“Masi, uno studioso  limpido, un operaio della storia dell’Antifascismo calabrese”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera che il signor Battista Trapuzzano ha fatto pervenire al direttivo del nostro istituto a proposito dell’elezione del prof. Giuseppe Masi a presidente onorario. Trapuzzano ci ha inviato anche un allegato con un documento che riguarda suo padre, partigiano combattente in Jugoslavia, del quale porta il nome “per scelta”.

Ecco il messaggio e il documento:

Mi congratulo con Voi per aver eletto Presidente Onorario dell’ICSAIC il Prof. Giuseppe Masi. Un uomo e uno studioso  limpido nella ricerca storiografica tanto quanto  nella condotta morale e  intellettuale. La sua visione socialista sul mondo contemporaneo  è stata sempre usata con equilibrio e autorevolezza; nei suoi scritti la storia dell’antifascismo non è mai scaduta  nella velleità  egemonica, spesso, ingiustamente, rivendicata dalla sola sinistra militante. “Un operaio della  storia dell’Antifascismo calabrese” questa è la figura incontaminata del Prof. Giuseppe Masi, espressione che molto sarebbe piaciuta a Salvemini e a Gramsci. Le figure dell’antifascismo che il Prof. Giuseppe Masi ha fatto emergere sono  spesso figure trascinate fuori dall’oscurità  storiografica con attento rigore scientifico, stando sempre accorto a non confondere la storia del ”certo-accaduto” con la storia del “probabilmente-accaduto”. Per anni gli Antifascisti, ci era sembrato, che fossero  appartenuti a una classe sociale ben identificata, e mi riferisco a quella classe di intellettuali erudita nelle università e fra il mondo accademico eludendo  molte figure dell’Antifascismo reale che erano, invece, gente semplice, comune: sarti, barbieri, calzolai, contadini. Gente che nella storia dell’antifascismo calabrese era stata quasi sempre ignorata o, tutt’al più, fatta entrate, quasi di nascosto, dalla porta di servizio della storia. A questi Antifascisti il Prof. Giuseppe Masi ha dato  voce. Ancora mi congratulo con la Vostra scelta. La storia dell’Antifascismo, in tempi di recrudescenza, ha bisogno dei suoi testimoni più limpidi e più onesti per condurre il nostro paese fuori dall’improvvisazione e dalla temerarietà storica.

Battista Trapuzzano