con personale contributo,  una grande casa per anziani nella sua Acquaro in memoria dei suoi genitori, opera inaugurata dopo la sua morte.
All’inizio dell’anno scolastico 1971-1972, lasciò Polistena perché nominato dal vescovo De Chiara rettore del Seminario diocesano e canonico teologo del Capitolo Cattedrale a Mileto. Fino al 1975 portò avanti questo delicato incarico in Seminario, avviando anche  la nuova istituzione del Centro Diocesano Vocazioni. Dal 1975 lavorò in Curia come direttore dell’Ufficio Tecnico e dell’Archivio Storico. Dopo il 1979, sotto l’episcopato di mons. Domenico Cortese, la sua attività fu prevalentemente concentrata nel riordino e nello studio delle antiche carte documentarie della diocesi, nell’insegnamento di storia della Chiesa presso gli Istituti diocesani di Scienze Religiose di Vibo e di Palmi, svolgendo contemporaneamente gli uffici  di vicario giudiziale e di direttore dell’Opera Pia «S. Francesco di Paola» a Polistena.
Uno speciale apporto diede, con la sua opera e la sua sensibilità culturale, alla conservazione e alla valorizzazione della memoria storica della chiesa locale, aprendo la strada a nuovi criteri scientifici di ricerca  e favorendo la realizzazione di nuovi strumenti di conoscenza. 
Un accorto interessamento nel 1976 ebbe l’antica Biblioteca del Seminario. Fu collocata, ampliata e riordinata in nuovi e più idonei locali, rendendola accessibile al pubblico. 
Particolare suo merito è, senza dubbio, aver intelligentemente avviato il recupero e il riordino dell’Archivio Storico Diocesano, una grande mole di materiale, che era ormai quasi in stato di abbandono. La sua persona e la rinnovata istituzione curiale divennero, da quel momento,  punto di riferimento, stimato e apprezzato, da parte di noti ricercatori, docenti universitari,  studenti, istituzioni culturali, come Deputazione di Storia Patria per la Calabria,  la quale, il 20 novembre 1983, lo proclamò socio benemerito «per l’opera di salvaguardia e valorizzazione del materiale documentario e librario salvato presso l’Archivio Diocesano di Mileto».
All’interno del progetto di tutela e moderna  fruizione delle fonti documentarie, ideò e avviò nel 1984 la pubblicazione della raccolta Tabularium Mileten. Ricerche, studi, documenti. Nella premessa al primo volume della serie del Tabularium, presentando la validità del recupero delle carte della memoria per un servizio alla verità storica, scrive: «il materiale archivistico riscoperto appare di tale interesse che merita di essere portato a conoscenza e fruizione di una più larga cerchia di ricercatori e studiosi».
Doti intellettuali e risorse spirituali lo predisposero a scavare, con passione di storico, in una letteratura e in una documentazione archivistica, che oggi può arricchire notevolmente lo studio della storia patria e la ricerca scientifica del territorio. I titoli dei suoi contributi, tra libri e saggi,  sono circa  quaranta, scritti prevalentemente tra il 1980 e il 1995, alcuni pubblicati postumi. (Filippo Ramondino) © ICSAIC

