Marra, Adele

Adele Marra [Catanzaro, 1858 – Barcellona (Spagna), ?, dopo il 1930]

Soprano e compositrice. Indicata nelle pubblicazioni della sua epoca anche come Adelina Marra e Adele (o Adela) Marra Mirò, iniziò con ogni probabilità i suoi studi nella città natale proseguendoli poi a Napoli, anche se non esistono fonti certe che testimonino le varie fasi della sua formazione. 
Si rese nota inizialmente per la sua attività di compositrice e successivamente per quella di cantante. Un riferimento ad un valzer da lei composto è presente nell’Archivio Storico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, in una comunicazione del 5 marzo 1881 con cui il Ministro dell’Istruzione Pubblica trasmetteva alla Real Accademia di Roma un valzer composto da Adele Marra con la richiesta di verificare se la composizione fosse degna di essere dedicata alla Regina Margherita, così come l’autrice richiedeva. Nella risposta successiva il valzer, che aveva come titolo proprio Margherita, fu dichiarato “meritevole della dedica a S. M. la Regina”. Lo spartito non è stato però ritrovato e dunque non è nemmeno possibile risalire all’organico per cui era stato composto.
Del 1883 è una canzone da lei composta su versi di Ferdinando Russo, noto poeta e paroliere della canzone napoletana, dal titolo Chiarastella, edita da Santojanni, editore di origine calabrese attivo Napoli, e dedicata all’impresario, già direttore del Teatro San Carlo, Alfred Prestreau.
Al 1886 risale invece la romanza per canto (soprano o tenore) e pianoforte dal titolo T’amo! su testo della poetessa Ida Gessi Paoletti e dedicata al basso comico Augusto Cappelli, edita da Ricordi. Con la stessa casa musicale e su testo della medesima autrice la Marra pubblicò tre anni dopo una seconda romanza intitolata Occhi neri dedicata al cavaliere Carlo D’Ormeville, librettista ed impresario. In queste composizioni Adele Marra si atteneva a quella che era la prassi compositiva delle romanze da camera del tempo, destinate al salotto e ad un pubblico prevalentemente di amatori. Il fatto di essere anche cantante le facilitò in tal senso il compito, consentendole di utilizzare consapevolmente e a pieno gli strumenti espressivi più consoni al tipo di prassi esecutiva richiesta dal genere.
Un suo idillio in tre atti dal titolo Sara fu rappresentato per la prima volta al Teatro Comunale di Catanzaro il 15 marzo 1888, su testo del poeta Vito De Mercurio. Di questa composizione resta solo il titolo, non essendo stati rinvenuti né la partitura né il libretto.
In qualità di cantante Adele Marra ci fa riscontrare sue notizie nell’ottobre 1886, quando risulta documentata la sua presenza al Teatro Sannazzaro di Napoli nel ruolo di Duchessa all’interno dell’opera Il Duca e il Podestà ovvero Babilas di Cesare Rossi. Grande successo personale le cronache riportano poi nell’aprile dell’anno successivo al Teatro Bellini di Napoli in occasione della rappresentazione dell’opera comica Papà Martin di Antonio Cagnoni. Lusinghieri risultati ottenne poi nel corso dello stesso 1887 nel medesimo teatro nelle rappresentazioni di Rigoletto di Giuseppe Verdi, Il barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini, Ruy Blas di Filippo Marchetti e L’Ebreo di Giuseppe Apolloni.
Nel corso degli anni Ottanta la Marra ebbe modo di frequentare con assiduità i circoli artistici e i salotti aristocratici di Napoli mentre continuò la sua piuttosto intensa attività di cantante che la vide protagonista in varie opere nella sua città natale. Al Teatro Comunale di Catanzaro interpretò infatti nel corso del 1888 il ruolo di Leila ne L’Ebreo di Apolloni e il ruolo della protagonista nell’opéra-comique Dinorah di Meyerbeer. La sua attività si estese ai teatri del nord Italia: tra il 1888 e il 1889 la troviamo impegnata al vecchio teatro Concordia di Cremona (oggi Ponchielli) nel ruolo di Micaela (soprano) all’interno della Carmen di Bizet e nel ruolo “en travesti” di Silvio nella Francesca da Rimini di Cagnoni; il teatro Ricci della stessa città la vide partecipare anche alla rappresentazione de Gli Ugonotti di Meyerbeer. Piuttosto controverso fu il modo come la stampa accolse nel marzo del 1889 la sua interpretazione di Violetta ne La Traviata di Giuseppe Verdi al Teatro Manzoni di Milano. Il “Teatro Illustrato” ebbe a scrivere: «La parte protagonistica dell’opera di Verdi fu sostenuta dalla signorina Marra, giovane artista di bell’ingegno. Solo che alla sua voce, piuttosto esile negli acuti, ma di timbro dolce e simpatico, non è certo la parte più confacente.» Migliore accoglienza ebbe invece in aprile, sempre al Teatro Manzoni, la sua partecipazione, nel ruolo di Euridice, alla rappresentazione di Orfeo ed Euridice di Gluck. L’opera riscosse molto successo e fu replicata in maggio, col medesimo allestimento, presso il Teatro Vittorio Emanuele di Torino.
