Malgeri, Francesco

Francesco Malgeri [Grotteria (Reggio Calabria) 29 dicembre 1871 – 1 dicembre del 1963]

Nato da una famiglia di professionisti benestanti, frequentò l’ateneo napoletano, dove da studente in medicina, visse la sua prima esperienza politica e culturale. Nel 1892, assieme a Ettore Croce, Garibaldi Sorgente e Arturo Labriola, a Napoli partecipò alla fondazione del primo circolo socialista al vicolo Canalone e in rappresentanza del movimento fu uno dei fondatori del Partito Socialista al congresso costituente di Genova. Due anni dopo, nel 1894, venne nominato Presidente della Federazione Universitaria e in tale veste capeggiò la rivolta popolare scoppiata a Napoli dopo il rigurgito di xenofobia che aveva determinato in Francia l’uccisione di due operai italiani. Fu Francesco Malgeri assieme a Francesco Saverio Nitti e Giovanni Bovio a chiedere le dimissioni del commissario prefettizio Scordo, il quale aveva scatenato una forte repressione contro i manifestanti. A nulla valse la richiesta delle dimissioni in quanto, il governo Crispi, proprio a Napoli, inviò la flotta per bloccare l’insurrezione popolare. Da parte del questore Sangiorgi nulla venne risparmiato per catturare i capi della rivolta e in particolare il Malgeri che, travestito da prete, riuscì a rifugiarsi in Sicilia presso la miniera di zolfo dell’on.le Colajanni. 
Da questo momento aveva inizio la sua straordinaria avventura di rivoluzionario socialista. 
Era presente dappertutto, ovunque scoppiavano moti popolari contro il governo Crispi, così come a Bologna a capeggiare la contestazione nei confronti di Giosuè Carducci accusato di essere voltagabbana perché da fervente repubblicano era diventato monarchico. 
Laureatosi in medicina, prima di stabilirsi definitivamente in Calabria, Francesco Malgeri fece parte della colonna Amilcare Cipriani e assieme a tanti altri rivoluzionari combatté in Grecia contro l’assalto turco per la liberazione di quel popolo. In Grecia svolse le sue funzioni di giovane medico e combatté in prima linea con i gradi di capitano. 
Dal giornale «La Frusta» di Melito Porto Salvo del 31 ottobre 1903 si rileva che a Roccella il 4 ottobre 1903 si tenne il terzo congresso regionale socialista, al quale parteciparono 40 delegati. Dalla zona i circoli rappresentati furono quelli di Brancaleone (De Angelis-Gatto), di Grotteria (Francesco Malgeri e Domenico Malgeri), di Gioiosa Ionica (Palaia-Lucà), di Marina di Gioiosa (Agostini-Montagna), di Roccella (Bova-Cartolano-Minici). 
Dall’inizio dei lavori si capì subito che il congresso s’avviava a registrare uno scontro tra il circolo di Melito dove si stampava il periodico «La Frusta», diretto da Pasquale Namia, e quello di Reggio Calabria, dove si pubblicava il periodico «La Luce», diretto da Luigi Crucoli. 
A difesa della «Frusta» intervenne il medico di Melito Tiberio Evoli, che evidenziò la validità del giornale che a suo dire doveva costituire l’organo dei socialisti calabresi. Contro si espressero i rappresentanti dei circoli di Palmi e di Reggio Calabria che sostennero «La Luce», in quanto per le battaglie politiche condotte, era stato scomunicato addirittura dall’Arcivescovo di Reggio Calabria. 
L’irrigidimento dei socialisti di Reggio Calabria e di Palmi «portò alla frattura e alla presentazione di un ordine del giorno tendente alla revoca dei due periodici esistenti e alla pubblicazione di uno nuovo». Presentato in due momenti successivi, l’o.d.g., da Francesco Malgeri e Nicola Palaia, venne votato a maggioranza, col solo voto contrario dei circoli di Reggio Calabria e di Palmi. Nacque così il nuovo periodico “La Lotta” di cui Francesco Malgeri fu oltre che un sostenitore un valido collaboratore . 
Un anno dopo, nel 1904, partecipò al congresso di Bologna, in rappresentanza di 22 intransigenti, denotando così sin d’allora il suo massimalismo, che sarà costante per gli anni a venire. 
Prima del IV congresso operaio, tenutosi a Siderno il 19 e 20 settembre del 1911, nell’aprile dello stesso anno aveva partecipato al convegno sullo sviluppo del Mezzogiorno presieduto dall’on.le Meuccio Ruini. 
Al congresso operaio di Siderno, Francesco Malgeri, che faceva parte della corrente «I socialisti intransigenti» colse l’occasione per sferrare un duro attacco contro i propugnatori che «sconsigliati tentano di indurre il governo ad una impresa coloniale, mentre in Calabria come in tutto il Mezzogiorno c’è tanto da fare». 
L’ultimo atto, prima dello scoppio della guerra, fu il congresso operaio tenutosi a Crotone il 31 dicembre del 1914, al quale Francesco Malgeri partecipò come delegato della sezione di Brancaleone assieme a Vincenzo De Angelis ed Eugenio Bova. Come afferma Giuseppe Masi «la riunione di Crotone (…) ebbe il merito di dare vita, nella regione, ad una stabile organizzazione del partito che fu, purtroppo, interrotta dalla guerra». 