Opere principali

  • Note sull’Archivio storico diocesano di Mileto, in Per un atlante aperto dei beni culturali della Calabria: Situazioni, problemi, prospettive. Atti del VII Congresso Storico Calabrese (Vibo Valentia-Mileto, 11-4 marzo 1982), vol. II, Gangemi, Roma 1985, pp.847-857.
  • I Capitoli del Monte di Pietà di Napoli del 1548 e le carte di fondazione dei Monti di Pietà di Tropea e di Mileto del 1585-1622 e 1626-1642, «Rivista Storica Calabrese», IV, n.s., 1-2, 1983, pp. 349-392.
  • Le «Memorie» di Uriele Maria Napolione, (a cura di), parte I, Memorie per la Chiesa Vescovile di Mileto, parte II, Memorie per i beni della Mensa Vescovile di Mileto, (Tabularium Mileten 1-2),  Laruffa, Reggio Calabria 1984-1994.
  • Paolo Orsi e l’Archivio Storico della Calabria. Con una selezione di lettere inedite, «Rivista Storica Calabrese», VI, n.s., 1-4, 1985, pp. 38-108. 
  • Tentativi umanistici e riformistici in Calabria nel secolo XV in tre bolle inedite di Nicolò V di cui una ora riscoperta nell’Archivio Diocesano di Mileto, «Rivista Storica Calabrese», VII n.s., 1-4, 1986, pp. 25-74.
  • Fortunose vicende di una visita ad limina del 1634-35 (diocesi di Mileto), «Rivista Storica Calabrese», VIII n.s, 1-4, 1987, pp.281-291.
  • La pergamena di fondazione della Parrocchia di Capistrano del 1551 e le “comunanze parrocchiali” tra fine Medioevo ed età moderna alla luce di documenti inediti, «Studi Meridionali»terza serie, VIII, 1, 1988, pp. 85-114.
  • Un Vescovo nelle rivoluzioni: Mons. Filippo Mincione (Mileto 1847-1882), in Benedetto Musolino. Il Mezzogiorno nel Risorgimento tra Rivoluzione e  Utopia, Qualecultura – Jaca Book, Vibo Valentia 1988, pp. 101-139. 
  • I Vescovi di Mileto, (Tabularium Mileten, 4) , Tip.  Garrì,  Sciconi (Vibo Valentia) 1989. 
  • Scuola, clero e cultura in Calabria. Tra settecento e novecento, in Mileto. Miscellanea di studi in occasione del quarantennale dell’istituzione della scuola media, Il Normanno 85, Tip. Garrì, Sciconi (Vibo Valentia) 1991, pp. 55-71.
  • Antonio M. De Lorenzo, storico di Calabria e vescovo di Mileto (1889-1899), in Nicola Provenzano (a cura di), Per il Decennale della Biblioteca Calabrese di Soriano Calabro 1981-1991, Jason, Reggio Calabria 1992, pp.75-105 e «Rivista Storica Calabrese», XVIII, n.s., 1-2, 1997, pp. 23-58. 
  • Il Maestro Prete Canonico Don Antonio Pascale (Polistena 1883-1977), Marafioti, Polistena 1994
  • La comunità ecclesiale di S. Eufemia d’Aspromonte nell’età moderna, in Sandro Leanza (a cura di), Sant’Eufemia d’Aspromonte. Atti del Congresso di Studi per il bicentenario dell’autonomia (14-16 dicembre 1990), Rubbettino, Soveria Mannelli 1997, pp. 179-213. 
  • Monti di Pietà, Casse di Deposito, Fedi di Credito nella zona di Monteleone tra Cinquecento e Settecento, «Rivista Storica Calabrese»XXI, n.s., 1-2, 2000, pp. 101-120;
  • Vita religiosa a Gioia Tauro in età moderna, in Gioia Tauro nel contesto storico calabrese. Atti del Convegno di Studi (17-19 settembre 1993), Barbaro, Oppido Mamertina 1996, pp. 461-471.
  • L’Arciprete  Mons. Francesco Pititto, in Mileto nel contesto storico-culturale dell’Italia Meridionale, Arti Grafiche Rubettino, Soveria Mannelli 1999, pp.177-224.
  • Pasquale Russo (cura di), Memorie per servire alla storia della Santa Chiesa Tropeana compilate dal conte Vito Capialbi, ristampa anastatica con studio introduttivo e aggiornamenti di V. F. Luzzi, Tabularium Mileten, 9, Mapograf, Vibo Valentia 2002

Nota bibliografica essenziale

  • Filippo Ramondino, Vincenzo Francesco Luzzi. Presbitero, Storico e Archivista, «Quaderni del Sud – Quaderni Calabresi»,  XXX, 84-85, 1995, pp. 39-44.
  • Filippo Ramondino, Il Clero della Diocesi di Mileto 1886-1986, vol. I Formazione Ministero Azione Sociale, vol. II Dizionario biobibliografico, Qualecultura, Vibo Valentia  2007, pp. 128-131.
  • Antonino Tripodi, Vincenzo Francesco Luzzi, «Rivista Storica Calabrese», XVI, n.s., 1-2, 1995, pp.487-490.
  • Giovanni Russo, Polistena. La chiesa madre 1783-1993, Virgilio, Rosarno 1995, pp. 269-300.
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