A partire da giugno 1889 la Marra risulta presente in Spagna, nei cartelloni teatrali di Barcellona. La troviamo così impegnata al Teatro Novedades nel Faust di Gounod e al Teatro del Tivoli nell’Ernani di Verdi.
Sul finire dello stesso anno la troviamo di nuovo in Italia con un numero elevato di rappresentazioni presso il Teatro Paganini di Genova in opere come Adriana Lecouvreur di Ettore Perosio (da non confondere con l’omonima opera di Francesco Cilea che sarà rappresentata solo nel 1902), Il Trovatore e Luisa Miller di Verdi. In quest’ultima opera, nel cui cast era presente anche il basso Luigi Mirò, la cantante compariva col doppio cognome di Adele Marra-Mirò. Ad un periodo non molto precedente dovrebbe risalire quindi il suo matrimonio con Luigi Mirò, indicato anche come Luis Mirò e dunque dalle probabili origini spagnole.
L’attività di soprano lirico della Marra si estese notevolmente negli anni successivi che la videro calcare le scene dei teatri Politeama Reinach di Parma, Principe Amedeo di Sanremo, Del Corso di Bologna, Pagliano di Firenze, Signorelli di Cortona (Arezzo), Pontedera (Pisa), Bonacossa e Tosi Borghi di Ferrara, Manzoni di Pistoia. Nel 1892, sempre assieme al marito Luigi Mirò, la troviamo ancora in Spagna – Teatro Municipal di Tarrega (Catalogna); Teatro Municipal, Teatro del Tivoli e Gran Teatre del Liceu di Barcellona – in opere come Un ballo in maschera ed Ernani di Verdi, Faust di Gounod, Lucrezia Borgia La Favorita di Donizetti, L’Africaine Gli Ugonotti di Meyerbeer, L’Ebreadi Halevy, Carmen di Bizet, Der Freischütz di Weber, Henry Clifford di Albeniz diretta dallo stesso Albeniz (1895).
Nel 1896 la Marra risulta attiva in Portogallo: è presente infatti nel cartellone del Teatro Coliseo dos Recreios di Lisbona per numerose rappresentazioni di varie opere tra cui anche Cavalleria Rusticana di Mascagni. Negli anni successivi fu nuovamente in Spagna dove calcò i palcoscenici del Teatro Fortuny di Reus, Principal di Girona, Principal di Igualada (Catalogna), Nuevo Retiro di Barcellona. Le ultime testimonianze la documentano ancora a Napoli (Teatro Bellini), dove tra il 1904 e il 1907 fu impegnata ne Il Trovatore e in Carmen.
Tutto il complesso della sua attività di cantante evidenzia una notevole rapidità di assimilazione e una capacità di interpretare personaggi variegati in numerose opere di diversa ispirazione e ascrivibili ad autori tra di loro a volte piuttosto distanti dal punto di vista musicale: da Verdi a Donizetti a Gounod, fino al grand-opèra di Meyerbeer.
In Spagna, in particolare a Barcellona, la Marra fu molto attiva anche in un gran numero di serate concertistiche nelle quali la sua presenza è documentata fino a circa il 1927. Come compositrice la sua attività, anche se dopo gli anni Ottanta si dirada, è testimoniata da alcune pubblicazioni: del 1902 è lo stornello per canto e pianoforte Quando penso a te su testo di Lorenzo Stecchetti, uscito a Barcellona nella rivista “Álbum Salòn”. Lo stornello fu ripreso anni dopo nella sua versione in lingua spagnola Cuando penso a ti da Radio España di Madrid e da Radio Ibérica che lo trasmisero nel 1924 e 1925 nell’interpretazione della soprano Vera Romanova. La dedica dello stornello alla sua alunna Lola Tobau testimonia inoltre una significativa attività didattica svolta da Adele Marra a Barcellona, dove diresse un’accademia di canto. Di frequente il quotidiano «La Vanguardia» faceva riferimento ai suoi allievi.
Alla Marra è attribuita anche una marcia militare per pianoforte dal titolo Italia, dedicata al re Alfonso XIII in occasione della sua visita a Barcellona nel 1904. Vi sono poi due composizioni sacre: Salve e Avemaria; una melodia intitolata Elena ispirata dalla visita in Spagna nel 1924 del re d’Italia Vittorio Emanuele III e della regina Elena; infine il valzer Mercedes.
Anche se con ogni probabilità Adele Marra concluse la sua esistenza a Barcellona, non ci sono attestazioni sicure riguardo la data della sua morte che si fa risalire a dopo il 1930. (Massimo Distilo) © ICSAIC 2020

Nota bibliografica

  • Marilena Gallo, Giuseppina Montagnese, Vita e opere di una compositrice calabrese, in «In-audita musica. Intrecci femminili tra melodia e armonia», relazione al Convegno internazionale di studi (Novara, 7-8 marzo 2008);
  • Marilena Gallo (a cura di), Dizionario dei musicisti calabresi, Abramo, Caraffa di Catanzaro 2010, ad nomen.
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