La ripresa della vita politica del partito socialista, dopo la fine della guerra, nella jonica, avvenne su basi riformistiche e grazie ad un nuovo rinnovato impegno, il partito riuscì ad acquistare alla fine del 1918 un ritmo organizzativo più spedito con l’allargamento della sua base e porsi quindi come l’esponente preminente a guidare le lotte per l’occupazione delle terre negli anni seguenti.  Gli anni 1919-1922 furono per la zona anni tormentosi ed esplosivi, non solo per l’occupazione delle terre, ma anche per i sommovimenti contro il caro vita e il disagio in genere, che raggiunsero momenti reali d’un forte ribellismo sociale.  Fu una stagione questa d’intensa attività politica del partito socialista che estese la sua organizzazione in tutta la zona con la formazione, accanto alle tre esistenti di Brancaleone, S. Agata e Siderno, delle sezioni di Grotteria, Mammola, Roccella, Gioiosa Jonica, Ferruzzano, Canolo, Bivongi, Pazzano. Furono queste le sezioni che parteciparono al secondo congresso provinciale socialista tenutosi a Reggio Calabria il 30 maggio del 1920, dopo che le stesse il 25 marzo dello stesso anno avevano fondato la Federazione Circondariale dello Jonio con sede a Siderno. 
All’attività politica si accompagnò poi la redazione di un giornale «II Gazzettino Rosso» fondato da Nicola Palaia, nel quale il medico di Grotteria scriveva i suoi articoli di lotta con lo pseudonimo di Franco Gepi. 
Nel 1920 Francesco Malgeri formava il primo nucleo comunista in Calabria assieme a Carlo Lacava e Romulo Capurro amministratore del giornale di Gramsci «Ordine Nuovo».  In preparazione del congresso di Livorno sostenne assieme a Eugenio Bova e Nicola Palaia la scelta comunista. Iniziava così per Malgeri l’attività di dirigente comunista che lo porterà a farsi promotore, in quei primi anni Venti, della fondazione e della costituzione delle sezioni di Canolo, Grotteria, Roccella, Giffone, Cinquefrondi. 
Dopo i fatti di Casignana del 1922, l’avvento del fascismo e il suo espandersi in modo violento, Francesco Malgeri non cedette né alle minacce né ai tentativi di corruzione del fascismo. Michele Bianchi, uno dei quadrunviri, cercò più di una volta, direttamente o con la mediazione di potenti personaggi locali di allettarlo con promesse che giunsero fino alla ventilata possibilità di diventare ministro del regime. Il medico di Grotteria rifiutò sempre sdegnosamente queste profferte continuando per tutto il ventennio la illuminante tensione politica non disgiunta da una immutabile dedizione professionale. 
Nel campo politico, dopo il congresso di Lione del 1926, quando il PCd’I entrava nella clandestinità, fu Francesco Malgeri a mantenere viva la fiaccola che rincuorava gli anziani che avevano aderito al nuovo partito dopo il congresso di Livorno, e a far vibrare nell’animo dei giovani, che si erano accostati al partito, negli anni trenta, l’entusiasmo per il credo comunista. Egli visse tutti gli anni, dopo l’avvento del regime, con un impegno dominante, l’impegno di educare e avviare le nuove generazioni ad abbracciare gli ideali del comunismo.
Nel settembre del 1943, quando le truppe alleate entrarono nella città di Reggio Calabria, il nome di Francesco Malgeri fece parte della terna delle personalità alla quale i partiti democratici fecero riferimento per il riconoscimento dei valori nazionali che il regime aveva umiliato ed offeso. 
Designato dal PCI, insieme a Fausto Gullo ed Eugenio Musolino, a rappresentare la Calabria nella Consulta nazionale, diede il suo contributo al dibattito politico che avrebbe portato alla ricostruzione del paese e a darsi nuove istituzioni democratiche.
Come dirigente partecipò da delegato al V Congresso del Pci (il primo dopo la guerra) che si tenne a Roma dal 29 dicembre al 5 gennaio del 1946 e al successivo che si tenne a Milano dal 5 al 10 gennaio del 1948. Candidato al Senato della repubblica per il Fronte, nelle politiche del 18 aprile 1948, per il collegio di Locri, conseguì 20.853 voti. 
Dopo le politiche del 1948, data l’età avanzata, era sembrato che per il medico di Grotteria, fosse giunto il momento del ritiro della vita politica. Ma non fu così se lo vediamo in testa ai cortei negli scioperi a rovescio per protestare contro i provvedimenti governativi del 1950. 
Per questo suo continuo impegno, all’età di 82 anni, da tutte le sezioni comuniste della zona, all’unanimità, veniva ricandidato al Senato nelle politiche del 7 giugno 1953 riportando 12247 voti.
Nel 1957, dopo la costituzione del Comitato di Zona del partito, fu eletto Presidente. 
Morì nel 1963 all’età di 92 anni. Due anni prima i comunisti di Grotteria lo avevano eletto segretario di sezione.  (Giuseppe Errico) ©ICSAIC 2019

Riferimenti bibliografici

  • Questa biografia, con leggere modifiche, è stata pubblicata nel volume:  Francesco Malgeri e la lotta per la democrazia nella provincia di Reggio Calabria,Quaderni dell’Icsaic, Fratelli Gigliotti Editori, Lamezia Terme 1995;
  • Ferdinando Cordova, Alle origini del PCI in Calabria,Bulzoni, Roma 1977;
  • Giuseppe Errigo, Protagonisti del Novecento Jonico, vol. I, AGE, Ardore Marina 1994.

Fonti archivistiche

  • Archivio Icsaic, Fondo Malgeri, http://www.icsaicstoria.it/fondo-malgeri/
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